Nippon Kaigi: il culto occulto che vuole dirigere il Giappone

Jake Adelstein, Fascinant JaponAbe_i_OkabeLa Nippon Kaigi è un piccolo movimento cultista che comprende alcune delle persone più potenti del Paese che mirano a ripristinare la “gloria” del Giappone imperiale di prima la seconda guerra mondiale. Nella terra del Sol Levante, un culto scintoista conservatore fondato nel 1970, che vede tra i suoi membri il Primo ministro giapponese Shinzo Abe e molti altri del suo gabinetto, è stato finalmente portato alla ribalta. Il gruppo si chiama Nippon Kaigi (Conferenza del Giappone) ed è guidato da Tadae Takubo, ex-giornalista divenuto analista politico. Ha solo 38000 membri, ma da club esclusivo, o setta, esercita un’enorme influenza politica. In generale, lo Shintoismo è una religione politeista nativa e animistica del Giappone. Lo shintoismo di Stato, nel frattempo, fu imposto prima e durante la Seconda guerra mondiale, elevando l’imperatore allo status divino e insistendo sul fatto che i giapponesi erano una razza divina, la Yamato, e le altre razze ben inteso da considerare inferiori. La Nippon Kaigi fu fondata nel 1970 da un gruppo progressista shintoita noto come Seicho No Ie. Nel 1974, una sezione uscì dal gruppo fondendosi con il Nippon o Mamoru Kai, un’organizzazione per la rinascita del patriottismo che sosteneva lo shintosimo di Stato e il ritorno al culto imperiale. Il gruppo attuale fu ufficialmente costituito nel maggio 1997, quando Nippon o Mamoru Kai e un gruppo d’intellettuali di destra unirono le forze. Gli obiettivi del culto sono l’abolizione della costituzione pacifista del Giappone, la fine della parità di genere, l’espulsione degli stranieri, la cancellazione delle fastidiose leggi sui “diritti umani” e il ritorno del Giappone alla gloria imperiale. Con le elezioni parlamentari del Giappone del 10 luglio, il culto ha ora la possibilità di dominare completamente la politica giapponese. Se la coalizione di governo vince abbastanza seggi, si apre la via alla modifica della Costituzione del Giappone, sacra e inviolabile dal 1947. In effetti, per il Giappone, queste elezioni saranno una sorta di Brexit: se il Paese prosegue come democrazia o letteralmente torna indietro, al periodo Meiji, quando l’imperatore regnava e la libertà di espressione era subordinata agli interessi dello Stato. L’influenza della Nippon Kaigi può essere difficile da comprendere per uno straniero, ma immaginate se “il futuro presidente del mondo” Donald Trump appartenesse a un gruppo della destra evangelica, chiamiamola “Conferenza degli Stati Uniti”, che auspica il ritorno alla monarchia, l’espulsione degli immigrati, la revoca del parità di diritti alle donne, le restrizioni alla libertà di espressione e la maggior parte dei politici nominati appartenga allo stesso gruppo. Sembra incredibile… In ogni caso, preoccuperebbe molta gente. Questo è l’equivalente di ciò che è già accaduto in Giappone con il Primo ministro Shinzo Abe e il suo gabinetto.
1025775685 Abe è un politico di terza generazione essendo il nipote di Nobusuke Kishi, il ministro delle Munizioni giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu imprigionato da sospetto criminale di guerra di classe A nel 1945 (ma non fu mai processato dal tribunale di Tokyo), prima di diventare primo ministro nel 1950. Abe è un vero nazionalista e revisionista, fu anche Primo ministro nel 2006-2007 prima di dimettersi bruscamente. I suoi legami con l’organizzazione Nippon Kaigi risalgono agli anni ’90. Come gli altri membri del culto imperiale, Abe ha detto che la revisione della Costituzione è il suo obiettivo principale. In un’intervista alla Nikkei Asian Review del febbraio 2014 Abe disse: “Il mio partito, il Partito LiberalDemocratico (LDP), sostiene il cambio della nostra costituzione sin dagli inizi, quasi 60 anni fa“. Così ora Abe e il suo partito, come le fazioni estremiste, sono sulla buona strada per raggiungere tale obiettivo. Il Parlamento giapponese, noto anche come Dieta, è costituito da una Camera superiore e una inferiore. La sezione 96 della Costituzione stabilisce che modifiche possono essere apportate alla Costituzione se approvate dalla maggioranza qualificata dei due terzi di entrambe le camere della dieta o con la maggioranza semplice in un referendum. Allo stato attuale, l’LDP e i suoi partner della coalizione hanno solo una maggioranza dei due terzi nella camera bassa e una semplice nella alta. Sperano di avere la maggioranza dei due terzi della Camera alta, dopo le elezioni di luglio. L’Asahi Shimbun e la stampa indipendente giapponese hanno chiamato la campagna di quest’anno “elezioni dagli scopi occulti”. I media locali hanno riferito che l’LDP e i suoi partner politici avevano indicato ai candidati di evitare di menzionare la revisione costituzionale nei loro discorsi. La posizione ufficiale della coalizione di governo è parlare solo di un argomento: l’abenomics. Ma l’abenomics cos’è?
L’abenomics è la politica economica che il Primo Ministro Abe promise di attuare nel 2012. Si basa sulle “tre frecce” dello stimolo fiscale, dell’allentamento monetario e delle riforme strutturali. Doveva rivitalizzare la stagnante economia giapponese. La terza “freccia” non fu scoccata, ma il 20 giugno il Fondo Monetario Internazionale ha sostanzialmente detto che l’abenomics è un fallimento suggerendo al Giappone di aumentare i salari. Il partito al potere si è concentrato nei discorsi su economia e speranza che infine l’abenomics cammini, mentre i partiti di opposizione, riuniti dal Partito democratico del Giappone (DPJ), presentavano un unico candidato in zone del Giappone dove avevano buone possibilità di vincere, sottolineando l’importanza di bloccare la revisione costituzionale. Il leader del DPJ, Katsuya Okada, avvertiva, “sotto l’amministrazione Abe i diritti fondamentali come libertà di espressione e diritto al libero accesso alle informazioni (riguardo il governo) sono minacciati… il pacifismo sancito dalla costituzione sarà distrutto“. La pressione interna all’LDP per rimuovere qualsiasi menzione alla revisione costituzionale è comprensibile, dice Koichi Nakano, professore ed esperto di politica giapponese della Sophia University.L’abenomics è semplicemente un modo per presentare il nazionalismo di Abe come qualcosa di attraente per farlo mantenere al potere“, ha detto Nakano, osservando che l’opinione pubblica si oppone in gran parte alla revisione della Costituzione. “Dal 2012, Abe usa la stessa tattica delle due precedenti elezioni, insistendo che il voto riguarda solo l’economia e, una volta che le elezioni sono passate, attua il vero piano. L’ha fatto con l’adozione delle leggi sui segreti di Stato, e poi con le leggi sulla sicurezza nel 2015 dopo le elezioni anticipate nel dicembre 2014, che avevano suscitato una forte opposizione. Segue probabilmente il consiglio del viceprimo ministro che aveva già notato che l’LDP dovrebbe imparare dai nazisti su come cambiare agevolmente la Costituzione“. La costituzione proposta dall’LDP, fortemente influenzata dai membri della Nippon Kaigi, secondo le indagini della Asahi Shimbun e altri media, abolisce l’articolo 9 che vieta al Giappone di ricorrere alla guerra come mezzo per risolvere i conflitti internazionali. Inoltre limita fortemente la libertà di espressione e toglie il diritto di parlare su questioni “contrarie al pubblico interesse”. Possiamo ovviamente dare per scontato che sarà il governo a decidere ciò che è “interesse pubblico”. Verrebbero anche eliminate le parole “diritti fondamentali” dalle sezioni chiave della Costituzione, secondo gli esperti costituzionali. L’LDP ha sostenuto che la revisione è necessaria per un Giappone moderno che deve affrontare la minaccia della Cina e liberarsi “dal regime del dopoguerra“.

Katsuya Okada

Katsuya Okada

nippon-kaigi-no-kenkyuL’ideologia del Primo Ministro Abe e del suo gabinetto era poco seguita dai media ufficiali giapponesi fino a maggio. Tutto è cambiato con la pubblicazione a sorpresa del best seller Nippon Kaigi No Kenkyu (Indagine sulla Conferenza del Giappone) del giornalista Tamotsu Sugano, il 30 aprile. L’esperto costituzionale Setsu Kobayashi, che è anche ex-membro della Nippon Kaigi, ha detto che il gruppo “ha difficoltà ad accettare la realtà che il Giappone abbia perso la guerra” e che vuole ripristinare la costituzione Meiji, osservando che alcuni membri sono discendenti di persone responsabili della guerra. Kobayashi è stato così attaccato dai suoi ex-soci, che a maggio ha fondato il nuovo partito Kokumin-Ikari no Koe (Voce arrabbiata dei cittadini), per promuovere e proteggere i diritti costituzionali. Nonostante il numero limitato di membri della Nippon Kaigi, la metà del gabinetto Abe appartiene all’Associazione Nazionale Legislatori Amici della Nippon Kaigi, un ramo del gruppo politico. Il Primo ministro Abe ne è il Consigliere speciale. L’ex ministro della Difesa, Yuriko Koike, che concorre alla carica di governatore di Tokyo, è un altro membro di spicco. Il Sankei Shinbun e altri hanno riferito che la Nippon Kaigi fece pressioni, il 28 aprile, sull’editore Fusosha per impedire la pubblicazione del libro. La lettera di protesta fu sorprendentemente inviata al direttore non dal presidente Tadae Takubo, ma dal segretario generale del gruppo Yuzo Kabushima. Kabushima è un adoratore dell’imperatore ed era un membro chiave del movimento studentesco Seicho No Ie. Sugano dice nel suo libro che Kabushima è la persona che realmente guida l’organizzazione. Nonostante il tono minaccioso della lettera, l’editore non sospese la pubblicazione. La prima edizione del libro ebbe solo 8000 copie. Ora è alla quarta edizione con oltre 126000 copie vendute. Cinque altri libri sono stati pubblicati in relazione e riviste appaiono con in prima pagina storie sull’argomento. Improvvisamente, la Nippon Kaigi è divenuta molto visibile.
Sugano è sorpreso e sollevato che la Nippon Kaigi e la sua influenza sulla politica nazionale, infine, ricevano attenzione. Lui stesso è un conservatore, laureato in scienze politiche all’Università del Texas. Mentre viveva in Texas, notò come il movimento cristiano evangelico costruisse la propria influenza politica vedendovi un parallelo nei metodi della Nippon Kaigi. Sugano era ancora un “Salaryman” quando seppe dell’esistenza della Nippon Kaigi. Nel 2008 Sugano ricorda il cambio di atmosfera per le strade. “I nerd cominciavano a parlare“, ha detto. Le proteste di gruppi come lo Zaitokukai e l’odio contro gli stranieri divenne più evidente, vidi l’escalation delle loro attività ogni giorno. Trovavo tale inondazione di odio preoccupante e m’infiltrai nelle loro proteste e a documentarle. Per capire la motivazione di membri e sostenitori spulciai le pubblicazioni conservatrici cui spesso facevano riferimento nei commenti on-line. Gli autori di tali pubblicazioni m’incuriosivano. Molti erano esperti del campo, giornalisti, accademici, ma scrivevano di argomenti estranei alle loro competenze. Poi mi resi conto che tutti sembravano aderire alla stessa organizzazione. Ciò mi fece scoprire il meraviglioso mondo della revisionista Nippon Kaigi. Sottolineò che la Nippon Kaigi utilizza i Neto Uyo (estremisti di destra che trolleggiano in rete chi scrive negativamente del Giappone), intellettuali, politici e altri sostenitori sui media mainstream per influenzare notevolmente politica ed opinione pubblica. Una diretta conseguenza fu il restauro da parte del governo giapponese del calendario imperiale vietato dalle forze di occupazione degli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale. E’ il 2016 in occidente, ma nel calendario imperiale, che si basa sull’imperatore regnante, è l’anno 28 dell’era Heisei. Il sistema è così complicato che molti giornalisti in Giappone si portano sempre con sé una tabella di corrispondenza tra i due calendari. Sugano attribuisce alla Nippon Kaigi anche alla resurrezione politica del Primo ministro Shinzo Abe, la cui carriera politica era considerata finita dopo le brusche dimissioni da premier nel 2007. Ritiene inoltre che uno dei loro obiettivi sia cambiare radicalmente le parti della Costituzione che definiscono matrimonio e diritti delle donne, per “fare del Giappone un Paese gradito a vecchi scontrosi, come loro“.

Tadae Takubo

Tadae Takubo

The Daily Beast ha contattato Nippon Kaigi via e-mail, fax e telefono e ha chiesto chiarimenti su quanto è stato scritto sul gruppo e le loro obiezioni al libro di Sugano, ma non ha ricevuto risposta.
Mentre molti libri e articoli pubblicati di recente danno l’immagine di un’organizzazione machiavellica che ha aggirato la legge per evitare di essere classificata gruppo politico, Sugano crede che siano per lo più reazionari senza una chiara idea di cosa fare una volta raggiunti i loro obiettivi. “Hanno lavorato costantemente e discretamente con politici locali e lobby politiche per opporsi a cose come la parità di genere, il riconoscimento dei crimini di guerra e delle donne di conforto (schiave sessuali durante la Seconda Guerra Mondiale), le donne che usano il loro nome da nubile dopo il matrimonio, ecc. Sono anti-questo e anti-quello ma non hanno alcuna visione“. Altri ricercatori hanno notato le posizioni del gruppo contro la parità di genere, ma sottolineano che il Primo ministro Abe sembra essere sincero sul tema della promozione delle donne sul posto di lavoro e che il gruppo ha anche donne deputate nei suoi ranghi. Sugano non ne è sorpreso. “Il Primo ministro Abe parla molto di Womenomics (affermare il ruolo della donna nel mondo degli affari), ma è blabla. È come un razzista del Texas che dice: “Ho un amico nero, quindi non sono razzista”. Il fatto che ci siano delle donne in politica sostenute dal gruppo rientra nella stessa logica. Ci sono sempre minoranze nella minoranza che considerano la discriminazione accettabile“. Il professor Jeff Kingston, storico del Giappone moderno, ha osservato che sebbene Abe abbia detto tutte le cose che deve dire, di nascosto ha ridotto la percentuale di donne nelle posizioni dirigenti dal 30 al 15%, e in pratica le sue scarne azioni sono solo “un cenno alla realtà patriarcale che dimostra come la Womenomics di Abe sia una farsa“. Sugano insiste dicendo che le “realtà patriarcale” del Giappone è una delle ragioni dell’autocensura dei media sotto l’amministrazione Abe e il motivo per cui hanno a lungo evitato di fare riferimento alla Nippon Kaigi. Sostiene che i media tradizionali giapponesi sono gestiti da vecchi misogini le cui opinioni si allineano alle idee sessiste della Nippon Kaigi, ed essendo d’accordo con i loro principi, non hanno alcun motivo per fare luce sull’organizzazione reazionaria. “Non è autocensura. È omertà“, ha detto. L’atteggiamento sprezzante della Nippon Kaigi contro donne e bambini spiega anche l’ovvia opposizione alla Convenzione internazionale dei diritti dei bambini delle Nazioni Unite (CRC). Hideaki Kase, membro di spicco della Nippon Kaigi e prolifico scrittore revisionista, è anche il presidente dell’associazione per le punizioni corporali del Giappone, che sostiene che picchiare “giudiziosamente” i bambini sia un modo per educarli e renderli forti. Se si chiede il motivo per cui le elezioni del 10 luglio erano importanti, Sugano dice che “LDP, Abe e Nippon Kaigi hanno lo stesso scopo. Ciò mi fa terribilmente temere che non siano mai stati più vicini a realizzare i loro sogni: modificare la Costituzione per portare il Paese sotto una società feudale militarista in cui le donne, i bambini, i giovani e gli stranieri, tra cui i giapponesi di origine coreana, non abbiano diritti. Ne avranno uno solo: di tenere chiusa la bocca“.japan-1(Dopo le elezioni del 10 luglio 2016, Shinzo Abe e i suoi alleati hanno la maggioranza dei due terzi nella Camera bassa e nella Camera alta per modificare la Costituzione giapponese).

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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