Terrorismo false flag e lotta di classe

Mentre scioperi e manifestazioni continuano in Francia, lo Stato fa ricorso a una vecchia tecnica di repressione di classe, il terrorismo.
Gearóid Ó Colmáin, AHTribune 12 giugno 2016COP21 Climate Change Conference - Solutions COP21...epa05054453Mentre le partite dell’eurocampionato attirano migliaia di tifosi nella capitale francese, le tensioni sociali restano alte con i lavoratori che continuano a scendere in piazza per protestare contro le riforme proposte dal governo sulle leggi sul lavoro. L’intera nazione francese è in agitazione. I lavoratori fanno la fila ai servizi ferroviari acutamente interrotti dallo sciopero della SNCF (Société nationale des chemins de fer français). Anche se solo l’8,5 per cento dei lavoratori ferroviari attualmente sciopera, la maggioranza dei macchinisti della SNCF ha smesso di lavorare. Scioperi e proteste s’intensificano nel Paese, con i controllori che ora aderiscono. In risposta alle mobilitazioni della classe operaia, le agenzie governative ricorrono a repressione e terrorismo per aver il sopravvento in questa guerra di classe. Un teppista incappucciato è stato colto dalle telecamere lanciare sbarre di ferro sulle vetrine dei negozi nel corso di una recente manifestazione contro i tagli alle pensioni. Quando uno dei manifestanti ha tentato di fermare il criminale, è stato prontamente raggiunto da un collega che mostrava un chiaro addestramento militare, aggredendo il dimostrante con un tipico calcio da arti marziali. Nel frattempo, la polizia, presente sulla scena, stava semplicemente a guardare. Era chiaro che i due teppisti erano agenti provocatori della polizia. L’incidente è stato denunciato alla televisione francese dal capo della coalizione Front de Gauche Jean-Luc Mélanchon. indicando fortemente che l’azione criminale della polizia è orchestrata dal Ministero degli Interni guidato da Bernard Cazaneuve. L’uso di agenti provocatori da parte dello Stato per dare il pretesto per la repressione di classe è una vecchia tecnica della classe dominante.
L’uso dimostra che il terrorismo sotto falsa bandiera, attacchi terroristici effettuati da agenzie statali per accusarne nemici reali o immaginari, è una caratteristica comune nel governo moderno. Questo fatto va tenuto presente da coloro che sostengono che le democrazie occidentali non praticano il terrorismo contro i propri cittadini. Lo sciopero dei controllori francesi fornisce il contesto appropriato per estendere la nostra analisi alle frontiere dell’imperialismo francese. Nel novembre 2004 mercenari bielorussi, arruolati dai servizi segreti francesi (DGSE), bombardarono una base militare francese a Bouaké, Costa d’Avorio, uccidendo 9 soldati francesi, un cittadino statunitense, e ferendone altri 40 militari. Parigi accusò il Presidente Laurent Gbagbo, che i francesi tentavano di deporre con un’insurrezione terroristica nel nord del Paese. I militari francesi distrussero immediatamente l’aeronautica della Costa d’Avorio e i carri armati francesi entrarono nella capitale Abidjan, circondando il palazzo presidenziale e occupando l’aeroporto. Quando centinaia di migliaia di cittadini ivoriani scesero in piazza per protestare pacificamente contro tale aggressione neo-coloniale, le truppe francesi aprirono il fuoco sui manifestanti assassinando oltre 56 persone. L’incidente fu a malapena ripreso dalle agenzie di stampa metropolitane. Alcuni militari coinvolti furono successivamente decorati per tali crimini dal presidente francese Jacques Chirac. Dopo l’attacco alla base militare francese, i corpi furono gettati nei sacchi e subito trasportati in Francia. Contrariamente alla procedura standard, non furono effettuare autopsie e le famiglie non furono autorizzate a vedere i corpi nelle bare. Una famiglia seppellì il corpo sbagliato e dovette riesumarlo. Diversi giudici dell’Alta Corte si dimisero per il rifiuto del governo di cooperare sull’inchiesta. Tutte prove di una falsa bandiera. Diversi militari e legali importanti lo confermarono. Non fu negato dai media, ma massicciamente tralasciato e rapidamente dimenticato, dimostrando il disprezzo criminale della classe dirigente francese sua per gli africani che per i cittadini francesi. E’ improbabile che il governo francese sia mai perseguito per alto tradimento e crimini contro l’umanità in Costa d’Avorio. Pochi europei si preoccupano di ciò che i loro governi fanno nel ‘Terzo Mondo’. Il doppio standard è profondamente radicato nella coscienza occidentale.
Razzismo ed etnocentrismo pervadono anche molte organizzazioni operaie. Da molto un genuino internazionalismo proletario è stato sostituito dalla spuria mentalità piccolo-borghese del politicamente corretto con sinistra e ‘antirazzisti’ che declamano l”imperialismo occidentale, piuttosto che opporvisi. Ogni sera al tramonto, africani arrivano nei quartieri francesi eleganti per raccogliere la spazzatura della stessa borghesia che deruba le risorse dei loro Paesi; è umiliante e solo la menzione va ben evitata nei circoli istruiti. Per un vero cambiamento politico, gli operai degli Stati dell’emisfero settentrionale devono mantenere i contatti, organizzare e fraternizzare con quelli del sud del mondo. Devono capire che la stessa classe conduce la guerra ai lavoratori francesi; che le stesse aziende che chiedono maggiori profitti in Europa a scapito della vita umana sono complici di genocidi e crimini contro l’umanità nell’emisfero australe. Devono cercare il legame tra terrorismo e guerra di classe. La coscienza delle masse di ciò permette di superare ogni tentativo degli Stati oligarchici di reprimere col terrorismo la lotta della classe operaia per l’emancipazione.t1larg.ivory.coast.french.troops.afp.gettyTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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