La Russia rilancia la corsa al missile antiportaerei

Valentin Vasilescu Reseau International 5 aprile 2016CbkG8RoVAAEz1SpLe forze aeree a bordo delle portaerei si sono dimostrate essenziali nei conflitti degli ultimi vent’anni, in particolare per l’US Navy che possiede oltre 400 F/A-18C Hornet e F/A-18E/F Super Hornet e 60 aerei EA-18G (per le missioni di guerra elettronica), imbarcati sulle sue 10 portaerei. Altre 14 navi d’assalto anfibio LHA-LHD (portaelicotteri) dei Marines hanno ciascuna 6-8 velivoli a decollo/atterraggio verticale McDonnell-Douglas AV-8B Harrier II. Per gli Stati minacciati da un’invasione, portaerei e navi d’assalto anfibio rappresentano un’influenza strategica. Il primo tentativo di creare un’arma antiportaerei appartiene ai sovietici che nel 1972 testarono il missile balistico antinave R-27K dalla gittata di 2400 chilometri. Anche se i sovietici abbandonarono il progetto, la Cina ne riprese lo sviluppo negli ultimi dieci anni, creando il missile balistico antinave DF-21D schierato sulle coste, dalla gittata di 1450 km e velocità di Mach 16 [1]. I sottomarini a propulsione nucleare cinesi Tipo 092 sono armati di missili nucleari a medio raggio JL-1, con uguali massa, dimensioni e sistema di guida del DF-21D (14,7 t). [2] L’ostacolo principale per questi missili balistici sono i missili antibalistici SM-3 Block IB dalla gittata di 500 km, lanciati da incrociatori e cacciatorpediniere AEGIS che accompagnano la portaerei.
La Russia ha recentemente puntato al missile antiportaerei che vola a velocità ipersonica a bassa quota. La prima fase sperimentale del nuovo missile 3M22 Tzirkon iniziava il 18 marzo 2016, su una piattaforma navale russa. L’agenzia RIA Novosti affermava che il missile ipersonico 3M22 Tzirkon ha una velocità di Mach 6,2 (6500 km/h), un peso di 5 tonnellate e nella prima fase avrà un’autonomia di 400 km. Successivamente, aumentando il carico di carburante, il campo operativo del missile Tzirkon potrebbe raggiungere i 1000 km. Il missile Tzirkon può essere lanciato da navi di superficie, sottomarini e aerei russi. Un certo numero di incrociatori e cacciatorpediniere russi sarà dotato di lanciatori verticali 3S-14-11442M simili al sistema di lancio statunitense Mk41 con 128 cellule, utilizzando diversi tipi di missili, come Tzirkon, Oniks, Kalibr, S-400 e S-350E. Attualmente le corvette classe Bujan-M della Flottiglia del Mar Caspio (che ha partecipato all’operazione in Siria) e le fregate classe Steregushhij, Gepard, Admiral Gorshkov e Neustrashimij avranno un sistema ridotto 3S14 con 8 cellule di lancio per missili da crociera Kalibr e missili antinave Oniks. Il missile da crociera Kalibr-NK ha una gittata di 4000 km ma il rovescio della medaglia è che è subsonico. Il missile antinave P-800 Oniks è l’equivalente russo del BrahMos I (coproduzione russo-indiana) che utilizza un motore ramjet, dalla velocità di Mach 2,8 al livello del mare e gittata di 300 km. Il missile antinave ipersonico BrahMos II con motore ramjet dovrebbe assomigliare al 3M22 Tzirkon con gittata di 300 km e velocità di Mach 7. BrahMos-II ha completato le prove in galleria del vento e inizierà quelle di volo nel 2017 [3].
Un missile che vola a 6000 km/h a bassa quota è molto difficile da intercettare, dato che tra il momento dell’individuazione sul radar e l’impatto sulla portaerei, i sistemi di difesa hanno solo un minuto per inquadrarlo e attivare le contromisure. I missili antibalistici SM-3 Block IB non possono essere usati contro i missili Tzirkon perché non sono balistici e non volano alla quota di 80000 metri, dove si azionano i sensori di rilevamento dell’SM-3 Block IB. Dato che il costo di una portaerei è di diversi miliardi, od oltre 10000 volte quello di un missile Tzirkon, gli esperti ritengono che il missile, se lanciato soprattutto da un aereo, potrebbe cambiare la configurazione delle future guerre aeronavali.
Nel 2016, la Russia prevede di schierare i sistemi missilistici antinave K-300P Bastion (con missili P-800 Oniks) e droni da ricognizione sulle isole Curili. L’anno scorso, diversi sistemi di difesa antiaerea Tor-M2U diventarono operativi nelle isole Curili, ed aerei Su-27M, armati di missili antinave Kh-41 Moskit dalla gittata di 250 km e un velocità di Mach 3,2 (3587 km/h) furono schierati permanentemente sulla base aerea di Burevestnik, sull’isola di Iturup, nell’arcipelago delle Curili. Il sistema difensivo delle Isole Curili comprende il radar OTH (oltre l’orizzonte) Duga-3, a Komsomolsk-na-Amur (sulle coste del Pacifico), nell’ambito della rete russa di primo allarme antibalistico. Il radar opera su radio ad onde corte decimetriche riflettenti sullo strato ionosferico dell’atmosfera terrestre. La portata del radar non è influenzata dalla curvatura della Terra. Questo radar ha dimostrato la capacità di monitorare i test dei missili balistici intercontinentali Minuteman III degli Stati Uniti lanciati dalla Vandenberg Air Force Base (in California) verso il poligono di Kwajalein. Il radar Duga ha un’apertura di 240° e controlla i gruppi navali degli Stati Uniti nel Pacifico orientale. Armando le batterie costiere e gli aerei Su-27M con missili 3M22 Tzirkon si creerebbero gravi problemi agli statunitensi, dato che l’isola di Iturup è a 190 km dall’isola giapponese di Hokkaido, dove si trova la base statunitense FAC 1054.Print

[1] Portaerei contro missili balistici antinave?
[2] Portaerei contro missili balistici antinave? (II)
[3] BrahMos-II, risultato della cooperazione tra Russia e India.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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2 Responses to La Russia rilancia la corsa al missile antiportaerei

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