Soros, creatore di crisi in Medio Oriente

Phil Butler, NEO, 22/06/201656c34d7dc461887f328b45d1La supposta filantropia di George Soros è in realtà funzionale agli investimenti. In nessun punto ciò è più chiaro che nei tentativi in Medio Oriente del miliardario degli hedge fund. Come ha detto un ricercatore, “i gruppi finanziati da Soros aumentano le tensioni in questa regione tormentata”. Ecco uno sguardo sul modo con cui tale ormai noto istigatore di conflitti e cambi di regime mette in crisi le nazioni che circondano Israele. Non sono il primo analista ad indagare e riferire sulle nefaste macchinazioni di George Soros. Abbiamo tutti sentito parlare dell’oscuro passato della leggenda finanziaria degli hedge fund, il suo sostegno ai nazisti in Ungheria da adolescente, l’assalto alla Banca d’Inghilterra e i miliardi fatti con le crisi finanziarie che impoveriscono le masse. Gli sforzi di Soros di creare crisi nel mondo sono ormai leggende metropolitane. La sua complicità o l’intervento diretto nei cambi di regime e nello sconvolgimento sociale di intere regioni, sembrano oltre la portata di ciò che la maggior parte delle persone può capire. Il potere di Soros, e di quelli dietro di lui, è quasi incredibile, anche per coloro che lo sanno. Per quanto mi riguarda, sono sorpreso dalla quotidiana presenza dell’uomo. Oggi, un articolo del 2013 di Alexander H. Joffe dell’NGO Monitor fa altre rivelazioni. Più in particolare, la vastità della rete degli sforzi filantropici di Soros è straordinaria, ancora più grande di quanto immaginato. I singoli casi di “investimento”, come i 100 milioni di dollari donati per supposta filantropia nel 2010 a Human Eight Watch sono pochi nel quadro completo. Se il lettore avesse a che fare con il termine “influenza inimmaginabile” pensando a Soros, il resto dell’articolo renderà ciò molto più chiaro.

“Cattivo Israele”, buono per gli affari sul conflitto
naf-251x240 Citando Kenneth Roth di Human Rights Watch, l’articolo dell’NGO Monitor su Soros lo bolla con il marchio indelebile di sovversivo. L’uomo incaricato di monitorare i diritti umani nel mondo dice: “Dobbiamo poter plasmare la politica estera di queste potenze emergenti, tanto come abbiamo tradizionalmente fatto con le potenze occidentali“. Quanto più chiare sono possibili le missioni di Soros o di Human Rights Watch confessando di plasmare la politica delle nazioni, con o senza il mandato del popolo? Ma il ruolo di Human Rights Watch, e altre ONG supportate da Soros, è più complesso di quanto si possa immaginare. L’articolo del Dr. Joffe rivela l’ampiezza dei giochi conflittuali di Soros, ma anche la terza dimensione della nuova strategia complessiva mondiale, il ruolo del conflitto globale. Utilizzando Human Rights Watch come strumento chirurgico per creare crisi, Soros e i suoi controllori sono l’ultima crociata per garantire Gerusalemme ancora una volta capitale del grande Israele in terra santa. Ciò può essere illustrato semplicemente. Soros finanzia Human Rights Watch come PR esentasse per rendere il mondo un posto migliore (PR). Poi Human Rights Watch diventa il peggiore critico di Israele al di fuori di Gaza. Il rapporto di NGO Monitor dice: “Negli ultimi anni Human Rights Watch ha scritto molte più condanne di Israele per violazioni del diritto internazionale di qualsiasi altro Paese della regione“. Senza trascinare l’utente sul contorto viale delle organizzazioni sostenute da Soros, basti dire che le Fondazioni Open Society di Soros e altre organizzazioni sono su entrambi i lati della crisi arabo-israeliana. Human Rights Watch fa la parte del leone del fronte palestinese, così come una ventina di ONG di Gaza simpatizzanti palestinesi, che alimentano il malcontento presso i vecchi nemici d’Israele. Una di queste entità, chiamata “Nuovo Fondo d’Israele”, ricevette regalie per più di 200 milioni negli ultimi due decenni. Tale organizzazione promuove anche l’idea di Israele Stato dell’apartheid, finanzia borse di studio e promuove altre attività che danneggiano la reputazione di Israele. Il rapporto Joffe e NGO Watch indicano altre ONG sostenute da Soros come Amnesty International, Media Matter, Institute for American Progress, Rabbini per i Diritti Umani, Centro Palestinese per i Diritti Umani, Mada al-Carmel – Centro arabo per la ricerca sociale, Institute for Policy Studies e molte altre istituzioni pro-palestinesi e critiche verso Israele. E poi il rapporto diventa veramente interessante.

Un nuovo mondo coraggioso
cover_9 Soros crea il conflitto, e con l’aiuto di dipartimento di Stato degli Stati Uniti e agenzie come la CIA, e tramite il supporto delle élite finanziarie, assalta il cuore della crisi in Medio Oriente finanziando anche istituzioni come il Consiglio nazionale iraniano-statunitense e una cosa chiamata “New America Foundation”, come se il nome delle convenzioni non sia più chiaro. Iran e Israele sono acerrimi nemici da sempre. Così il lettore deve chiedersi; “Perché un miliardario ebreo finanzia l’opposizione ad Israele?” La risposta è ovvia, ma risponderemo a breve. Concentriamoci su questa “New America” che Soros vuole. La “New America Foundation” fu creata nel 1999. L’ONG di Washington DC dice che affronta le “sfide delle prossime generazioni” degli Stati Uniti. L’ONG Watch illumina su un esponente della New America Foundation Iran Initiative, l’ex-funzionario della CIA e del dipartimento di Stato Flynt Leverett. Per riassumere, la NAF sostiene Hamas, ed è tutto detto. La lunga coda del sentimento apparentemente anti-israeliano e il denaro vanno molto più in profondità, ma Soros finanzia l’opposizione israeliana proprio con i soldi fatti con le speculazioni valutarie pianificate con le crisi. Senza l’odiato Israele nel Medio Oriente, non c’è guerra, non c’è crisi, e gente come Soros non ne trarrebbe profitto, assieme a roba avviata come l’assalto alla Siria o la Primavera araba in generale. Per capire chi ci sia dietro Soros, si pensi davvero in grande, mentre allo stesso tempo si segue la logica degli hedge fund. Gli dei di Wall Street come Soros, Rockefeller, Goldman Sachs e tutto il resto, amano giocare ai vincitori e vinti. E le crisi finanziarie sono il gioco più vecchio. Leggendo libri come “Golpe: Il secolo del cambio di regime americano, dalle Hawaii all’Iraq”, dell’ex-caporedattore del New York Times di Berlino Stephen Kinzer. In un’intervista del 2010 ad Imagineer Magazine, Kinzer inquadra il mio discorso condannando gli sforzi degli Stati Uniti in America Latina: “Gli effetti dell’intervento degli Stati Uniti in America Latina sono stati nettamente negativi, rafforzando sistemi sociali brutali e ingiusti e schiacciando i popoli che lottano per ciò che si chiamerebbero in realtà ‘valori americani’. In molti casi, se si prendono Cile, Guatemala o Honduras per esempio, i governi rovesciati in realtà avevano principi simili ai nostri, sostituendo quei leader democratici, quasi-democratici o nazionalisti con chi detesta tutto ciò che gli Stati Uniti rappresentano“. In Medio Oriente le attività di Soros coincidono con il suo contributo al disastro ucraino, sconvolgendo la periferia dell’UE e soprattutto con i rifugiati dal Medio Oriente che letteralmente invadono le capitali europee. Sotto gli auspici della decenza e dei diritti umani, Soros e altri neocon giocano un gioco mortale che uccide, distrugge famiglie, sradica società e rimodella la geografia del mondo. La crisi, questo è il dio dell’élite mondiale degli investimenti. Su Israele, Soros ha ancora una volta tradito il giudaismo come fece quando i nazisti occuparono l’Ungheria nella seconda guerra mondiale. Diffondere sempre rabbia e distrazione con la guerra, questo è lo scopo degli sforzi della Fondazione Soros. L’accusa del primo ministro ungherese Viktor Orban (Bloomberg) di Soros quale importante membro di un circolo di “attivisti” che cerca di minare le nazioni europee con i rifugiati quale arma, è tutto ciò che si deve sapere delle Open Society Foundations e di ciò ad esse associato. Infine tali “attivisti” lavorano per fare trarre soldi a Soros dalle crisi. Soros, che ora sostiene la candidata democratica e psicopatica di Bengasi Hillary Clinton, vuole che l’UE spenda 34 miliardi di euro all’anno per aiutare gli stessi rifugiati che fa spedire in Europa. E come i cittadini europei possono permettersi tale impresa? Soros dice: “Quando lasciare la tripla A del credito dell’UE se non nel momento del pericolo di vita? Nella storia, i governi hanno emesso obbligazioni in risposta alle emergenze nazionali. Questo è il caso dell’Europa di oggi”. Debito. Finanziamento. Ecco la risposta al “perché” Soros ha tradito Israele e i palestinesi. Soros non ha orgoglio od identità nazionale, il denaro è la sua nazione e il suo Dio. Non badate a me su tutto questo, fate voi una breve ricerca. L’articolo del Guardian è un buon punto di partenza sulle recenti rivelazioni su come i banchieri manipolano il sistema economico, e come si crea debito a loro profitto. L’articolo di Mother Jones racconta degli affari dell’ex-vicepresidente Dick Cheney con la guerra all’Iraq. Anche Time Magazine ci rivela come funzionano i profitti delle aziende belliche, e gli interessati ad incentivare la costruzione di crisi acute. Infine, ho dovuto dare la caccia letteralmente alla notizia, ma il Jerusalem Post ha riferito che la Casa Bianca offrirà il più grande supporto militare ad Israele nella storia recente. Proprio così, il presidente ed altri politici di Washington che Soros e sostenitori hanno piazzato in carica, sono costretti a difendere un Israele ancora circondato da nemici. Se ai nemici d’Israele mancava il sostegno finanziario, o si riduceva l’attrito tra le nazioni invece dell’escalation, allora non ci sarebbe bisogno di fondi e del debito che li accompagna. Spero che il lettore possa capire perché così tanti criticano George Soros.new-america-foundation-officePhil Butler, è un ricercatore e analista politica, politologo ed esperto di Europa orientale, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

One Response to Soros, creatore di crisi in Medio Oriente

  1. Pensare che l’obiettivo alla base di tutto siano i soldi è piuttosto ingenuo. Il quadro delineato dall’articolo mostra, invece, chiaramente che l’unico vero intento non è accumulare sempre più danaro ma usarlo per finanziare una miriade di operazioni capaci di dare corpo a un caos generalizzato sia a livello nazionale che internazionale, sia a livello economico che culturale e spirituale. Sobillare, istigare, mettere gli uni contro gli altri mettendo persino l’uomo contro la donna e la persona contro la sua stessa identità biologica per arrivare a destabilizzare anche la struttura psicologica dell’individuo, e poi farlo con le religioni, con i partiti, con le nazioni, in modo da generare uno stato disumano dell’essere e un caos globale per tutti insopportabile. Tanto che alla fine dovremmo essere noi stessi a chiedere che intervenga qualcosa o qualcuno, un’entità salvifica che prometta di portare l’ordine e la “pace”, un’entità sovranazionale e super partes, impersonale e agnostica, portatrice di una visione escatologica capace di traghettare definitivamente tutti noi verso la “nuova umanità”. Una simile proposta ci è stata fatta nel secolo scorso con Il Terzo Reich che vagheggiava il ritornare ad un tempo aureo, quando una razza ariana pura viveva in comunione con la natura, ma la battaglia finale, l’Armageddon che doveva portare alle “nuove rive” produsse nell’umanità un rigetto, costringendo gli Architetti a riformulare la proposta in modo da renderla inevitabile perché unica e desiderabile. Purtroppo per loro la discesa in campo della Russia ha scompaginato le carte. L’azione di Putin porta alla luce del sole gli Architetti e i loro piani, offrendo al mondo un’alternativa al caos e al loro governo unipolare.

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