Perché il colpo di Stato in Turchia è fallito?

Valentin Vasilescu, Reseau International 21 luglio 2016

Umit Dundar

Umit Dundar

Ankara, capitale della Turchia, è dove si concentra la maggior parte degli obiettivi governativi che dirigono lo Stato. Per investire Ankara, sembra che i leader del colpo di Stato misero a punto un piano stupido che non poteva essere applicata. Furono utilizzati aerei da trasporto militare C-130 per creare un ponte aereo per le truppe della 2.da Armata comandata dal Generale Adem Huduti. I suoi commando, in un primo momento, si raccolsero negli aeroporti di Sirnak, Kayseri e Malatya, da dove sarebbero stati imbarcati sui C-130 diretti verso l’aeroporto della capitale turca. Una volta atterrati ad Ankara, la 2.da Armata avrebbe aiutato le truppe della gendarmeria occupando le posizioni chiave di Ankara come parlamento, complesso presidenziale, ufficio del primo ministro, Stato Maggiore delle Forze Armate, Ministero degli Interni, agenzia dell’intelligence nazionale (MIT), Forze speciali della polizia, Centro speciale di telecomunicazioni (satellite), elemento chiave della rete di telecomunicazioni della Turchia. Solo che gli aeroporti Sirnak, Kayseri e Malatya, da cui dovevano decollare i C-130, come quello di Ankara, sono civili e le piste sono utilizzate congiuntamente da civili e militari. I servizi d’intelligence turchi (MIT) scoprirono le intenzioni dei golpisti e le piste furono immediatamente bloccate dai distaccamenti antiterrorismo di ogni aeroporto, con camion dei pompieri e altri veicoli, e l’illuminazione delle piste su spenta interrompendo la luce. E’ una procedura standard che applicai il 22 dicembre 1989, quando iniziò il colpo di Stato in Romania; ero il direttore di volo dell’86.ma Base dei caccia dell’Aeronautica di Feteshti, a 100 km dalla capitale rumena. Lo feci perché ricevemmo informazioni che un aereo da trasporto militare carico di soldati doveva atterrare sulla mia base nel quadro dell’intervento militare estero e bloccammo la pista con i camion. A causa del fallimento della 2.da Armata dell’esercito turco, chi seguiva da vicino l’evoluzione del colpo di Stato militare in Turchia osservò che il centro delle operazioni di combattimento passava ad Istanbul. Inoltre gli F-16 golpisti sorvolavano a bassa quota Istanbul e i blindati bloccavano l’aeroporto internazionale e i ponti sul Bosforo. Più tardi, il presidente Erdogan riusciva ad atterrare sull’aeroporto di Istanbul dopo esser decollato dalla località di Marmaris a bordo dell’aereo presidenziale. La 1.ma Armata turca disposta presso Istanbul è comandata dal Generale Ümit Dündar, che promise al presidente Recep Tayyip Erdogan di togliere ai golpisti il controllo dell’Ataturk consentendogli di atterrare. Dopo il fallimento del colpo di Stato, il Generale Ümit Dündar è stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’esercito turco.
La 1.ma Armata comprende il 2° Corpo d’Armata (55.ma, 4.ta e 18.ma Brigata Meccanizzata) al confine con Bulgaria e Grecia e che controlla anche i Dardanelli. Il 5° Corpo (65.ma e 8.va Brigata Meccanizzata, 3.za e 95.ma Brigata Corazzata) inserito tra il dispositivo del 2° Corpo ed Istanbul. Alla periferia di Istanbul, su entrambi i lati del Bosforo, il 3° Corpo comprende la 52.ma Divisione Corazzata (1.ma, 2.da e 66.ma Brigata Corazzata) e la 2.da Divisione di Fanteria Motorizzata (6°, 23 ° e 47° Reggimento di Fanteria Motorizzata). La 1.ma Armata turca ha una forza di 80000 soldati, 500 carri armati, 800 blindati, 1000 veicoli da combattimento della fanteria, 70 elicotteri d’attacco e da trasporto, ecc. Ciò significa che la 1.ma Armata aveva forze e mezzi sufficienti per controllare Istanbul, Bosforo e Dardanelli. Per ragioni che non conosciamo, solo 2000 soldati, per lo più appartenenti al 3.zo Corpo, uscirono dalle caserme e presero posizione ad Istanbul. Una possibile ragione dell’inazione della 1.ma Armata turca potrebbero essere i massicci investimenti per ammodernare l’industria della Difesa decisi da Erdogan, dotando il 55% dell’esercito turco di materiale bellico moderno. Questi investimenti hanno permesso la produzione in Turchia dei droni da ricognizione Anka di progettazione turca (che competono con il famoso MQ-1 Predator prodotto dagli statunitensi), dei carri armati Altai, delle fregate e corvette stealth MILGEM, dei missili superficie-superficie J-600T Yildirim II/III (820-900 km di gittata), ecc. L’Aeronautica turca dispone di 270 caccia F-16 C/D costruiti su licenza della Lockheed Martin dalle Turkish Aerospace Industries (TAI). La Turchia costruisce la fusoliera centrale e le prese d’aria degli aerei stealth F-35A e supporti multipli per le armi d’attacco al suolo. L’intera linea di produzione dello stabilimento di motori di Izmir è stato rinnovato ed è pronto a produrre i motori F-135 del velivolo F-35. Nel 2015 la Turchia esportò armi per 1,5 miliardi di dollari.Turkey_-_Air_Force_Lockheed_C-130E_Hercules_BakemaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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