L’esperienza del primo attacco

Piazzare i valori democratici occidentali ha distrutto il Medio Oriente
Valerij Gerasimov; VPK, 18/05/2016 – South Front398620_originalLa regolamentazione legislativa dell’uso della forza militare russa nella lotta al terrorismo, si basa sull’esperienza di fine 20° e inizio 21° secolo, nelle operazioni antiterrorismo nella regione del Caucaso settentrionale. Oggi nessuno dubita che la Russia abbia affrontato non un gruppo di separatisti, ma una forza ben organizzata e generosamente finanziata, sostenuta da elementi terroristici stranieri, nel proprio Paese. La potenza militare è stata utilizzata contro aggressioni estere ed ha avuto il mandato per operazioni contro bande criminali nel territorio nazionale. Numerosi governi hanno anche scatenato la guerra delle informazioni contro la Russia. Abbiamo ripreso gli eventi del primo attacco terroristico e giunti a diverse conclusioni. In primo luogo, le Forze Armate devono essere preparate a tale lotta. In secondo luogo, il terrorismo va colpito attivamente nelle prime fasi della formazione e non dobbiamo permettere che la sua ideologia si diffonda e occupi nuovi territori. In terzo luogo, il terrorismo non può essere eliminato senza l’uso della forza militare, solo essa porta alla vittoria. Per trionfare in questa lotta è necessario unire le risorse politiche, finanziarie, ideologiche e informative del governo.

La democrazia sotto scorta
Parlare delle cause del terrorismo internazionale richiede la distinzione di alcuni aspetti. Indubbiamente, le condizioni per la sua crescita sono generate dalle situazioni difficili di alcuni popoli, come ad esempio la mancanza di opportunità di sviluppo e di prospettive per uno standard di vita dignitoso. L’ideologia radicale capitalizza su questi problemi, con conseguenti organizzazioni illegali come al-Qaida e Stato islamico. L’intervento di Stati esteri negli affari delle nazioni sovrane si materializza come altra causa della minaccia terroristica. I tentativi dell’occidente d’imporre i propri valori su Paesi con propri fondamenti spirituali e tradizioni culturali, favoriscono inevitabilmente risultati negativi. La creazione artificiale di tali ideali alieni ha già devastato Nord Africa e Medio Oriente. Gli effetti della “primavera araba” hanno creato una crisi migratoria in Europa. La Libia, dove il Presidente Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento militare della NATO, ha praticamente cessato di esistere come Stato unito, diventando un precursore dell’avanzata di SIIL e altri gruppi terroristici. L’occupazione dell’Iraq, l’assassinio del suo leader politico e la “democratizzazione” del Paese con le baionette hanno creato lo SIIL, con ex-membri provenienti dalle élite politiche dei Paesi colpiti, in grandi regioni dell’Iraq. La terza causa della recrudescenza del pericolo terrorista spetta a quei governi che trovano vantaggioso utilizzare i servizi di organizzazioni radicali per aggiungere i loro obiettivi politici, distruggendo quegli Stati che anche non fossero democratici, incarnano la stabilità. In seguito emergono dalle ombre i mandanti, e i banditi clandestini avanzano coprendo vasti territori e formandosi una base economica, generando un quasi-struttura che suscita destabilizzazione della regione e costituisce una minaccia per tutta l’umanità civilizzata.

Su basi lecite
La Siria, dove il processo di destabilizzare e rovesciamento del governo legittimamente eletto continua con le stesse tecniche utilizzate altrove, è un ottimo esempio. L’instabilità è iniziata con proteste organizzate ed informazioni alimentate da fonti estere. Poi scoppiarono gli attentati contro le forze dell’ordine e i rappresentanti delle autorità; inoltre, la massa degli attacchi terroristici fu supportata da organizzazioni occulte. A metà dell’anno, la situazione era critica. La domanda di preservare la Siria come Stato sovrano era sul tavolo. Un cambio di potere avrebbe significato la frammentazione inevitabile del Paese sotto la bandiera degli estremisti etnico-religiosi. Gli sviluppi dello scenario in Libia illustravano il processo di un altro Paese prosperoso divenire terreno fertile del terrorismo minacciando la stabilità dell’intera regione. Di conseguenza, in Medio Oriente si formava una chiara minaccia per la sicurezza nazionale della Russia. Secondo le nostre stime, SIIL e altri gruppi terroristici avevano arruolato 4500 cittadini della Federazione Russa e di altri Paesi della CSI all’inizio del 2015. Non è difficile prevedere dove questi terroristi avrebbero concentrato i loro sforzi una volta caduto il regime di Assad. In tali circostanze, il Presidente della Russia, in risposta alla richiesta ufficiale di Damasco, ha deciso di utilizzare le Forze Armate per condurre operazioni antiterroristiche nel territorio della Repubblica araba siriana. Fu approvato anche dal Consiglio della Federazione. Anche in questo caso, si parla di partecipazione militare nella lotta al terrorismo, non d’intervenire negli affari di un altro Stato o sostenere una corrente religiosa radicale. Le nostre unità operano legalmente in Siria, su richiesta del governo, lo stesso non si può dire della coalizione statunitense che de iure viola tutti i canoni del diritto internazionale. Dal 30 settembre 2015, l’Aeronautica russa ha fornito supporto aereo contro obiettivi terroristici. Gli obiettivi sono scelti secondo informazioni attendibili, confermati dai velivoli senza equipaggio e solo dopo attenta selezione, l’obiettivo viene scelto. Allo stesso tempo, non abbiamo colpito scuole, ospedali o moschee, anche se sappiamo che alcuni di tali edifici vengono utilizzati dai terroristi come depositi di armi. Oltre ad attacchi aerei, le Forze Armate russe in Siria hanno risolto altri problemi. I nostri consiglieri aiutano i comandanti militari siriani nella preparazione delle operazioni militari contro le forze terroristiche e sono coinvolti nell’addestramento di unità di riserva, così come nella loro formazione.

Ankara non segue
Nel facilitare le operazioni dell’Aeronautica russa in Siria, una particolare attenzione è rivolta ad impedire conflitti sul Paese. Nonostante l’arresto della cooperazione militare tra Stati Uniti e Russia, l’interesse reciproco ha garantito preparazione e firma del memorandum bilaterale per evitare incidenti sui cieli della Siria. In futuro, il rispetto delle regole delineate in tale accordo richiederà che tutti i partecipanti della coalizione guidata dagli Stati Uniti creino i canali necessari per la cooperazione operativa con la Russia. A Baghdad, la coalizione Iraq, Iran, Siria e Russia funge da centro di informazione per l’intelligence antiterrorismo. Questa coalizione agisce come riuscito meccanismo dell’interazione tra i ministeri della Difesa di Russia e Israele nel quadro della cooperazione per impedire incidenti in Siria. A seguito della dichiarazione del 27 febbraio di Stati Uniti e Russia, le Forze Armate hanno ulteriori attività correlate alla cessazione delle ostilità, espansione delle operazioni umanitarie e liberazione di insediamenti e territori. Sull’aeroporto di Humaymim abbiamo istituito il Centro per la riconciliazione delle parti in guerra in Siria. L’organizzazione è attivamente coinvolta nell’attuazione degli accordi raggiunti, in collaborazione con una struttura simile appoggiata dagli USA ad Amman e alla Task Force di Ginevra. Oggi, un ruolo fondamentale delle Forze Armate russe in Siria spetta nella promozione della riconciliazione tra le maggiori forze militari e l’avvio dei processi politici nel Paese. Tuttavia, uno dei fattori destabilizzanti che conserva un impatto significativamente negativo è la vendita di armi, munizioni, e farmaci di Ankara ai terroristi. Gli ospedali in Turchia continuano a curarli.
In conclusione, eseguiamo le nostre operazioni con la consapevolezza che il destino di un Paese, del suo sistema politico e di chi vi detiene il potere devono essere decisi dal popolo di quel Paese. La Siria deve mantenere la propria autonomia e grazie agli sforzi della cooperazione multinazionale, rimarrà uno Stato laico.1030398751Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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