La Federazione Russa ritira i militari dalla Siria: successo, ma il deterrente è necessario

Ramazan Khalidov, Takeshi Hasegawa e Lee Jay Walker, Modern Tokyo Times, 14 marzo 2016BAL_3087Il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin annuncia che le Forze Armate avrebbero cominciato a ritirare il “grosso” dei militari in Siria. L’annuncio ha sorpreso molti, perché il ritiro ha effetto immediato dal 15 marzo. Tuttavia, secondo Putin, gli obiettivi principali sono stati raggiunti nel complesso. Questo vale per la galvanizzazione delle Forze Armate della Siria, che hanno recuperato varie regioni del Paese, oltre all’assegnazione di equipaggiamenti moderni alle Forze Armate di questa nazione. Nonostante ciò, lo SIIL è ancora attualmente a Raqqa e occupa altre parti della nazione, per esempio Tadmur. Potrebbe anche essere che le Forze Armate della Siria avanzino su Tadmur, mentre altre forze più compatibili agli USA puntino su Raqqa. Tuttavia, sicuramente la Federazione russa sarebbe apparsa più potente se Aleppo fosse completamente caduta (avanzate sono state compiute su Aleppo), o se Tadmur fosse stata liberata prima del 15 marzo. Putin osserva “Considero gli obiettivi decisi dal Ministero della Difesa generalmente adempiuti. Perciò si avvia il ritiro del grosso del nostro gruppo militare nel territorio della Repubblica araba siriana a partire da domani”. Nonostante questo, la presenza militare rimarrà in Siria presso l’importante porto di Tartus e la base aerea di Humaymim. A quanto pare la presenza è dovuta alla necessità di osservare il cessate il fuoco concordato sul campo. Tuttavia, col mantenimento di una presenza militare in Siria la Federazione Russa potrà rispondere rapidamente ad eventi imprevisti. Allo stesso tempo, il contingente militare in due aree specifiche illustra un contesto in continua evoluzione e Mosca appoggiare pienamente il governo centrale della Siria. Si spera che dietro le quinte alla Federazione Russa siano state date garanzie dagli USA. Dopo tutto, è difficile fidarsi della Turchia del presidente Erdogan e di altre nazioni come Qatar e Arabia Saudita. Queste nazioni sostengono apertamente le brutali forze settarie dei taqfiri contro la Siria. Pertanto, la Federazione russa dovrà avere un serio deterrente, con cui intensi bombardamenti siano riavviati se tali nazioni continuano la destabilizzazione contro la Siria. In altre parole, il porto di Tartus e la base aerea militare di Humaymim devono sostenere un rapido e potente rinforzo. Altrimenti, sarebbe troppo presto per la Federazione Russa compire un massiccio ritiro, a meno che Mosca sia ben consapevole che luoghi come Tadmur stiano per cadere.
Jonathan Marcus della BBC dice che “l’intervento della Russia ha raggiunto gli obiettivi principali, consolidare la posizione del Presidente Assad, permettendo alle sue forze di riprendersi le regioni chiave del territorio, e garantire che Assad rimanga il fattore di qualsiasi futuro accordo siriano”. In generale, è chiaro che le Forze Armate della Federazione russa hanno eliminato numerosi terroristi settari in Siria e la situazione sul terreno è mutata in tempi relativamente brevi. Soprattutto, addestramento militare, equipaggiamento militare avanzato, maggiore coordinamento e spinta psicologica nelle Forze Armate della Siria da parte della Federazione Russa sono stati immensi. Nonostante ciò è ancora essenziale che la Federazione Russa mantenga una forte presenza militare a Tartus e Humaymim, e sia pronta a rientrare in Siria in futuro, se le forze centrali lo richiederanno. Dopo tutto, gli eventi in Afghanistan, Iraq e Libia evidenziano la realtà sul campo che le potenze di Golfo e NATO non sono riuscite a prevedere. Pertanto, la Federazione Russa ha bisogno di un piano per un forte rinforzo e un forte coordinamento con il governo centrale della Siria se la situazione non segue i piani.CdmgSAJVAAAqcivTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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