L’espansione della NATO fino alle isole Curili

Svetlana Gomzikova, Svpressa, 04/05//2016 – Southfront1998x1393La cancelliera tedesca Angela Merkel ha cercato di convincere il Giappone ad aderire alla NATO. Come riportato dalla TASS, il giornale The Japan News, del maggiore conglomerato mediatico del Giappone noto come Yomiuri Shimbun, se ne usciva con questa storia. Secondo il giornale, la proposta fu fatta nel marzo 2015, quando la cancelliera tedesca visitò la “terra del sol levante” incontrando il Primo ministro Shinzo Abe a Tokyo, 7 anni dopo l’ultima visita. Merkel avrebbe invitato il Giappone ad unirsi all’alleanza del Nord Atlantico rassicurando Abe che sarebbe stato facile “convincere” il primo ministro inglese Cameron e il presidente francese Hollande, e che non ci sarebbero state obiezioni. Secondo The Japan Times, il capo di Stato giapponese avrebbe risposto nella migliore tradizione della diplomazia orientale, “per non essere scortesi”, che “si trattava di una possibilità futura”. Resta inteso che l’adesione del Giappone alla NATO interferirebbe con i negoziati con la Russia per la conclusione di un trattato di pace formale della Seconda guerra mondiale e per risolvere la disputa territoriale sulle isole Curili. È importante notare che la “fuga” s’è verificata prima della visita di Shinzo Abe in Russia e del suo incontro con il Presidente russo Vladimir Putin in programma il 6 maggio a Sochi. La domanda è, era una coincidenza? “Ho seri dubbi che tale conversazione riportata nella pubblicazione giapponese abbia effettivamente avuto luogo”, commentava il direttore dell’Istituto russo di analisi politica Aleksandr Shpunt. “Dobbiamo ricordare che la NATO è un’alleanza del Nord Atlantico. Anche l’inclusione della Turchia fu abbastanza controversa, e fu giustificata solo dal fatto che parte del territorio della Turchia si trova in Europa. Pertanto, l’adesione del Giappone, o per esempio, dell’Australia, altro importante partner strategico dell’occidente, è semplicemente impossibile. Merkel lo sa bene, ed ovviamente tale conversazione non avrebbe avuto luogo. Inoltre, sarebbe strano se tali trattative riguardanti un nuovo possibile membro della NATO siano condotte dai tedeschi piuttosto che dagli statunitensi, che controllano la NATO“.

SP: Ma potrebbe Merkel aver svolto tale missione, forse per volere di Washington?
“Penso che sia del tutto impossibile. Invece, avrebbe potuto essere una conversazione sulla possibile cooperazione giapponese con la NATO. Vi sono molti esempi di tale tipo di collaborazione come Israele e la Finlandia”.

SP: Ma il Giappone, come è noto, fa parte del programma “Global Partnership” della NATO, assieme ad Australia, Corea del Sud, Iraq e molti altri Paesi…
“Voglio dire che non basterebbe. Non è probabile che si parli di qualcosa di serio. Cosa c’è di più, il Giappone ha il suo accordo bilaterale con gli Stati Uniti. Questo patto di difesa mantiene sostanzialmente la presenza militare degli Stati Uniti nel Pacifico. Vi ricordo che gli Stati Uniti rifiutarono di creare un blocco militare nel Pacifico, optando invece per accordi bilaterali; hanno questa metafora, ‘mozzo e raggi’, dove il mozzo sono gli Stati Uniti e i raggi gli alleati Giappone, Corea del Sud, Finlandia e Australia… Sulla prossima visita di Abe in Russia, è senza dubbio importante ma difficilmente risolverà il problema delle isole Curili. Va preso in considerazione altro”.

SP: Che vuol dire?
“Va considerato che Abe è il più militarista primo ministro giapponese nella storia del dopoguerra. Parla spesso di come il bilancio della difesa giapponese sia solo l’uno per cento del PIL. Tuttavia, in primo luogo è già di più. Abe ha saltato l’ostacolo anche se non è un grande aumento della spesa, ma è stata una decisione simbolica. In secondo luogo, è l’uno per cento di un enorme economia. Oggi, il bilancio militare del Giappone è pari a quelli della Francia e superiore a quello della Germania. La scorsa settimana, il Giappone ha fatto decollare il nuovo caccia di quinta generazione ed è il quarto Paese dopo Stati Uniti, Cina e Russia, nella tecnologia stealth. L’esercito giapponese, almeno secondo gli esperti militari, è uno degli eserciti più promettenti del 21° secolo. A differenza, ad esempio, dell’Arabia Saudita, che spende molto per la difesa, il Giappone è una potenza ad alta tecnologia e non si limita a comprare armi dagli Stati Uniti; ne produce, come il caccia X-2 appena citato, che è giapponese. L’ambizione militare del Giappone, in un modo o nell’altro, si proietterà nella politica”.

SP: In che modo? Le forze armate giapponesi sono ancora ufficialmente chiamate forze di autodifesa…
“Prima di tutto, affronta la Cina sulle isole contese nel Mar Cinese Meridionale. In secondo luogo, vi è un forte raffreddamento delle relazioni con la Corea del Sud. Il Giappone non ha mai avuto un particolare rapporto stretto con questo Paese, ma oggi raggiunge quasi la crisi. E in terzo luogo, tenta di costruire un nuovo formato nelle relazioni con gli Stati Uniti in cui il Giappone avrebbe un ruolo più serio. Visto sotto questa luce, la notizia è fondamentalmente un test per esporre alla società giapponese nuove idee. La conversazione è finta, è solo un tentativo di scoprire come la società giapponese reagirebbe al rafforzamento dei legami con la NATO. Difficilmente ciò avrebbe effetti diretti sulla visita di Abe in Russia. Anche se, come ho già detto, è il primo ministro più militarista della storia del dopoguerra, non pesa sul rapporto con la Russia. Le relazioni di Tokyo con Mosca non sono a livello di minacce e provocazioni militari”.

SP: A proposito, l’ordine del giorno della prossima riunione di Sochi è abbastanza neutro. Rapporti ufficiali suggeriscono che le due parti prevedono di discutere l’opportunità della cooperazione nel commercio e nella sfera umanitaria, nonché varie altre questioni internazionali. Significa che le questioni sensibili non saranno toccate?
“Preciso. Questa è la posizione di Abe: è inutile discutere di questioni per le quali non esiste una risposta politica. In questo momento le isole contese con la Cina sono molto più importanti per il Giappone che le isole contese con la Russia. Le isole del Mar Cinese Meridionale sono un problema che va risolto immediatamente. Le isole contese con la Russia certamente possono aspettare. La Russia già fa ciò che va fatto. Vi ricordo che la nostra Flotta del Pacifico aumenta più velocemente di tutte le altre flotte. In secondo luogo, vi è il trasferimento delle basi dei sottomarini strategici dal Primorye alla Kamchatka. Questo è un fattore molto importante, aumentando la sicurezza delle basi ed ampliando la zona d’impiego, soprattutto lungo le coste americane. Sì, il rafforzamento militare del Giappone va monitorato, ma non significa che domani il Giappone attaccherà le isole Curili. In questo momento non vedo nemmeno una ragione politica per farlo. Il capo del Dipartimento economico e politico del Centro Giappone dell’Istituto di Studi Asia-Pacifico dell’IMEMO, Vitalij Shvidko, ha anche espresso dubbi sulle “offerte allettanti” di Merkel: “Sono voci. Nella logica generale e nello stile delle interazioni tra questi leader, un dialogo simile appare assai improbabile”. Un’altra cosa è che in realtà non vi è desiderio di eccitare l’atmosfera politica con tali sensazionalismi dubbi, per qualsiasi motivo. E chiaramente, potrebbe essere collegato con la prossima visita di Abe. Vi sono alcuni, anche in Giappone, che ritengono che sia un passo ingiustificato. Non la chiamerei provocazione, più probabilmente voci sentite solo da coloro che sono pronti a crederle. Va detto che in questi ultimi anni il rapporto russo-giapponese non è cambiato in modo significativo, né in meglio, né in peggio. Vi sono delle aspettative da entrambe le parti non ancora soddisfatte, perché le condizioni della parte russa e della parte giapponese sono diverse. Si spera che un compromesso sia raggiunto su questioni più delicate. Per ora, tuttavia, non vi è alcuna indicazione che ciò accada al più presto.A prototype of the first Japan-made stealth fighter X-2 Shinshin, formerly called ATD-X, takes off to mark it's maiden flight in Nagoya Airfield, also known as Komaki Airport, in Toyoyama town, Aichi prefecture, JapanTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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