Quali erano gli obiettivi della Russia in Siria?

Valentin Vasilescu Reseau International 25 marzo 20161028962371Nella prima guerra del Golfo nel 1991, gli statunitensi crearono l’industria della presentazione artistica della guerra per marcare la supremazia tecnologica del Pentagono. Tutte le reti televisive mostravano attacchi “chirurgici” dei missili da crociera e delle bombe a guida laser, quando in realtà l’80% delle bombe utilizzate era convenzionale, senza alcuna precisione. Alcuno di tali media menzionò il fatto che i sovietici avevano bombe a guida laser dal 1981, usate per la prima volta nel 1986 in Afghanistan. Per via dell’impatto dei media nel plasmare l’opinione una guerra può essere vinta prima, virtualmente, con l’aiuto della stampa. I PR russi hanno attuato con successo la ricetta degli Stati Uniti sulla moderna tecnologia utilizzata dall’Esercito russo in Siria, seguendo la CNN con i video dei velivoli da ricognizione senza pilota che riprendevano il momento dell’impatto sugli obiettivi islamisti delle bombe a guida laser o GLONASS lanciate dai nuovi aerei Su-34. Si è visto lo stesso con i lanci dei missili da crociera Kalibr, questa volta da parte delle corvette russe classe Bujan-M dal Mar Caspio e dal sottomarino russo Rostov-na-Donu dal Mar Mediterraneo, o del missile da crociera russo Kh-101 dai bombardieri Tu-160. Si avevano le immagini dei sistemi antiaerei e antimissili S-400 schierati sulla base aerea di Humeymim, come fu nel caso dei sistemi Patriot durante le guerre del Golfo. In aggiunta, per nascondere la tensione insita alle azioni di guerra, gli specialisti russi hanno preparato il contingente russo in Siria con l’intenzione di dare l’immagine di turisti coi sandali in vacanza in riva al mare. I reportage dalla base aerea di Humeymim si concentravano soprattutto sui numerosi veicoli speciali dotati di sauna, panetterie mobili moderne e mense ben fornite. Nel 2008, la Russia impiegò nelle operazioni offensive in Georgia 8-10000 uomini, centinaia di carri armati, aerei ed elicotteri, contro un esercito regolare di 45000 effettivi, inferiore a quello della Russia. Pertanto, le operazioni militari in Siria, con la presenza di 1500 soldati russi, per Mosca rappresentavano una mera esercitazione tattica e addestrativa per gli equipaggi degli aerei. La chiave di questa esercitazione era il fatto che, oltre al personale di volo, tecnico e della difesa aerea e terrestre, i russi avevano inviato nella base aerea di Humeymim un folto gruppo di ingegneri e progettisti militari da tutti i rami delle Forze Armate russe, specializzati nella raccolta, controllo, elaborazione dei dati per modernizzare le tecniche di combattimento.
I nuovi aerei Su-35S, Su-34, Su-30SM inviati in Siria avevano passato 5-8 anni di complessi test nei poligoni. I test di bombardamento o tiro nei poligoni avvengono in condizioni ideali e non tengono conto di eventuali sorprese. Mentre nel teatro delle operazioni in Siria, il materiale aeronautico, optoelettronico, radar e GLONASS, l’identificazione dei bersagli e puntamento delle armi, subiscono delle perturbazioni. È il caso ad esempio del fumo delle esplosioni a terra, del camuffamento adottato dagli islamisti, della vicinanza dei civili e della possibile interferenza della coalizione anti-Stato islamico guidata dagli Stati Uniti. Lo stretta supporto all’Esercito arabo siriano dell’Aeronautica russa era l’occasione per testare l’effettiva distanza di sicurezza con cui le truppe possono avvicinarsi agli obiettivi bombardati. Finora, le convenzioni internazionali hanno costretto la Russia ad utilizzare missili navali con gittata limitata a 300-700 km. Il nuovo missile da crociera 3M-14 Kalibr, che ha una gittata di 1500 chilometri, è stato testato in Siria in condizioni di combattimento reale. Lanciati da navi di superficie o sottomarini, volano sopra la superficie del mare e il terreno accidentato di diversi Stati, attraversando rotte con forte traffico civile. Il vantaggio più importante sfruttato appieno dai russi era che, vicino ai confini della Siria, un dispositivo dalla tecnologia di ultima generazione era stato creato dalla coalizione anti-Stato islamico guidata dagli Stati Uniti. Era una concentrazione combinata di armi offensive, simile a quella della NATO in Europa ai confini della Russia. I russi testavano l’operatività della zona di esclusione impermeabile a tutti i mezzi della NATO (Area d’Interdizione e Anti-Accesso A2/AD). La zona di esclusione ha una rete di difesa aerea a strati con sistemi di ultima generazione (S-400, S-300PM2, Pantsir-S2, Tor-M2E). La Russia ha potuto verificare in particolare l’efficacia dei nuovi equipaggiamenti da guerra radio-elettronica (Electronic Warfare – EW) Krasukha-4 e Borisoglebsk-2, specificamente progettati per garantire la supremazia nei sistemi di guerra radioelettronica proteggendo il sistema integrato automatizzato russo C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer, informazioni e interoperabilità), confondendo le comunicazioni dei jihadisti e bloccando quegli tra gli aerei, tra gli aerei e le basi a terra, con i centri comando volanti E-3 AWACS, e le trasmissioni dei droni da ricognizione statunitensi Northrop Grumman RQ-4 Global Hawk, MQ-1 Predator e MQ-9 Reaper. Proteggendo i propri sistemi di navigazione ed eliminando il pericolo della sorveglianza spaziale nemica dei radar sui satelliti militari degli USA della serie Lacrosse/Onyx, paralizzando così la capacità del nemico di rilevare, comunicare ed esercitare il comando e controllo sul campo di battaglia. Il generale Philip Breedlove, comandante della NATO, ha pubblicamente ammesso che in Siria i russi sono riusciti a creare una zona di esclusione (bolla A2/AD) dei mezzi statunitensi.
Il 18 marzo 2015, alle 00:39 ora locale, una serie di abbaglianti punti di luce bianco-blu illuminava il cielo della città russa di Stavropol, nel Caucaso. Stavropol è la sede del quartier generale della 49.ma Armata dell’Esercito russo e dell’Istituto per la Ricerca nei sistemi avionici che equipaggiano anche i missili strategici russi. Il Ministero della Difesa russo ammise che, al momento, erano in corso esercitazioni militari che coinvolgevano i test di nuovi equipaggiamenti nella zona della città di Stavropol. Un paio di settimane fa la Marina Militare russa annunciava i piani per testare sulle fregate classe Admiral Gorshkov e altre navi russe un nuovo sistema denominato Grach, o “cannone folgorante”. Si compone di quattro proiettori montati su una torretta telecomandata che emettono potenti fasci di interferenze su frequenze infrarosse e ultraviolette. Grach è in grado di accecare tutti i sistemi di puntamento, ricognizione e navigazione rilevandone il calore (visore termico), comprese le apparecchiature per la visione notturna individuale. Successivamente si è saputo che il sistema Grach montato su veicoli corazzati è già stato testato dalle truppe russe ed è attualmente in attesa di approvazione dal Ministero della Difesa per la produzione. Gli specialisti dicono che il sistema Grach fu la causa del misterioso fenomeno di Stavropol, e che sia un mezzo per garantire la sicurezza delle truppe russe impegnate in operazioni in mare o a terra, soprattutto di notte, e assicurarsi che il nemico non possa rilevarle e puntargli le armi guidate. Non è escluso che i russi abbiano inviato sistemi Grach in Siria per testarli in condizioni di combattimento reale.Grach-weapon-362706

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Annunci

One Response to Quali erano gli obiettivi della Russia in Siria?

  1. Pingback: Quali erano gli obiettivi della Russia in Siria? - Vox Populi Blog

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...