Rilancio economico eurasiatico e continuo declino dell’influenza statunitense

Alessandro Lattanzio, 28/3/20161035373629Il valore delle riserve auree della Russia è aumentato di 5,8 miliardi di dollari, passando da 381,1 miliardi a 386,9 miliardi tra l’11 e il 18 marzo, secondo la Banca centrale russa. In sette giorni, la Russia ha aumentato le riserve in oro e valuta estera dell’1,5 per cento. Dal 1° marzo, le riserve sono aumentate dell’1,7 per cento. A metà dicembre 2015, la Banca centrale russa annunciava che avrebbe aumentato le riserve d’oro della Russia a 500 miliardi di dollari nei prossimi tre-cinque anni.
Contemporaneamente, i profitti industriali della Cina crescevano nel bimestre gennaio-febbraio 2016 del 4,8 per cento, più che nello stesso periodo del 2014 (4,2 per cento). I profitti delle aziende industriali con un fatturato annuo di oltre 20 milioni di yuan (3,1 milioni di dollari) sono stati pari a 780,7 miliardi di yuan nel gennaio-febbraio 2016, secondo l’Ufficio nazionale di statistica (NBS). I profitti sono aumentati più velocemente in 18 mesi, infatti i profitti industriali della Cina registrarono un 4,7 per cento a dicembre e con una riduzione del 2,3 per cento nel 2015. He Ping, funzionario dell’NBS, attribuiva la crescita dei profitti all’aumento delle vendite e a un leggero calo dei prezzi. Nei primi due mesi, i ricavi delle imprese sono saliti dell’1 per cento rispetto al 2015, migliorando rispetto allo 0,6 per cento di calo nel dicembre 2015 e un aumento dello 0,8 per cento per tutto l’anno scorso. Nel gennaio-febbraio, l’indice dei prezzi alla produzione era scaduto al 5, dal 5,9 per cento a dicembre e del 5,2 per cento per tutto il 2015.
Infine, la Banca del Pakistan annunciava un piano per autorizzare l’emissione di lettere di credito in euro invece che in dollari, per gli uomini d’affari pakistani che desiderano importare beni strumentali dall’Iran, senza l’intermediazione di una banca degli Stati Uniti. Ecco una possibile risposta sull’attentato a Lahore che ha provocato 72 morti. Inoltre, il governo indiano aveva approvato a febbraio una prestito di 150 milioni di dollari per sviluppare il porto di Chabahar in Iran, e il Ministro del Petrolio indiano Dharmendra Pradhan, che dovrebbe visitare l’Iran il 6-7 aprile per firmare l’accordo da 3,5 miliardi di dollari per lo sviluppo del giacimento di gas Farzad-B nel Golfo Persico, che era stato bloccato dalle sanzioni contro l’Iran. Il progetto energetico Iran-India avrà effetti sull’equilibrio strategico della regione.

Nel frattempo, in Europa
viktor-orban-540x304 L'”Eurodream” ucraino svanisce mentre lo Stato controllato dagli oligarchici, non sarò mai membro dell’Unione europea. In Europa orientale, gli immigrati ucraini superano quelli provenienti da Medio Oriente e Nord Africa. In Polonia sono più di 2 milioni i lavoratori migranti con passaporto ucraino e che le autorità chiamano rifugiati secondo le norme dell’UE. Tra gennaio e novembre 2015, 706000 ucraini hanno ricevuto i permessi di lavoro in Ungheria, Repubblica Ceca e Germania. In futuro si prevede che saranno da 5 a 8 milioni nell’UE e a cui saranno negati i benefici sociali che gli immigrati provenienti da Libia, Siria e Afghanistan hanno ricevuto immediatamente all’arrivo. Comprendendo che il collasso dell’economia ucraina avrà conseguenze disastrose per l’Unione europea, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker annunciava che la Commissione europea esaminerà la decisione di annullare l’obbligo di visto per gli ucraini in coincidenza con il referendum olandese sulla ratifica dell’accordo di associazione tra UE e Ucraina, il 6 aprile. Gli olandesi sono riluttanti ad accettare ulteriori migranti dall’Ucraina, dopo l’ondata dal Medio Oriente; ma la Commissione sa che negare agli ucraini l'”Eurodream” priverà il governo golpista ucraino della legittimità superstite, mentre Washington prende le distanze dal problema. In relazione a ciò, il Parlamento polacco valuta la costruzione di un muro sul confine polacco-ucraino, facendo il paio con quello sul confine ungherese-rumeno. Infatti, le autorità rumene prevedono di accettare 6200 rifugiati nel 2016 e 2017 assecondando Bruxelles. Il Primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orban, emetteva un ordine al Ministero degli Interni e al Ministero della Difesa per costruire un muro lungo il confine con la Romania, allungando quello eretto ai confini con Croazia, Serbia e Slovenia. Un recinto alto 4 metri su tre file di filo spinato, e una barriera alta 3,5 metri in mezzo. L’accordo di Bucarest ad aprire le frontiere ai rifugiati, in cambio del sostegno di Angela Merkel al presidente rumeno di etnia tedesca Klaus Iohannis nelle elezioni presidenziali del 2014, dirigerà l’ondata di immigrati verso l’Ungheria orientale. Viktor Orban aveva chiesto all’Unione europea di fornire alla Macedonia ulteriori finanziamenti per rafforzarne la protezione dei confini nel nord della Grecia, per trattenere le ondate di profughi. Al vertice dell’UE tenutosi il 7-8 marzo in Turchia, Orban aveva detto che “Anche un solo rifugiato è molto per noi. Non saremo mai d’accordo al trasferimento di profughi dalla Turchia all’Ungheria”. Al vertice, Ankara prometteva di riprendersi tutti i rifugiati giunti in Europa in cambio di 6 miliardi di euro da Bruxelles, dell’adesione all’UE e dell’autorità di trasferire rifugiati direttamente nei Paesi dell’UE, nella misura di uno per ogni clandestino rientrato in Turchia. Il percorso attraverso la Romania e verso il confine orientale dell’Ungheria rimane aperto, quindi Budapest prevede di tenere un referendum sulla quota di 2300 rifugiati impostale dall’UE. Il primo ministro ungherese definisce i rifugiati “invasori” e giura che: “i gangster non faranno preda delle nostre mogli e figlie”.12795260A Palmira: Russia e USA
12049139 Il 27 marzo Tadmur veniva completamente liberata con l’eliminazione delle ultime sacche dei terroristi, e il comandante della Liwa Suqur al-Sahra esprimeva gratitudine a Vladimir Putin a nome del popolo siriano, osservando che mentre gli altri Paesi hanno sostenuto i terroristi, la Russia ha aiutato la Siria contro lo “Stato islamico”, “Tutto è accaduto in diverse fasi. Il nostro esercito ha circondato e liberato Palmira. La difficoltà principale era che i terroristi avevano seminato molte mine sulle strade“, e sottolineava che la vittoria non sarebbe stata possibile senza il sostegno della Russia e del Presidente Vladimir Putin. Il Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate siriano dichiarava “sicurezza e stabilità sono state restaurate a Tadmur a seguito di varie operazioni militari precise ed efficaci effettuate dalle unità militari con l’aiuto dei gruppi di difesa popolare e sostenute dalle forze aeree siriane e russe. Questo risultato dimostra che il nostro valoroso esercito, aiutato dagli amici, è l’unica forza efficace in grado di combattere il terrorismo e sradicarlo“. E il Presidente Vladimir Putin si congratulava con il Presidente Bashar al-Assad per la liberazione di Palmira/Tadmur, e il Presidente Assad affermava che ciò era dovuto alla determinazione dell’Esercito arabo siriano e al sostegno efficace della Russia. Il Ministero della Difesa russo dichiarava che in 24 ore la RVVS aveva effettuato 117 sortite contro 40 obiettivi nella zona di Tadmur, distruggendo 8 centri comando, 12 fortificazioni, 2 carri armati, 3 pezzi di artiglieria, 6 depositi di munizioni, 8 autoveicoli ed eliminando oltre 80 terroristi. Il Comando dell’EAS chiariva che l’importanza del successo derivava dalla posizione strategica di Tadmur, quale importante anello di congiunzione tra le regioni centrali, meridionali, orientali e settentrionali della Siria. “Quasi 500 terroristi del SIIL furono uccisi nelle operazioni dell’Esercito arabo siriano per liberare Tadmur“, dichiarava una fonte militare siriana. Numerosi terroristi del SIIL furono eliminati mentre cercavano di fuggire dalla città, “abbandonando i feriti e le posizioni a Tadmur“. La RVVS distruggeva un grande deposito di combustibile dello SIIL presso Quraytin, distruggendolo assieme a tutte le autocisterne ed eliminando diversi terroristi presenti nel sito, mentre la 67.ma Brigata della 18.ma Divisione, l’81.ma e la 120.ma Brigata della 2.da Divisione dell’Esercito arabo siriano, Partito sociale nazionalista siriano (SSNP), Dara Qalamun, Liwa Suqur al-Sahra e Forze di difesa nazionale (NDF) liberavano Tulal al-Sud, Quota 850, Quota 849 e Tulal al-Rumayli a 1,5 km a nord-ovest di Quraytin. Presso Damasco, ad Harasta, la 105.ma Brigata della Guardia repubblicana dell’Esercito arabo siriano distruggeva un tunnel lungo 200 metri e a 15 metri di profondità utilizzato come centro operativo da Jabhat al-Nusra. La Guardia repubblicana dell’Esercito arabo siriano ed Hezbollah liberavano l’ex-base della difesa aerea di Bala al-Qadim, nel Ghuta orientale, eliminando 13 terroristi di Jabhat al-Nusra.14589252921-519x389Mentre nel Governatorato di Lataqia, il 24 marzo, gli Spetsnaz russi catturavano i terroristi turcomanni che avevano distrutto, uccidendo un militare russo a bordo, l’elicottero Mil-8 russo decollato in soccorso dei piloti del cacciabombardiere russo Su-24 abbattuto dai turchi, la RVVS dispiegava in Siria, a fine marzo:
– 4 intercettori Sukhoj Su-35S
– 5 bombardieri Sukhoj Su-34
– 4 intercettori Sukhoj Su-30SM
– 12 cacciabombardieri Sukhoj Su-24M
– 4 elicotteri d’assalto Mil Mi-8AMTSh
– 8 elicotteri d’attacco Mil Mi-24P
– 4 elicotteri d’attacco Mil Mi-35M
– 1 velivolo da ricognizione Antonov An-30B
– 1 velivolo da ricognizione elettronica Iljushin Il-20M
– 1 velivolo da trasporto Antonov An-72
– 1 UAV Forpost
Questo dopo aver ritirato dalla base aerea di Humaymim
– 6 cacciabombardieri Sukhoj Su-24M
– 10 aerei d’attacco Sukhoj Su-25SM e 2 Sukhoj Su-25UB 2
– 3 bombardieri Sukhoj Su-34
– 3 elicotteri d’attacco Mi-24P
Complessivamente rientravano 24 velivoli, ma rimanevano ad Humaymim 44 velivoli e un numero ignoto di droni della RVVS.
Chi ha parlato di ritiro russo?CeeQ66KXEAElgiWCeiMU18WsAMdfDm12928438Infine, la New America Foundation for Studies and Research affermava che 4500 dei 10000 terroristi statunitensi ed europei arruolatisi nel SIIL erano stati eliminati in Siria e Iraq, “4500 combattenti stranieri, tra cui donne e giovani, sono stati eliminati in Iraq e Siria nelle battaglie e nei bombardamenti aerei e d’artiglieria effettuati nei due Paesi. Circa il sei per cento delle donne combattenti erano morte in battaglia. Tali statistiche escludevano i combattenti stranieri provenienti da Afghanistan, Cecenia, Asia e Africa“. Il Pentagono rivendicava l’eliminazione di Abdarahman Mustafa al-Qaduli, noto anche come Haji Iman o Abu Ala al-Afri, “Questo è il colpo più pesante per lo Stato islamico perché Qaduli era al centro della struttura amministrativa del SIIL“, affermava Hisham al-Hashimi, analista e consigliere del governo iracheno. “Baghdadi non può sostituire Haji Iman con una persona di valore equivalente. Dovrà nominarne tre per riempire il vuoto… riducendo… l’efficienza e lasciando al-Bahgdadi ancor più esposto al pericolo“. Difatti Qaduli era il governatore delle province siriane, ministro delle finanze e presidente del Consiglio della Shura del SIIL. Secondo Hashimi, “La sua morte e quella del ministro della guerra del SIIL Abu Umar al-Shishani, e la cattura di non identificati addetti alle armi chimiche, dimostrano che gli Stati Uniti hanno fonti vicine ai vertici dello Stato islamico“. Il SIIL aveva perso Tadmur e Ramadi, e il governo di Baghdad avanzava su Mosul, la maggiore città nel nord dell’Iraq. “La perdita di Haji Iman è grave. Anche se lo Stato islamico… ha un forte sistema per sostituire i capi più importanti, ci vorrà ancora tempo per sistemarsi“, dichiarava Ranj Talabany, funzionario dell’agenzia d’intelligence curda Zanyari. “Conosceva appieno le loro finanze, e le decisioni dei capi erano prese dopo avere consultato Haji Iman“. Qaduli era un capo di al-Qaida. Fu arrestato più volte durante il governo baathista in Iraq per il suo estremismo, e si recò in Afghanistan nel 1998, per incontrare Usama bin Ladin. Con la creazione del SIIL nel 2013, supervisionò la deportazione delle minoranze etniche e religiose e lo stupro delle donne yazidi. Qaduli veniva sostituito come governatore dal portavoce del SIIL Abu Muhamad al-Adnani; come capo finanziario da Iyad al-Ubaydi, noto anche come Fadil Haifa, ex- ufficiale della sicurezza di Sadam Husayn e sostituto anche di al-Shishani; ed infine da Abdallah al-Qatuni alla presidenza del Consiglio della Shura. Gli Stati Uniti conducevano operazioni mirate contro lo Stato islamico per eliminarne i propri agenti e i testimoni scomodi dell’intesa tra Gladio, Pentagono e terrorismo taqfirita.Syrian-Army-PalmyraNote
Analisis Militares
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FARS
Fort Russ
Global Times
Indian Punchline
New America
Reseau International
Reseau International
Reuters
Russia Insider
South Front
Sputnik
Strategic Culture Foundation
The BRICS Post

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