Il “Lago della Russia”: La flotta del Mar Nero contro la nuova coalizione ucraino-turca

Svjatoslav Knjazev, PolitRussia 19 maggio 2016 – Fort Russ

ukraina-s-turtsiey-611-4567577Il 17 maggio 2016 le agenzie stampa hanno riportato la notizia molto interessante che Kiev e Ankara sono diventati ufficialmente dei partner militari. Il piano di attuazione della cooperazione militare è stato firmato delle Forze Armate di Turchia e Ucraina, definendo direzione e portata della cooperazione fino al 2020. Il documento si occupa di problemi generali e questioni piuttosto specifiche in materia di pianificazione, consulenza e assistenza nella difesa e cooperazione tra le forze armate in settori generali e particolari. Kiev ha sottolineato che la cooperazione con i militari turchi è un passo verso l'”integrazione nella NATO”. Gli esperti dicono che non è tanto l’Ucraina a prepararsi ad aderire all’alleanza, ma della “supervisione” della NATO sulle forze armate dell’Ucraina attraverso i militari turchi. Nei prossimi mesi, oltre alle tradizionali esercitazioni “Sea Breeze” nel formato “Ucraina-NATO” (che si terranno nelle regioni di Odessa e Nikolaev), le manovre navali ucraino-turche saranno organizzate nel Mar Nero, dopo di che si prevede passino ai pattugliamenti congiunti lungo le coste. Per quanto si sa, potrebbe essere la prova generale delle attività di una futura flotta della NATO del Mar Nero, la cui creazione sarà discussa l’8-9 luglio al vertice dell’Alleanza a Varsavia. Gli Stati membri della NATO sul Mar Nero e i partner ucraini e georgiani sostengono l’idea. Dopo l’approvazione formale di tale progetto, navi e aerei delle marine statunitense, tedesca, italiana e turca vi si uniranno assieme alla partecipazione di Ucraina e Georgia. Tutto questo, per usare un eufemismo, disturba i confini della Russia. Se un esame viene condotto su chi ha già aderito all'”Alleanza Marittima”, dal carattere chiaramente anti-russo. dal punto di vista degli armamenti l’unica minaccia per la Russia sono le forze turche.

Ucraina: una fregata e molta spazzatura
Le forze navali ucraine sono costituite formalmente da 17 navi da combattimento ma, a giudicare dalla stampa, solo la fregata Hetman Sadajdachnij e alcune imbarcazioni sono operative. L’aviazione navale dell’Ucraina è essenzialmente un trucco, formata da alcuni aerei ed elicotteri obsoleti basati nel villaggio di Chornobaevka, presso Kherson. La guardia costiera ucraina esiste sulla carta. L’unica vera forza della marina ucraina sono i marines e le forze speciali. C’è una brigata di marines a Nikolaev che in realtà opera a Marjupol, e c’è il 73.mo centro per le operazioni speciali della marina ucraina (ad Ochakov) e l’801.mo distaccamento per la lotta ai sabotatori subacquei (a Nikolaev). L’Ucraina ha una base navale a Odessa e due punti di ancoraggio a Nikolaev e Ochakov. Ma anche se esistente, la modesta flotta non può davvero fare molto. Tutti i punti nelle acque di Odessa sono occupati da progetti commerciali, mentre Nikolaev e Ochakov sono sulla foce del Dnepr, dove è lungo e difficile per le navi attraccare e dove, del resto se lo si desidera, potrebbero essere facilmente bloccate. In teoria, vi è una base per le costruzioni navali militari a Nikolaev, dove c’era il più grande complesso cantieristico nell’ex-Unione Sovietica che, di fatto, era l’unico in grado di produrre portaerei. Vi sono due imprese di costruzioni navali a Kherson e Kiev, ma per 25 anni sono state saccheggiate e nessun nuovo quadro vi è stato preparato, mentre i vecchi sono emigrati. La leadership della Marina ucraina, però, vuole rilanciare le costruzioni navali ucraine e attivare 66 navi prima del 2020, ma è una fantasia che non ha nulla a che fare con la realtà. Per realizzare tali ambizioni, è necessario più denaro di quanto ne esista nel bilancio dello Stato ucraino.

Turchia: una potente ma dispersa marina
Tutto si complica nel caso della Turchia. La Turchia vanta 16 fregate, 8 corvette e 14 sottomarini più un Corpo dei marines ed incursori. Tale forza è una delizia per i nemici della Russia, ma qui vanno notati alcuni punti importanti. In primo luogo, confrontare la flotta della Turchia con la Flotta del Mar Nero della Federazione Russa è sbagliato. La marina turca è divisa in zone navali a nord e a sud: Mar Nero e Mediterraneo. Gran parte delle basi della marina turca si trova lontano dal Mar Nero e sono molto trascurate da Ankara. Le cattive relazioni tra Turchia e Grecia, Cipro, Egitto e Siria, i flussi dei migranti, e le navi russe nel Mar Mediterraneo non portano da nessuna parte. Ankara, quindi, non può permettersi di rafforzarsi radicalmente sul Mar Nero. In secondo luogo, la Turchia non ha nulla di paragonabile all’incrociatore missilistico russo Moskva. In terzo luogo, l’aviazione navale di Ankara è solo embrionale mentre l’aeronautica è notevolmente più debole di quella della Federazione Russa. Eppure l’alleanza ucraino-turca può abbastanza mettere in difficoltà la Russia. Kiev può condividere posizioni e infrastrutture con i nuovi alleati e le flotte della NATO. In particolare, per compiacere i padroni e infastidire la Russia, Kiev potrebbe inviare navi civili da Odessa per fornire la copertura dei sistemi radar e missilistici nelle immediate vicinanze di Crimea, a sud di Kherson e sull’isola Zmejnij. La Russia avrebbe poco da gioirne.

Crimea: una fortezza inespugnabile
In considerazione delle potenziali minacce esistenti ed emergenti, la Russia ora rafforza rapidamente le difese della penisola di Crimea. Nel 2015, la Flotta del Mar Nero ha aggiunto circa 200 unità militari, tra cui 40 navi, 30 velivoli (multiruolo SU-30SM), e in Crimea sono stati assegnati più di 100 blindati moderni. Delle navi che meritano particolare attenzione, vi sono i 3 più recenti sottomarini diesel-elettrici Proekt 636 Varshavjanka e due navi armate di missili da crociera Kalibr. Tali armi sono solide e in un prossimo futuro proseguirà il potenziamento della Flotta del Mar Nero. Inoltre, la Crimea non è solo difesa dalla Marina. La 27.m Divisione aerea combinata viene schierata sulla penisola dispiegando lo squadrone della Guardia dei bombardieri a lungo raggio Tu-22M3 e vi è la prospettiva dell’espansione del gruppo a reggimento. A Dzhankoe si trova un battaglione aerotrasportato che dovrebbe essere convertito in reggimento. Nei pressi di Sebastopoli, la stazione del sistema di allarme antimissile è stata ripristinata dopo essere stata consegnata all’Ucraina nel 1991 e abbandonata negli ultimi 10 anni. La stazione ha solo bisogno di un radar centimetrico per integrare la stazione in Armavir che opera su frequenze ultra-alte. Il complesso di Sebastopoli potrà tracciare i missili da crociera lanciati dai nostri “partner”. Inoltre, le coste sono difese in modo sicuro dal sistema missilistico Bastion che può distruggere qualsiasi nave nemica sul Mar Nero in 10-15 minuti. Per questi motivi Erdogan chiama il Mar Nero “lago russo”. E’ già chiaro che, nonostante i mantra dei liberali filo-occidentali, della serena Ucraina e della tranquilla Turchia, nessuno ci lascerà in pace. Affinché i cittadini russi siano al sicuro, il buon vecchio principio del “si vis pacem, para bellum” (Se amate la pace, preparatevi alla guerra) va messo in pratica. Questo è ciò che viene fatto e proprio in Crimea in particolare.187996733Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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