Russia e Bielorussia unite contro la NATO

Ivan Proshkin, PolitRussia, 13 giugno 2016 – Fort Russbelarus-celebrates-independence-day-in-minskNei primi giorni di giugno, si diffuse la notizia che la 28.ma Brigata meccanizzata veniva trasferita dalla base permanente di Ekaterinburg a Klintsij, nella regione di Brjansk, al confine con la Bielorussia. Secondo il primo Vicecapo dell’amministrazione della città, Oleg Kletnij, i soldati sono arrivati nella nuova base il 30 maggio. Questo rischieramento ha causato una tempesta mediatica su entrambi i lati del confine russo-bielorusso. Il 2 giugno, due giornalisti chiesero al segretario dell’ufficio stampa del Presidente russo Vladimir Putin, Dmitrij Peskov, di commentare la presenza dei soldati russi al confine bielorusso, e rispose: “Non ne so niente. Ma parlando di rafforzamento del raggruppamento al confine con la Bielorussia sarebbe esagerato”. L’ambasciatore russo in Bielorussia, Aleksandr Surikov, poi commentò che il trasferimento delle truppe russe era dovuto all’attivismo dei radicali in Ucraina che potrebbero minacciare la sicurezza del confine russo, dichiarando: “Perché la Bielorussia? A quanto mi risulta, gli accordi di Minsk non funzionano e il radicalismo in Ucraina ancora una volta si acuisce. Oltre a settore destro, nuove forze di ultra-destra e più radicali si formano. In Ucraina, i guerrafondai ricominciano a prevalere. Ma noi sul serio non vogliamo che ci sia una guerra. Così, queste non sono che misure preventive“. Di seguito, in una conferenza stampa Peskov indirizzava la questione postagli dai giornalisti sulle osservazioni dell’ambasciatore russo, al Ministero degli Esteri russo, affermando che era più competente nel commentare. Lo rischieramento dei soldati russi è stato entusiasticamente commentato dai media liberali russi, bielorussi e ucraini, dichiarando che la Russia progettava uno “scenario crimeano” nel Paese vicino, il che significa che Minsk dovrebbe tenere gli occhi aperti e non consentire alcuna provocazione dal vicino orientale. I media liberali russi hanno dichiarato che si trattava di un tentativo di Mosca di fare pressione su Minsk su alcune importanti questioni su cui ancora non concordano, ad esempio sul prezzo del gas. In Bielorussia, alcune pubblicazioni filo-liberali e nazionaliste dichiaravano che era necessario prepararsi all’imminente “aggressione russa”, arrivando anche a parlare di quante divisioni schierare contro l’esercito russo. Il capo del centro analitico Belorus Security Blog, Andrej Porotnikov, dichiarava che la concentrazione di unità militari russe riguardava un’operazione offensiva che minacciva direttamente la Bielorussia. A suo parere, ciò era dovuto al fatto che in Russia un presunto “partito della guerra” è al potere e che col pretesto di rafforzare le posizioni nel confronto con la NATO, tende a d’intervenire negli affari interni delle repubbliche dello spazio post-sovietico. Porotnikov dichiarava: “La Russia ha abbandonato il principio al quale aderì nel 1991, la non interferenza negli affari interni dei vicini. La sua politica estera è imprevedibile e dimostra completo disconoscimento dell’indipendenza degli Stati post-sovietici e dell’inviolabilità delle frontiere in Europa“.
Ma lasciamo le divagazioni di tale isteria, il cui scopo tra l’altro è preparare la prossima ondata russofoba in Bielorussia, e diamo un’occhiata alla situazione sul piano della ragione. La regione di Brjansk in cui furono trasferite le unità russe confina con la Bielorussia a nord. La parte meridionale confina con le regioni di Chernigov e Sumij ucraine, in cui vi è instabilità, e che secondo l’ambasciatore russo in Bielorussia è la regione del trasferimento di ulteriori forze dell’esercito russo nella regione. Klintsij si trova direttamente nel saliente occidentale della regione di Brjansk tra i confini russo-bielorusso e russo-ucraino. Le forze che la Russia ha schierato a Klintsij sono estremamente piccole. Secondo alcuni rapporti, il personale arrivato nella regione di Brjansk sono poco più di 200 effettivi della 28.ma Brigata. Ma se si ascoltano i media faziosi, si ha l’impressione che la Russia abbia rischierato tutto l’esercito al confine russo-bielorusso in preparazione dell’invasione del famigerato “scenario crimeano”, nel caso di problemi nelle relazioni russo-bielorusse. In effetti, l’attività della Russia si spiega innanzitutto col già citato problema ucraino. In secondo luogo, ciò avviene in concomitanza con il significativo aumento delle attività della NATO in Europa orientale. Recentemente, il segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg aveva dichiarato che quattro battaglioni supplementari della NATO saranno schierati in Polonia quest’anno. Inoltre, soldati statunitensi, inglesi, tedeschi, polacchi e di altri Paesi compiono periodicamente esercitazioni in Polonia e Stati baltici. Negli ultimi anni sono ospiti frequenti in Ucraina, i cui leader hanno dichiarato la Russia principale minaccia alla sicurezza nazionale e che nei loro documenti ufficiali chiamano il nostro Paese, “Paese aggressore”. Naturalmente, in tale contesto di politica estremamente ostile dei nostri “partner occidentali” e della loro coorte a Kiev, il rafforzamento delle truppe russe ai confini occidentali della Russia è un passo ragionevole e giustificato.
Che si fossero attuate tali manovre fu affermato all’inizio dell’anno dal comandante delle forze di terra russe, Generale-Colonnello Oleg Saljukov, “la formazione di nuove divisioni è una delle misure in risposta alla crescente intensità delle esercitazioni della NATO ultimamente“. Stessa dichiarazione fu più volte fatta dal capo del Ministero della Difesa russo Sergej Shojgu, che il 4 maggio dichiarò: “Il Ministero della Difesa ha adottato una serie di misure il cui obiettivo è contrastare il rafforzamento della NATO in prossimità dei confini russi“. Nel contesto delle ulteriori minacce da NATO ed alleati, la NATO ha detto che tre nuove divisioni saranno schierate nella zona occidentale, equipaggiate con le armi più moderne. Francamente parlando, una divisione dell’Esercito russo ha circa 10000 effettivi. Non è difficile calcolare che tre nuove divisioni significheranno che la Russia schiererà 30000 soldati per contrastare la minaccia della NATO ai confini occidentali. Così, l’isteria diffusa da certi media, analisti politici e altri “esperti” che denunciano la “minaccia russa” dei 200 militari russi giunti in una delle nostre regioni occidentali, non è molto comprensibile. Misure analoghe furono già annunciate e i loro scopi chiaramente indicati, e non si tratta per nulla di ricattare gli alleati ad ovest, soprattutto non la Bielorussia. E’ bene che Minsk lo capisca. Proprio l’altro giorno, il Presidente della Repubblica Aleksandr Lukashenko dichiarava che, nel caso di una guerra con la NATO, gli eserciti russi e bielorussi avrebbero combattuto insieme contro l’alleanza: “I russi spesso parlano di come nuovi contingenti della NATO siano impiegati ai confini della Russia. Va sottolineato che, prima di tutto, questo accade alle nostre frontiere, ai confini bielorussi. Lo vediamo e l’accettiamo senza piagnistei. Misure adeguate sono state prese senza alcun rumore“. Inoltre, Lukashenko ha sottolineato che le unità bielorusse sarebbero le prime ad entrare in battaglia contro il nemico, ostacolando le forze della NATO fino all’arrivo dei primi rinforzi dell’esercito russo dalle regioni occidentali. Lukashenko ha detto: “Abbiamo un gruppo congiunto di forze armate ad occidente, che garantisce la sicurezza delle nostre patrie, Bielorussia e Russia. E al centro di questo gruppo vi sono unità dell’esercito bielorusso“. La promessa di Lukashenko è molto chiara. La Bielorussia è la prima linea della difesa della nostra Patria comune, e la Russia è la retrovia della Bielorussia che sarà immediatamente soccorsa in caso di aggressione. Ed è proprio per fornire tale rapido aiuto che la Russia concentra truppe al confine occidentale. E più sono e meglio è. Pertanto, non si badi agli isterismi che incitano l’odio tra i due Paesi fratelli e alleati, tra le parti di un solo popolo. Russia e Bielorussia affronteranno assieme il nemico comune per sempre. Chi si presenta da noi con la spada perirà di spada. Naturalmente, nessuno vuole la guerra, ma è sempre necessario avere una spada affilata. Noi, insieme ai bielorussi, ce ne prendiamo cura.AirBY-enTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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