Iran, ancora multipolare

Daahireeto Mohamud, Katehon 06/07/2016Mideast-Iran_Horo-2-e1375552179584L’Iran ha dimostrato di essere uno dei più strenui Stati anti-egemoni del mondo. Dalla rivoluzione del 1979 Teheran ha combattuto aspre guerre indotte da USA/Israele in Iraq, Golfo Persico, Siria, Libano e Palestina occupata, direttamente o indirettamente, ma anche affrontato le dure sanzioni economiche occidentali. La Repubblica islamica dell’Iran è una potenza regionale potente e accorta che sempre influenzerà il destino del Medio Oriente, come la storia ha dimostrato nei secoli passati. Il Paese occupa una posizione geostrategica tra Medio Oriente, Golfo Persico/Mare Arabico, Asia centrale, Asia meridionale e Caucaso/Caspio. Le regioni chiave saranno un cruciale ”perno” per la competizione geopolitica delle grandi potenze del 21° secolo. L’unipolarismo degli Stati Uniti proverà ad isolare le grandi potenze eurasiatiche Russia e Cina controllando “i rimland” dell’Eurasia e destabilizzando le regioni con la guerra ibrida. L’Iran sarà il nodo fondamentale per gli Stati Uniti per collegare le loro basi militari nella NATO/Turchia con la presenza militare in Iraq/GCC/Afghanistan/Pakistan fino alla possibile presenza militare in India, e quindi Mynamar, e ai loro centri militari nell’Asia-Pacifico. Se Washington avrà una presenza militare in Iran e come sembra in India, poi “La Grande muraglia geopolitica” contro le grandi potenze eurasiatiche sarà completata, dal teatro europeo/NATO a Medio Oriente e Asia meridionale fino al teatro Asia-Pacifico. Solo l’Iran e il possibile riallineamento strategico pakistano verso la multipolarità potrebbero ostacolare tale “Grande muraglia geopolitica”, che il segretario alla difesa USA Ash Cater chiama anche ‘stretta di mano strategica’ tra Perno in Asia degli Stati Uniti e Politica verso est dell’India.

Geopoliticamente
L’Iran è la chiave del mondo multipolare: l’influenza di Teheran in Iraq, Golfo Persico, Siria, Libano e potenzialmente Yemen e la posizione geografica nella regione del Golfo Persico e del Mar Arabico/Oceano Indiano, aiuterà gli Stati del multipolarismo a liberarsi nei rimland del Mar Mediterraneo e dell’Oceano Indiano. Difatti, il Paese è all’incrocio tra nucleo centrale eurasiatico e rimland mediorientali.

Pensiero strategico dell’Iran
L’attuale composizione del regime iraniano ha un solido ancoraggio multipolare, le forze conservatrici/nazionaliste pro-multipolari dell’Iran controllano quasi tutte le principali istituzioni dello Stato e del regime tra cui Ufficio del leader supremo, Consiglio dei Guardiani, IRGC, Assemblea degli Esperti, Ministero dell’Intelligence, magistratura, tutte le forze dell’ordine e quasi tutti i principali media. Solo la presidenza gli sfugge, il nuovo parlamento è un”istituzione ‘contestata’ ma è un ente molto potente. La rielezione di Larijani a speaker probabilmente inclinerà il parlamento più sul campo conservatore che riformista. Eppure i moderati e riformisti avranno ancora più voce rispetto a prima nel nuovo parlamento. Tuttavia, l’elezione del duro conservatore Ayatollah Janati a presidente della potente Assemblea degli Esperti cementa il controllo conservatore su questo ente chiave, dissipando il battage mediatico unipolare sui riformisti/moderati vincenti nelle ultime elezioni. La cultura strategica dell’Iran renderà difficile all’occidente unipolare corteggiare Teheran, vi sono forze su entrambi i lati (lobby israeliana negli Stati Uniti, Israele, neocon, Congresso degli Stati Uniti e Arabia Saudita, solo per citarne alcune, da una parte, conservatori, Iran e nazionalisti dall’altra), che impediscono una qualsiasi possibile defezione iraniana nel campo unipolare. C’è una profonda cultura strategica anti-egemonica in Iran, imposta dai principi islamici e dal sistema politico teologico del Wilayat Faqih. La sicurezza iraniana e le élite strategiche giustamente ritengono che il loro Paese affronti una grave minaccia strategica con la presenza militare degli Stati Uniti nel Golfo Persico e le armi nucleari israeliane. In effetti, l’Iran ha combattuto una guerra reale diretta dagli Stati Uniti sotto forma di guerra delle petroliere nel Golfo, durante la guerra Iran-Iraq. L’animosità tra Iran e Stati Uniti è così grande che il recente accordo nucleare è improbabile li renda amici o partner strategici, come alcuni si sarebbero immaginati. Libri bianchi, valutazioni militari e altri documenti ufficiali degli Stati Uniti mostrano l’Iran, con Russia e Cina, avversario strategico o addirittura nemico. Corea democratica e “alleati della guerra ibrida” degli Stati Uniti SIIL/al-Qaida sono menzionati in tali documenti, probabilmente per propaganda. Probabilmente l’Iran è ancora più anti-egemonico e multipolare di Russia e Cina, e questi tre Paesi formano la base della multipolarismo. Si dice che un cambio di regime indotto dall’occidente incomba sempre più sull’Iran per via della gioventù influenzata dai social media, e degli attivisti e riformisti filo-occidentali. Una cosa che può attenuare tale rischio è il fallimento della primavera araba e le sue guerre disastrose. Se il supporto al multipolarismo iraniano gioca bene questa carta informando la popolazione del grave pericolo che tali proteste e rivoluzioni congegnate dagli occidentali possono arrecare alle loro vite e al Paese, ci saranno tutte le ragioni di credere che la maggioranza degli iraniani ascolterà questo messaggio.

Protezione dal cambio di regime unipolare dopo l’accordo nucleare
d02f0695-e9c9-4870-ad10-42ec65ae0f8c C’è un rischio strategico che gli iraniani e gli Stati-guida multipolari Russia e Cina dovrebbero riconoscere e quindi sviluppare politiche per evitarlo. E’ ciò che si chiama “cambio di regime morbido”, con l’occidente che ha concluso che il ‘cambio di regime duro’ in Iran è quasi impossibile e l’unica opzione disponibile è mettere le mani sull’Iran con un ‘cambio di regime morbido’ a lungo termine; la strategia sembra seguire due direzioni opzionali. 1) “cambio di regime morbido rapido”, che richiede l’impiego di attivisti addestrati, giovani filo-occidentali, riformisti e social media da coinvolgere in campagne concertate contro clero conservatore, IRGC e altre istituzioni multipolari nella speranza di indebolirli e delegittimarli di fronte il pubblico, oltre a diffondere idee liberali e stile di vita occidentale. Tale piano prevede che, quando le istituzioni conservatrici multipolari siano abbastanza indebolite, i giovani unipolari, riformisti e attivisti possano dare la spinta finale per grandi proteste e violenze per un cambio di regime, o a votare contro la maggioranza conservatrice in elezioni orchestrate dagli occidentali, o ad anche un certo tipo di ”colpo di Stato costituzionale”, come quello avutosi in Brasile. “Il voto contro i conservatori dalla linea dura” è la strategia utilizzata nelle ultime elezioni, ed è riuscita nelle elezioni regionali a Teheran dove ciò che i conservatori chiamano ” lista inglese” ha stravinto. Se tale scenario viene replicato in tutto il Paese nelle elezioni future, le forze unipolari potrebbero facilmente prendere il potere in Iran. 2) Le altre opzioni del “cambio di regime evolutivo a lungo termine” che molti strateghi e agenzie d’intelligence statunitensi, sono chiaramente i piani per avere una Guida Suprema o gruppo di leader moderati e riformisti, quando l’attuale leader scomparirà, riconoscendo che senza l’approvazione del leader supremo nessun presidente o parlamento può invertire politica dell’Iran. L’“uomo di punta” occidentale in tale strategia a lungo termine sembra essere l’Ayatollah Rafsanjani, chiaramente sostenuito dall’attuale presidente Rouhani. I due uomini e i loro sostenitori sono apparentemente in procinto di nominare un leader supremo riformista in sostituzione dell’attuale, ma tale strategia è stata gravemente colpita dall’elezione di Janati alla presidenza dell’Assemblea degli esperti, almeno nel breve termine. Nell’Iran post-accordo nucleare, c’è una battaglia politica feroce tra forze riformiste filo-occidentali unipolari e forze conservatrici dal principio multipolare. L’occidente vede l’accordo nucleare quale chiave per un cambio di regime a lungo termine in Iran; senza di che, vede l’accordo quale vittoria strategica per l’Iran e l’ordine multipolare. Sa bene che le intenzioni di costruire la bomba nucleare nell’attuale Iran non sono mai state dimostrate.

La politica degli Stati-guida multipolari
In Iran oggi, forze opposte sostengono partner internazionali contrapposti, i conservatori sono associati ai principali Stati multipolari Russia e Cina; i riformisti all’occidente unipolare, e ciò non aiuta abbastanza il Paese. I conservatori sostengono giustamente che riformisti e moderati non possono dimostrare ciò che l’occidente ha fatto per l’Iran, mentre i riformisti sostengono che gli altri non possono dimostrare ciò che Cina e Russia hanno fatto, al contrario. Sembra che entrambe le parti vogliano far valere i propri partner internazionali nello sviluppo economico, migliorando la propria posizione nazionale. Con ciò in mente i grandi Stati multipolari Russia e Cina dovrebbero inquadrare una politica coordinata per aiutare l’Iran a respingere attacchi e tentativi unipolari, a tal fine la Cina dovrebbe intensificare l’impegno economico crescente con l’Iran aumentando investimenti, progetti infrastrutturali e trasferimenti tecnologici, l’invio dalla Russia dei missili da difesa aerea S-300 in Iran è un buon passo in avanti (anche se i ritardi dal 2007 hanno creato disagio strategico dell’Iran verso la Russia). la suscettibilità di Mosca alle pressioni di Israele e Stati Uniti sulla vendita di armi all’Iran fu una chiara sfida alle relazioni strategiche russo-iraniane. Gli iraniani odiano essere merce di scambio tra Stati Uniti e Russia o Cina, ed onestamente non meritano di essere trattati così, data la loro gloriosa storia e potenza attuale e futura. Tuttavia il recente sostegno militare diretto russo in Siria nella guerra antiterrorismo ed i suoi effetti positivi sul terreno approfondiscono le relazioni strategiche russo-iraniane. Il leader russo Putin è ormai popolare non solo tra gli iraniani, ma anche tra gli alleati regionali dell’Iran, Iraq, Siria e Libano, dove è chiamato “Abu Ali Putin”, suggerendo un sentimento di vicinanza. Per cementare l’Iran quale solida ancora multipolare, Russia e Cina dovrebbero abbracciare la piena relazione strategica con Teheran e sganciare i rapporti tra Washington e Teheran. L’Iran ha urgente bisogno della modernizzazione militare e la vendita di armi avanzate dovrebbe seguire l’invio degli S-300, in modo che l’Iran possa sentirsi al sicuro da un attacco militare unipolare. Sembra che nei restanti cinque anni di sanzioni su certe vendite di armi offensive all’Iran, non sia chiaro se Russia e Cina sostengano che l’Iran abbia il diritto di modernizzare l’esercito per ragioni difensive, avendo Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e altri impegnati in inauditi programmi di acquisizione di armi. Russia e Cina possono firmare accordi sulle armi con l’Iran ora e se il Consiglio di sicurezza dell’ONU si oppone, le armi potrebbero essere inviate passato il limite dei cinque anni. Tali offerte darebbero alle forze multipolari in Iran la credibilità di poter avere qualcosa dagli alleati multipolari. Dal punto di vista politico sarebbe buona idea per le forze multipolari in Iran (con il sostegno diplomatico degli Stati leader multipolari Russia e Cina), anticipare la strategia del cambio di regime a lungo termine degli USA con l’elezione di una giovane, dinamica e conservatrice Guida Suprema prima che l’attuale scompaia. Tale brillante mossa strategica sventerà la grande strategia statunitense contro l’Iran, e cementerà lo status multipolare a lungo termine di Teheran. Sembra che il capo supremo attuale Ali Khamenei riconosca bene questa importanza ed abbia già iniziato la preparazione dell’elezione del nuovo leader supremo. Osservando dall’esterno l’Iran (ci potrebbe essere una più profonda politica interna di quanto noto), ci sarebbero tre potenziali candidati che certamente difenderanno lo status multipolare dell’Iran, se eletti: Mojtaba Khamenei, figlio del leader attuale, Sadeq Larijani, fratello di Ali Larijani e potente capo della magistratura, e Ahmed Khatami, leader delle preghiere del venerdì a Teheran. Ci potrebbero essere altri, ma questi tre sono dei provati conservatori multipolari che probabilmente seguiranno la via di Ali Khamenei, l’attuale leader 76enne che avrebbe problemi di salute. Sarà saggio per i conservatori multipolari iraniani non aspettare e rischiare sviluppi improvvisi sulla salute di Khamenei ed eleggere uno dei tre, o qualsiasi altro giovane conservatore, a leader supremo nominato o anche effettivo se i leader attuali concordano. Russia e Cina dovrebbero anche accelerare l’adesione dell’Iran alla SCO dato che le sanzioni delle Nazioni Unite non sono più una scusa. Il tempo in cui Russia e Cina si trattenevano nella scommessa sull’Iran impegnandosi nella ‘strategia attendista’, è scaduto; dopo l’accordo nucleare è il momento di agire per negare il dominio economico e politico occidentale sull’Iran.

Il rischio di acquisizione indiano del porto di Chabahar
L’accordo sul porto di Chabahar con l’India sembra essere il tentativo disperato dell’Iran di avere finanziamenti per il progetto portuale, tuttavia l’India con la sua recente “defezione” presso l’ordine unipolare, potrebbe utilizzarlo per attività anti-multipolari. Nuova Delhi ha già iniziato la destabilizzazione del Pakistan, in particolare Beluchistan, per affossare il corridoio CPEP della Cina. Gli Stati Uniti sembrano sostenere l’acquisizione indiana del porto di Chabahar perché conta sull’influenza indiana in Iran per i suoi interessi strategici. I media unipolari celebrano l’accordo ritraendolo come vittoria indiana sulla Cina e sfida al corridoio CPEC cinese. Sembra che i riformisti/moderati in Iran sostengano l’accordo di Chabahar con l’India perché vorrebbero bilanciare l’influenza russa e cinese in Iran, secondo l’ex-ambasciatore indiano in Iran in un programma televisivo indiano. Se questo è vero, allora il progetto di Chabahar potrebbe essere un velato piano unipolare volto a rafforzare i riformisti iraniani nella loro ricerca del potere. Ci sono rapporti non confermati su Giappone e Corea del Sud che si unirebbero all’India nel progetto del porto di Chabahar. Per essere chiari, non c’è niente di sbagliato a che l’Iran commerci con i Paesi unipolari, ma se i legami commerciali ed economici sono delle operazioni di cambio di regime per indebolire l’economia delle forze iraniane multipolari, in particolare l’IRGC, allora sono una minaccia strategica e dovrebbero essere riconsiderati. È sempre più evidente che il governo Rouhani sia intenzionato ad indebolire il potere economico dell’IRGC e l’influenza delle aziende cinesi in Iran. Le società occidentali e le ONG che entrano in Iran sembrano far parte di tale strategia per “ridurre il potere economico dell’IRGC” e “scacciare le aziende cinesi e russe”.

Conclusione
Anche se l’Iran è uno Stato multipolare solido, deve ancora affrontare sfide importanti dagli ostili unipolari Stati Uniti e loro ascari regionali, particolarmente Israele e Arabia Saudita; i sauditi sono diventati il “cane da punta” contro l’Iran nella regione, tuttavia la loro capacità effettiva, oltre ad utilizzare ascari terroristici, è limitata e l’Iran potrebbe facilmente sconfiggere qualsiasi aggressione diretta saudita sul territorio d’origine. Con la possibilità di un furtivo attacco israeliano agli impianti nucleari iraniani ed altri obiettivi militari, l’Iran si affida alla crescente potenza dei missili balistici e dell’arsenale missilistico di Hezbollah, fedele alleato in Libano. In realtà, si può affermare che la potenza militare di Hezbollah sia lo ‘stabilizzatore strategico’ regionale, perché ha chiaramente dissuaso Israele dall’impegnarsi in una guerra distruttiva con Iran, Siria o Hezbollah, per non parlare dell’enorme contributo alla lotta al terrorismo in Siria e Iraq. Per garantirsi la sicurezza e custodire il fianco multipolare del Rimland meridionale, l’Iran ha bisogno di un forte sostegno economico, militare e diplomatico dagli alleati multipolari Russia e Cina. Le forze multipolari in Iran hanno bisogno del generoso aiuto dei vicini Stati leader multipolari per bilanciare i progressi unipolari in Iran e le guerre per procura nella regione, specialmente dopo l’accordo nucleare e la ‘defezione’ dell’India presso l’ordine unipolare, posizionandosi da avamposto unipolare nelle ‘retrovie’ dell’Iran. Tutto ciò dipenderà dagli sviluppi multipolari strategici globali che includono: 1) riallineamento strategico sino-russo e suo rafforzamento. 2) Russia e Cina che in generale coordinano politica e strategie verso un determinato Stato o potenza regionale multipolare. Possono avere una certa concorrenza limitata in alcuni aspetti delle relazioni con l’estero, ma l’obiettivo strategico multipolare dovrebbe sempre prevalere. 3) impegno proattivo, creativo e sostanzialmente diplomatico russo/cinese sui nodi multipolari regionali come Iran ed altri potenziali Paesi multipolari non-alleati degli USA, dandogli il necessario supporto economico, militare e diplomatico per resistere a pressioni e provocazioni unipolari. Senza una scossa strategica in Iran, il Paese resta un nodo multipolare solido e merita un maggiore sostegno dagli alleati Stati guida multipolari Russia e Cina.Un-iran_risultatoTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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