Russia-Israele, o “amore folle”…

Philippe Grasset, Dedefensa 9 giugno 2016Russia IsraelLe relazioni tra Russia e Israele sono uno dei fattori più interessanti e notevoli della situazione generale, apparendo dei buoni rapporti, se non eccellenti, sfidano la logica delle azioni del capo del blocco BAO, gli Stati Uniti d’America naturalmente, sollevando numerose logiche pretese della politica-sistema. Parliamo di questi rapporti in occasione del 25° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Israele e Russia (interrotte nel 1967 con la guerra dei sei giorni, quando c’era l’URSS). L’anniversario è stato segnato dalla visita solenne di Netanyahu e moglie a Mosca; visita caratterizzata da interviste e cerimonie. Questa è la quarta volta in un anno che Netanyahu incontra Putin (contro una con Obama), e sono già tante. Inoltre, la visita era di alto profilo con dichiarazioni molto solenni e la cessione del famoso carro armato israeliano dal museo di Mosca. simbolo secondo il primo ministro israeliano dell’amicizia tra Israele e Russia. (Su questo tema della restituzione del carro armato catturato dai siriani a Beirut nel 1982 e ceduto a un museo militare russo, vedasi il nostro testo del 1° giugno). Durante il viaggio, si legge su RT del 7 giugno, la sostanza dei colloqui con Putin era l’aspetto interessante della natura delle relazioni tra i due Paesi, avendo l’accento sulla cooperazione militare nel Medio Oriente e sulla Siria… “L’incontro con Putin di Netanyahu riguardava l’attuazione delle posizioni concordate nell’ultima visita di Netanyahu a Mosca, concentrandosi in particolare sul coordinamento tra le forze militari russe e israeliane. Entrambe le parti sono desiderose di rispettare il cosiddetto meccanismo deconflittuale per garantire che gli aviogetti russi operino liberamente nello spazio aereo siriano in prossimità delle frontiere d’Israele. Saranno anche discusse varie questioni regionali, come la lotta globale al terrorismo, la situazione in Siria e l’orizzonte diplomatico tra Israele e palestinesi, nonché la cooperazione economica e commerciale e il rafforzamento dei legami culturali e umanitari”, dichiarava l’ufficio del primo ministro in un comunicato. I leader israeliani e russi discuteranno del cessate il fuoco in Siria mediato da Washington e Mosca a febbraio. I due leader discuteranno anche del processo di pace israelo-palestinese, oltre che di cooperazione commerciale e legami culturali israelo-russi“.
• Alla consegna del carro armato israeliano, Netanyahu, secondo RT dell’8 giugno, dava alcune indicazioni sulla natura simbolica della cessione: “Un carro armato perso da Israele sul campo di battaglia più di 30 anni fa è stato restituito da Mosca. Per colmate il vuoto del veicolo militare nel museo russo, Israele ha consegnato una carro armato simile alla regione di Mosca. (…) “Questo è un momento molto speciale e importante per me e tutto il popolo d’Israele”, ha detto il Primo ministro Benjamin Netanyahu alla cerimonia nella regione di Mosca. Netanyuhu, attualmente a Mosca per una visita in occasione del 25° anniversario delle rinnovate relazioni diplomatiche tra le due nazioni, ha detto che il carro armato non commemora solo il coraggio dei soldati israeliani, ma suo obiettivo sarebbe anche essere “simbolo dell’amicizia tra Israele e Russia”.”
• Infine, notiamo i commenti sulla visita che esplorano sempre più la possibilità che la Russia possa diventare un alleato almeno altrettanto importante degli Stati Uniti per Israele, ed anche più importante sul piano strategico. Sputnik con un testo rapido (6 giugno), riferisce fin dal titolo della possibilità di cambiare grande alleato strategico per Israele (“La Russia potrebbe sostituire gli Stati Uniti quale primo alleato d’Israele in Medio Oriente“). Dopo aver ricordato la “serie” d’incontri Putin-Netanyahu rispetto ai rapporti con gli Stati Uniti, oltre ai vertici (4 a 1), l’articolo osserva giustamente che la cooperazione tra Israele e Russia non è ostacolata dai legami tra Mosca ed Iran e Hezbollah; né, soprattutto, dalla consegna degli S-300 russi all’Iran, spesso citati quale caso di quasi rottura tra israeliani e russi: “Sorprendentemente il sostegno russo a Damasco e Teheran, per non parlare della vendita dell’avanzato sistema missilistico di difesa aereo S-300 all’Iran da parte di Mosca, non oscurano i rapporti tra Russia e Israele. La Russia di oggi è una potenza mondiale e le sue relazioni con Israele sono sempre più forti e profonde”, dice il Jerusalem Post citando Netanyahu. Questa osservazione è particolarmente interessante nel contesto delle sanzioni scatenate da Stati Uniti ed Unione europea contro Mosca dopo la riunificazione della Crimea con la Russia“. “Le relazioni tra Israele e Russia sono di particolare interesse, oltre al contenuto attuale, perché sono la dimostrazione quasi perfetta e molto istruttiva del problema dell’identificazione e dell’operatività dell’azione anti-sistema. Infatti, la situazione tra Russia e Israele, dal punto di vista anti-sistema, e non secondo giudizi specifici da poter attribuire a l’uno o l’altro, è estremamente variabile. Ciò che gli anti-sistema possono rifiutare con estrema virulenza e col più corretto giudizio su una o più situazioni, può e va considerato anti-sistema per una o più altre situazioni”.
Il caso più esemplare sono ovviamente Netanyahu e il suo governo, una squadra estremista che ha perseguito una politica insopportabile per molti anti-sistema, sia contro i palestinesi che verso la crisi siriana e l’Iran, ecc. In questo caso, i legami con gli Stati Uniti, in particolare con i neocon, di Netanyahu, possono essere giudicati assolutamente dipendenti dal sistema, collaborando attivamente con la politica-sistema. Quando è accusato dalla dirigenza della sicurezza nazionale di Israele, come nel caso attuale, si è egualmente completamente immersi nella logica direttamente correlata al sistema. Ma quando sviluppano a loro modo i legami con la Russia, senza alcuna preoccupazione per la politica-sistema anti-russa del blocco BAO, in particolare degli Stati Uniti, diventano completamente anti-sistema, senza la minima esitazione nell’identificarlo da parte nostra. Il malcontento degli Stati Uniti è significativo in questo senso (come quando Israele si astenne nella votazione all’Assemblea generale per condannare l’azione della Russia in Crimea). Per Putin, la sua posizione internazionale, soprattutto nella posizione anti-sistema cui viene incastrato suscitando l’ostilità totale e la narrazione del blocco BAO, quasi virtuosamente viene da dire, portandolo a una situazione in cui qualsiasi iniziativa prenda, diventa naturalmente anti-sistema. Nel caso dei rapporti con gli israeliani, effettivamente riesce a mettere il governo Netanyahu in una posizione chiaramente anti-sistema minacciando, con le loro relazioni consolidate, soprattutto quelle con gli Stati Uniti. Tutto questo va notato senza far giocare le rispettive ideologie, inimicizie, ostilità, ecc. Il processo anti-sistema richiede una grande flessibilità mentale (di giudizio) che alcuni potrebbero chiamare cinica, opportunista o ingenua. Ciò dipende ovviamente dalla posizione adottata nei confronti della questione del “nemico principale”. Inoltre, la questione dovrebbe essere considerata più radicalmente perché, a nostro avviso, non si tratta del vero “nemico principale”, ma del “nemico assoluto” e quindi dell'”unico nemico”, cioè il sistema. Possiamo facilmente essere d’accordo che ciò stronca il dibattito da un lato, rilassando il pensiero in un secondo tempo, quanto basta per condurre questa indagine (chi è anti-sistema? Dov’è l’anti-sistema?) Dobbiamo sapere condannare Netanyahu in un caso, e applaudirlo in un altro, ignorandone calcoli e secondi fini; stessa cosa per Putin, cui inoltre non mancano né l’uno né l’altro (calcoli e secondi fini). Dato che la nostra valutazione preferisce dare un’interpretazione prioritaria agli eventi meccanici che portano a comportamenti che escono dal controllo umano e alle situazioni che creano, e dato che tale meccanismo crea una situazione anti-sistema in tali circostanze e con tali attori, questa situazione va colta e apprezzata per il suo valore e il suo peso.57584db9c36188c1668b45c6Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

One Response to Russia-Israele, o “amore folle”…

  1. Orazio Covolo scrive:

    Se non ricordo male, c’è un detto nel film il padrino che dice: Gli amici tieniteli stretti ma i nemici ancora di più.

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