Le operazioni in Iraq da Gennaio a Giugno 2016: la liberazione di Falluja

Alessandro Lattanzio, 29/6/2016IRAQ-CONFLICT-ISIl 6 gennaio, le forze di sicurezza irachene sventavano l’attacco dei terroristi del SIIL a una fabbrica chimica di al-Muthana, 40 chilometri a ovest di Samara. Il Tenente-Generale Abdulghani Asadi, comandante del contingente antiterrorismo iracheno, dichiarava “Poche zone di Ramadi sono ancora controllate dal SIIL, e saranno presto liberate. Avremo il pieno controllo di Ramadi in quattro o cinque giorni“. Il 12 gennaio le forze di sicurezza irachene liberavano Qaryat Saqran, nella provincia di Anbar, eliminando decine di terroristi. Nella regione di al-Qaim, provincia di Anbar, l’intelligence irachena eliminava diversi capi terroristi del SIIL, tra cui Abu Davud al-Rawi, Abu Qatadah al-Jazrawi, Abu Fatima e Abu Dua al-Rawi, governatore di Baghdad del SIIL, mentre un altro capo del SIIL, Abu Walid al-Araq, veniva gravemente ferito presso Falluja, dove era il responsabile della logistica del SIIL. Le forze irachene liberavano al-Shayi e al-Haditha, eliminando 70 terroristi. Il portavoce del Governatore di Anbar, Ayd Amash, dichiarava, “Le forze irachene sono riuscite a prendere il pieno controllo del distretto di Sofia, nella parte orientale della città di Ramadi, liberando 500 famiglie assediate dal SIIL“. Il 14 gennaio, l’esercito iracheno liberava Tal Qasiba, ad est di Tiqrit, nella provincia di Salahudin. Il 25 gennaio, la polizia irachena eliminava 42 terroristi del SIIL in quattro quartieri di Baghdad, “I nascondigli del SIIL nei quartieri di Albu Shajal, al-Naymiyah, al-Qaramah e Jasim al-Taqsim sono stati assaltati dalla polizia irachena. Oltre a numerose perdite inflitte al gruppo terroristico, equipaggiamento militare, armi e congegni esplosivi sono stati danneggiati negli attacchi. La 7.ma Divisione della polizia ha arrestato uno degli attentatori chiave del SIIL e la 22.ma Brigata della polizia irachena ha disinnescato numerosi ordigni esplosivi piazzati dai terroristi del SIIL nella regione Dawud al-Hasan, a nord di Baghdad. Nel frattempo, i residenti di al-Sharaqat nella provincia di Salahudin irrompevano in uno dei centri di raccolta dei terroristi del SIIL uccidendone e ferendone molti” dichiarava il portavoce della polizia irachena. Il 31 gennaio, durante un’operazione, le forze di sicurezza irachene eliminavano almeno 48 terroristi del SIIL, in un quartiere occidentale di Baghdad.

Febbraio
CEaerhsUUAE1KSvIl 1° febbraio 2016, Mula Shuwan Abu Harun e altri 4 capi del SIIL furono eliminati da un raid aereo iracheno nella regione di Huija, nella provincia di Qirquq, mentre le forze peshmerga irachene e le forze volontarie irachene dell’Hashd al-Shabi avanzavano nella regione di Huija. Nel frattempo, il professore universitario di Baghdad Sadiq al-Musavi avvertiva che “Ankara cerca di annettersi territori iracheni e siriani in Turchia mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ancora pensa di far rivivere l’impero ottomano“. “La presenza di truppe turche nel nord dell’Iraq avviene con il sostegno degli Stati Uniti ed è un preludio alla separazione di queste regioni dall’Iraq, aprendo la strada alla creazione di un emirato sunnita che si estende dall’Arabia Saudita alla Turchia“, dichiarava il leader religioso sunnita della provincia di Anbar shayq Ibrahim al-Isawi. Il 9 febbraio, le forze armate irachene liberavano al-Sijariyah, ad est di Ramadi. Il 16 febbraio, le forze irachene lanciavano due offensive contro il SIIL nel governatorato di al-Anbar, ad est di Ramadi e a Qarma-Falluja, liberando i villaggi di al-Subhiyah e al-Qabishat, e il ponte di al-Hamidiyah, ad est di Ramadi, lungo l’autostrada Baghdad-Amman. 1 elicottero turco veniva abbattuto a nord-ovest della capitale del Kurdistan iracheno, Irbil, eliminando 6 militari turchi. Il 26 febbraio, esercito e Hashd al-Shabi iracheni eliminavano 38 terroristi del SIIL ad al-Bashir, nella provincia di Kirkuk. Il 29 febbraio, due bombe del SIIL uccidevano più di 70 persone in un mercato di Sadr City, a Baghdad, e feriva almeno altre 100 persone. Inoltre il SIIL lanciava un grande attacco alla periferia di Baghdad, uccidendo almeno una decina di poliziotti iracheni, mentre il 27 febbraio altre 10 persone erano state uccise da una serie di attentati ad ovest di Baghdad. 849 iracheni erano stati uccisi nel gennaio-febbraio 2016. Secondo la Missione di assistenza delle Nazioni Unite per l’Iraq (UNAMI), 670 iracheni (410 civili) erano stati uccisi a febbraio, e altri 1290 (1050 civili) erano stati feriti. A gennaio 849 persone erano state uccise e 1450 ferite negli attacchi terroristici in Iraq.

Marzo
13940312000201_PhotoI Il 2 marzo 2016, le forze irachene (unità dell’esercito, delle forze antiterrorismo, della polizia federale e dei volontari) liberavano al-Uaqalah, Um Jahir, Ala al-Nayaf, Ala al-Manfa, Tarqi al-Zafir, Ala al-Hamid, al-Fayaziyah, Sarsar Hayaf e Taha al-Buwasama, villaggi nel centro-nord della provincia di Salahudin, ad ovest di Samara. “Queste operazioni avranno un ruolo significativo nel spezzare tutte le vie di rifornimento nelle aree ancora controllate dai terroristi“, dichiarava il Generale di Brigata Yahya Rasul, portavoce dell’Esercito iracheno. Il 7 marzo, F-16 dell’Aeronautica irachena eliminavano almeno 50 terroristi del SIIL nella provincia di Qirquq, ad Huija. L’8 marzo, l’esercito iracheno liberava Zanqura a nord di Ramadi, e il 9 marzo eliminava almeno 30 terroristi del SIIL nelle province di Anbar e Diyala, e catturavano un centro di comunicazione dei terroristi tra Ramadi e Samara. Il 10 e l’11 marzo il SIIL bombardava Taza, nella provincia di Qirquq, utilizzando razzi con testate chimiche, intossicando almeno 409 persone. Il 15 marzo 11 aerei da guerra turchi bombardavano i campi del PKK nel nord dell’Iraq, a Gara e Qandil. Inoltre le forze di sicurezza turche intensificavano le attività nella Turchia orientale, a Yuksekova, Nusaybin e Sirnak. Intanto a Mosul, i peshmerga avanzavano da est, mentre esercito e milizie irachene avanzavano da sud. L’esercito e le milizie irachene avanzavano anche verso nord da Ramadi, scontrandosi con il SIIL ad al-Muhamadi, respingendolo verso i confini con Giordania e Siria; difatti i capi dello Stato islamico erano in fuga verso al-Rutabah. Una volta liberate queste regioni, tra Haditha e Samara, le forze irachene avrebbero avanzato verso al-Buqamal, al confine con la provincia siriana di Dair al-Zur. Il 17 marzo, le forze irachene liberavano al-Muhamadi, 160 km a nord-ovest di Baghdad, eliminando almeno 21 terroristi del SIIL. 2 capi del SIIL, insieme ad altri 62 terroristi, venivano eliminati dalle forze irachene nella città di Huijah, nella provincia di Qirquq. Il 19 marzo, l’esercito e le forze di mobilitazione popolare iracheni liberavano al-Bubayd e Qubaysa, nel Governatorato di Anbar, nell’ambito dell’operazione al-Jazira per liberare Hit, nodo stradale chiave sull’Eufrate occupato dal SIIL nell’ottobre 2014. Le forze di sicurezza irachene sventavano l’assalto del SIIL presso Haditha, nella provincia di Anbar, eliminando 5 attentatori suicidi che cercavano di entrare ad al-Haqlaniya, a sud di Haditha. Le forze volontarie irachene liberavano al-Mashatil e Mat-Hanah, presso Haditha, nel distretto di Hit, ad ovest di Ramadi, mentre 30 terroristi del SIIL venivano eliminati ad al-Qalidiya con la distruzione di un deposito di ordigni esplosivi, un’autobomba e 20 barili di C4 a Qaraya al-Asriya, sempre nella provincia di al-Anbar. Il 24 marzo, esercito e forze popolari iracheni liberavano i villaggi Munantar, Tal Shair, al-Salahia, al-Hitab e al-Maqmur presso Mosul, nella provincia di Niniwa, nell’ambito dell’operazione per librare la provincia, “Le aree centrali e meridionali di Mosul che ospitano le roccaforti dei comandanti del SIIL sono sotto il tiro dell’artiglieria e degli attacchi aerei“, dichiarava il Generale di Brigata Najm al-Jaburi, comandante dell’operazione dell’esercito iracheno. Il comandante dell’Organizzazione Badr, Sadiq al-Husayni, rivelava che il SIIL aveva utilizzato armi ed equipaggiamenti prodotti nel 2016 negli attacchi contro i giacimenti petroliferi Alas e Ajil, nella provincia di Salahudin, “Le attrezzature moderne utilizzate nei recenti attacchi dimostrano che lo SIIL riceve armi dai Paesi vicini“. Il 28 marzo, le forze irachene eliminavano Muhamad Ahmad Shayab, emiro del SIIL di Niniwa, e liberavano i villaggi Qudila, Qarmadi, Mahanah, Qatab, al-Nasr, Hamidat e Qarbardan, presso Mosul. Nel frattempo, l’Aeronautica irachena bombardava le posizioni del SIIL nella regione di al-Bashir, a sud di Qirquq, e nella regione di al-Ban, nella provincia di Niniwa. Altri 17 terroristi del SIIL venivano eliminati dall’Hashd al-Shabi nella provincia di Anbar, nelle zone di al-Mamurah e al-Huda, presso Hit. “Le forze di sicurezza hanno effettuato un’ampia operazione militare rastrellando le aree al-Mamurah e al-Huda sull’asse meridionale del distretto di Hit, dopo aspre battaglie con il SIIL; l’operazione ha comportato l’eliminazione di 17 terroristi del SIIL” dichiarava l’ufficiale dell’Hashd al-Shabi di Haditha Aysar Ubaydi. Il 31 marzo, le forze di sicurezza irachene liberavano la zona industriale di Hit dopo che gli aerei da guerra iracheni avevano bombardato le posizioni del SIIL nella città.

Aprile
iraq-ramadi Il 1° aprile 2016, l’esercito iracheno, sostenuto dalle Forze di mobilitazione popolare (PMF), liberava i quartieri al-Jamiyah, al-Mamurah e al-Asqari di al-Hit, nel Governatorato di al-Anbar, eliminando numerosi terroristi del SIIL. Il 2 aprile le forze irachene liberavano circa 1500 prigionieri in mano al SIIL, nel corso della battaglia per Hit, nella provincia di Anbar, mentre 60 terroristi del SIIL venivano eliminati nelle operazioni militari nelle province di Niniwa e Qirquq; almeno 30 erano morti negli attacchi aerei sul campo petrolifero di Qayarah, nel Governatorato di Niniwa. Le forze irachene Hashd al-Shabi eliminavano ad al-Qarama decine di terroristi, tra cui Abu Muhamad Shishani, capo del SIIL di Falluja. Il 5 aprile, presso Qirquq, oltre 30 terroristi del SIIL furono eliminati dall’esplosione di una cintura esplosiva difettosa, nel villaggio Rubayda, mentre si preparavano ad attaccare le forze di sicurezza irachene sul jabal al-Hamurin e presso i giacimenti Alas e Ajil nella provincia di Salahudin. Il 6 aprile le forze di sicurezza irachene liberavano il centro amministrativo di Hit, nella provincia di Anbar. Il 7 aprile, aerei dell’Aeronautica Militare irachena bombardavano la base del SIIL nella città di Qaim, nell’Anbar occidentale, eliminando 15 terroristi. L’8 aprile 9 terroristi del SIIL furono eliminati da un attacco aereo iracheno su Hit, distruggendo una base dello Stato islamico. “Le forze di sicurezza continuano le operazioni per liberare la città di Hit”, dichiarava il capo consiglio comunale Muhamad Muhanad al-Hiti, “il SIIL ora controlla meno del 30% della città, aree non superiori ai cinque chilometri quadrati”. Il 9 aprile, le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) dell’Iraq, circondavano al-Bashir, nel Governatorato di Qirquq, mentre l’Aeronautica irachena eliminava, nel Governatorato di Niniwa, Fadil Badr Ahmad, dirigente del SIIL, assieme a numerosi altri terroristi. Il 10 aprile, l’Hashd al-Shabi liberava Jasim Warda, nel Governatorato di Qirquq. Il 12 aprile, le forze irachene liberavano al-Hit, ad ovest di Ramadi, nel governatorato di al-Anbar.
Sette consiglieri militari statunitensi, il cui compito era coordinare le operazioni congiunte tra esercito iracheno, forze curde e volontarie, s’incontravano con alti dirigenti del SIIL con l’aiuto delle tribù locali, almeno due volte“, secondo il quotidiano turco Yeni Shafaq, sempre secondo cui le riunioni si erano svolte nei pressi di Mosul il 7 novembre 2015, con la mediazione della tribù Shamar, e nei pressi di Huija, nella provincia di Qirquq, il 3 febbraio 2016. “La CIA è la mente dell’invio clandestino delle forze speciali degli Stati Uniti presenti in Iraq come Delta Force“, dichiarava il Generale di Brigata dell’esercito iracheno Talal Abdarahman al-Hamdani, “La Delta Force è addestrata per assassinare figure politiche irachene e condurre operazioni militari pericolose“. Il deputato iracheno Rasul al-Tayi aveva chiesto al governo iracheno d’indagare sulla presenza di tali forze statunitensi. “Washington ancora aiuta militarmente i terroristi in Iraq”, dichiarava il portavoce di Ansarullah al-Nujaba Hashim al-Musavi, ribadendo che il movimento raccoglieva documenti, foto e video sugli aiuti paracadutati dalle forze della coalizione degli USA ai terroristi del SIIL in Iraq. “Le nostre forze hanno filmato un aereo degli Stati Uniti mentre sgancia aiuti militari ai terroristi del SIIL assediati“. E un membro del politburo del Qataib Sayad al-Shuhada, Hasan Abdal Hadi, dichiarava che le forze volontarie irachene erano preoccupate da ulteriori attacchi degli aerei da guerra statunitensi per impedire l’avanzata sulle aree controllate dal SIIL. “Purtroppo, ci sono ancora alcune persone in Iraq ingannate dalla coalizione degli Stati Uniti, mentre Washington sostiene il SIIL e cerca di compensare i danni inflitti ai terroristi taqfiri dalle forze volontarie“.
Il 16 aprile, le forze irachene eliminavano a Falluja Ahmad Muhamad Ubayd, il capo della ‘difesa aerea’ locale del SIIL, assieme ad altri 5 terroristi, mentre le forze volontarie irachene abbattevano un drone del SIIL che spiava le forze di sicurezza irachene ad al-Jarayashi, nella provincia di al-Anbar. Il 22 aprile, aerei da combattimento iracheni distruggevano un convoglio di autocisterne del SIIL presso al-Qayarah, a sud di Mosul, nella provincia di Niniwa, eliminando 10 terroristi. Il 23 aprile, l’esercito iracheno liberava al-Zuqayqah, ad ovest di al-Hit, avvicinandosi a Qan al-Baghdadi e Haditha, a 150 km ad est del confine siriano-iracheno. Il 26 aprile, la 7.ma Divisione dell’esercito iracheno e le Forze di mobilitazione popolare (PMF) liberavano la regione tra al-Hit e al-Baghdadi, nel governatorato di Anbar, nell’Iraq occidentale. Il 30 aprile, il braccio destro del capo del SIIL Abu Baqr al-Baghdadi, Abu Ali al-Anbari, veniva eliminato insieme ad altri 14 terroristi da un attacco aereo iracheno presso al-Ash, vicino al confine con la Siria nord-orientale. Al-Anbari, noto anche Haji Iman, Abu Ala al-Afri e Abu Ala Qardash, era il numero due del SIIL dopo al-Baghdadi. “Le forze di sicurezza irachene hanno seguito i movimenti dei capi terroristi del SIIL. L’aviazione ha bombardato la base del gruppo presso al-Jazira, nella provincia nel nord-est della Siria di Hasaqah, uccidendo oltre 15 terroristi, tra cui il principale consigliere di Abu Baqr al-Baghdadi, Abu Ali al-Anbari“. L’Hashd al-Shabi eliminava 32 terroristi del SIIL presso al-Bashir, nella provincia di Qirquq, mentre 4 capi del SIIL venivano liquidati da un attacco aereo iracheno a sud di Huijah, mentre erano in riunione.ClZvbdZWMAAM1MDMaggio
CaJPy0RUcAAdDa2 Il 2 maggio 3 autobombe colpivano Baghdad uccidendo 14 civili, mentre il 1° maggio, 2 autobombe uccidevano 32 civili nella città di Samawa, e il 30 aprile, un’autobomba uccise 21 civili presso Baghdad, a Nahrawan. Tutti gli attentati furono rivendicati dal SIIL. la 7.ma Divisione dell’esercito iracheno e le Forze di mobilitazione popolare (PMF), liberavano i villaggi al-Bustamiyah, al-Dubiyah, al-Qatarum e al-Washaniyah, tra al-Hit e al-Baghdadi, ponendo fine a 18 mesi di assedio da parte del SIIL ad Haditha. Inoltre la 7.ma Divisione irachena e le PMF liberavano Camp Fadayin, nel governatorato di al-Anbar. Tutti i villaggi tra al-Hit e al-Baghdadi erano ora sotto il controllo del governo e l’esercito iracheno avanzava fino a 115 km dal confine con la Siria. Le forze irachene eliminavano 10 gallerie del SIIL alla periferia sud di Falluja, nella provincia di Anbar, eliminando circa 100 terroristi, mentre elicotteri iracheni distruggevano 8 autobombe presso la città. “Le forze congiunte comprendenti polizia, esercito e gruppi tribali hanno liberato l’autostrada che collega Falluja ad Amuriyah e Ramadi, e i distretti di al-Busaiyf e Fahilat”. “Le forze peshmerga hanno lanciato una grande campagna per ripulire la regione dai terroristi del SIIL, soprattutto dopo aver preso le aree strategiche“, dichiarava il comandante curdo Izadin Wanqi, riferendosi all’operazione militare contro il SIIL presso Qirquq, “I peshmerga si sono scontrati con i terroristi del SIIL in diversi combattimenti, mentre il SIIL ha risposto bombardando le basi curde con i mortai“. Il SIIL aveva effettuato attentati con autobombe contro i peshmerga presso Tal Suquf, Bashiqah, Qazar e Quayr. Il 6 maggio le forze militari irachene ed Hashd al-Shabi avanzavano nella provincia di Anbar liberando l’autostrada Amuriyah-Salam, eliminando diversi autoveicoli del SIIL. I terroristi avevano cercato di attaccare le postazioni dell’esercito iracheno, con 3 autoveicoli suicidi, che venivano distrutti dall’Hashd al-Shabi, mentre gli aerei da combattimento iracheni distruggevano veicoli e depositi del SIIL lungo l’autostrada Amuriyah-Salam. Inoltre, le forze irachene liberavano al-Salam, ad ovest di al-Bugharib. Presso Fallujah, l’esercito iracheno e l’Hashd al-Shabi liberavano i villaggi al-Buqamis, al-Buqalid, al-Buasi e al-Bumanahi, eliminando almeno 100 terroristi del SIIL ed 8 autobombe. L’8 maggio, l’esercito iracheno liberava Qarabuq, ad ovest di Maqumur sul Tigri, 60 chilometri a sud di Mosul. Le forze irachene liberavano 7 villaggi dal SIIL nella regione di Maqumur: Mahanah, Qudilah, Qarbardan, Qamardi, Qharaba, Qaryat Umah Awah e Qarabuq. L’11 maggio, 3 autobombe esplodevano a Baghdad uccidendo 94 civili a Sadr City e ad al-Qadhimiya, sede di un importante santuario sciita. Il 12 maggio, la 7.ma Divisione dell’esercito iracheno, appoggiata dalle Forze di mobilitazione popolare (PMF o Hashd al-Shabi), liberavano 3 villaggi nel Governatorato di al-Anbar, Baraziyah, Adusiyah e Samaniyah, eliminando 40 terroristi del SIIL. Il 17 maggio, 44 persone venivano assassinate da 2 autobombe ad al-Sha e al-Rashi, quartieri di Baghdad. Il 17 maggio, la 7.ma Divisione dell’Esercito iracheno e le Forze di mobilitazione popolare (PMF) liberavano Rutabah e Trabil, al confine con la Giordania. Il 22 maggio, l’Esercito iracheno liberava tre quartieri di Falluja, al-Shahabi, al-Harariyat e al-Duwayah, eliminando più di 40 terroristi del SIIL. L’esercito iracheno aveva avviato l’offensiva su Falluja con un tiro di sbarramento dell’artiglieria sulle posizioni dello Stato Islamico di Iraq e Levante (SIIL), assaltando e liberando il vicino cementificio ed avanzando su al-Niamiyah, a sud di Falluja, al-Sajar a nord di Falluja, e su al-Saqlawiyah, ad ovest di Falluja. Il 23 maggio, le forze militari e l’Hashd al-Shabi eliminavano decine di terroristi, tra cui due alti capi, Haji Hani e Abu Aishah, e il boia del SIIL di al-Sharqat, nella provincia di Salahudin, Abdullah Abu Maryam. Abu Abdarahman al-Anbari e la sua guardia del corpo venivano liquidati da uomini armati; al-Anbari era il responsabile della sicurezza del SIIL di al-Sharqat. Il comandante delle operazioni ad al-Anbar, Ismail Mahlavi, confermava che un altro capo del SIIL, Shaqir Wahib al-Fahdavi, era stato eliminato dell’Esercito iracheno a Rutabah, nella provincia di Anbar, oltre ad altri 7 capi del SIIL.Cly0Lp0WQAAYDGKL’offensiva su Falluja
Iraqi-Army-1 Il 24 maggio, Esercito e Forze di mobilitazione popolari iracheni liberavano la stazione di polizia di al-Sajar, a nord-est di Falluja, eliminando 20 terroristi del SIIL e liberavano al-Abadi, al-Asil, al-Luhayb, Buhadid al-Nasir, Yusifiyah, al-Juqayfah e al-Qarmah, a 4 chilometri ad est di al-Sajar, eliminando altri 30 terroristi dello Stato Islamico. Le forze di sicurezza irachene, guidate dal generale Abdulwahab al-Saidi, avevano lanciato l’operazione su Falluja, l’ultima grande base del SIIL nella provincia di Anbar, il 23 maggio 2016. Falluja fu occupata dal SIIL nel gennaio 2014. Il Primo ministro Haydar al-Abadi aveva ordinato l’avvio delle operazioni dichiarando: “Non esiste alcuna opzione per il SIIL se non fuggire“. L’operazione fu lanciata da sud-est, sud-ovest, nord-ovest e nord di Falluja. Secondo Qarim al-Nuri, portavoce delle unità di mobilitazione, “La loro resistenza non è stata pesante come ci attendevamo. Hanno fatto ricorso ad attacchi suicidi con autobombe, bombe e cecchini finora“. 10000 unità delle Forze di mobilitazione popolare partecipavano all’operazione cooperando con le forze di sicurezza irachene e i combattenti tribali sunniti. La coalizione degli Stati Uniti aveva effettuato 7 raid aerei presso Falluja tra il 14 maggio e il 20 maggio, ma il Colonnello Steve Warren, portavoce militare degli USA a Baghdad, dichiarava che la coalizione degli Stati Uniti non sosteneva le PMF alla periferia di Falluja, essendo gli Stati Uniti preoccupati dal coinvolgimento dei paramilitari iracheni, perché sostenuti dall’Iran. Le 20000 unità delle unità di Polizia Federale ed Esercito iracheno avevano eliminato Abu Hamza, governatore del SIIL di Falluja, e Abu Amr al-Ansari, altro capo del SIIL, già il 23 maggio, mentre i terroristi abbandonavano Qarmah e Saqlawiyah, ad est e a nord di Falluja, ultimo centro urbano importante della provincia di Anbar ancora occupata dal SIIL. Il 26 maggio, elicotteri Mi-28 iracheni eliminavano il vicegovernatore del SIIL di Falluja insieme a decine di altri terroristi, mentre cenavano nel centro della città. Un altro capo del SIIL, Qasim Aqab, veniva liquidato da un tiratore scelto nella vicina al-Qarmah, mentre Esercito e PMF iracheni liberavano al-Qarmah e al-Buayfan, a sud di Falluja, dopo aver eliminato una dozzina di terroristi dello Stato Islamico. Inoltre, l’Hashd al-Shabi scopriva una grande galleria del SIIL nei pressi di Falluja, nella fabbrica di mattoni vicino la città, e sequestrava anche una fabbrica di bombe e mine stradali del SIIL. La Polizia Federale irachena a sua volta smantellava almeno 37 ordigni esplosivi presso Falluja, sulla strada tra Mamal al-Azraq e al-Lifiyah. Il 27 maggio, la 7.ma Divisione dell’Esercito iracheno e le Forze di mobilitazione popolare (PMF) libravano il ponte Sajar ed al-Muqtar, a nord di Falluja, e al-Bubayd, ad est di Falluja, eliminando 20 terroristi. Il 29 maggio, la 7.ma Divisione dell’Esercito iracheno e le Forze di mobilitazione popolare (PMF) eliminavano ad al-Hit più di 50 terroristi del SIIL, e liberavano al-Hur e al-Buah, a sud di Fallujah, eliminando altri 36 terroristi dello Stato islamico. L’Esercito, le forze di polizia federale e l’Hashd al-Shabi iracheni eliminavano altri 75 terroristi del SIIL ad al-Naimiyah, a sud di Falluja, e liberavano il ponte di al-Tafaha, le regioni di al-Shihah e al-Saqlawiyah, e il quartiere di Shuhada di al-Saqlawiyah.

Giugno
FallujahIl 1° giugno, Esercito, Forze di mobilitazione popolare (PMF) e Polizia Federale iracheni liberavano al-Bushajal, ad al-Saqlawiyah, eliminando 30 terroristi del SIIL. Il 2 giugno, il SIIL tentava di assaltare il jabal al-Hamurin, presso Baiji, nel Governatorato di Salahudin, ma l’Esercito iracheno respingeva l’assalto eliminando 21 terroristi. Il 3 giugno, Esercito, Forze di mobilitazione popolare (Hashd al-Shabi) e Polizia Federale iracheni liberavano al-Saqlawiyah, eliminando oltre 70 terroristi dello Stato islamico provenienti da Arabia Saudita, Siria, Libano e Quwayt. Il 6 giugno, il SIIL assaltava al-Haditha, nel governatorato di al-Anbar, ma le forze irachene respingevano l’assalto eliminando oltre 30 terroristi e 10 autoveicoli dello Stato islamico. Inoltre, Esercito, Forze di mobilitazione popolare (PMF) e Polizia Federale iracheni liberavano al-Shuhada, Jabayl, al-Yatamah e la centrale elettrica a sud di Falluja, eliminando 3 autobombe e 14 terroristi del SIIL. Il 9 giugno, l’esercito iracheno avanzava nella provincia di Anbar liberando Albu Savit, ad al-Amuriya, a sud di Falluja. Ismail al-Isawy, dell’ospedale centrale di Falluja, dichiarava che 1500 famiglie erano fuggite della città e altre 500 dal villaggio Zuba, per rifugiarsi presso le aree liberate dall’esercito iracheno e dalle truppe volontarie nella provincia di Anbar. L’11 giugno, le truppe dell’8.vo Battaglione dell’Esercito iracheno avanzavano su Falluja liberando le regioni di al-Falahat e al-Sabihat, nella parte meridionale della città, dopo aver eliminato una dozzina di terroristi del SIIL, mentre il capo del tribunale religioso del SIIL Jasim Muhamad Sarhan al-Shablavi veniva eliminato da un raid aereo iracheno su al-Jumhuriya, nel sud della provincia di Salahudin. L’esercito iracheno catturava 543 terroristi del SIIL mascheratisi da profughi e sfollati, mentre tentavano di fuggire da Falluja. Il 13 giugno, 37.ma e 72.ma Brigate dell’Esercito iracheno e le Forze di mobilitazione popolare irachene (PMF) entravano nel quartiere Hay Nazal, al centro di Falluja, e rastrellavano i quartieri meridionali di Falluja di Naymiah e Shuhada, eliminando 72 terroristi del SIIL. Nelle operazioni per liberare Falluja, furono eliminati oltre 500 terroristi del SIIL, secondo il comandante dell’operazione Tenente-Generale Abdulwahab al-Saidi, mentre altri 42 terroristi del SIIL furono eliminati dalle forze irachene a Mahalah al-Shuhada Awal, a Falluja. Il 14 giugno, le forze governative irachene liberavano al-Shafaq, zona residenziale di Fallujah, mentre il 17.mo Reggimento dell’Esercito iracheno liberava al-Zanasah, al-Zayban e al-Atar, e il ponte Abas Jamil, a sud di Falluja. Inoltre, il 15.mo Reggimento dell’Esercito iracheno liberava al-Nasr, a sud di Mosul. Il 15 giugno, la 17.ma Divisione dell’Esercito iracheno liberava al-Tala, Bustan al-Taqrit e Rayqan a sud-est di Falluja. Un dirigente della sicurezza irachena rivelava “Thamir al-Sabhan, l’ambasciatore saudita a Baghdad, preparava un piano per far fuggire i terroristi dalla prigione di al-Hut“, con l’impiego di kamikaze e autobombe. “Volevano contrabbandare armi nella prigione incitando scontri e con l’aiuto di alcune persone far scoppiare una rivolta per aiutare i detenuti a prendere il controllo della prigione e fuggire“. Il 17 giugno, il comandante della Polizia Federale dell’Iraq, Maggiore-Generale Raid Shaqir Judat, dichiarava che Falluja era completamente liberata dai terroristi del SIIL, e il comandante dell’operazione a Falluja, Abdulwahab Saidi, dichiarava che le forze irachene avevano il controllo di tutti gli edifici governativi della città, mentre le truppe governative liberavano al-Arsan e al-Naza e sgombravano dalla presenza dei terroristi tutta la riva occidentale dell’Eufrate. La 34.ma Brigata dell’Esercito iracheno, le Forze di mobilitazione popolare (PMF) e la Polizia Federale liberavano i quartieri al-Jamhuriyah, al-Dhubat e al-Bazarah di Falluja, oltre al Complesso governativo di Fallujah. La 29.ma Brigata dell’Esercito iracheno, sostenuta dalle Forze di mobilitazione popolare (PMF) presso al-Hit tendevano un’imboscata a un gruppo di terroristi del SIIL, eliminandone 8 tra cui il capo locale del SIIL, Ahmad Majid. Il 19 giugno, la 34.ma Brigata dell’esercito iracheno, sostenuta dalle Forze di mobilitazione popolare (PMF) e dalla Polizia Federale, liberava nella regione di al-Zuba i villaggi Basatin, Shit, Qurush e Anaz, mentre a Falluja le forze irachene liberavano i quartieri Andalus e Risalah e il Distretto Industriale. Il 22 giugno, presso Falluja, le forze irachene avanzavano su Zanqura e al-Burisha, eliminando 50 terroristi dello “Stato islamico”. Il 23 giugno, la 9.na Divisione dell’Esercito iracheno liberava il jabal Maqul, Maqul e Ibrahim al-Alí, nel Governatorato di Niniwa, a sud di Mosul. A Falluja, Esercito iracheno, Forze di mobilitazione popolare (Hashd al-Shabi) e Polizia Federale liberavano il Ponte Vecchio e il quartiere al-Jamhuriyah. Il 25 giugno, le forze irachene liberavano il nodo stradale di Zawiya-Maqul e i villaggi al-Baydha e al-Jabariya, presso al-Sharqat, eliminando decine di terroristi del SIIL, mentre Sarmad Mazahim Ahmad Hasan al-Hanini, noto capo del SIIL e collaboratore di al-Baghdadi, veniva eliminato in un bombardamento aereo sulla periferia di Sharqat, dove fu liquidato anche Abdullah Abu Maryam, boia del SIIL della città di Sharqat. Altri due capi del SIIL, Haji Hani e Abu Aishah, incaricati della difesa di Sharqat, erano stati eliminati in precedenza nelle operazioni delle forze irachene. Il 25 giugno, l’esercito iracheno liberava il quartiere al-Julan di Falluja, ottenendo il pieno controllo della città. Il comandante delle operazioni per la liberazione di Fallujah, Tenente-Generale Abdulwahab al-Saidi, aveva dichiarato che almeno 1800 terroristi del SIIL erano stati eliminati nell’operazione. Il 28 giugno, le forze irachene eliminavano decine di terroristi del SIIL a sud di Hit, nella provincia di Anbar. La 9.na Divisione corazzata dell’Esercito iracheno liberava Tal Baj, presso al-Sharqat, nel Governatorato di Salahudin, e respingeva il contrattacco del SIIL sulla zona.CluHp1zXIAA00Ym

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