Raqqa e la disinformazione di al-Masdar

Alessandro Lattanzio, 22/6/2016&MaxW=640&imageVersion=default&AR-131029163Allora, s’ignorino le farneticazioni di Layth Fadil e del suo sito (statunitense) al-Masdar (Fake) News, che arriva a dire che “Some of these commanders should be court marshaled… Desert Hawks and Syrian Marines left the 555th Regiment at Sufiyah and withdrew all the way to Zakiyah, leaving our men trapped”; secondo cui, quindi, la Liwa Sugur al-Sahra e il Fuj Mughuayr al-Bahra (di cui, sempre al-Masdar, attribuiva la perdita di 17 marines per opera dei cacciabombardieri russi durante la liberazione di Tadmur; notizia spacciata da Masdar ma mai confermata da alcun altra fonte, neanche dai siti filo-terroristi), sarebbero fuggiti abbandonando il 555.mo Reggimento dell’Esercito Arabo Siriano in balia dei terroristi dello Stato islamico. Ma davvero all’improvviso la Liwa Suqur al-Sahra e il Fuj Mughuayr al-Bahra non saprebbero più come combattere dopo 5 anni di guerra nel deserto e nelle alture di Lataqia??
Ebbene, Iyad al-Husayn, corrispondente di guerra sul fronte, e non blogger negli USA come Fadil o in Danimarca come Chris Tomson, fa notare due cose:
1. “Caro Layth Fadil, chi te l’ha detto questo!! Qual è la tua fonte!!”
(Si sa benissimo che la fonte di Fadil è il sito di propaganda dello Stato islamico al-Amaq)
e 2., cosa più grave, il 555.mo Reggimento di cui da mesi parla Fadil, in realtà non esiste!! “A Raqqa, in tutte le operazioni, non vi è alcuna cosa come un 555.mo Reggimento. Fondamentalmente, amico mio, non c’è nulla nell’Esercito arabo siriano chiamato 555.mo!!
Ecco il livello dell’informazione spacciata dal fronte Masdar-Southfront-Saker: disinformazione e forme di propaganda nera tesa a sminuire e denigrare i soldati e gli ufficiali dell’Esercito Arabo Siriano e le operazioni svolte dagli alleati russi, iracheni e iraniani in Siria. Masdar non opera sul campo, come credono o fanno credere non pochi troll e pseudo-sostenitori della Siria, anche italiani dell’universo degli intortatori (Saker, appunto), attivissimi solo su Facebook, e che perciò non hanno neanche un sito, poiché il loro unico compito è spargere confusione, panico e sconforto tra coloro che supportano il governo siriano. Inoltre, costoro non devono lasciare tracce, cosa che al contrario accadrebbe se avessero un sito o un blog.
Ma ecco cosa scrive il reporter di guerra sul campo, e no blogger in occidente, Iyad al-Husayn: “Dopo aver combattuto molto duramente per due giorni, le unità dell’esercito siriano e le truppe alleate si ritiravano da alcuni siti liberati ultimamente, ma l’Esercito arabo siriano controlla il saliente di 15 km dal confine amministrativo della provincia di Raqqa. La regione, in generale, è silenziosa da ieri sera… A differenza delle pretese nemiche… il ritiro è stato ordinato e dai minimi danni possibili in vite e materiale. Le nuova operazione in corso… avrà una nuova dimensione dopo quello che è successo negli ultimi due giorni...” (Ovvero verranno assegnati altre unità ed altro equipaggiamento).
L’Esercito Arabo Siriano si sarebbe ritirato su Tal Saril dopo l’attacco con armi chimiche dello SIIL su Tal Syrtel, presso Rusafah, comportando l’evacuazione delle posizioni più esposte dell’Esercito arabo siriano. Tra l’altro, il fantomatico 555.mo Reggimento che viene citato da al-Masdar, appare su un testo di un think tank statunitense (ISW); un documento steso quando ad occuparsi della Siria vi era una ‘ricercatrice’ poi cacciata per aver manipolato i dati (e poi assunta dal senatore guerrafondaio McCain). Le uniche fonti citate dal testo statunitense riguardanti le Forze Armate siriane, sono due pagine internet redatte nel 2000 e nel 2001. Non granché per un documento ‘scientifico’ infarcito di proclami su youtube di disertori siriani o presunti tali, cartaccia stesa dall’ONG della CIA, la HRW, e completato dalle memorie di Norman Schwarzkopf. Layth Fadil s’è basato su tale documentazione di origine statunitense per parlare del presunto 555.mo Reggimento delle Forze speciali dell’Esercito arabo siriano?9S8MGU5Fonti sul campo affidabili:
Syria Protector
Iyad al-Husayn

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