L’adesione alla SCO dell’India ha delle avvertenze

MK Bhadrakumar Indian Punchline 25 aprile 201626476404586_fbacb07109_kL’adesione dell’India della Shanghai Cooperation Organization è “cosa fatta”? Al vertice della SCO ad Ufa, nel luglio scorso, la questione era spuntata ma tutti l’evitarono. La risposta rimane “sì e no”. Ciò che è successo ad Ufa è in linea di principio la decisione d’espandere l’adesione alla SCO includendo India (e Pakistan). Infatti, dopo il vertice di Ufa, un alto dirigente a capo del think tank della segreteria del presidente kazako ad Almaty fu citato dai media ufficiali russi dire, “L’avvio dell’adesione alla SCO di India e Pakistan era all’ordine del giorno, ma de jure il processo non è ancora completamente chiarito. È del tutto possibile che un membro della SCO possa bloccarne l’ingresso“. Fino a che punto la questione dell’adesione alla SCO dell’India figurava al vertice Russia-India-Cina a Mosca dei ministri degli Esteri non è chiaro. Il comunicato congiunto emesso al termine della riunione osservava, “I ministri degli esteri di Cina e Russia hanno ribadito l’impegno dei loro Paesi all’attuazione piena e prossima delle decisioni del Vertice SCO di Ufa del 10 luglio 2015, avanzando attivamente il processo di adesione dell’India alla SCO. L’India esprime la volontà di diventare membro a pieno titolo della SCO al più presto possibile, in modo da dare un maggiore contributo allo sviluppo della SCO. Si è deciso di lavorare alla firma del memorandum sugli obblighi dell’India per lo status di Stato membro della SCO al vertice dell’Organizzazione di Tashkent, nel giugno 2016”. Solo un’espressione di intenzioni. È interessante notare che, in un incontro bilaterale con il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov a margine della RIC, il 18 aprile, il cinese Wang Yi FM aveva volutamente menzionato il prossimo vertice SCO a Tashkent. Xinhua riferiva, “Il ministro degli Esteri cinese ha anche chiesto uno sforzo concertato per sostenere l’Uzbekistan nel prossimo vertice di quest’anno della Shanghai Cooperation Organization, che si terrà a Tashkent, in Uzbekistan, avanzando il continuo sviluppo del blocco regionale”. Nel frattempo, è interessante notare un commento sul quotidiano cinese Global Times, che in genere censura l’India per l’ambiguità del suo atteggiamento ambivalente sul Mar Cinese Meridionale, deviando significativamente sulla discussione dell’adesione alla SCO dell’India. Il commento sosteneva che uno dei motivi possibili per l’ambiguità dell’India sul problema del Mar cinese meridionale sia il desiderio di aderire alla SCO, continuando a spiegare: “Ma l’inclusione dell’India in SCO non è completata. L’India deve dimostrare che la sua adesione svolgerebbe un ruolo costruttivo per l’unità dei membri della SCO e del relativo peso internazionale. Inoltre, quali diritti l’India avrà dopo l’adesione alla SCO decisa dagli aderenti. In questo contesto, se l’India prende una posizione diplomatica coerente con Cina e Russia, faciliterà l’adesione alla SCO e contribuirà a svolgere al meglio il proprio ruolo nel quadro regionale. Questo dovrebbe essere considerato dall’India. Va notato che il giorno prima del comunicato congiunto dei RIC, il segretario della Difesa Ashton Carter annunciava che Stati Uniti e India concordavano in linea di principio su una comune logistica militare, durante il viaggio in India il 10-12 aprile. L’omologo indiano Manohar Parrikar aveva detto che i due Paesi firmeranno un accordo tra pochi mesi. La firma segnerà un notevole cambiamento della politica Estera dell’India, un grande passo che li lega, almeno nella cooperazione militare. L’accordo non necessariamente colpisce Cina o Russia, ma non piace sicuramente ad alcuna delle due”. (Global Times)
Il commento pone delle condizioni: a) l’India deve “provare” l’intenzione di giocare un “ruolo costruttivo”; b) i diritti dell’India come membro della SCO potrebbero non essere uguali a quelli degli altri fondatori; c) le politiche dell’India dovranno armonizzarsi con quelle di Russia e Cina; e, d) l’accordo sulla logistica proposto tra India e Stati Uniti disturba, indicano un cambiamento nella politica estera dell’India. È interessante notare che il commento è apparso mentre il presidente dell’Uzbekistan arrivava a Mosca per una visita ufficiale. Il prossimo vertice SCO si terrà a Tashkent a giugno, ed è certo che l’agenda del vertice sarà un importante argomento dei colloqui di Karimov al Cremlino. In effetti, vi fu l’indicazione che al vertice di Ufa dello scorso anno, il presidente dell’Uzbekistan Islam Karimov avesse espresso riserve sull’adesione alla SCO dell’India, sostenendo che il raggruppamento tradizionalmente verte sulla sicurezza dell’Asia centrale e l’ammissione dei due rivali dell’Asia meridionale, India e Pakistan (insieme al loro pesante bagaglio di tensioni) nella SCO cambierebbe molto il carattere del raggruppamento regionale. Karimov può essere molto testardo, se vuole. Il rapporto India-Uzbekistan rimane invariato. Dal giro vorticoso del Primo ministro Narendra Modi nelle cinque capitali dell’Asia centrale, negli ultimi 6 giorni dello scorso luglio, non ci furono scambi ad alto livello indo-uzbechi, finora almeno.

Islam Karimov

Islam Karimov

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...