Russi ed europei tolgono agli USA il monopolio sui velivoli di 4.ta generazione

Valentin Vasilescu, Reseau International 12 aprile 201616cde3fd7b3032d549d492dcb0b86295-960x64045 anni dopo il primo volo dell’F-16, Lockheed Martin Corporation vuole smantellarne la linea di produzione nello stabilimento di Fort Worth (Texas). Il motivo è l’assenza di ordini di nuovi velivoli di 4.ta++ generazione e concentrarsi sulla costruzione di velivoli di 5.ta generazione F-35. Se l’anno scorso ha costruito 11 F-16, quest’anno saranno solo 8, mentre nel 1987 erano uno al giorno. Questa decisione potrebbe creare problemi per i Paesi che hanno le versioni precedenti dell’F-16, a causa della carenza di pezzi di ricambio. Ma poi, solo circa 600 F-35 A/B/C entreranno nell’arsenale del Pentagono per sostituire oltre 900 F-16 C/D dell’US Air Force e della Guardia Nazionale che attualmente utilizza gli F-16 A/B. I ritardi del programma dell’F-35 sono dovuti in gran parte all’ambizione di Lockheed Martin di produrre con quasi gli stessi sottoinsiemi tre diversi aeromobili (F-35A a decollo convenzionale, F-35C per le portaerei ed F-35B a decollo e atterraggio verticale per le portaelicotteri). Non prima del 2020-2022 Danimarca, Olanda, Israele, Norvegia, Taiwan e Bahrayn potranno acquisire tutti gli F-35 ordinati, perché non possono permettersi di acquistare aerei. Poi questi Stati, che hanno vecchi F-16 A/B, probabilmente li rivenderanno a Romania, Bulgaria, Croazia e Paesi baltici, soliti acquistare F-16 usati a prezzi da aeromobili nuovi. Belgio, Giordania e Portogallo non possono permettersi di acquistare nuovi aerei, useranno i loro F-16 A/B fino alla fine. Al contrario Thailandia, Indonesia, Venezuela già sostituiscono i loro F-16 A/B con i nuovi aerei russi Su-30 e Su-35. Lo stesso dilemma si presenta per la società statunitense Boeing sul mantenimento della linea di produzione di velivoli di 4.ta++ generazione F-18 Hornet E/F ed EA-18G Growler, con l’opzione per sostituire tutti gli F-18 dell’US Navy con gli F-35C per le portaerei e gli F-35B per le portaelicotteri dei Marines. Il Canada, che possiede 73 CF-18A/B dal 1982, si rifiuta di comprarne altri, preferendo espandere le risorse per i velivoli dal 2025. La Spagna ha sostituito i suoi vecchi F-18A/B con 34 Eurofighter. Boeing aveva un contratto per 24 F-18E/F con il Quwayt, che li ha mollati per 28 velivoli Eurofighter. Da parte sua, dopo un lungo periodo durante cui si chiese se por termine alla produzione dei velivoli di 4.ta++ generazione Rafale, la società francese Dassault ha abbastanza contratti per mantenere la linea di produzione (36 Rafale per l’India, 24 per l’Egitto e 24 per il Qatar).
Tuttavia, la Russia trae il massimo vantaggio da questa situazione, grazie al basso costo e all’alta qualità della sua tecnologia, sul mercato degli aeromobili di 4.ta++ generazione. La campagna militare di sei mesi in Siria ha raggiunto i suoi obiettivi, in particolare la Russia promuovere i suoi aerei. La Russia è al secondo posto nelle esportazioni di armi nel mondo, con il 27% delle vendite dello scorso anno, per un valore di 15,5 miliardi di dollari. Al salone degli armamenti Singapore Air Show (16-21 febbraio 2016), l’Algeria ha firmato un contratto con la Russia per il primo lotto di 12 nuovi aerei Su-34 (variante da esportazione del Su-32). L’intenzione dell’Algeria è acquisire in totale 40 aerei Su-34 e 14 aerei Su-35. Entro il 2017, l’Algeria riceverà dalla Russia 14 aerei multiruolo Su-30MKI e il Venezuela altri 12 aerei Su-30MK2. L’Egitto sarà felice di ricevere i MiG-29 indiani della portaerei Vikramaditya (ex-Admiral Gorshkov) ed ha avviato negoziati con la Russia per l’acquisto di 46 MiG-29 d’attacco aeronavale (possibile variante MiG-29K/KUB) al posto degli ultimi MiG-21 ed F-7 dell’Aeronautica egiziana. Nonostante l’opposizione degli Stati Uniti, l’Iran acquisirà 36 nuovi aerei Su-30SM, mentre la Cina ha ricevuto 24 aerei Su-35 e l’Indonesia 10 Su-35. La Malesia, che ha 18 Su-30MKM, vuole sostituire 12 vecchi MiG-29N con Su-34 e Su-35.mig_29smt_by_maxodavion-d98crc4Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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