Deutsche Bank accusa il cartello dell’oro

F. William Engdahl, New Eastern Outlook, 19/04/2016

Gary Gensler

Gary Gensler

Deutsche Bank, una volta rispettata banca della Germania, ha ammesso di far parte del grande cartello di Wall Street ed altre banche internazionali che ha deliberatamente manipolano il prezzo dell’oro da anni. Inoltre, la banca tedesca, in una transazione giudiziaria con parti in causa presso un tribunale degli Stati Uniti, ha accettato di nominare le altre grandi banche coinvolte nel crimine. Dato che tale dramma si svolgerà nelle prossime settimane e mesi, il mondo potrebbe vedere il prezzo dell’oro salire a nuove altezze, riflettendone la vera domanda sul mercato globale, che è enorme.
La prima volta che mi sono imbattuto nella prove che Wall Street e certe altre grandi banche internazionali, in collaborazione con la Federal Reserve, deliberatamente sopprimevano il prezzo dell’oro mondiale, fu dopo il crollo del mercato azionario globale dell’ottobre 1987. Quando il Dow Jones perse il 23% in un solo giorno. John Crudele, giornalista finanziario eccezionalmente persistente del New York Post e John Williams del Shadow Government Statistics ed economista eccezionale, mi informarono delle relazioni sulla manipolazione dell’oro. La ragione della correzione, che l’allora capo della FED Alan Greenspan avrebbe orchestrato, era evitare una fuga precipitosa degli investitori in preda al panico da titoli ed obbligazioni rischiosi all’oro. L’oro approfittava del cumularsi del panico, comportando la rapida fine del sistema del dollaro. Si attivarono quindi per evitare l’aumento dell’oro. Ora, il 15 aprile, in un caso tentato dalla corte distrettuale di New York, la Deutsche Bank ha scritto alla Corte di essersi accordata col gruppo di commercianti che la citava in giudizio. Questo accordo è una bomba. Deutsche Bank darà anche le prove per aiutare i commercianti in cause simili contro altre grandi banche accusate di far parte del cartello che decide i prezzi di oro e argento. La banca tedesca ha dichiarato alla Corte che passerà messaggi istantanei ed altre comunicazioni per aiutarla ulteriormente nel caso: “Oltre agli onerosi titoli monetari da versare in un fondo di risarcimento, l’accordo prevede anche altri obblighi come disposizioni che richiedono la cooperazione della Deutsche Bank nel perseguire rivendicazioni contro altri imputati”, hanno scritto alla Corte gli avvocati della banca. I commercianti in causa con Deutsche Bank e altri sostengono che le banche hanno abusato della loro posizione per controllare il prezzo di argento e oro quotidianamente, traendo un profitto illegittimo dalla negoziazione, colpendo gli altri investitori nel mercato dell’argento, in riferimento a transazioni per miliardi di dollari. In particolare, la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l’agenzia governativa degli Stati Uniti che avrebbe dal Congresso il mandato per regolamentare tali banche e la negoziazione sui loro derivati, avviò proprie indagini nel 2008. Dopo cinque anni di “indagini” sulle accuse di aggiotaggio sui mercati dell’argento, nel 2013 la CFTC fece cadere il caso. Il presidente della CFTC era Gary Gensler, ex-partner di Goldman Sachs, probabilmente solo una coincidenza. Oggi Gensler è responsabile del finanziamento della campagna presidenziale di Hillary Clinton. Oh oh oh…

A chi gli dei vorrebbero distruggere…
Il sottotitolo in inglese del mio ultimo libro, L’egemone perduto, è tratto dall’espressione classica greca “a chi gli dei vogliono distruggere, prima tolgono il senno”. Vale certamente per la manciata di privilegiate banche di Wall Street e UE ritenute “troppo grandi per fallire”. Le stesse banche folli implicate nelle manipolazioni del mercato dell’oro e dell’argento furono denunciate per la manipolazione dei tassi d’interesse internazionali di Londra, i LIBOR, così come di valute specifiche. Solo pochi giorni prima della bomba della Deutsche Bank, Wells Fargo e Goldman Sachs ammettevano di aver frodato il governo degli Stati Uniti per quasi un decennio; una frode che portava al crollo del mercato immobiliare. L’esecutore del piano di salvataggio degli amici di Wall Street del segretario al Tesoro degli USA in tale tsunami era l’ex-presidente della Goldman Sachs Henry Paulsen. In breve alcune delle più grandi banche del mondo vengono denunciate quali imprese criminali.

La falla nella diga
Il prezzo quotidiano dell’oro a Londra è “fissato” in una sala speciale presso la Barclays Bank, sotto gli auspici dei membri della London Bullion Market Association. Le banche che decidono il prezzo del metallo prezioso sono Bank of Nova Scotia-ScotiaMocatta, Barclays Bank, Deutsche Bank AG London, HSBC Bank USA NA London Branch e la francese Société Générale. Oltre a Deutsche Bank, le banche attualmente citate in giudizio a New York quali parti del cartello includono HSBC Holdings Plc, Bank of Nova Scotia e il gigante svizzero UBS. L’elenco si amplierà e possiamo essere sicuri che anche JP MorganChase, Goldman Sachs e altre banche privilegiate di Wall Street sono già obiettivo di centinaia di azioni legali collettive in preparazione. Un giorno, dopo la drammatica notizia della Deutsche Bank, due azioni legali collettive per 1 miliardo di dollari di danni agli investitori canadesi su oro e argento, furono lanciate presso la Corte Superiore di Giustizia dell’Ontario. La prima class action sostiene che gli imputati, tra cui la Banca of Nova Scotia, hanno cospirato per manipolare i prezzi sul mercato dell’argento con il pretesto del processo di decisione del prezzo di riferimento, noto come Silver Fixing di Londra, per almeno quindici anni. Il caso è “a nome di tutte le persone che in Canada, tra il 1° gennaio 1999 e il 14 agosto 2014, ebbero transazioni con strumenti del mercato dell’argento, direttamente o indirettamente, tra gli investitori partecipanti a un fondo di investimenti o di equità, fondo comune d’investimento, hedge fund, fondo pensione o qualsiasi altro veicolo d’investimento scambiato quale strumento del mercato d’argento”. Una class action identica fu lanciata per la manipolazione dell’oro. Ora che la diga della decisione dei prezzi è rotta e la Deutsche Bank ha in effetti deciso di prendersela con i compari banchieri che decidevano i prezzi truccati delle materie prime, è certo che infinite discussioni tra operatori e investitori danneggiati e i loro avvocati si tradurranno in un flusso di costosi contenziosi che soffocheranno le banche di Wall Street e City di Londra e collusi continentali. È interessante notare che ciò dovrebbe sbloccare il mercato dell’oro mondiale, proprio mentre la Cina, ovviamente, alimenta i giochi di Wall Street sul prezzo dell’oro, creando il mercato dell’oro di Shanghai destinato a sostituire quelli di Londra e New York con regole del tutto diverse. Questo potrebbe essere l’alba di una nuova età dell’oro, letteralmente e figurativamente.

Henry Paulsen

Henry Paulsen

F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University ed autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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2 Responses to Deutsche Bank accusa il cartello dell’oro

  1. Direi che la parola finale “l’alba di una nuova età dell’oro” calza a pennello.
    Quando i “soci” cominciano a insultarsi e denunciarsi a vicenda, gli accordi a breve vanno a….
    Tanto per “ricordare” la Libia fu distrutta le cui cause che scatenarono questi attacchi, li possiamo trovare in molti motivi economici tra cui la nascita del dinaro doro.
    Ora che la Cina e la Russia sono su questo indirizzo, e non sono ovviamente la Libia, avremo a breve veramente delle guerre diciamo “intestine” all’occidente. Il fatto della Deutsche Bank, sopra indicato a mio avviso non è un fatto occasionale ma propedeutico a tentare di “””” salvarsi””” però la vedo dura.
    Come ho fatto notare a Gerardo Coco, sul suo articolo su Panama, il sistema si sta sgretolando a velocità sempre maggiore.
    L’operazione Panama, è a mio avviso un trabocchetto che a molti “evasori” si sta preparando, spingendoli a trasferire tali loro fondi in America, nelle banche dei banchieri sionisti.
    Li non c’è l’obbligo di informare gli altri stati del mondo, visto che tali “”” accordi””” dagli americani non sono mai stati siglati ma gli altri devono informarli.
    Il che mi ricorda stranamente Cipro, sarà un caso?

  2. Pingback: Chi Sono i Manipolatori dei Mercati? ~ Mercati Manipolati

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