L’istruttiva umiliazione degli USA nel Mar Cinese Meridionale

David P. Goldman, Asia Times 20 maggio 2016Ammettiamo piuttosto, come la gente d’affari dovrebbe, che abbiamo avuto una lezione e ci farà bene“, scrisse Rudyard Kipling nel 1902 dopo che i boeri umiliarono l’esercito inglese nella prima fase della Guerra Boera. Gli USA dovrebbero esprimere la stessa gratitudine verso la Cina che li ha umiliati nel Mar Cinese Meridionale. Esponendo la debolezza statunitense senza sparare un colpo, Pechino ha dato una lezione a Washington che la prossima amministrazione dovrebbe ricordare. L’anno scorso chiesi a un pianificatore del Pentagono ciò che gli USA avrebbero fatto con i missili antinave della Cina, che dovrebbero poter affondare una portaerei a un paio di centinaia di miglia dalle coste. Se la Cina negasse l’accesso alla marina statunitense sul Mar Cinese Meridionale, il funzionario rispose che possiamo fare lo stesso: convincere il Giappone a produrre missili antinave e a piazzarli nelle Filippine. Washington non si chiede se le Filippine vorrebbero affrontare la Cina. Il presidente Rodrigo Duterte spiegò l’anno scorso (come David Feith riporta sul Wall Street Journal), “Gli USA non morirebbero mai per noi. Se ad essi importava, avrebbero inviato le loro portaerei e fregate lanciamissili nel momento in cui la Cina iniziò la bonifica dei territori contesi, ma nulla di simile è accaduto… gli USA hanno paura di entrare in guerra. Ci conviene essere amici della Cina“. Non sono solo le Filippine a vedere l’ovvio. La Cina rivendica il sostegno di 40 Paesi alla sua posizione secondo cui le rivendicazioni territoriali sul Mar Cinese Meridionale dovrebbero essere risolte con negoziati diretti tra i singoli Paesi, piuttosto che davanti a un tribunale delle Nazioni Unite costituito ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, come vuole Washington. Una dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri di Cina, Russia e India, dopo l’incontro a Mosca il mese scorso, sostiene la posizione della Cina. La 7° Flotta è il peso che grava sul Mar Cinese Meridionale dalla Seconda guerra mondiale, grazie a un sistema d’arma che ha novant’anni ormai, la portaerei. Questo prima che la Cina schierasse il suo missile “antiportaerei” DF-21. L’ultima versione del missile, denominato DF-26, avrebbe una gittata di 4000 km. Le nuove tecnologie, tra cui laser e cannoni elettromagnetici, potrebbero sconfiggere i nuovi missili cinesi, ma una grande quantità di investimenti sarà necessaria per renderli operativi, secondo un rapporto di gennaio del Centro studi strategici ed internazionali.
T39 La nuova generazione di sottomarini diesel-elettrici varati dalla Germania nei primi anni ’80, inoltre, è abbastanza silenziosa da eludere i sonar. Sottomarini diesel-elettrici “affondarono” le portaerei statunitensi nelle esercitazioni della NATO. Anche senza missili antinave, per poter saturare le difese delle navi degli Stati Uniti, i sottomarini furtivi della Cina possono affondare le portaerei statunitensi e qualsiasi altra cosa che galleggia. Forse maggiore preoccupazione è data dalla prossima generazione di sistemi missilistici di difesa aerea antimissile ed antiaerei russi S-500 che renderebbero il caccia stealth statunitense F-35 obsoleto prima che diventi operativi. Scrivendo per The National Interest, Dave Majumdar avverte che i nuovi sistemi russi sono “così potenti che molti ufficiali degli Stati Uniti temono che gli aerei da guerra, anche invisibili come F-22, F-35 e B-2, abbiano problemi nell’affrontarli“. I funzionari del Pentagono ritengono che l’attuale generazione di missili antiaerei russi, incarnata dall’S-400, sia capace di superare le capacità d’inganno degli F-16. Una volta che la Russia ha schierato un paio di sistemi autocarrati S-400 in Siria, domina i cieli del Levante. Il Pentagono non vuole sapere quanto sia efficace. Il commentatore russo Andrej Akulov dettaglia la presunta superiorità dell’S-500, che sarà schierato il prossimo anno: “L’S-500 dovrebbe essere molto più potente dell’attuale S-400 Triumf. Per esempio, il tempo di reazione è di soli 3-4 secondi (in confronto, il tempo di reazione dell’S-400 è nove o dieci secondi). L’S-500 può rilevare ed attaccare contemporaneamente (anche se volano a una velocità di 8 km al secondo) dieci testate di missili balistici a 600 km di distanza che volano alla velocità di 8000 metri al secondo. Il Prometej può ingaggiare bersagli a quote di circa 200 km, tra cui i missili balistici in arrivo dallo spazio distanti 700 km”. Akulov conclude: “Non capita spesso che un’arma della difesa aerea relativamente poco costosa possa rendere obsoleto un miliardario programma per caccia. Questo è esattamente ciò che il sistema missilistico S-500 farà del nuovo nuovo caccia stealth statunitense F-35“. Cina e Russia hanno ridotto il divario tecnologico militare con gli Stati Uniti, e in alcuni casi li hanno probabilmente scavalcati. In passato, gli Stati Uniti risposero a tali circostanze (per esempio, il lancio dello Sputnik nel 1957) versando risorse sulla ricerca per la difesa presso laboratori nazionali, università e industrie private. Invece, Washington oggi spende la maggior parte del bilancio della difesa, in diminuzione, su sistemi che potrebbero non funzionare affatto. A un costo stimato di 1,5 trilioni di dollari, l’F-35 è il sistema d’arma più costoso nella storia degli USA. Anche prima che una miriade di problemi tecnici ne ritardassero il dispiegamento, i pianificatori del Pentagono avvertirono che l’aereo malconcepito avrebbe degradato le difese degli USA consumando la maggior parte del budget su ricerca e sviluppo del Pentagono. Un rapporto ancora classificato firmato da alcuni generali venne consegnato al presidente George W. Bush, a metà del secondo mandato, avvertendolo su tale funesto risultato. Bush l’ignorò. L’ex-ufficiale dell’aeronautica Jed Babbin dettagliò i difetti del velivolo sul Washington Times l’anno scorso, concludendo, “Il programma F-35 è un esempio di come le armi non vanno acquistate. Va fermato subito“.
Questi sono i fatti sul terreno (così come nell’aria e sul mare). Non sorprende che gli alleati degli USA in Asia vogliano un accordo con la Cina. Nulla di meno dello sforzo reaganiano per ripristinare il vantaggio tecnologico degli USA cambierà ciò.south-china-sea-u.s.-navyLe opinioni espresse in questa pagina sono dell’autore proprio e non riflettono necessariamente le opinioni di Asia Times.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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