Siria: Cosa c’è di nuovo nel rullo compressore russo?

L’esercito russo ha condotto la campagna in Siria in maniera accuratamente programmata e metodica, in linea con le tradizioni militari della Russia e del suo Stato Maggiore.
Daniel Fielding Russia Insider 31 marzo 2016Syrian-Army-PalmyraL’offensiva dell’esercito siriano, che ha portato alla liberazione di Palmyra, offre una buona occasione per rivedere la situazione in Siria dall’inizio dell’intervento russo a settembre. Un buon punto di partenza sono gli obiettivi attribuiti ai russi in un articolo pubblicato il 7 novembre 2015. Questo è ciò che dicevamo: “La campagna aerea russa è quindi accuratamente pianificata e raggiunge gli obiettivi.
1. Ha impedito a Stati Uniti ed alleati di attuare una campagna di bombardamenti che avrebbe provocato il rovesciamento del governo siriano;
2. Ha dato tempo e spazio a un nuovo sforzo diplomatico, aprendo la strada ad un eventuale accordo politico basato sulle idee dei russi. È esclusa la creazione di uno Stato islamico jihadista in territorio siriano. Come Saker dice correttamente, gli Stati Uniti sembrano aver concesso il punto;
3. Ha dato tempo e spazio all’esercito siriano per riprendersi, in modo che possa finalmente passare all’offensiva, creando le condizioni per la soluzione politica che i russi vogliono imporre; e
4. Indebolisce le infrastrutture dei terroristi, impedendogli di lanciare un’offensiva e d’indebolire la preparazione dell’offensiva militare siriana imminente.
Di questi quattro obiettivi il primo è il più importante perché senza raggiungerlo gli altri tre sarebbero stati impossibili. Allo stato attuale, il primo obiettivo è stato raggiunto. Il ritiro della campagna dei bombardamenti degli Stati Uniti è stata un grande successo della politica russa. Gli altri tre obiettivi continuano ad progredire“. Da allora gli eventi si sono mossi rapidamente.
Lo sforzo diplomatico (obiettivo 2) ha dato i suoi frutti con trattative per raggiungere una soluzione politica. I terroristi siriani hanno a più riprese, da quando i russi sono intervenuti, tentato di lanciare offensive. Lo Stato islamico per esempio ha lanciato un’offensiva occupando per breve tempo la città di Qanasir, interrompendo la strada principale per Aleppo, ed attirando molta attenzione. La combinazione di bombardamenti russi e rinascita dell’esercito siriano ha fatto sì che tutte queste offensive dei terroristi fallissero. Sono state tutte respinte, e a quanto pare con pesanti perdite. I bombardamenti russi hanno indubbiamente indebolito i terroristi, rendendogli impossibile sostenere offensive, e facilitando le offensive dell’esercito siriano verso Aleppo e Palmyra, molto più di quanto sarebbe stato altrimenti. Si può quindi dire che l’obiettivo 4 in gran parte è stato raggiunto, anche se persisterà fino alla fine della guerra in Siria. Infine non vi è dubbio che il flusso di nuove armi e di consiglieri da Russia e Iran abbia rivitalizzato l’esercito siriano (obiettivo 3). La sua condotta nelle battaglie delle ultime settimane, e l’offensiva che ha liberato Palmyra in particolare, hanno mostrato un netto cambiamento rispetto al precedente comportamento in guerra. Considerando ciò che l’esercito siriano ha fatto in precedenza che, per carenza di effettivi, faceva eccessivo affidamento sui lenti blindati cingolati in una combinazione estemporanea tra eccessiva presenza di carri armati e generale inadeguata presenza di fanteria e supporto ingegneristico, oggi impiega la fanteria in modo molto più efficace e aggressivo, impiegandone molta su autoveicoli leggeri e veloci, rispondendo meglio nelle molte battaglie da combattere. Le pesanti concentrazioni di blindati, ora aggiornati con l’avvento di circa due dozzine di carri armati T-90 resistenti ai TOW, e a un numero imprecisato di sistemi lanciarazzi TOS1 forniti dalla Russia, ora vengono usate correttamente laddove necessario, nella dura guerra di posizione contro i terroristi jihadisti più pesantemente armati, da Stati Uniti e Turchia, nel nord, intorno Aleppo e Idlib. Una caratteristica delle nuove offensive è il notevole ruolo delle unità delle Forze Speciali dell’esercito siriano, unità dai nomi pittoreschi come “Forze Tigre” e “Falconi del Deserto”. Queste unità esistevano prima dell’intervento russo. Tuttavia è solo dopo l’intervento russo che hanno avuto una direzione e sono utilizzate correttamente. Il cambiamento della tattica siriana è visibile nella battaglia per liberare Palmyra.
13950108000030_PhotoJ Considerando che la precedente strategia siriana era circondare le cittadine controllate dai terroristi con blindati e artiglieria per assediarle e bombardarle, una strategia disastrosa in termini morali e politici, raramente riuscite impantanando l’esercito siriano nella guerra di attrito che le risorse umane limitate non potevano permettergli, Palmyra è stata subito presa d’assalto con combattimenti corpo a corpo dei piccoli gruppi di fanteria d’elite ben addestrata. Il compito di intercettare rifornimenti e rinforzi spediti allo Stato islamico a Palmyra fu lasciato, come doveva, all’Aeronautica russa che inseguiva e bombardava i convogli dello Stato islamico che tentavano di raggiungere Palmyra lungo le strade principali, a quanto pare infliggendo perdite pesanti allo Stato islamico. I carri armati e i blindati pesanti sembrano siano stati poco utilizzati, e la forza che ha liberato Palmyra contava non più di 5000 uomini. Il successo di tale tattica dipende molto da una buona intelligence e da un efficace comando, con buona coordinazione tra truppe di terra e aeronautica. E’ qui che la presenza dei consiglieri russi e iraniani, in gran parte forze Spetsnaz russe e Guardie rivoluzionarie iraniane, ha quasi certamente fatto la differenza fondamentale, così come la capacità dei russi nell’osservare il campo di battaglia con droni e altri mezzi, permettendogli di mantenere le truppe siriane che avanzavano costantemente informate di ciò che il nemico faceva. Sulla tregua in Siria occidentale, l’importante non è che ha permesso all’esercito siriano di riassegnarsi per combattere lo Stato Islamico in Siria orientale, come alcuni hanno sostenuto. La maggior parte dell’esercito siriano rimane posizionata in Siria occidentale, dove è pronta a difendere le roccaforti del governo siriano di Damasco e sulle coste, e dove si posiziona per le offensive future su Aleppo e Idlib, dove il maggior numero di maggior jihadisti, armati fino ai denti, è in realtà concentrato. L’importanza della tregua è che ha permesso all’Esercito siriano la necessaria dotazione e riqualificazione in Siria occidentale, preparando le offensive mentre invia unità di fanteria specializzate meglio addestrate, più mobili e con equipaggiamenti leggeri, come i Falchi del deserto e la Forze Tigre, a combattere lo Stato islamico in luoghi come Palmyra. La liberazione di Palmira oggi allevia l’assedio alla città nel deserto orientale di Dair al-Zur, la cui eroica difesa dell’esercito siriano sotto il comando del Generale Isam Zahradin, della comunità drusa della Siria, in 2 anni di assedio, è una delle grandi storie non celebrate della guerra civile siriana. L’eliminazione dell’assedio di Dair al-Zur porterà l’esercito siriano a brevissima distanza dal confine iracheno, tagliando in due i territori dello Stato islamico in Siria e mettendo siriani e russi nella posizione d’intercettare le comunicazioni dello Stato islamico tra i territori che controlla in Iraq e la capitale siriana a Raqqa. Riportando anche un vasto territorio siriano, seppur principalmente desertico, sotto il controllo del governo siriano e ponendo fine alla pretesa che il governo siriano controlli solo una piccola parte del territorio della Siria. Dovrebbe anche finalmente seppellire qualsiasi piano per la partizione della Siria su linee confessionali, attraverso la creazione di una sorta di Stato sunnita nella parte orientale del Paese. Con queste ultime mosse è quindi possibile ottenere il senso generale di ciò che era il piano di battaglia russo in Siria.JtNxu4v-1024x704Ci sono state quattro fasi distinte, che i russi hanno seguito nel loro modo tipicamente metodico, suggerendo un’attenta pianificazione, tipica dello Stato Maggiore russo:

Fase 1
Questa fase va dall’inizio della campagna ad ottobre fino a metà novembre. È stato un periodo di consolidamento, contrastando il piano degli Stati Uniti d’istituire una no-fly zone, dove i territori rimanenti sotto il controllo del governo siriano, tra cui in particolare Damasco e Lataqia, venivano finalmente liberati. Durante questo periodo la maggior parte dei bombardamenti russi era concentrata nella parte occidentale del Paese, provocando le critiche occidentali sulla Russia che non bombardava lo Stato islamico. La pratica standard dei russi di assicurarsi l’area della loro base prima di lanciare l’offensiva, operava durante questa fase. Perciò la maggior parte dei bombardamenti si concentrava in Siria occidentale, piuttosto che contro lo Stato islamico ad est.

Fase 2
Questa fase va da metà novembre a metà gennaio. Questo fu il periodo delle prime offensive dell’esercito siriano e della grande escalation dei russi che impiegavano i bombardieri pesanti (14 Tu-22M3, 6 Tu-95 e 5 Tu-160) nella campagna. Ciò ha portato a massicci bombardamenti, permettendo all’esercito siriano finalmente di riprendere il pieno controllo di due città della Siria centrale, Homs e Hama, fulcro delle proteste antigovernative nel 2011, e di riprendere il controllo di gran parte della provincia di Damasco. Durante questa fase furono presi i primi passi per sollevare l’assedio di Aleppo abolendo a novembre l’assedio alla vicina base aerea di Quwayris. Il punto chiave sul bombardamento russo durante questo periodo non è il gran numero di bombe usate, ma che i russi, grazie ai loro sistemi di navigazione e puntamento di gran lunga superiori, potevano bombare di giorno e di notte con qualsiasi tempo, senza dare ai ribelli tregua mentre volavano a quote in cui i loro sistemi antiaerei non potevano raggiungerli. L’esperienza nei conflitti precedenti mostra che questo tipo di bombardamenti continui, insieme alla loro accuratezza, paralizza i movimenti, interrompe i rifornimenti e stanca facendo crollare il morale. Fu questo pesante bombardamento a preparare il terreno per l’avanzata dell’esercito siriano nelle settimane successive. Se gli strategici Tu-95 e Tu-160 con i loro missili da crociera hanno attirato l’attenzione, il grosso dei bombardamenti probabilmente fu opera dei Tu-22M3 con le bombe a caduta libera.

Fase 3
Questa fase va da metà gennaio a inizio marzo. Fu testimone della grande offensiva dell’esercito siriano che ha portato alla fine dell’assedio di Aleppo e all’effettivo accerchiamento della maggior parte dei terroristi. Si è conclusa con la tregua che ha portato la pace nella maggior parte della Siria occidentale, permettendo il ritiro della maggior parte della forza aerea d’attacco russa da Lataqia. Al termine di questa fase la presa del governo siriano sulle popolose regioni costiere occidentali è stata finalmente e pienamente assicurata. E’ apparso chiaro che il governo siriano non può essere sconfitto militarmente, rendendo possibili i negoziati finalmente in corso tra il governo siriano e i suoi oppositori a Ginevra.

Fase 4
Questa è la fase in corso, con la tregua che lascia parte della residua Forza aerea russa ancora in Siria e le forze d’élite dell’esercito siriano che combattono lo Stato islamico nella Siria orientale. Questa fase si concluderà probabilmente entro la prossima settimana, togliendo l’assedio a Dayr al-Zur e con l’esercito siriano che raggiunge il confine iracheno.

Operazioni future
E’ probabile che ci saranno ulteriori fasi nella operazioni di combattimento. Una miscela di mezzi diplomatici e militari probabilmente sarà utilizzata per ripristinare il pieno controllo del governo siriano sulla parte di Aleppo ancora sotto il controllo dei ribelli. Ci sarà tuttavia un’offensiva dell’esercito siriano per liberare la provincia di Idlib e Idlib. La maggior parte dei terroristi sono jihadisti impermeabili a negoziati e compromessi. Infine un’offensiva dell’esercito siriano è quasi certamente in programma per riprendere la capitale dello Stato islamico Raqqa. Questo potrebbe svolgersi su più fronti coinvolgendo le truppe siriane che avanzano verso Raqqa lungo le strade principali da Aleppo (una volta pienamente assicurate) ad ovest, da Hama a sud-ovest, e lungo la strada sull’Eufrate da Dayr al-Zur, a sud-est. A quel punto la guerra siriana, e la parte militare del conflitto siriano, sarà quasi al termine, con la soluzione politica prossima. E’ impossibile dire quanto tempo richiederà questa fase. Tuttavia, dall’intervento russo a settembre gli eventi si sono accelerati in Siria più di quanto atteso. In un modo o nell’altro è probabile che la maggior parte dei combattimenti in Siria, e la parte principale della guerra, finisca entro la fine dell’anno.hqeGXdu-1024x692

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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