Le operazioni dell’Esercito arabo siriano dopo la liberazione di Palmyra

Valentin Vasilescu Reseau International 3 aprile 201656Genieri e mezzi di diversi reggimenti dell’Esercito arabo siriano sono stati dispiegati a Palmyra per iniziare le riparazioni e la ricostruzione dell’aeroporto di Tadmur, liberato dall’occupazione dello Stato islamico. Data la vicinanza di Dayr al-Zur e Raqqa, giocherà un ruolo importante nell’offensiva dell’Esercito arabo siriano contro lo Stato islamico. Nell’aeroporto, ad est di Palmira, saranno schierati aerei ed elicotteri d’attacco russo-siriani per intervenire rapidamente nelle operazioni a sostegno dell’offensiva delle forze di terra, ed aerei ed elicotteri da trasporto per le operazioni aviotrasportate. Per alleviare i genieri dell’Esercito arabo siriano in questo compito, una compagnia di sminatori del centro di addestramento di Mosca arrivava a Palmyra il 31 marzo, assumendo dall’Esercito arabo siriano la missione per rilevare ed eliminare gli esplosivi piazzati dallo Stato islamico prima di abbandonare Palmyra. L’operazione, che durerà diversi mesi, coinvolgerà robot da sminamento Uran-6 e squadre di cani addestrati per individuare esplosivi. Il robot cingolato blindato Uran-6 da 12 tonnellate è telecomandato tramite diverse telecamere. I genieri che operano con questi robot possono controllare la rimozione dei dispositivi esplosivi improvvisati verso zone isolate e remote dalla zona di estrazione degli esplosivi, o effettuare una esplosione controllata. Finora 3000 di questi dispositivi esplosivi sono stati disinnescati.
Come già detto in un precedente articolo, l’Esercito arabo siriano iniziava i preparativi della battaglia per Palmyra il 7 marzo, riuscendo a circondare l’avamposto dello Stato islamico costituito da 1500 terroristi a 50 km ad ovest di Palmyra, tagliando le vie di ritirata verso nord (Raqqa) e verso est (Dayr la-Zur) dei terroristi dello Stato islamico accerchiati ad al-Quraytin e Mahsa [1].al-assaudQuraytin e Mahsa
Mentre le unità della 18.ma Divisione corazzata eseguivano la fase finale dell’operazione di liberazione di Palmyra (zona 2), arrivavano a Quraytin e Mahsa 6000 soldati delle 43.ma e 63.ma Brigata della 4.ta Divisione meccanizzata, rinforzati dai veterani del commando Falchi del deserto, per iniziare l’offensiva contro i 1500 terroristi circondati nelle antiche città cristiane di Quraytin e Mahsa (zona 1). Quraytin è un nodo importante della rete di gasdotti in Siria. Il supporto aereo era fornito da velivoli Su-22 ed elicotteri d’attacco SA-342 Gazelle siriani, e da Su-25 ed elicotteri d’attacco Mi-28N russi. Dopo la liberazione di Quraytin, la 4.ta Divisione meccanizzata avanzerà a nord di Palmyra per occupare le vette delle montagne al-Marah (1129 m), Qashabiyah (995 m) e al-Asab (625 m) da dove punterà per la pianura di Masqanah per monitorare qualsiasi tentativo di occupare la strada Qanasir-Aleppo da parte dello Stato islamico. La 4.ta Divisione meccanizzata è anche responsabile della liberazione della base aerea di Tabaqa, a 35 chilometri ad ovest di Raqqa. La riconquista della base aerea permetterà all’Esercito arabo siriano d’impedire le manovre delle forze dello Stato islamico a Dayr al-Zur, sulla riva occidentale dell’Eufrate.

Suqna e Araq
La seconda offensiva contro lo Stato islamico dell’Esercito arabo siriano riguarda la liberazione di Suqna e Araq, a 30-40 km ad est di Palmyra, dove si erano ritirati circa 2000 terroristi dello Stato islamico che controllavano Palmyra (zona 4). Gli impianti petroliferi di Suqna sono un importante punto logistico per lo Stato islamico, finanziato dal contrabbando di petrolio. L’offensiva è eseguita da 18.ma Divisione corazzata, forze del Battaglione Tigre per le operazioni speciali dell’Esercito arabo siriano, soldati di al-Quds (forze speciali iraniane), Hezbollah e gruppi paramilitari iracheni Haraqat al-Nujaba, Liwa Imam Ali e Qataib Hezbollah. Suqna e Araq si trovano nel deserto circondate da campi petroliferi occupati dallo Stato islamico, lungo l’autostrada M20 che collega Dair al-Zur e Palmyra. Dopo la liberazione di Suqna e Araq, l’Esercito arabo siriano non incontrerà alcuna resistenza negli 80 km che lo separano da Dayr al-Zur, collegandosi ai difensori della città, cioè la 104.ma Brigata paracadutisti, la 137.ma Brigata di artiglieria e i combattenti delle Forze di difesa nazionale.

Dayr al-Zur
Nel frattempo, la base aerea di Humaymim istituiva un ponte aereo con velivoli da trasporto militare siriani Il-76 scortati da caccia russi Su-30SM2 e Su-35, sganciando pallet di cibo ogni giorno per i 200000 abitanti della città di Dayr al-Zur. Nella terza offensiva, utilizzando le informazioni ottenute da satelliti multispettro e aerei senza pilota russi, la 104.ma Brigata aeroportata effettuava, il 30 marzo, un raid sul vecchio aeroporto nel quartiere al-Ashari, a sud di Dayr al-Zyr, trovando e neutralizzato un gruppo di combattenti dello Stato islamico infiltratosi da un tunnel dotato di luce, impianti idrici e di ventilazione. In questa occasione, il capo dello Stato islamico a Dayr al-Zur veniva eliminato. Era il cittadino belga Salahudin al-Baljiqi. Il tunnel fu utilizzato dallo Stato islamico per l’infiltrarsi e immagazzinare armi, munizioni ed esplosivi (zona 4). Un battaglione della 104.ma Brigata aeroportata, dotata di un blindato leggero, compiva un raid sulle posizioni dello Stato Islamico ad al-Mayadin e al-Ashari, a 20-25 km a sud di Dayr al-Zur, sulla M4 (zona 5). La congiunzione della 18.ma Divisione con le forze di difesa di Dayr al-Zur consentirà l’isolamento del gruppo dello Stato islamico, composto da 3000 terroristi, schierato a nord di al-Buqamal. I combattenti curdi delle YPG si coordinano con la 104.ma Brigata aeroportata avanzando a sud e liberando i giacimenti petroliferi di Maliha e diversi obiettivi nella zona di Ruayshad, a 48 km a nord di Dayr al-Zur, liberando la raffineria, la stazione e il ponte sul fiume al-Qabur. Queste operazioni dei curdi consentono all’Esercito arabo siriano d’iniziare ad accerchiare il gruppo di 2500 terroristi dello Stato islamico che controlla i giacimenti di petrolio nel nord della Siria al confine con l’Iraq (zona 5).CfHGxs5UMAAxxqe.jpg large

[1]. Il piano delle operazioni contro lo Stato islamico dell’Esercito arabo siriano.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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