Le preoccupazioni della Federazione Russa: USA, Cina, Giappone, Talassocrazia e Mar Cinese Meridionale

Noriko Watanabe e Lee Jay Walker, Modern Tokyo Times, 8/6/2016japan-navySembra che il governo giapponese stia seriamente pensando di pattugliare con gli USA il Mar Cinese Meridionale. Eppure, se i pattugliamenti riguardano solo USA e Giappone, allora si alzerà la posta contro la Cina. Il Primo ministro Shinzo Abe, quindi, deve rifletterci profondamente. Dopo tutto, il Giappone dovrebbe essere più attento alla soluzione di dispute territoriali regionali con diverse nazioni asiatiche nord-orientali. Pertanto, per il Giappone intervenire nel Mar Cinese Meridionale su volere degli USA è un passo troppo lungo, a meno che le nazioni regionali l’invitino. Il Giappone sostiene chiaramente il diritto degli USA alla “libertà di navigazione” nel Mar Cinese del Sud riguardo le operazioni navali. Tuttavia, le varie dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale coinvolgono Brunei, Cina, Indonesia, Malaysia, Taiwan, Vietnam e Filippine.

Federazione Russa e Giappone
In questo senso, il Giappone è chiaramente estraneo al Mar Cinese Meridionale e rischia di creare ulteriori tensioni con la Federazione Russa. Infatti, il supporto del Giappone alle altre nazioni G-7 contro la Federazione Russa sulla crisi in Ucraina, è un’ulteriore dimostrazione di come Tokyo sia impigliata nei capricci di Washington. Pertanto, la vera speranza di risolvere importanti questioni territoriali e politiche tra Giappone e Federazione Russa dipende da una crisi che non coinvolge direttamente il Giappone. Soprattutto, la Federazione Russa del Presidente Vladimir Putin crede fortemente nel mondo multipolare. Eppure, sembra che il Giappone sia intenzionato a sostenere l’approccio unilaterale degli USA negli affari internazionali. Questo a volte si applica ‘a distanza’, dove il Giappone approva le azioni degli USA in Kosovo, Siria e altre parti del mondo. Tuttavia, anche quando si tratta di più importanti questioni geopolitiche, per il Giappone, sembra accadere lo stesso, in particolare venendo coinvolto nelle crisi in Ucraina e Mar Cinese Meridionale seguendo gli obiettivi politici degli USA. In un altro articolo su Modern Tokyo Times, si afferma “La crisi in Crimea (Federazione Russa) e del sud-est Ucraina non è di alcuna seria importanza geopolitica per il Giappone. Altre nazioni come USA, Francia, Germania e Regno Unito possono pensare altrimenti. Ciò per via delle loro politiche di contenimento collettivo con l’espansione di NATO e Unione Europea, che sembra diretta contro la Federazione Russa. Tuttavia, per il Giappone concordare con il G-7 è miope, anche se Tokyo è in sordina sulla crisi Ucraina“. Pertanto, la Federazione Russa osserverà come gli eventi si svolgono nel Mar Cinese del Sud con un certo scetticismo verso il Giappone. Ciò non implica che Mosca appoggi gli obiettivi della Cina nel Mar Cinese Meridionale, perché la Federazione Russa ha forti relazioni con il Vietnam e altri Paesi regionali. Eppure, le élite di Mosca potranno vedere l’intenzione di Abe di rilanciare gli obiettivi degli USA ed aumentare di nascosto la posta verso la Cina. In altre parole, piuttosto che la visione multipolare di Putin sembra che Abe voglia mantenere il vecchio ordine assecondando finalità e ambizioni degli USA.

Giappone, Cina e Mar Cinese Meridionale
La-Mer-Chine-zone-haut-risque. Abe, quindi, sembra intenzionato ad alzare la posta con la Cina, nonostante il Giappone non sia direttamente coinvolto nella controversia sul Mar Cinese Meridionale. Allo stesso modo è chiaro in modo allarmante che la Cina si stia rovinando, perché la bonifica di tutto il Mar Cinese Meridionale non è realistica. In questo senso, se il Giappone è solo in retroguardia appoggiando le nazioni regionali contrarie all’invasione politico-economica della Cina, allora basterebbe. Allo stesso tempo, un approccio più delicato del confronto indiretto contribuirà ad aumentare i legami tra Cina e Giappone. Infatti, l’affermazione della Cina su vaste aree del Mar Cinese Meridionale non è realistica data la vicinanza di molte nazioni regionali. Modern Tokyo Times afferma: “la politica del governo è un’arte ricca in Cina perché il ‘Regno di Mezzo’ affrontò molte realtà geopolitiche e religiose che lo minacciarono su più fronti. Pertanto, è il momento per la Cina moderna di capire che certe pretese sui confini marittimi nel Mar Cinese Meridionale sono irrealistiche. Di pari importanza, se la Cina non vuole fare il gioco degli USA, deve usare maggiore diplomazia“. Sembra che né Cina né Giappone giochino a proprio vantaggio. Dopo tutto, la Cina crea tensioni regionali con Brunei, Indonesia, Malaysia, Taiwan, Vietnam e Filippine con le azioni nel Mar Cinese Meridionale. Allo stesso modo, il Giappone si fa coinvolgere nella crisi ucraina e nella controversia sul Mar Cinese Meridionale, pur non essendone direttamente coinvolto. Soprattutto, il Giappone erode ulteriormente le relazioni con la Cina e la Federazione Russa assecondando gli obiettivi della politica estera degli Stati Uniti. Se le nazioni regionali chiedono al Giappone di unirsi ai pattugliamenti navali nel Mar Cinese Meridionale, allora è un altro discorso, perché le nazioni hanno pattugliamenti congiunti con vari Paesi sulla base di rapporti speciali, o sviluppano legami futuri. Oppure, se una riunione straordinaria si svolgesse in cui Brunei, Indonesia, Malaysia, Taiwan, Vietnam e Filippine chiedano maggiore sostegno internazionale, il Giappone sarebbe obbligato a rispondere. Ad esempio, le nazioni regionali possono contattare nazioni come USA, Australia e Giappone al fine di dimostrare solidarietà internazionale contro la crescente invasione della Cina. La BBC riferisce “La Cina ha sostenuto le sue affermazioni espansive costruendo isole e con pattugliamenti navali, mentre gli Stati Uniti dicono di opporsi alle restrizioni alla libertà di navigazione e a richieste di sovranità illegali, da ogni dove, anche se molti ritengono fossero rivolti alla Cina“. La diffidenza regionale verso la Cina chiaramente cresce e l’anno scorso l’Indonesia vi aderì. L’International Business Times riporta “L’Indonesia ha etichettato le pretese cinesi sulle acque contese del Mar Cinese Meridionale come ‘minaccia reale’. Il viceammiraglio Desi Albert Mamahit, che dirige la Sea Security Agency Coordinating dell’Indonesia, ha detto a un focus group sulla sicurezza marittima che le acque che circondano molte isole del Paese erano minacciate dall’invadente presenza cinese”.

Conclusioni
Nel complesso, il Giappone non deve impegnarsi in pattugliamenti navali congiunti con gli USA nel Mar Cinese Meridionale, perché sarà dannoso nel lungo periodo. Inoltre, se il problema diventa spinoso allora peggiorerà ulteriormente i rapporti con la Federazione russa, dato il sostegno del Giappone a USA e altre nazioni del G-7 sugli eventi in Ucraina. Pertanto, il Giappone dovrebbe consentire alla Cina di controllarsi sul Mar Cinese Meridionale, mettendosi in disparte. Se Brunei, Indonesia, Malaysia, Taiwan, Vietnam e Filippine chiedono ad altre nazioni, come USA, Australia e Giappone di fornire maggiore sostegno politico nel Mar Cinese Meridionale, allora è un altro discorso. Poi il Giappone potrà considerare la possibilità di pattugliamenti navali con varie nazioni regionali ed altri Paesi come USA e Australia. Tuttavia, se il Giappone aderisse da solo al pattugliamento degli USA nel Mar Cinese Meridionale, allora gli sarà dannoso. Questo vale in particolare per l’Asia nord-orientale, isolando il Giappone da Cina e Federazione russa venendo considerato un baluardo delle ambizioni statunitensi nella regione.Asie+Mer+de+chine+conflit+zee+plateforme+petroliere+chine+vietnam+afpTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

One Response to Le preoccupazioni della Federazione Russa: USA, Cina, Giappone, Talassocrazia e Mar Cinese Meridionale

  1. roberto176 scrive:

    Detto in soldoni il Giappone ha perduto la guerra mondiale e quindi esegue gli ordini dei suoi padroni Usa, come l’Italia, del resto.

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