La fuga selettiva dei Panama Papers è un enorme ricatto

Moon of Alabama 4 aprile 2016

mossack-fonseca1La fuga di dati da uno studio legale a Panama sarebbe molto interessante. Molti ricchi e/o politici nascondono denaro in società di comodo che Paesi come Panama offrono. Ma l’attuale fortemente promossa “fuga” di tali dati presso diverse testate giornalistiche sostenitrici della NATO e una “Organizzazione Non Governativa” finanziata dal governo degli Stati Uniti, è solo un maldestro tentativo d’infangare alcuni invisi all’impero degli Stati Uniti. Inoltre, è una grande opportunità di ricatto non pubblicando certi dati in cambio di questo o quel favore. Già circa 16 mesi fa Ken Silverstein riferiva per Vice di una grande oscura di società di comodo, Mossak Fonseca di Panama. (Intercept di Pierre Omidyar, per cui Silverstein lavorava, si rifiutò di pubblicarlo). Yves Smith ha pubblicato diversi grandi pezzi sul riciclaggio di denaro della Mossak Fonseca. Silverstein ha anche ripetuto il fatto ben noto che Rami Maqluf, un ricco cugino del Presidente siriano Assad, avesse del denaro nascosto nella società di comodo Mossak Fonseca. Spiega: “Per condurre affari, società di comodo come Drex hanno bisogno di un agente registrato, a volte un avvocato, che deposita i documenti di registrazione richiesti e il cui ufficio di solito serve da indirizzo della società fittizia. Questo processo crea uno strato tra l’azienda e il suo proprietario, soprattutto se la società di comodo è depositata in un paradiso fiscale in cui le informazioni sulle proprietà sono custodite da un muro impenetrabile di leggi e regolamenti. Nel caso di Maqluf scoprì, come nel caso di molti altri uomini d’affari corrotti e gangster, che l’organizzazione internazionale che ne ha integrata la società di comodo. proteggendolo dal controllo internazionale, è lo studio legale Mossack Fonseca che fungeva da agente registrato della Drex dal 4 luglio 2000 alla fine del 2011”.
Un anno fa qualcuno fornì molti dati della Mossak Fonseca al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung. Il quotidiano di Monaco è di centro-destra e fermamente filo-NATO. Collabora con Guardian, la BBC, Le Monde, Consorzio Internazionale dei Giornalisti investigativi e qualche altro organo di informazione, tutti sostenitori della dirigenza. La Sueddeutsche sostiene che i dati “trapelati” riguardano 214000 società di comodo e 14000 clienti della Mossak Fonseca. C’è sicuramente molta sporcizia nascosta. Quanti senatori degli USA vi sono coinvolti? Quali politici dell’Unione europea? Quali grandi banche ed hedge fund di Wall Street si nascondono a Panama? Scusate, Sueddeutsche e partner non rispondono a queste domande. Ecco come “analizzano” i dati: “I giornalisti compilano liste di politici importanti, criminali internazionali e noti atleti professionisti, tra gli altri. L’elaborazione digitale ha reso possibile quindi cercare tra le fughe i nomi su queste liste. La lista degli “scandali sulle donazioni a partiti” conteneva 130 nomi, e più di 600 nelle sanzioni delle Nazioni Unite. In pochi minuti, il potente algoritmo di ricerca confronta le liste con 11,5 milioni di documenti. Per ogni nome trovato, un processo di ricerca dettagliata viene avviato, ponendo le seguenti domande: qual è il ruolo di questa persona nella rete delle società? Da dove proviene il denaro? Dove va? È questa la struttura giuridica?” In sostanza, Sueddeutsche compila un elenco di noti criminali, persone ed organizzazioni antipatiche agli Stati Uniti e li controlla con il database “trapelato”. Ciò che viene selezionato viene poi ulteriormente valutato. Il risultato sono storie come l’annoso tentativo di diffamare il Presidente russo Putin, che non è nemmeno menzionato nei dati della Mossak Fonseca, accuse contro varie persone della FIFA, assai invisa agli Stati Uniti e alcune menzioni di altre piccole canaglie. Non c’è nulla su soggetti statunitensi, del tutto assenti, né su qualsiasi importante politico della NATO. La “vittima” politica più alta finora è l’irrilevante Primo ministro dell’Islanda Sigmundur David Gunnlaugsson che, insieme alla moglie, possedeva una società di comodo. Non ci sono prove che proprietà o denaro detenuto da tale società fossero illegali. Allora, dove è la sostanza?
Come l’ex-ambasciatore inglese Craig Murray scrive che la sostanza (se c’è) è nascosta dalle organizzazioni che gestiscono la “fuga”: “Il filtraggio delle informazioni della Mossack Fonseca dai media corporativi segue un programma diretto dai governi occidentali. Non si parla affatto di utilizzo della Mossack Fonseca da parte di grosse società o miliardari occidentali, principali clienti. E il Guardian si affretta a rassicurare che “gran parte del materiale trapelato rimarrà privato”. Cosa vi aspettavate? La fuga è gestita dal grandiosamente ma ridicolmente chiamato “Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi”, finanziato ed organizzato interamente dall’US Center for Public Integrity, i cui finanziatori sono
Ford Foundation
Carnegie Endowment
Rockefeller Family Fund
WK Kellogg Foundation
Open Society Foundation (Soros)
Il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (ICIJ) fa parte del Progetto sulla relazione su criminalità organizzata e corruzione (OCCRP), finanziato dal governo degli Stati Uniti attraverso l’USAID. La “fuga” riguarda dati selezionati dal database per le organizzazioni filo-USA, probabilmente ottenute dai servizi segreti statunitensi che potrebbero saperne molto sulle trame di personalità ed organizzazioni “occidentali”. Pubblicare solo dati accuratamente scelti tra i dati “fuoriusciti” ha due scopi:
– Infangare i vari “nemici dell’impero”, anche se solo per associazione, come i Presidenti Putin e Assad.
– Si consente ad altri personaggi importanti, menzionati nel database ma non ancora resi pubblici, di far sapere che Stati Uniti e loro “media partner” possono, in qualsiasi momento, esporne i panni sporchi. Si tratta quindi di un ricatto perfetto. La “fuga” studiata dei “Panama Papers” è una trovata limitata volta ad incriminare un paio di persone ed organizzazioni antipatiche agli Stati Uniti. E’ anche l’esibizione degli “strumenti di tortura” a persone in affari con Mossak Fonseca, ma non (ancora) rese pubbliche. Sono ora nelle mani di chi controlla il database. Dovranno fare come gli viene chiesto o altrimenti…4894961Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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