L’agenda occulta degli USA in Iraq

Finian Cunningham Sputnik 01/06/20161040477571Mentre l’Esercito iracheno lancia l’offensiva su Falluja per riprenderla ai terroristi dello SIIL, vi sono titoli bizzarri sui media occidentali per la “preoccupazione” degli USA di vittime civili. Dato che i militari statunitensi uccisero centinaia di civili nella stessa città nel 2004, lasciando in eredità un patrimonio radioattivo mortale per la popolazione con le munizioni all’uranio impoverito, tale tardiva preoccupazione per le vite civili a Falluja non pare credibile. Ci potrebbe essere un altro scopo, come ad esempio impedire alle forze irachene di stendere i terroristi del SIIL rintanati nella città? Anche se gli Stati Uniti conducono ufficialmente una guerra per sconfiggere tali jihadisti, allo stesso tempo è documentato che i terroristi risultano funzionali, occultamente, per le attività del Pentagono per un cambio di regime nella vicina Siria. Questa settimana, la radio del governo degli USA Voice of America titolava: “Preoccupazioni per le sofferenze dei civili mentre le forze irachene circondano Fallujah“. Il titolo fu successivamente modificato dopo che le forze irachene iniziarono l’offensiva contro la roccaforte dello SIIL. Altre agenzie occidentali hanno espresso allarme per circa 50000 civili intrappolati nella città assediata, che verrebbero colpiti dagli intensi combattimenti o utilizzati come scudi umani dai terroristi. I terroristi dello SIIL occuparono Falluja nei primi mesi del 2014, e assieme a Mosul nel nord dell’Iraq, e a Raqqa nell’est della Siria, rientrava nel triangolo transfrontaliero dell’autoproclamato Stato Islamico dell’Iraq e Levante. Liberare Fallujah sarebbe quindi una vittoria strategica cruciale per le forze del governo iracheno contro il gruppo estremista. Si ritiene che Falluja, a soli 50 km da Baghdad, sia stata una delle principali basi degli attentatori suicidi che uccisero centinaia di civili nella capitale irachena negli ultimi due anni. Tre attacchi suicidi all’inizio di questa settimana hanno ucciso almeno 20 persone, soprattutto a Baghdad. L’esercito iracheno aveva circondato Falluja la scorsa settimana prima di lanciare l’offensiva. Il ritardo era volto a dare ai civili la possibilità di evacuare. Ciò che sembra curioso è la preoccupazione per la sicurezza dei civili a Falluja espressa dai media di Stati Uniti ed occidentali. Questa è la stessa città che fu quasi rasa al suolo dalle forze anglo-statunitensi in due grandi battaglie nel 2004, l’anno dopo l’invasione degli USA dell’Iraq e la caduta del dittatore iracheno Sadam Husayn. La resistenza di Fallujah fu costituita principalmente da milizie sunnite. Durante gli assalti statunitensi e inglesi su Fallujah, si stima che più di 1000 civili siano stati uccisi, un numero preoccupantemente alto di vittime, pari a quello dei militanti armati. Gli statunitensi non risparmiarono alcuno sforzo per schiacciare la resistenza, schierando più di 10000 truppe, aerei con bombe da 2000 chili, elicotteri, obici e cecchini per ciò che fu riconosciuto essere stato il più feroce combattimento delle forze statunitensi dalla guerra del Vietnam. L’esercito degli Stati Uniti usò anche con musica rock a tutto volume per assordare e far uscire allo scoperto gli oppositori che avrebbe poi abbattuto coi cecchini. Ma l’assassinio di civili non si fermò quando le battaglie si conclusero. Anni dopo che il fumo dell’artiglieria si era disperso, la gente di Fallujah combatteva contro un allarmante tasso di cancro e orribili difetti di nascita causati dalle munizioni all’uranio impoverito con cui le forze statunitensi bombardarono la città nel 2004. Milioni di proiettili con tale metallo altamente tossico sarebbero stati sparati dalle forze degli USA negli attacchi su Fallujah. Diversi studi scientifici condotti da medici iracheni e stranieri, riferiscono che il tasso di cancro, leucemia infantile e malformazioni congenite mortali è aumentato di diverse volte a Falluja dopo le offensive militari statunitensi e inglesi contro la città nel 2004. In uno studio si è riscontrato che l’incidenza di difetti alla nascita a Fallujah era superiore a quello registrato a Hiroshima e Nagasaki, le città giapponesi colpite dalle bombe atomiche degli USA nel 1945. Oltre all’uranio tossico, le forze statunitensi utilizzarono indiscriminatamente enormi quantità di fosforo bianco come arma incendiaria contro la città. Un documentario televisivo italiano, La strage nascosta, ha confermato i numerosi rapporti locali su persone uccise dalle grottesche ustioni inflitte dal fosforo bianco. Al tempo delle offensive, l’esercito statunitense sostenne che il fosforo fu utilizzato con i razzi illuminanti per rilevare i combattenti. Un anno dopo, nel novembre 2005, il Pentagono finalmente ammise che la sostanza chimica venne effettivamente utilizzata come “arma incendiaria”. Le truppe statunitensi sul campo definirono cinicamente i bombardamenti col fosforo bianco di Fallujah operazioni “scuoti e cuoci”, per il doppio effetto d’infondere terrore nella popolazione colpita e di carbonizzare le vittime. La testa di una vittima poteva essere completamente incenerita, mentre il resto del corpo rimanere illeso.
Quando statunitensi e inglesi bruciarono Falluja, falciando indiscriminatamente donne e bambini, non ci fu alcuna preoccupazione sui media occidentali per le vittime civili, giustificate come “danno collaterale” di una “guerra necessaria”. La domanda è: tale doppiezza occidentale su Falluja, allora e adesso, riflette pura ipocrisia o un doppio standard? O c’è uno scopo più sfumato? L’esercito iracheno, assaltando Fallujah è supportato dagli iraniani e da milizie sciita così come, almeno ufficialmente, dalla forza aerea degli Stati Uniti. Tuttavia, i comandanti iracheni hanno detto che le forze degli USA erano riluttanti a lanciare l’ultima offensiva su Falluja. In un reportage della CNN, Ben Wedeman citava fonti militari irachene dire che i comandanti statunitensi volevano che l’assalto si concentrasse invece su Mosul, sollevando la domanda: perché l’esercito statunitense è riluttante a liberare Fallujah dal triangolo del terrore tra Iraq e Siria? Se Fallujah cadesse, cosa di cui i comandanti militari iracheni sembrano sicuri, allora sicuramente sarà una sconfitta decisiva per i terroristi dello SIIL in Iraq e Siria. La relazione segreta di Washington coi gruppi terroristici jihadisti è mercuriale. E’ noto che elementi a Washington, di CIA e Pentagono, hanno segretamente sostenuto la rete terroristica come agente per un cambio di regime e per altri fini politici. D’altra parte, Washington dichiara che conduce la guerra per sconfiggere i terroristi con attacchi aerei in Siria e Iraq e supportando l’esercito iracheno. Tale collusione manifesta è inevitabilmente in aperta contraddizione con la politica degli Stati Uniti. Tale contraddizione causa la chiara riluttanza delle forze armate statunitensi a sostenere l’assalto iracheno su Falluja per eliminare lo SIIL. Forse gli Stati Uniti, o elementi della struttura di potere, non vogliono davvero vedere i loro agenti terroristici spazzati via, a causa dell’agenda segreta di Washington per un cambio di regime in Siria? Di qui le presunte preoccupazioni nei media occidentali e degli Stati Uniti su “possibili vittime civili” nell’assalto dell’esercito iracheno su Fallujah. Sembra un tentativo di frenare la campagna contro lo SIIL, piuttosto che per distruggerlo. Quando mai le vittime civili causarono dubbi durante la blitzkrieg anglo-statunitense a Falluja nel 2004? Precisamente.FallujaLe opinioni espresse sono esclusivamente dell’autore e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale di Sputnik.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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