E’ tempo che il ‘gasdotto della pace’ Iran – Cina passi dall’India

MK Bhadrakumar, Indian Punchline 13 giugno 201633752188.cmsIl tabloid del Partito comunista cinese Global Times pubblicava un commento che esprimeva soddisfazione per i progressi dei progetti nell’ambito del Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC). Si stima che il CPEC infastidisca certi Paesi terzi, Stati Uniti e Giappone furono citati, ma non l’India, che ricorrono a tentativi d’interrompere il programma, ma Pakistan e Cina sono decisi ad andare avanti. (Global Times) Infatti, anche i discorsi in India sono scettici sulla Via e Fascia della Cina (OBOR). Un ex-collega diplomatico ha scritto di recente che Cina e OBOR hanno più bisogno dell’India che che il contrario. (The Wire) Il punto è che spesso usiamo la nostra etica del lavoro agli altri e decidiamo di essere cinici. Ma poi, la Cina ha compiuto diverse cose che appaiono fantastiche per i nostri standard. Il gasdotto Asia centrale-Cina è un esempio calzante. Quando fu discusso nel 2007, durante la visita del Presidente del Turkmenistan in Cina, la maggior parte degli analisti (anche occidentali) pensava che fosse pura fantasia collegare i Paesi dell’Asia centrale ad una singola rete di gasdotti per lo Xinjiang. Un ex-ministro degli Esteri indiano la derise apertamente quale idea assurda. Ebbene, il gasdotto di 3666 chilometri fu costruito e ha trasportato 125 miliardi di metri cubi di gas turkmeno nello Xinjiang dall’agosto del 2015. Non ci si sbagli, il CPEC è una faccenda molto seria. Un articolo del quotidiano pachistano Nation dice che i lavori dovrebbero iniziare il prossimo anno per costruire l’enorme oleodotto che colleghi Gwadar con Kashgar per trasportare un milione di barili al giorno. I cinesi finanziano ed attuano il progetto. Il gasdotto trasporterà il 17 per cento delle importazioni cinesi di greggio. È importante sottolineare che la Cina ridurrà la dipendenza dal collo di bottiglia dello Stretto di Malacca, sorvegliato dagli USA, che l’ex-leader cinese Hu Jintao una volta chiamò ‘Dilemma di Malacca’. (Nation) Se la Cina ripete lo schema dei gasdotti che attraversano il Myanmar collegandosi a Kunming, è del tutto plausibile che un gasdotto parallelo che colleghi Gwadar e Xinjiang sia previsto. Una possibilità è che il gasdotto Iran-Pakistan si colleghi al gasdotto per la Cina. In termini geopolitici, il Pakistan diventa la porta della Cina sul mercato mondiale dell’energia. Le implicazioni sono semplicemente profonde. Il rapporto sino-pachistano assume quella centralità nella politica estera cinese che non ebbe mai storicamente.
L’India non dovrebbe vedere questi sviluppi con compiacimento, cioè ‘Oh, anche noi abbiamo il nostro Chabahar‘, e così via. Abbiamo bisogno di ridefinire il ‘quadro generale’ secondo un processo di normalizzazione con il Pakistan, da una parte, e una strategia lungimirante di cooperazione regionale, dall’altra. L’adesione alla Shanghai Cooperation Organization apre un’opportunità. Un gasdotto dall’Iran via Pakistan e India per la Cina, una rete gasifera dell’Asia meridionale che colleghi i vicini dell’India come Nepal, Bhutan, Sri Lanka, ecc., indicano il momento per la diplomazia indiana di riflettere seriamente su tali idee grandiose. Immaginate lo sviluppo delle infrastrutture necessarie all’India se una rete gasifera venisse realizzata. Immaginate l’attività economica secondaria e terziaria che tale abbondanza di gas a lungo termine può stimolare. Immaginate la creazione di posti di lavoro possibile in breve tempo. Naturalmente, tutto ciò comporta un cambiamento fondamentale nella nostra mentalità. Perché non è possibile? E’ utile ricordare che i giacimenti di petrolio e gas sovietici vennero collegate dalle condotte all’Europa, al culmine della guerra fredda, negli anni settanta. Anche in questo caso c’era “l’inimicizia ereditaria” tra Francia e Germania dal 1871 al 1945, prendendo in prestito l’espressione dall’opera History and Foreign Policy in France and Germany del grande storico Ulrich Krotz. Ma ci sono voluti solo 18 anni di riconciliazione per raggiungere la ‘relazione speciale’ del 1963, concretizzatasi nella cosiddetta Amitie franco-allemande (Amicizia franco-tedesca). Il progetto europeo seppellì il revanscismo radicato nei due popoli, risalente al 16° secolo.China-Pakistan-Economic-Corridor-paving-way-for-socio-economic-developmentTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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