Le accuse alla Russia servono ad occultare i brogli elettorali negli USA?

Moon of Alabama, 28 luglio 2016Hillary-Email-dump-600-LILa campagna di Clinton e certi pseudo-esperti affermano che la Russia è colpevole di aver piratato il Comitato Nazionale Democratico e svelato le email della DNC tramite Wikileaks. Vi sono zero prove concrete su ciò. La campagna di Clinton sostiene anche che Trump ha chiesto alla Russia di rubare le email di Clinton. Neanche questo è vero. Ma due esperti “liberali” presi sul serio sulla sicurezza dei computer, ora si basano su tali falsità per dire che la Russia potrebbe manipolare le macchine per il voto nelle elezioni del 9 novembre, presumibilmente per cambiare il conteggio dei voti a favore di Trump. Un pezzo di Bruce Schneier su Washington Post l’evidenza: “A novembre, gli hacker russi potrebbero colpire le macchine per il voto”. Il titolo dice tutto. Qualsiasi hacker potrebbe manipolare facilmente le macchine per il voto, se fossero collegate ad Internet. Gli amministratori locali di tali macchine possono manipolarle in qualsiasi momento. Schneier è, atipicamente, in preda al bellicismo. “Se la comunità d’intelligence infatti accerta che la Russia è colpevole, il nostro governo deve decidere la risposta. È difficile perché gli attacchi sono politicamente di parte, ma è essenziale. Se i governi stranieri apprendono di poter influenzare le nostre elezioni impunemente, si aprirà la porta a manipolazioni future, furti di documenti e saccheggi come quello che vediamo e manipolazioni più sottili di quanto non vediamo”. Gli Stati Uniti manipolano le elezioni all’estero da sempre, secondo l’avvocato dell’amministrazione Bush Jack Goldsmith. Non ci si sente bene ad essere improvvisamente il bersaglio di una manipolazione invece di perpetrarla, ma i tentativi di manipolare le elezioni sono normali in tutto il mondo e mai motivo per iniziare una guerra o altre “risposte”.
Schneier: “dobbiamo garantire i nostri sistemi elettorali prima dell’autunno. Se il governo di Putin ha già utilizzato un attacco informatico per tentare di aiutare Trump a vincere, non c’è ragione di credere che non lo faccia ancora, soprattutto ora che Trump chiede un loro “aiuto””. Che scherzo. Trump non ha chiesto l'”aiuto” russo per manipolare i computer del voto. Trump, inoltre, non ha chiesto alla Russia di “piratare” l’e-mail sever di Clinton. Tale server non esiste più. Se l’e-mail-server di Clinton era sicuro, come afferma lei, e se le e-mail in questione sono state cancellate, come afferma sempre lei, come la Russia le avrebbe “piratate”? Trump ha presentato una richiesta del FOIA per le e-mail che, secondo Hillary Clinton, sono state eliminate. Di cosa ha paura? Trump ha chiesto alla Russia di dare le e-mail cancellate di Clinton all’FBI, dovrebbe farne una copia. La richiesta di libertà d’informazione di solito va a una parte del governo degli Stati Uniti. Ma l’amministrazione Obama dice che non le ha. Trump poi ha fatto una battuta chiedendole direttamente alla Russia, facendo infuriare d'”indignazione” i media, cosa che voleva per rovinare l’effetto PR della Convenzione Democratica. Questo era probabilmente la vera intenzione della sua bravata, dimostrandosi ancora un genio del marketing. Ma torniamo a Schneier, il cui pezzo va unito al ballonzolante Cory Doctorow. Doctorow è come Schneier una persona famosa nel mondo dei computer, e citando il pezzo du Schneier aggiunge: “Le macchine per il voto sono così notoriamente scadenti da essere un obiettivo molto allettante per la Russia o altri Stati che vogliono influenzare il risultato del 2016 (o semplicemente destabilizzare gli Stati Uniti mettendo in discussione il risultato in una elezione)”. La frase di Doctorow trascura, come Schneier, il fatto che i soggetti con più evidenti interesse e capacità di manipolare le macchine del voto negli USA non sono Paesi stranieri. I candidati presidenziali e loro partiti sono molto più interessati. I candidati e denaro ed interessi che gli stanno dietro, hanno motivazioni più forti e potenti nel cambiare i risultati delle votazioni.
Perché c’è il tentativo orchestrato di accusare preventivamente la Russia di manipolare il voto degli Stati Uniti? E senza alcuna prova che la Russia abbia mai tentato di farlo? Ci sono già piani per tali manipolazioni che abbisognano di un colpevole estero plausibile per occultarli? O c’è una rivoluzione colorata in preparazione per screditare il vincitore delle elezioni? Cory Doctorow vede anche la destabilizzazione quale possibile movente ed esito delle manipolazioni del voto. Già a marzo, John Robb avvertiva su uno scenario del genere per autunno, in cui i risultati delle elezioni sarebbero seriamente messi in dubbio e un conflitto su essi tramutarsi in una guerra civile. Non prevedo tale scenario (per ora). Ma se ampie manipolazioni del voto avvenissero, e fossero attribuite alla Russia, sarebbe possibile più di una guerra civile.Hillary Clinton Freaked OutTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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