Lo scudo missilistico della NATO assicura l’attacco preventivo russo

Rostislav Ishenko RIA Novosti Russia Insider

L’autore è un famoso analista politico ed ex-diplomatico ucraino costretto ad migrare in Russia dopo il colpo di Stato di Majdan. E’ editorialista dell’Agenzia di Informazioni Internazionale “Rossija Segodnja”.599732Gli Stati Uniti hanno attivato le prime stazioni della difesa missilistica il 12 maggio, presso la base aerea rumena di Deveselu, nell’ambito dello scudo di difesa missilistica in Europa, ed iniziato la costruzione del secondo elemento il 13 maggio presso la base aerea polacca di Redzikowo. Il Presidente Vladimir Putin ha dichiarato in una riunione sulle esercitazioni che gli Stati Uniti non potranno ingannare la Russia sostenendo che il loro sistema sia puramente difensivo, e che in effetti trasferiscono parte della loro potenza nucleare nei Paesi dell’Europa orientale. Il presidente ha promesso che la Russia risponderà adeguatamente alle nuove minacce alla propria sicurezza. Subito dopo la dichiarazione di Vladimir Putin, Stati Uniti e NATO erano isterici per la cosiddetta risposta inappropriata della Russia alle loro azioni “innocue”. Le nuove basi statunitensi sono così pericolose?

Risposta adeguata e non adeguata
L’esperienza di molti anni dimostra che il Presidente della Russia si concede del tempo prima di fare commenti duri, e questi lo erano senza precedenti. Parlando della necessità di ‘ridurre le minacce alla sicurezza della Federazione russa’, Putin ha fatto capire nel modo più chiaro possibile che i governi degli Stati dell’Europa orientale mutano i loro Paesi in possibili obiettivi degli attacchi russi consentendo di ospitare lo scudo antimissile degli USA. Va notato che l’11 maggio, il giorno prima dell’apertura della base romena, il Ministero degli Esteri della Russia aveva fatto una dichiarazione. Il direttore del Consiglio per la non proliferazione e il controllo delle armi, Mikhail Uljanov, definiva le azioni degli Stati Uniti, violazioni del trattato sulle Forze nucleari a raggio intermedio (INF) del 1987.

Controllo dei fatti
Cosa preoccupa la Russia e perché il riferimento di Mosca a “ridurre le minacce” provoca crisi isteriche nella NATO? I complessi terrestri del sistema da combattimento Aegis, base della Difesa Nazionale Anti-missile degli USA in Europa, sono una doppia minaccia per la Russia. Dopo aver concluso il trattato sulla limitazione delle armi strategiche offensive, Stati Uniti e Russia hanno ridotto le armi nucleari da diverse decine di migliaia a 6-7000 per ognuno. Ufficialmente, la Russia oggi ha 7300 testate nucleari. Tuttavia, ogni arma va lanciata sul bersaglio. Al momento, le Forze Armate russe hanno 526 vettori nucleari dotati di 1735 armi. Considerando le unità di riserva, il totale dei vettori sarebbe 877 con 3200 armi. Altri vettori per armi nucleari dispiegati sono gli aerei strategici e i sottomarini nucleari. Tuttavia, se si tentasse un attacco a sorpresa, non tutti gli aerei avrebbero il tempo di decollare, non tutti i missili riuscirebbero a raggiungere la zona di lancio e non tutti i sottomarini raggiungerebbero la zona di combattimento. E l’US Navy cercherebbe in ogni modo di distruggere quelli già attivi, molto prima dell’inizio dei combattimenti. Oggi la Russia ha solo dieci sottomarini lanciamissili balistici, e non sarebbe difficile per gli Stati Uniti neutralizzarli.

A cosa punta il sistema di difesa missilistica statunitense
Solo i lanciatori terrestri di missili balistici intercontinentali assicurano la distruzione del territorio degli Stati Uniti, e sono a questi che il sistema di difesa missilistica statunitense mira. La collocazione ai confini russi dovrebbe consentire l’intercettazione dei vettori intercontinentali nel momento in cui sono più vulnerabili, nella fase di decollo. Finora, la Russia ha circa 300 vettori nucleari intercontinentali. Sicuramente, i 24 missili antibalistici in Romania non bastano a salvare gli Stati Uniti da un attacco di rappresaglia, ma non hanno intenzione di limitarsi a una sola base di missili intercettori. Inoltre, dopo che il sistema viene accelerato, è facile aumentare il numero dei lanciamissili. Abbiamo prestato attenzione alla dichiarazione del Ministero degli Esteri russo sulla violazione dell’INF. Il punto è che il sistema di combattimento Aegis è universale e può controllare il lancio di missili antibalistici e di missili da crociera Tomahawk. I Tomahawk (insieme ai Pershing, tolti dall’arsenale) furono schierati negli anni ’80 in Europa occidentale, e il loro tempo di volo su obiettivi nella parte europea dell’ex-URSS (Ucraina, Bielorussia, Stati baltici e Russia fino al Urali) era di 5-8 minuti. E’ facile calcolare che il tempo di volo sarà ridotto con i Tomahawk in Romania e Polonia (1000-1500 km più vicini). In queste circostanze, non c’è tempo di valutare la situazione e le intenzioni. Tutto ciò che può apparire come minaccia di attacco nucleare contro la Russia determinerà il lancio immediato dei missili intercontinentali. In caso contrario, vi è l’alta probabilità che sarebbero distrutti nei siti. La limitata (dopo la riduzione secondo l’INF) quantità di vettori e testate non lascia speranza che ci siano abbastanza missili per una risposta adeguata dopo il primo attacco. Ciò aumenta il rischio del confronto nucleare ai livelli degli anni ’80, al culmine della storia delle relazioni URSS – USA, fatta eccezione delle due settimane critiche della crisi missilistica di Cuba, 15-28 ottobre 1962. (Crisi, tra l’altro, provocata dall’insediamento dei missili balistici a medio raggio Jupiter in Turchia).

La tensione cresce
L’attuale situazione internazionale è molto più esplosiva. Gli Stati Uniti non vogliono ancora accettare il fatto che la loro egemonia è finita, e al fine di salvarla puntano tutto sulla forza militare. I conflitti che si accendono potrebbero tradursi in un confronto diretto con la Russia, con entrambe le parti che usano le forze armate per far rispettare gli sforzi diplomatici. La disponibilità dimostrata dalla Russia nel proteggere la Siria con l’ombrello del sistema di difesa missilistica ha fermato l’invasione pianificata dall’occidente, secondo lo scenario libico. Non è un segreto che i consiglieri militari di Stati Uniti e Russia si consultano con Kiev e Donbas nella guerra civile in Ucraina. L’attacco contro l’aereo russo in Siria fu compiuto dalla Turchia, membro della NATO, dopo che Ankara aveva minacciato l’invasione della Siria per due mesi, con conseguente inevitabile confronto tra forze aeree russe e turche. In generale, il mondo vive quello che è probabilmente una crescente minaccia militare. Nel frattempo, quando la possibilità di creare una zona di lancio per il sistema missilistico di difesa statunitense in Europa era ancora in discussione, l’esercito russo dichiarò che l’unico modo affidabile per impedirne la minaccia era l’attacco preventivo dei sistemi Iskander se i leader politici concordano sul fatto che le azioni militari sono inevitabili. La distruzione del sistema di difesa missilistica con armi di precisione convenzionali non sarà la necessaria causa della guerra nucleare con gli Stati Uniti (anche se sicuramente porterebbe al confronto militare con i Paesi presi di mira). Ma l’avvicinarsi di decine di vettori con un tempo minimo di volo ai confini russi può essere considerato da Mosca minaccia esistenziale allo Stato russo. In questo caso, l’attuale dottrina militare della Russia prevede il primo impiego delle armi nucleari. Si dice che la dottrina si attui in caso d’aggressione contro la Russia. Tuttavia, la definizione di aggressione e minaccia esistenziale allo Stato sono attualmente piuttosto elastici. Negli ultimi due decenni abbiamo visto così tanti Stati quasi annientati senza una dichiarazione di guerra, che è praticamente impossibile identificare la linea sottile che separa la guerra dalla pace. Anche gli esperti si domandano come identificare lo stato attuale delle relazioni internazionali (situazione pre-bellica, terza guerra mondiale prolungata o inizio della quarta). In tali circostanze, più si avvicina la prima linea delle forze strategiche contrapposte, meno tempo resta ai leader politici per decidere, e il pericolo di schieramento automatico delle forze è molto più alto rispetto a quando i militari semplicemente seguivano le istruzioni prestabilite ‘nel caso’. Ogni Stato Maggiore si basa sul fatto che, se le intenzioni del nemico non sono chiare, vanno interpretate come aggressive (in caso contrario, sarebbe tardi per rispondere). Lasciando l’esercito da solo nel circolo vizioso delle decisioni inevitabili. Ecco perché Stati Uniti e NATO sono in crisi isterica per la dichiarazione di Putin, pensando che l’avrebbero costretto a ritirarsi ponendolo davanti alla minaccia militare, implicita ma innegabile. Ha accettato la loro proposta di alzare la posta in gioco al massimo, e ora è Washington che deve decidere se vale la pena rischiare una guerra nucleare non controllata o ritirarsi di fronte al mondo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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