I dettagli segreti della nuova dottrina della difesa della Russia

Valentin Vasilescu, Reseau International 26 maggio 2016wp_20110In Europa e Asia l’esercito statunitense ha schierato un piccolo contingente di soldati che non può scatenare da solo o congiuntamente con eserciti alleati, l’invasione della Russia. Solo a causa dell’isolamento geografico, gli Stati Uniti prevalgono da settantanni grazie alla loro Marina, tre volte superiore a quella della Russia, in grado d’intervenire in qualsiasi parte del mondo. Il Pentagono dispone anche di una gigantesca forza di centinaia di navi specializzate nelle operazioni di schieramento di divisioni dei marines, blindati e forze speciali, per poter partecipare a una possibile invasione della Russia. Pertanto, i gruppi d’assalto navale statunitensi organizzati intorno a portaerei, navi d’assalto anfibio e convogli di truppe ed equipaggiamenti militari, sono considerati il più serio rischio per la sicurezza della Russia [1]. I gruppi navali e di navi da sbarco e i convogli delle truppe statunitensi sono protetti da diversi tipi di scudi antibalistici, come il sistema navale AEGIS dotato di missili SM-3 Block 1B che neutralizzano i missili balistici che volano a quote comprese tra 100 e 150 km. Questo sistema è montato su cacciatorpediniere e incrociatori AEGIS statunitensi, e si aggiunge agli scudi antimissile in Polonia e Romania. Esiste inoltre il sistema mobile THAAD delle forze di terra degli USA, a difesa delle navi da sbarco. Questi sistemi sono progettati per colpire missili balistici nella fase d’ingresso nell’atmosfera a quote comprese tra 80 e 120 km. A ciò si aggiungono le batterie di missili antiaerei a lungo raggio Patriot dalle capacità antimissile balistico contro missili nella fase terminale del volo a una quota di 35000 m [2].
La classificazione degli aeromobili in volo atmosferico si basa sulla velocità. Ci sono aerei che volano a velocità subsonica (fino a 1220km/h o Mach 1), gli aerei supersonici con velocità tra Mach 1 e Mach 5 (fino a 6000 km/h) e velivoli ipersonici che volano a velocità fra Mach 5 e Mach 10 (cioè fino a 12000 km/h). I russi hanno scoperto che i missili anti-balistici degli Stati Uniti non possono intercettare i missili ipersonici nella mesosfera (tra i 35000 e 80000 m). La nuova dottrina della Difesa della Russia ha stabilito che l’antidoto ai gruppi d’assalto e ai convogli navali statunitensi sono i velivoli ipersonici che volano a quote tra 35000 a 80000 m. Il Ministero della Difesa russo ha stanziato 2-5 miliardi di dollari per l’Advanced Research Foundation (ARF), l’equivalente russo del DARPA del Pentagono, per la progettazione di una serie di derivati ipersonici del velivolo spaziale Ju-71 (Proekt 4202). Dal 2011 al 2013 lo Ju-71 è stato testato in galleria del vento, e dal 2013 all’aprile 2016 ha condotto delle prove nell’atmosfera lanciato dai missili strategici leggeri UR-100 e R-29RMU2. Lo Ju-71 è simile all’HTV-2 abbandonato dagli statunitensi nel 2014.
Il velivolo spaziale Ju-71 ha dimostrato di poter volare alla velocità di 6000-11200 chilometri all’ora su una distanza di 5500 km e a una quota di crociera di 80000 m. Viene chiamato aliante spazio perché a differenza dei missili balistici ha una finezza aerodinamica di circa 5:1 (rapporto portanza/resistenza) che permette di volare su impulso continuo del motore a razzo, eseguendo delle cabrate lungo la rotta. Oltre al motore a razzo che permette ripetute accensioni e sospensioni, l’aliante spaziale Ju-71 è armato con testate indipendenti e sistemi di guida simili a quelli dei missili aria-terra Kh-29L/T e Kh-25T. La dottrina militare russa prevede che l’attacco alla flotta d’invasione statunitense sia eseguito in tre ondate e tre linee, impedendo ai gruppi d’assalto navali statunitensi di posizionarsi presso le coste russe del Mar Baltico. La prima ondata d’attacco di armi ipersoniche basate sull’aliante spaziale Ju-71 e lanciate da sottomarini a propulsione nucleare russi dall’Atlantico colpirebbe portaerei, portaelicotteri, sottomarini d’attacco, navi da carico o di scorta dei gruppi d’assalto navali statunitensi, non appena salpano dall’Atlantico verso l’Europa. La seconda ondata di armi ipersoniche sarebbe lanciata sui gruppi navali degli Stati Uniti a 1000 km dalle coste orientali dell’Oceano Atlantico. L’attacco verrebbe lanciato dai sottomarini russi dispiegati nel Mare di Barents o dalla base missilistica strategica di Plesetsk, in prossimità del Circolo Polare Artico e sul Mar Bianco. La terza ondata di armi ipersoniche verrebbe lanciata sui gruppi navali degli Stati Uniti quando raggiungono lo stretto dal Mare del Nord al Mar Baltico dello Skagerrak. L’attacco verrebbe eseguito con i missili ipersonici 3M22 Tzirkon, spinti da motori Scramjet e lanciati da aerei russi. Il Tzirkon ha una velocità di Mach 6,2 (6500 km/h) ad una quota di crociera di 30000 metri e un’energia cinetica all’impatto col bersaglio 50 volte superiore a quella dei missili antinave esistenti.
La Russia sviluppa anche una variante dell’arma ipersonica derivata dallo Ju-71 che può essere lanciata dal velivolo da trasporto pesante russo Il-76MD-90A (Il-476). L’aereo ha un’autonomia di di volo di 6300 km e può essere rifornito in volo. Mentre per i gruppi navali statunitensi ci vogliono cinque o sei giorni per raggiungere il Mar Baltico, l’Il-76MD-90A può raggiungere in poche ore i tre allineamenti calcolati per lanciare le armi ipersoniche. Anche se è un segreto ben mantenuto, sembra che l’arma ipersonica venga sganciata dal portellone dell’Il-76MD-90A a 10000 m di quota, dotato di un paracadute che la stabilizza in posizione verticale fino all’avvio del motore a razzo. Dato che il 50% del carburante del missile viene utilizzato per decollare e raggiungere gli strati estremamente densi dell’atmosfera a 10000 m, il peso del lanciatore e dell’aliante spaziale è la metà di quello di un missile balistico leggero R-29RMU2, che pesa 40 t. Sospesi nel 1992, i voli dei bombardieri strategici Tu-160 e Tu-95 e dei velivoli Il-76 (trasformati nelle aerocisterne per il rifornimento in volo Il-78), sono ripresi nel 2012 lungo le coste atlantiche e pacifiche. Uno degli obiettivi è addestrare le squadre per le future missioni d’attacco con armi ipersoniche.IH-ref-miss[1] La futura blitzkrieg della NATO contro la Russia: la Battaglia per la supremazia aerea.
[2] Il missile russo Iskander, incubo dello scudo antimissile degli USA.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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