Tributo agli eroi internazionalisti caduti in Siria

Ricordando i 13 difensori russi caduti in Siria
Marija Lisitskaja, PolitRussia, 13 luglio 2016 – Fort Russf81cdbcec64294cc372d98e2d6c4c422Nella grandi città e nei piccoli villaggi della Russia vi sono monumenti ai guerrieri internazionalisti caduti. Accettando la morte in terra straniera, sono tornati a casa come simboli di fedeltà al servizio militare… Molti figli e nipoti di questi guerrieri internazionalisti indossano uniformi militari, dimostrando che la successione delle generazioni non è vana. Alcuni sono in Siria oggi a difendere il mondo e il nostro Paese dai terroristi internazionali che vogliono sterminare l’umanità. 13 soldati e ufficiali sono già ritornati dalle missioni siriani, caduti in battaglia contro lo SIIL. Ma non cadono nel dimenticatoio né sono stati abbandonati. La Patria li ricorda e se ne addolora.
Ecco il triste elenco degli eroi caduti in Siria:
Il soldato 19enne Vadim Kostenko, ucciso il 24 ottobre 2015
L’artigliere 27enne Fjodor Zhuravlev, ucciso il 19 novembre 2015
Il pilota comandante 45enne Oleg Peshkov e il fante di Marina 29enne Aleksandr Pozynich, entrambi uccisi il 24 novembre 2015
L’istruttore militare 42enne Ivan Cheremisin, ucciso il 1° febbraio 2016
L’artigliere 25enne Aleksandr Prokhorenko, ucciso il 17 marzo 2016
Il pilota comandante di elicottero 38.enne Andrej Okladnikov e il navigatore Viktor Pankov, entrambi uccisi il 12 aprile 2016
Il marconista 31enne Anton Erygin, ucciso il 7 maggio 2016
L’artigliere 35enne Mikhail Shirokopojas, ucciso il 7 giugno 2016
Il fante di Marina 28enne Andrej Timoshenkov, ucciso il 16 giugno 2016
Le perdite più recenti sono gli istruttori di volo Rjafagat Khabibullin ed Evgenij Dolgin, uccisi l’8 luglio 2016. Il comandante Colonnello Khabibullin aveva 51 anni, mentre il compagno Tenente Evgenij Dolgin ne aveva solo 24.9957042adf4e4cbae5a3179bb1b10865Entrambi laureatisi nella scuola elicotteri, capirono correttamente la missione di combattimento. Volavano su un elicottero Mi-25 quando le unità al suolo chiesero aiuto. I terroristi attaccavano sfondando le difese delle truppe governative. L’equipaggio non ebbe tempo da perdere per pensarci. Il Ministero della Difesa l’ha riferito con un linguaggio essenziale il 12 luglio: “L’attacco terroristico è stato sventato dalle azioni competenti di un equipaggio russo. Dopo aver consumato le munizioni e virando nella direzione opposta, l’elicottero fu abbattuto dai terroristi schiantandosi in una zona controllata dall’Esercito arabo siriano“. Ruslan Khabibullin, figlio del comandante dell’equipaggio, ha seguito le orme del padre, è un militare che ha detto brevemente: “Mio padre è morto da eroe facendo tutto il possibile. Ci ha insegnato ad andare avanti e a rimanere sempre umani. Chiedo ai giovani di guardare all’esempio di mio padre e cercare di essere come lui“. Decine di giovani piloti divenuti “piloti di Dio” hanno compiuto il compito con dignità. Proprio come il compagno di Khabibullin, Evgenij Dolgin.e78d4957cd9cc319164a9a48f5c46ba5Dolgin aveva sempre l’esempio del padre di fronte. Terminò la scuola di volo elicotteri e partecipò alla campagna cecena. I suoi genitori raccontano: “Una volta portai mio figlio piccolo nella cabina di pilotaggio di un elicottero. Da quel momento Evgenij semplicemente s’innamorò dell’elicottero e decise: volerò“. Il ragazzo non ha potuto festeggiare il suo primo anniversario con la sua Katjusha. Si sposarono nell’agosto 2015. Quando l’operazione iniziò in Siria, Katja gli chiese: “Evgenij, hai paura?” Rispose: “Cosa c’è da temere? Questa è la mia professione; so tutto su questo“. Mi chiedo se imparare a compiere grandi imprese possa essere insegnato in modo professionale. Se ci fosse tale corso, Aleksandr Prokhorenko otterrebbe “eccellente”.
1110110Cosa avrà ricordato il tenente negli ultimi momenti di vita, quando era circondato da terroristi e facendo puntare il tiro su se stesso? Forse il vecchio motto cosacco che suo padre gli ha insegnato: “Lascia l’anima a Dio, il cuore alla tua donna, il dovere alla Patria, ma non dare l’onore a nessuno“. O forse pensava al villaggio natale Gorodki nella regione di Orenburg, dove correva da bambino a piedi nudi? O forse alla moglie Katija, cui fu così vicino che nemmeno pensò al fratello e alla sorella? Forse al fratello minore Ivan, che seguendo l’esempio di Aleksandr è entrato nell’Accademia Militare della Difesa Aerea di Smolensk dov’era al secondo anno? Forse a sua madre e suo padre. Non aveva nemmeno contato quanti parassiti terroristi si sarebbe portato via con sé. Non perse tempo. Sapeva solo che ce n’erano molti. Ecco come la Patria ha apprezzato l’ultimo atto di questo ufficiale delle forze operative speciali russe: “Per il coraggio e l’eroismo mostrato durante l’adempimento del dovere, il Tenente Aleksandr Aleksandrovich Porkhorenko riceve così il titolo di eroe della Federazione Russa (postumo)“. Il Sergente Andrej Timoshenkov non ha ricevuto un premio per il suo eroismo, ma molti civili siriani probabilmente lo ricordano nelle loro preghiere, devono la vita a questo ragazzo russo.image (38)Quando l’auto di un kamikaze carica di esplosivo improvvisamente puntò sulla folla che riceveva aiuti umanitari, Andrej probabilmente avrebbe potuto farsi da parte. Dopo tutto, aveva sufficiente addestramento, ma era sulla strada dell’auto e aprì il fuoco con un’arma leggera. Si ebbe una terribile esplosione. Timoshenkov è il secondo caduto della Fanteria di Marina. Il primo fu Aleksandr Pozynich, “Il nostro Puzanych“, come fu gentilmente preso in giro dagli amici stretti. Era sempre il capobanda e l’anima della compagnia.1448527006_1031734Il suo compagno di classe Aleksandr Boshnjak ricorda: “Era un ragazzo sensibile, un maestro dello sport. Abbiamo studiato insieme. Era una persona meravigliosa. Aleksandr capiva tutto molto velocemente; era molto attento. Non riesco nemmeno a credere che non sia più con noi“. Aleksandr Pozynich accorreva per salvare l’equipaggio del bombardiere del pilota Oleg Peshkov, abbattuto dai turchi. Non riuscirono a salvare il pilota del Su-24.
6649321Quando apparvero le notizie sull’aereo abbattuto, Pavel, fratello di Oleg Peshkov, cercò su Internet la conferma. La famiglia non voleva credere alla tragedia. Il fratello ricorda: “Non fu il suo primo viaggio; fu nei punti caldi più di una volta. Sapevo che era il suo lavoro e non ne ero nemmeno preoccupato. Era un asso, buon specialista, e aveva così tante ore di volo e grande anzianità“. Ma nessuna esperienza in combattimento può aiutare da un’inattesa “pugnalata alla schiena”. E questo fu quando Russia e Turchia si contrapposero. La reazione della famiglia del protagonista, quando Ankara suggerì che poteva avanzare una “richiesta” per compensare l’assassinio del pilota, fu prevedile: “Anche se offrono un risarcimento, nessuno l’accetterà. Non è solo umiliante, è orrendo“. Di regola, le brutte notizie viaggiano alla velocità della luce. Un simile senso di dolore e perdita fu sentito in molti luoghi. Dopo tutto, i militari sono nomadi. Sanno bene cos’è la vera amicizia. Ivan Cheremisin, ucciso da ferite mortali nell’attacco coi mortai dei terroristi dello SIIL, sapeva soprattutto come fare amicizia. Fu il terzo guerriero russo a morire in Siria.
1382f777d22615b4c830bbd29ebaf1f3La compagna di classe Olga Vlasenkova ha raccontato: “La morte di Ivan fu dolorosa per tutti gli amici e i conoscenti. Quando lo sapemmo, raccogliemmo amici e compagni di classe per ricordare Ivan, di quanto eravamo amici e di come ci godemmo la vita“. Anche il padre di Ivan Cheremisin era un soldato. Quando fu trasferito nella base presso Irkutsk, Ivan era già al liceo. Mantenne l’amicizia con i ragazzi della piccola città militare per sempre, e anche dopo aver ricevuto il nuovo incarico, trovava sempre tempo per incontrarli. Poco prima di riunirsi di nuovo, gli amici seppero che Ivan non sarebbe più tornato. Il compagno d’armi Viktor Sverdlov conobbe Ivan istruttore militare: “Ivan operò con coscienza, onore e dignità. Potrebbe sembrare pretenzioso, ma fu davvero così“. Il Paese seppe dell’ufficiale di Brjansk Fjodor Zhuravlev solo dal Presidente russo, dato che le sue operazioni negli Spetsnaz erano classificate.
vhJRQsJDMT4A un ricevimento al Cremlino, Vladimir Putin si appellò alle vedove Elena Jurievna Peshkovaja, Valentina Mikhajlovna Chermisinaja, Irina Vladimirovna Pozynich e Julija Igorevna Zhuravlevaja con parole molto umane: “Capisco che per parenti, amici e compagni di Oleg, Ivan, Aleksandr e Fjodor la loro scomparsa sia una perdita irreparabile. Tutti noi apprendiamo quanto successo con dolore personale. Pertanto, ho chiamato i vostri mariti, padri e figli per nome, non da comandante supremo o presidente, ma da cittadino riconoscente della Russia in lutto per questi caduti. I nostri compagni sono rimasti fedeli al loro giuramento e al servizio militare fino alla fine. Ne ricorderemo coraggio e nobiltà da veri uomini e combattenti coraggiosi“. Ogni cittadino e patriota della Russia sottoscrive senza dubbio queste parole, essendo grati ai nostri eroi caduti in Siria per il bene della pace nel mondo e per difendere il Paese dai terroristi internazionali. Queste parole di gratitudine sono rivolte a tutti, senza eccezione. I loro nomi e volti rimarranno per sempre nella storia della Russia e nel cuore dei nostri connazionali. Ricordiamoli tutti.
1Anche Andrej Okladnikov, comandante dell’elicottero Mi-28H “Cacciatore notturno” schiantatosi nei pressi di Homs. (Caduto con il pilota Viktor Pankov).
7f575f1020ea872cf059f7b2f3f1a244E ricordiamo il sergente Mikhajl Shirokopojas mortalmente ferito nella provincia di Aleppo durante un bombardamento del convoglio del Centro russo per la Riconciliazione del conflitto in Siria. I migliori medici tentarono di salvargli la vita nel primo ospedale militare di Mosca NN Burdenko.
a9d39deade973d4e8061c78e3112c7a3Ricordiamo Vadim Kostenko, che provvedeva alla manutenzione degli aeromobili presso la base aerea di Humaymim. Non è morto in battaglia ma in circostanze strane. Ciò non toglie il merito di partecipare all’operazione siriana. Vi si era recato volontario.
754593502918764E il sergente Anton Erygin, un ragazzo divertente di Voronezh, operatore radio ucciso da un subdolo cecchino mentre stendeva una linea nella leggendaria Palmyra.
026e30eadfa85047970192f67a6affb1Il Paese si ricorderà dei suoi eroi, ne sarà orgoglioso e ne piangerà la scomparsa. Ma possiamo stare tranquilli sapendo che i figli prenderanno il posto di chi non è più tornato dalla battaglia. Non mente lamentandosi dei “giovani viziati” e “senza patriottismo”. Il popolo russo tutti i giorni genera e cresce ragazzi pronti a dare la vita per la Patria… Veri eroi. La Russia può essere sicura che fintanto le generazioni più giovani onorano le tradizioni militari dei padri e nonni, la nostra Patria non temerà nessun nemico.

Il 1 agosto un elicottero russo in missione umanitaria veniva abbattuto dai terroristi presso Idlib, che uccidevano i cinque membri dell'equipaggio.

Il 1° agosto un elicottero russo in missione umanitaria veniva abbattuto presso Idlib dai terroristi, che uccidevano i cinque membri dell’equipaggio.

Roman Pavlov e Aleksandr Shorokhov

Roman Pavlov e Aleksandr Shorokhov

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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