Lo Stato islamico nella morsa dall’Esercito arabo siriano

Ziad Fadil, Syrian Perspective 17/6/2016Ck85XJsUgAEvaIxL’inverno del loro scontento arriverà molto presto. Con l’Esercito arabo siriano schieratosi a soli 3 km dalla Base Aerea di Tabaqa, i cannibali dello SIIL devono riflettere sul loro futuro economico in Siria e Iraq. Una volta che la base aerea di Tabaqa sarà saldamente nelle mani dei militari siriani, tutte le vie ai lucrosi mercati turchi saranno interrotte. L’uso di autocisterne è essenziale per il trasporto della merce. Non esiste un modo efficace per trasportare prodotti petroliferi con gli oleodotti, in quanto ciò richiederebbe un esborso finanziario gravoso per non parlare della difficoltà di proteggere tali obiettivi di alto valore contro sabotaggio e attacchi aerei. L’autocarro è semplice ed efficace. Le tattiche siriane puntano ad una strategia di “avvio”. Una volta apparso chiaro che Ankara di Erdoghan è complice nel far assorbire petrolio siriano e iracheno nella Turchia assetata di petrolio, la bramosia di Erdoghan non si è limitata a saccheggiare solo i grandi impianti industriali di Aleppo. La passata strategia per affrontare lo SIIL sul campo di battaglia ne rallentava lo strangolamento delle finanze. Si guardino attentamente le mappe e si notino le zone che lo SIIL doveva utilizzare per inviare i redditizi carichi di petrolio nel mercato nero di Erdoghan o le centinaia di siriani commissariativi al culmine dei loro sforzi. Notare l’avanzata dell’Esercito arabo siriano sulla base aerea di Jirah attraverso la piana di Masqana, chiudendo efficacemente e per sempre i rubinetti.
I mercenari dello SIIL furono indotti a recarsi in Siria da reclutatori che quasi sempre lavorano per il dipartimento generale d’intelligence saudita o Uqaf. Il reclutamento per SIIL o al-Qaida, del resto, iniziò ben prima del marzo 2011. Era un vanto dei sauditi, quando complottavano per il rovesciamento del governo di Damasco, che Riyadh avesse la comprovata capacità d’inviare numerosi teppisti a combattere per il “Fronte del supporto” (cioè Jabhat al-Nusra/al-Qaida) o lo Stato islamico (proprio come fecero durante l’intervento sovietico in Afghanistan). Fu la risorsa che Robert Ford invocò quando si sedette con la scimmia tossica Bandar bin Sultan per attuare il piano covato dal 2007 per rovesciare la Siria del Dr. Assad. I contatti con ufficiali siriani come Riyadh al-Asad, Ibrahim al-Shayq e Salim Idris sembravano iniziare alla grande, ma dato che i numeri non sarebbero bastati per costituire una forza sufficiente per rimuovere il leader del Paese, intensi sforzi furono fatti dai traditori per istigare ulteriori diserzioni di ufficiali e soldati sunniti, che fallirono miseramente; e i “ribelli” si trovarono sull’orlo del mero sterminio. Quando tutto andò storto, Ford insistette a che i sauditi usassero i loro collegamenti per sostenere l’insurrezione fallita contro il popolo siriano, avviata da quattro disertori dell’esercito incapaci di compire la loro “rivoluzione”. Quindi spuntò “al-Nusra” (l’assistenza). Ma come abbiamo scritto ampiamente nei saggi precedenti, lo SIIL è un movimento che doveva concentrarsi contro gli sciiti iracheni, e seguì la sua strada sfidando le rigide regole stabilite dai finanziatori sauditi. Così minaccia gli altri gruppi, come al-Qaida, fortemente dipendente dall’Arabia Saudita, in realtà minacciando la struttura delle reti istituite dai sauditi e loro alleati statunitensi. Non sorprese SyrPer quando lo SIIL scatenò la guerra sul territorio contro altri gruppi terroristici in Siria, come Nusra, Ahrar al-Sham, Jaysh al-Islam e Jund al-Sham; e che certi individui sospetti cominciassero a diffondere voci secondo cui il governo siriano era alleato con lo SIIL. Tale diffamazione fu diffusa mentre l’Esercito arabo siriano combatteva una guerra mortale contro lo SIIL nell’Homs orientale, dove il gruppo taqfirita aveva allestito un vivace mercato in petrodollari con la Turchia. Ora che l’EAS e i suoi alleati si avvicinano a Raqqa, tali sentinelle della falsità e delle calunnie stanno zitte (Nota: la morte di Abu Baqr al-Baghdadi ha anche messo a tacere lo schiamazzo dei bugiardi).
Gli ultimi rapporti sui più affidabili media orientali confermano l’esistenza di un piano attuato per esfiltrare le famiglie degli sciacalli dello SIIL e rimpatriarle a casa loro o, più probabilmente, nelle aree che lo SIIL ritiene di poter occupare per sempre, come Mosul o la Turchia meridionale o in Libia. Tutto ciò significa che ci sono sobrie menti organizzative tra la teppaglia, che si rendono conto che tale miserabile Xanadu sta per fare la fine di Ozymandias, (se non dispiacciono le metafore commiste di Coleridge e Shelley). Carovane di intere famiglie di ratti sono state filmate mentre fuggono da morte certa avviandosi verso la dubbia sicurezza della loro Alamo nel nord dell’Iraq, o anche di Raqqa. Ce lo dicono 3 autorevoli individui che lavorarono nel regno saudita di recente, che narrano storie di dolore e sconforto a Riyadh affermando essenzialmente che le scimmie saudite vorrebbero con forza rivitalizzare i cugini dello SIIL, ma vi sono due fatti sconfortanti: 1. I sauditi sono quasi a pezzi dopo aver sperperato le ricchezze in altre simili campagne nichiliste, e 2. C’è la paura che il loro aperto sostegno allo SIIL peggiori ulteriormente i rapporti con gli Stati Uniti. Mentre lo SIIL continua a ritrarsi, i suo membri e servitori, la cui vita è stata sprecata seguendone le ridicole promesse sul Paradiso, cominciano a chiedersi come sia possibile che Dio sia dalla loro parte mentre perdono ogni battaglia. Con l’esercito iracheno che riconquista Falujah, l’Esercito arabo siriano chiude il rubinetto del petrolio, la morte del califfo cedrone, le difficoltà nell’ottenere nuovi sistemi d’arma e conflitti implacabili con gli altri camerati nichilisti, lo SIIL comincia a raggrinzirsi. Il suo regime inizia a sfilacciarsi e i suoi figli, trascinati in tale loro immaginaria utopia islamica, piangono.CksE7CzVAAAIbIY.jpg largeTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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