Golpe turco: Ucciso l’ufficiale responsabile delle operazioni contro lo Stato islamico

Tyler Durden, Zerohedge 18 luglio 2016

13716135Ormai solo i più ingenui credono alla narrazione ufficiale sul colpo di Stato in Turchia. Lo diciamo per due ragioni: prima, come anche il commissario UE incaricato di trattare la richiesta d’adesione della Turchia, Johannes Hahn, ha detto, quando si discute dell’epurazione senza precedenti in Turchia, “Sembra che almeno qualcosa sia stato preparato. Le liste erano pronte indicando che erano state preparate per utilizzarle in una determinata fase. Sono molto preoccupato. E’ esattamente quello che temevamo“. Non ha detto cosa esattamente temesse, ma lo si può dedurre. Seconda, notando la stampa turca cambiare apertamente narrazione, Erdogan non era nemmeno capace di capire chi incolpare del “tentato colpo di Stato” fino a questo pomeriggio, prima accusava gli Stati Uniti, poi l’ex-capo dell’aeronautica turca, prima di decidere definitivamente di accusare il 77enne residente in Pennsylvania, Fethullah Gulen, di essere la scarsa mente dietro tutto. A dire il vero, i media occidentali erano felici d’ignorare tali “cambiamenti” e di rilanciare falsità alle masse solo per mantenere l’illusione della narrazione ufficiale turca. Un esempio di ciò è quando Erdogan ha detto alla CNN, questa mattina, che “era scampato alla morte per soli pochi minuti, prima che i golpisti assaltassero il villaggio nel sud-ovest della Turchia dove era in vacanza lo scorso fine settimana“. L’intervista di Erdogan fu trasmessa il 18 luglio sera. Ha detto alla CNN che i soldati golpisti uccisero due delle sue guardie del corpo, quando assaltarono il villaggio, alle prime ore del 16 luglio, “se fossi rimasto altri 10, 15 minuti, sarei stato ucciso o sarei stato preso”, disse tramite il traduttore presidenziale“. Eppure, il giorno prima scrivemmo che anche se “I piloti golpisti ebbero l’aereo di Erdogan nel mirino” non fecero nulla, spingendo un ex-ufficiale “vicino agli eventi” a chiedersi “perché non hanno sparato, è un mistero“. Quindi, poche ore prima 2 F-16 avevano agganciato sul radar Erdogan e decisero di non uccidere il dittatore, e le truppe del presunto “golpe” furono lanciate per prendere Erdogan, molte ore dopo l’inizio del cosiddetto colpo di Stato, nel suo hotel dove l’avrebbero ucciso… se fosse rimasto “altri 10, 15 minuti“. Possiamo capire perché neanche gli europei ci credono.
Poi un altro esempio d’informazione forzata, e falsa, proviene dal Guardian che pubblica oggi un pezzo intitolato “Il colpo di Stato militare è stato ben pianificato ed è quasi riuscito, dicono i funzionari turchi“, con perle come la seguente: “Era mezzanotte nella capitale turca, solo due ore e mezzo dal tentato golpe, e il gruppo di nove ministri riunitisi in una sala conferenze al premierato era convinto che fossero tutti in procinto d’incontrare la fine. “Probabilmente avrà successo e noi moriremo stasera”, disse uno dei ministri, secondo un funzionario presente alla riunione. “Cerchiamo di essere pronti a morire. Saremo tutti martirizzati in questa lotta”.” Che dramma… ti fa sentire come se ci fossi stato. Non a caso, la maggior parte dell’articolo di Kareem Shaheen è scarno di fatti ma gravido di descrizioni barocche, interpretazioni, dicerie e di tutte quelle tecniche letterarie che fanno un buon pezzo di narrativa. Altri esempi: “Ma, mentre la Turchia raccoglie i cocci del fallito colpo di Stato, nuovi dettagli emergono spiegando quanto fosse vicino a riuscire l’intervento militare. Molti osservatori hanno etichettato il tentativo come dilettantesco, ma resoconti dei funzionari contraddicono questa caratterizzazione, descrivendolo come ben organizzato e quasi riuscito. Ad Ankara, il giorno del colpo di Stato, il ministro degli Interni era stato invitato, insieme ad altri alti funzionari, a una riunione ad alto livello sulla sicurezza nel quartier generale militare, per le 17:00. Una manovra che si è rivelata un pretesto per trattenerlo. Non non ci andò perché era troppo occupato, e dopo, quando il colpo di Stato scattò, era bloccato all’aeroporto Esenbogo di Ankara, dove creò una cellula di crisi per gestire la reazione, protetto da folle riunitesi per opporsi al colpo di Stato”. Anche in questo caso, zero fatti. Non a caso, lo stesso autore va per la tangente nella sua storia: “Storie emerse in quelle ore cruciali, tra l’indirizzo del presidente e il riuscito sabotaggio del colpo di Stato alle 04:00, sicuramente diverranno la mitologia ufficiale degli eventi. All’1:00, i funzionari dicono che il capo della polizia della città di Bursa arrestò il locale comandante dell’esercito, che aveva 6 pagine con i nomi di giudici ed ufficiali da nominare in varie posizioni burocratiche dopo il colpo di Stato. Altri soldati golpisti possedevano gli elenchi delle linee telefoniche sicure per ricevere gli ordini”. Perché avrebbero dovuti averli sapendo che molto probabilmente avrebbero affrontato la morte se i) il colpo di Stato era reale ed ii) Erdogan rimaneva al potere… beh, cerchiamo di non preoccuparcene. Ma poi, dolorosamente, ci siamo finalmente imbattuti in qualcosa che potrebbe smentire tutto questo, cioè un fatto prezioso, che farebbe brillare di una luce molto diversa quello che è successo durante il caos del colpo di Stato. Ecco cosa: “L’alto ufficiale dell’antiterrorismo della Turchia responsabile della campagna contro lo Stato islamico si recò all'”incontro” al palazzo presidenziale di Ankara. In seguito fu trovato con le mani legate dietro la schiena, colpito al collo, secondo un alto funzionario”. E improvvisamente molte tessere del “puzzle” turco trovano posto, perché se il resto della narrazione sul colpo di Stato è così vistosamente fabbricato e letteralmente costruito sul posto, la morte dell’ufficiale a capo dell’antiterrorismo anti-SIIL della Turchia, ucciso nel silenzio, da senso a un Paese che presentammo così nel novembre scorso, “L’uomo che finanzia lo SIIL è Bilal Erdogan, figlio del presidente della Turchia” seguito da “Tutto sul traffico di petrolio dello SIIL: “Rockefeller di Raqqa”, Bilal Erdogan, il greggio del KRG e la connessione israeliana” e naturalmente, “Erdogan afferma che si dimetterà se il traffico di petrolio con lo SIIL viene comprovato, dopo che Putin ha parlato di “altre prove””.
Avendo arrestato 20000 persone, la caccia alle streghe di Erdogan è solo agli inizi. Tuttavia, sembra che avesse alcuni capi molto liberi di cui prendersi cura già nella notte del 15 luglio. Uno di loro era l’uomo che combatteva lo SIIL per conto della Turchia, la stessa Turchia che, per inciso, finanzia e arma lo SIIL. Non vedo l’ora di scoprire cos’altro emergerà dall’affascinante storia di Erdogan nel sbarazzarsi di tutti gli indipendenti, finalmente svelatisi.1507079Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...