Putin punta sul ritiro delle truppe russe dalla Siria

Valentin Vasilescu, Rete Voltaire, Bucarest (Romania), 16 marzo 2016

Per l’esperto militare Valentin Vasilescu, il ritiro parziale delle forze aeree russe dalla Siria non comporta rischi. L’esercito russo ha già distrutto le fortificazioni dei jihadisti e l’Esercito arabo siriano è dotato di armi moderne per liberare il territorio occupato dallo SIIL.5978f8093052040e61f145a2e87c14a8La decisione di ritirare il contingente russo in Siria veniva applicata lo stesso giorno in cui il Presidente Vladimir Putin l’annunciava [1], come se la decisione non potesse richiedere che un paio d’ore. In primo luogo, c’è voluta una settimana per monitorare attentamente l’andamento della tregua entrata in vigore il 27 febbraio 2016 e assicurarsi che non ci sarebbero state sorprese. Poi il rientro dalla Siria in Russia (distanti almeno 2500 km) richiedeva una preparazione tecnica di 4-5 giorni, tenendo conto dei mezzi necessari ai russi per monitorare la tregua che dovrebbe tenere in Siria. Una volta deciso che non si doveva rimanere in Siria, il materiale veniva ritirato, smontato e collocato nei contenitori. I mezzi di trasporto aereo e navale venivano assegnati in base alle capacità di carico e all’autonomia, a seconda delle rotte e delle previsioni meteo. I piani di volo furono depositati in anticipo per tutte le rotte dei velivoli da trasporto, con gli aeroporti di imbarco e di sbarco degli aerei cargo. Più di un migliaio di soldati russi è stato coinvolto nell’operazione. Erano addetti alle strutture logistiche e sapevano i dettagli della missione con almeno 3 o 4 giorni di anticipo, tanto più che la rotta più breve per la Russia non era disponibile a causa della chiusura dello spazio aereo da parte della NATO. E’ interessante notare che i servizi d’intelligence della NATO non sapevano assolutamente di ciò che avveniva, rimanendo sorpresi dal modo esemplare con cui le forze russe avevano mantenuto il segreto. Ciò significa, in pratica, che i servizi occidentali non hanno “infiltrati”. L’impressione è che Mosca, mentre altri reagiscono, prende l’iniziativa e non si preoccupa delle mosse di nessuno. Putin voleva la Crimea e la prese in meno di due settimane senza che nulla “arrivasse” all’occidente. Putin voleva avere i sistemi S-400 in Siria in un paio di giorni, l’ha fatto dopo che per anni Israele si era opposto all’invio dei sistemi S-300 in Siria. E l’occidente è rimasto senza parole.

Mosca ha raggiunto i suoi obiettivi in Siria?
L’obiettivo principale era cambiare i rapporti di forza a favore dell’Esercito arabo siriano con un’operazione aerea russa che si assicurava, logisticamente, gli standard della NATO con perdite e costi materiali minimi. I russi vi hanno aggiunto la modernizzazione dell’Esercito arabo siriano, in particolare dell’Aeronautica. Allo stesso tempo, hanno testato in nuovi aerei da combattimento Su-30SM, Su-34, Tu-214R, le munizioni intelligenti per questi aerei (Kh-25, KAB-500, KAB-1500, ecc.), i nuovi missili da crociera Kh-101 lanciati dai bombardieri, e Kalibr-NK lanciati da sottomarini e navi di superficie. La Russia ha testato le moderne attrezzature C4I contro statunitensi e loro alleati della coalizione anti-Stato islamico che circondano la Siria. Con l’Esercito arabo siriano la Russia testato procedure e armi specifiche per la lotta al terrorismo e appreso come reagire prontamente ai mercenari islamisti addestrati e armati da Stati Uniti, NATO, Arabia Saudita… La Russia ora sa come contrastarli se un’alta “primavera araba” venisse organizzata da qualche parte. Con il supporto aereo russo, l’Esercito arabo siriano ha ripreso l’iniziativa ed ha liberato gran parte del territorio abitato della Siria. La tregua del 27 febbraio ha avvantaggiato più l’Esercito arabo siriano, dato che molti ribelli sono stati costretti a rispettarla, riuscendo a concentrarsi sui principali nemici: Stato islamico, Fronte al-Nusra (al-Qaida in Siria) e Fronte islamico (armato dall’Arabia Saudita). Così, l’Esercito arabo siriano ha raggiunto un accordo, tramite la Russia, con le milizie curde per difendere il confine con la Turchia e ottenuto una vera tregua con l’ELS (sostenuto e armato da Stati Uniti e Francia). Pertanto, l’Esercito arabo siriano può dirigere il grosso delle forze nelle zone occupate dallo Stato islamico, arrivando alle porte di Tadmur, per poi avanzare su Raqqa e Dayr al-Zur, avendo la Siria occidentale assai meno luoghi da liberare. L’obiettivo attuale di Putin è completare i negoziati di pace, e se si trovassero in una situazione di stallo, la base aerea russa di Humaymim e la base navale di Tartus non rimangono attive per nulla. Tuttavia, tutti gli aerei da ricognizione senza pilota e i sistemi di difesa aerea russi S-400 e Pantsir-S2 sono rimasti in Siria per monitorare il rispetto della cessazione delle ostilità. Ed entro 12 ore, i bombardieri russi possono ritornare in Siria e riprendere gli attacchi aerei.

Conclusioni
Putin ha dimostrato che la Russia è una grande potenza e può trattare da pari a pari con Obama. Riesce a mantenere le basi militari in Siria ed aggiornare l’Esercito arabo siriano, che sarà un pilastro della grande influenza in Medio Oriente su cui la Russia può contare.TaYukUo

[1] “Annuncio del ritiro russo dalla Siria“, Rete Voltaire, 14 marzo 2016

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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