Il Giappone si procurerà 100 nuovi aviogetti da caccia

Vladimir Terehov New Eastern Outlook 19/07/201610909659_1200x1000_0Il 30 giugno, le principali agenzie globali annunciavano (riferendosi al Ministero della Difesa giapponese), che a “metà luglio” il Giappone prevede d’avviare una gara internazionale per l’acquisto di 100 aerei da combattimento di quinta generazione per aggiornare le forze aeree del Paese. Il vincitore sarà annunciato “nell’estate del 2018”. Secondo il contratto, l’ultima consegna degli aviogetti dovrebbe avvenire “entro la fine del 2020”. La maggior parte di coloro che commentano la notizia ne sottolinea la natura anti-cinese. Tuttavia, potrebbe avere altre implicazioni riecheggiando le tendenze generali attuali (per lo più negative) della situazione nel Pacifico. Prima di tutto, negli ultimi tempi i principali Paesi della regione dimostrano interesse a sostituire il materiale militare obsoleto. Tuttavia, sarebbe prematuro (almeno per il momento) usare la parola emotiva “militarizzazione” in riferimento a questo processo. Ad esempio, il Giappone ha stanziato per la difesa circa l’1% del PIL (in termini relativi), rimanendo il campione globale del “minore bilancio della difesa” da decenni. Così, questa tendenza dimostra semplicemente che le potenze regionali non pensano di spendere per il riarmo delle forze armate (se non entro i limiti dei bilanci della difesa approvati). Inoltre, questo processo sarà graduale e ci vorranno almeno dieci anni per completarlo. Naturalmente, è una magra consolazione che non rende la situazione nel Pacifico più ottimistica. A giudicare dai prezzi attuali della nuova generazione di armamenti, il Giappone dovrà sborsare una quantità enorme di denaro (circa 40 miliardi di dollari) per gli aviogetti. Dieci anni fa, un’altra gara internazionale per la fornitura di 126 MMRCA (aeromobile multiruolo medio da combattimento) emessa dall’India fu definita “senza precedenti” e “colossale”. Il prezzo di offerta iniziale fu fissato a 8-12 miliardi di dollari. Tuttavia, quando la società francese Dassault Aviation, che era nella rosa dei candidati nel 2012, stimò il costo effettivo di produzione, per un importo totale di 20-25 miliardi, spingendo l’India a sospendere l’attuazione del programma MMRCA (l’India ha ancora questa posizione). C’era un’altra gara per la fornitura di 12 sottomarini convenzionali di nuova generazione con cui la Marina australiana prevedeva di spendere 43 miliardi di dollari. A fine aprile, il vincitore della gara fu annunciato. Era la maggiore industria della difesa francese, la DCNS, che batté i concorrenti da Giappone e Germania.
In secondo luogo, anche se giganti come il consorzio europeo Eurofighter e svedese Saab partecipano alla gara indetta dal Ministero della Difesa giapponese, molto probabilmente Lo?kheed Martin o Boeing, aziende leader della difesa degli Stati Uniti, otterranno il contratto per la fornitura degli aviogetti. Tale risultato sarà in linea con l’attuale tendenza verso il rafforzamento della relazione militare e politica Stati Uniti-Giappone. Gli Stati Uniti, alleati chiave del Giappone, sono interessati (per ovvie ragioni) al rafforzamento delle relazioni bilaterali. Un modo è allineare i sistemi di armamenti di entrambi gli eserciti. A questo punto, gli esperti ritengono che l’aviogetto da combattimento di quinta generazione Lockheed Martin F-35 non sarà battuto da altri candidati. Questa previsione appare ben fondata in quanto, nonostante varie carenze progettuali (tra cui il problema della progettazione concettuale del caccia monomotore), l’F-35 è già entrato in produzione in serie. A metà 2015, un reparto della Mitsubishi iniziava ad assemblare i primi quattro caccia F-35. In conformità all’accordo firmato nel dicembre 2011, 42 aviogetti da combattimento saranno prodotti. Straordinariamente, dovrebbe esserci un graduale aumento delle componenti prodotte localmente negli impianti della Mitsubishi. La Mitsubishi Corporation ha accumulato vasta esperienza nella produzione su licenza di attrezzature sviluppate da aziende della difesa degli Stati Uniti. Oggi, la flotta dell’Aeronautica giapponese è composta da caccia costruiti da Mitsubishi su modelli aggiornati progettati negli Stati Uniti. Gli esperti, tuttavia, non escludono che il Ministero della Difesa giapponese possa scegliere un altro caccia progettato dal tandem tra Mitsubishi e uno dei giganti della difesa degli Stati Uniti. C’è la possibilità che il caccia sperimentale giapponese X-2, che ha recentemente completato il primo volo di prova, possa esserne un prototipo.
La messa a punto della prossima gara, compresa la possibilità per le aziende giapponesi di subentrare tra gli appaltatori della difesa mondiale nei prossimi uno o due anni, sarà in linea con la tendenza generale dello sviluppo dell’industria della difesa giapponese. Menzionare la Cina negli articoli dedicati alla prossima gara sembra abbastanza logico. Tokyo sostiene in realtà che il suo programma di riarmo è politicamente motivato dal rapido riequippaggimento delle forze armate cinesi con armi avanzate (ad esempio, il caccia di quinta generazione J-20 dovrebbe entrare in servizio nell’Aeronautica cinese nel prossimo futuro). E le aspirazioni dei militari giapponesi si adattano molto bene al cupo quadro generale della situazione in Asia orientale.Japan_air_self_defense_force_Mitsubishi_F-4EJ_Kai_Phantom_II_302SQ_RJAHVladimir Terekhov, esperto della regione Asia-Pacifico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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