Washington può salutare lo scudo antimissile

F. William Engdahl New Eastern Outlook 22/03/2016iran53_02Gli statunitensi raramente eccellono negli scacchi quanto i russi. L’ultimo grande maestro mondiale di scacchi degli Stati Uniti fu Bobby Fischer all’apice nel 1971. Per lo più, negli ultimi decenni, Washington ha fatto affidamento su un’arrogante forza bruta, forza che le da il diritto d’imporre la sua agenda globalista che Michael Ledeen, un neo-conservatore, una volta chiamò fascismo universale. Il totale controllo assoluto di persone, nazioni, flussi commerciali, della vita stessa da parte di un cartello corporativista globale. L’ultimo gioco brutale degli USA contro la loro vecchia nemesi, la Russia, è la creazione dello “scudo missilistico” contro la Russia. Nel 2007, George W. Bush annunciò che Washington stava per schierare ciò che definì Ballistic Missile Defense. Fu più o meno l’inizio di una profonda ed fondamentale diffidenza di Russia e Vladimir Putin sull’onestà delle intenzioni di Washington. Ora Mosca, in ciò che sembra una mossa scacchista geniale, svela la risposta a sorpresa. Un breve sguardo alla situazione all’inizio degli anni ’90, su come fu destrutturata l’Unione Sovietica, è utile per capire le dinamiche della politica estera e militare russa di oggi. Il segretario di Stato James Baker III incontrò l’ultimo leader sovietico, Mikhail Gorbaciov, e gli fece la promessa che, in cambio del permesso dei sovietici di riunire le due Germanie, Washington non avrebbe mai esteso la NATO verso est. In risposta al solenne impegno degli Stati Uniti, l’ex-Unione Sovietica, ora notevolmente ridotta alla Federazione Russa, promise a Washington e NATO che avrebbe smantellato sistematicamente l’arsenale nucleare. A questo scopo, la Duma russa ratificò il trattato START II per la riduzione delle armi nucleari operative. Fu contingente la ratifica di Stati Uniti e Russia, aderenti dal 1972 al trattato antimissili balistici, che vietava lo schieramento dell’attiva difesa antimissile ad entrambe le parti.

‘Usare la mano destra per raggiungere l’orecchio sinistro’
revision03 Il 13 dicembre 2001 il presidente degli Stati Uniti George W. Bush annunciò, per la costernazione di Mosca, che Washington si ritirava dal trattato antimissili balistici del 1972. Silenziosamente portava avanti un piano coltivato dal segretario della Difesa Don Rumsfeld, la costruzione di un sistema di difesa antimissile balistico statunitense. La maggior parte degli statunitensi fu tenuta all’oscuro dal pericolo creato da Washington con l’abrogazione unilaterale del Trattato. Nel luglio 1998, un periodo in cui le minacce dei missili balistici nucleari verso gli Stati Uniti erano lontane o addirittura inesistenti, Rumsfeld consegnò un rapporto della Commissione per la valutazione delle minacce dei missili balistici per gli Stati Uniti al presidente Bill Clinton. La relazione della Commissione di Rumsfeld delineò ciò che vedeva come pericolo strategico per gli Stati Uniti: “Gli sforzi concertati da numerose nazioni apertamente o potenzialmente ostili per acquisire missili balistici…sono una minaccia crescente per gli Stati Uniti… di recente, le minacce da Corea democratica, Iran e Iraq si aggiungevano a quelle poste dagli arsenali dei missili balistici di Russia e Cina...” Nel 2004 Don Rumsfeld attuò il CONPLAN 8022 mettendo i bombardieri a lungo raggio B-52 ed altri dell’US Air Force, in stato di ‘allarme’, come al culmine della guerra fredda. Il comandante dell’8.th Air Force dichiarò che i suoi bombardieri nucleari erano “essenzialmente in allerta per pianificare ed eseguire attacchi globali“, per conto del Comando Strategico degli Stati Uniti o STRATCOM, con sede a Omaha, Nebraska. CONPLAN 8022 incluse non solo armi nucleari e convenzionali a lungo raggio lanciate dagli Stati Uniti, ma anche bombe nucleari e altre schierate in Europa, anche nella base aerea di Buchel in Renania Palatinato, Germania, in Giappone e in altri luoghi. CONPLAN8022 diede agli Stati Uniti ciò che il Pentagono chiamò “Global Strike”, capacità di colpire qualsiasi punto della Terra con una devastante forza nucleare e convenzionale. CONPLAN8022 non fu praticamente dichiarato ai media statunitensi, ma Mosca certamente ne prese atto. Poi, nei primi mesi del 2007, il terzo passo per lo sviluppo del sistema di difesa antimissile balistico statunitense nei Paesi UE fu svelato. Chiarì alla leadership politica e militare della Russia che Washington sviluppava una strategia a lungo termine per circondare militarmente e cancellare la Federazione Russa con una mortale mossa potenzialmente termonucleare. Ora il campanello d’allarme su una prova di forza potenzialmente nucleare, come nel leggendario film di Kubrick, Il Dottor Stranamore, suonava al Cremlino. Il 29 gennaio 2007, il Generale di Brigata dell’US Army Patrick J. O’Reilly, vicedirettore della Missile Defense Agency del Pentagono, annunciava i piani degli USA per dispiegare un sistema di difesa antimissile balistico in Europa entro il 2011. Il Pentagono sostenne che lo schieramento era volto a proteggere le installazioni USA e NATO contro le minacce dal Medio Oriente, in particolare l’Iran, e non dalla Russia. Nel febbraio 2007, in occasione della Conferenza annuale internazionale sulla sicurezza di Monaco di Baviera, il presidente russo Putin pronunciò un discorso che svelò i veri motivi di Washington per la nuova difesa antimissile in Europa. Distruggendo le argomentazioni menzognere di Washington di mirare a “Stati canaglia” o Paesi problematici, Iran e Corea democratica, Putin dichiarò: “Armi con gittata di 8000 chilometri che minaccerebbero l’Europa non esistono in alcuno dei cosiddetti Paesi problematici. E nel prossimo futuro… questo… non è nemmeno prevedibile. E qualsiasi ipotetico lancio di, per esempio, un missile nordcoreano sul territorio statunitense attraverso l’Europa occidentale contraddice le leggi della balistica. Come diciamo in Russia, sarebbe come usare la mano destra per raggiungere l’orecchio sinistro”. Nonostante l’insistenza di Washington che la sua nuova Difesa antimissile fosse solo difensiva mirando a “Stati canaglia” come Iran o Corea democratica, in realtà militarmente non lo era per nulla, anzi era un importante vantaggio offensivo di Washington in un futuro scontro militare con Mosca. Il colpo di Stato degli Stati Uniti a Kiev nel febbraio 2014, e la successiva azione ostile di Washington contro la Russia, furono una prova di forza militare molto più di quanto molti comprendono. Nel 2007 Washington iniziò a schierare missili antimissile nucleare in Polonia, Paese della NATO, e avanzati sistemi radar nella Repubblica Ceca, altro membro della NATO. Erano puntanti contro l’unica sofisticata potenza nucleare capace di lanciare un efficace contrattacco nucleare, la Federazione russa. L’arsenale nucleare della Cina non rappresentava allora una minaccia paragonabile.

La BMD è offensiva non difensiva
In un’intervista al Financial Times del 1° gennaio 2006, l’allora ambasciatrice degli USA presso la NATO, ed ex-consigliera di Cheney, Victoria Nuland, la stessa che diresse il colpo di Stato degli Stati Uniti a Kiev nel 2014, riguardo la nuova dottrina del Pentagono del “Global Strike”, dichiarò che gli Stati Uniti volevano un “forza militare dispiegabile globalmente” attiva “in tutto il nostro pianeta”, dall’Africa al Medio Oriente e oltre. Combinando Global Strike con Ballistic Missile Defense (BMD) gli Stati Uniti creavano uno squilibrio allarmante nel rapporto strategico tra Russia e Stati Uniti. Lungi dall’essere “difensiva”, la BMD è estremamente offensiva. Washington faceva sul serio. I piani sulla “difesa missilistica” emersero negli anni ’80 quando Ronald Reagan propose di schierare sistemi satellitari, stazioni radar e missili intercettori in tutto il mondo, volti a monitorare e abbattere i missili nucleari sovietici prima che colpissero il loro bersagli. Furono soprannominati ‘Star Wars‘ dai critici, ma il Pentagono ufficialmente vi spese più di 130 miliardi di dollari fino al 2002. George W. Bush, a partire dal 2002, aumentò in modo significativo tali spese. Tra il 2002 e il 2014 l’Organizzazione governativa di controllo della contabilità generale stimò che il governo degli Stati Uniti avesse speso altri 98 miliardi per lo sviluppo del sistema di difesa antimissile balistico, escludendo i miliardi dirottati verso la difesa missilistica dai fondi segreti della ‘scatola nera’ del Pentagono. L’importante è sapere che la difesa missilistica degli Stati Uniti non è affatto difensiva, ma è estremamente offensiva. Se gli Stati Uniti potessero proteggersi in modo efficace da una possibile rappresaglia russa a un primo colpo nucleare dagli USA, la logica della guerra nucleare imporrebbe i dettami degli Stati Uniti a tutto il mondo, non solo alla Russia. Sarebbe la supremazia nucleare. Era il vero senso dell’insolito discorso di Monaco nel 2007 di Putin. Non era paranoico, era crudamente realistico. Il Tenente-Colonnello Robert Bowman, direttore del Programma di Difesa Missilistica dell’US Air Force durante l’era Reagan, in un’intervista telefonica con l’autore, poco prima di morire, definì a difesa missilistica, “l’anello mancante del primo attacco“. Il Pentagono la chiama supremazia nucleare. Qualunque sia il nome, è un male per il mondo e il futuro della civiltà.

La sorpresa della Russia
Ora la Russia ha rivelato la sorpresa, una forma geniale di scacco matto, annunciando la risposta all’espansione dei siti della “difesa” antimissili balistici di Washington oggi esistenti non solo in Polonia e Repubblica Ceca, ma anche Romania e Turchia. Il governo della Russia ha appena annunciato di aver sviluppato una nuova tecnologia missilistica “avanzatissima” che vanifica le centinaia di miliardi di dollari che gli Stati Uniti hanno speso per circondare Russia (e Cina) con installazioni della BMD. Il nuovo ultra-avanzato ICBM RS-26. L’avanzato missile balistico intercontinentale RS-26 ha una gittata di 11000 km. Per capirsi, Washington DC è a 7843 chilometri da Mosca. Il nuovo RS-26 è anche capace di cambiare di continuo la traiettoria, penetrando anche i più avanzate scudi di difesa antimissile. Secondo un rapporto dei media cinesi, dopo che ai loro capi militari hanno assistito a una dimostrazione, anche se pesa solo 80 tonnellate, rispetto al modello precedente da 120 tonnellate RS-24 Jars, il Rubezh ha una spaventosa potenza da 1,2 megatoni con quattro testate da 300 kiloton. Inoltre, la fase del lancio dura meno di cinque minuti, il che significa che i radar della NATO in Europa non avranno il tempo di registrarne il lancio. Inoltre, aggiungendo i problemi alla BMD della NATO, durante la fase di discesa della traiettoria, a poche centinaia di chilometri al bersaglio, le testate del missile improvvisamente si tuffano, perdendo quota ed avvicinandosi come un missile da crociera. Ora, sotto questa luce, la recente dichiarazione di Mikhail Uljanov, direttore del Dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti del Ministero degli Esteri russo, riguardo lo schieramento in Europa annunciato dagli Stati Uniti di bombe nucleari B61-12 aggiornate, assume una luce interessante. Uljanov, senza dire altro, aveva detto in una recente conferenza stampa a Mosca, “la reazione russa al dispiegamento delle nuove bombe statunitense sarà sufficiente, e i suoi parametri saranno decisi con un’analisi approfondita di tutte le circostanze…” Se il recente intervento militare russo in Siria ha dimostrato una cosa al mondo, è la capacità militare russa di oggi ha poco o alcuna somiglianza con quella degli anni ’80, quando i barbari chiamati Mujahidin, armati di missili TOW e sostenuti da CIA, forze speciali e miliardi di dollari degli USA, riuscirono a scacciare l’Armata Rossa dall’Afghanistan. E’ giunto il momento di porre fine a tali stupidi giochi di guerra, che hanno ossessionato Washington. Sarebbe molto più sano per noi mutare le nostre spade, e bombardieri nucleari, in aratri.RS-26_PUBEG_140131_01F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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