La Russia punta il pivot in Asia degli Stati Uniti

MK Bhadrakumar Indian Punchline 17 aprile 2016sergeilavrov153358609_0La Russia ha espresso solidarietà alla Cina in modo inequivocabile per la prima volta, forse, sulla questione del Mar Cinese Meridionale. In un’ intervista congiunta del Ministro degli Esteri Sergej Lavrov ai giornalisti giapponesi e cinesi a Mosca, ha inquadrato la posizione posizione russa rispondendo a una domanda del giornalista cinese in relazione a “tensioni (che) recentemente divampano di nuovo” nel Mar cinese meridionale: “Sulla situazione nel Mar Cinese Meridionale, si procede dalla seguente premessa. Tutti gli Stati interessati devono rispettare il principio del non-uso della forza militare e continuare a cercare soluzioni politiche e diplomatiche reciprocamente accettabili. E’ necessario porre fine a qualsiasi interferenza nei colloqui tra gli Stati interessati e a qualsiasi tentativo d’internazionalizzare queste dispute. Abbiamo dato supporto attivo alla disponibilità di Cina e ASEAN di andare avanti su questo obiettivo. Molti tentativi sono stati fatti (da “soggetti esterni”) per internazionalizzare le questioni relative alla controversia sul Mar Cinese Meridionale… questi tentativi sono controproducenti. Solo trattative guidate da Cina e Paesi ASEAN… produrranno il risultato desiderato, cioè un accordo reciprocamente accettabile”. Pechino naturalmente è felice. Il Ministero degli Esteri si è affrettato a rispondere il giorno dopo: “La Cina parla molto delle osservazioni della Russia. Qualsiasi persona, organizzazione e Paese veramente preoccupata per la pace e la stabilità nel Mar Cinese Meridionale, dovrebbe sostenere la Cina e i Paesi interessati della regione, o i Paesi direttamente coinvolti, precisamente, nella risoluzione delle eventuali controversie con negoziazione e coordinamento… Non è costruttivo che qualsiasi Paese od organizzazione esterno alla regione acuisca la questione del Mar cinese meridionale, riproducendo o provocando tensioni e divisioni tra i Paesi regionali. Chi lo fa, farà deviare la soluzione della questione del Mar Cinese Meridionale dalla strada giusta”. La Cina prende atto particolarmente delle osservazioni di Lavrov subito dopo la dichiarazione del G-7 che criticava implicitamente Pechino con l’accusa di indulgere in “azioni unilaterali intimidatorie, coercitive o provocatorie che potrebbero alterare lo status quo e aumentare le tensioni” sul Mar cinese meridionale (AFP). L’intervista di Lavrov sarà altrettanto gratificante per Pechino con la netta osservazione che sottolinea la determinazione di Mosca nel creare una base navale sulle contestate isole Curili; Lavrov ha detto al corrispondente giapponese (il Giappone rivendica il territorio): “Oggi l’Artico si apre sempre più allo sviluppo economico… L’uso della rotta del Mare del Nord è oggettivamente aumentato… diverrà una rotta molto utile ed efficace per il transito di merci tra Europa e Asia… e noi, come Stato rivierasco, abbiamo una responsabilità particolare nel garantire non solo l’efficienza della rotta, ma anche la sicurezza. E’ essenziale garantire un controllo affidabile ed efficace non solo su zone di mare, ma anche su tutte le coste di queste aree… Questi obiettivi non possono essere raggiunti senza ripristinare le infrastrutture, anche quelle militari, quasi completamente perdute negli anni ’90. Sulle isole Curili, sono i confini orientali della Federazione russa… inutile dire che prevedere misure per rafforzare le infrastrutture militari relative ai territori di confine è naturale per qualsiasi Stato. Questi sono i confini dell’Estremo Oriente del nostro Paese e dobbiamo garantirne la sicurezza. Faremo tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo”.
Ancora una volta, questa sarebbe la prima volta, forse, che la Russia ha apertamente collegato l’intenzione di dominare le rotte marittime nella cosiddetta Fossa delle Curili, con le preoccupazioni su regione artica e Passaggio a nord-est in particolare. Al Giappone non va bene perché la Fossa delle Curili si trova al largo delle coste sud-orientali della Kamchatka, parallelamente alle Curili, incontrandosi con la Fossa del Giappone ad est di Hokkaido. Tra l’altro, nel 1875 la Russia cedette le isole Curili al Giappone in cambio della sovranità su Sakhalin, e oggi la Russia sostiene le Curili suo territorio, facendo del mare di Okhotsk (a nord dell’isola giapponese di Hokkaido) un virtuale lago russo. E’ utile ricordare che durante la Guerra Fredda il Mare di Okhotsk fu teatro di intense operazioni della Marina degli Stati Uniti volte a intercettare i cavi di comunicazione sottomarini della Marina sovietica. (Un volo Korean Airlines che deviò nella regione, possibilmente in missione di spionaggio, fu abbattuto in un episodio clamoroso del 1983). Il Mare di Okhotsk fu un enorme bastione per i sottomarini lanciamissili balistici sovietici. Ovviamente, la Russia risorge e ammoderna le infrastrutture e rilancia la Flotta del Pacifico, tra le rivalità con gli Stati Uniti che s’intensificano nella regione artica e nel contesto del pivot in Asia degli Stati Uniti. In realtà, la Russia ha iniziato a rispondere alla crescente presenza militare degli Stati Uniti in Asia nord-orientale con il pretesto di contenere la Corea democratica. (Lavrov, senza mezzi termini ha detto che il problema della Corea democratica non giustifica il dispiegamento del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti in Giappone e Corea del Sud, e che Mosca e Pechino sulla questione condividono le stesse preoccupazioni). Questi nette osservazioni spiegano anche la forte critica di Lavrov al Giappone per l’assenza di una politica estera indipendente e la docilità verso le strategie regionali statunitensi, da partner secondario. Gli analisti statunitensi sempre più ritengono che il trasferimento della Russia di sistemi d’arma avanzati alla Cina faccia parte della contro-strategia russa al pivot in Asia degli Stati Uniti (qui e qui).
Non è chiaro fino a che punto i politici indiani comprendano questi importanti cambiamenti nella geopolitica della regione Asia-Pacifico. Senza dubbio, Washington ha un piano nella rubrica della “stretta di mano strategica” con New Delhi, cioè creare un sistema di alleanze in Asia sotto la guida degli Stati Uniti che comprenda India, Giappone e Australia. Basti dire che gli sforzi persistenti di trascinare l’India nei “pattugliamenti congiunti” con l’US Navy nel Mar Cinese Meridionale e di accedere alle basi militari indiane, ecc., nonché il ritornello che la strategia del Pivot e “lo sguardo a Oriente” dell’India si completino a vicenda (come il segretario alla Difesa degli USA Ashton Carter aveva detto al Premier Narendra Modi la settimana scorsa), vanno nella giusta prospettiva. La linea di fondo è che l’India ne guadagnerebbe identificandosi nella strategia del contenimento degli Stati Uniti contro Russia e Cina. La trascrizione delle dichiarazioni di Lavrov illumina l’epocale cambiamento della politica da grande potenza in Asia nord-orientale derivante dal Pivot in Asia degli Stati Uniti. (Trascrizione)Sakhalin_Island_-_Closer_In.64191638_largeTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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