L’Iran è ancora il bersaglio delle intelligence occidentali

Gilles Munier France-Irak Actualité 2 agosto 2016IRAN-VS-KSA-768x506Il 14 luglio 2015, a Vienna, l’Iran e il gruppo P5+1 (Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina e Germania) firmavano l’accordo nucleare che concludeva, almeno sulla carta, l’embargo sul Paese. Ma non solo gli statunitensi sono riluttanti ad applicarlo, ma cercano ancora di rovesciare il regime islamico con il sostegno degli alleati occidentali e locali, Israele e Arabia Saudita, mirando alla partizione del Paese. Alcuni mesi prima l’ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema della rivoluzione islamica dell’Iran, riceveva le famiglie delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche cadute in Siria e Iraq, dicendogli che i loro figli avevano dato la vita per proteggere i luoghi santi sciiti le popolazioni di questi Paesi dalla distruzione e permettere all’Iran di non dover combattere lo stesso nemico domani “a Kermanshah, Hamadan e altre province”. La prima minaccia alla sicurezza dell’Iran è lo Stato islamico, naturalmente, ma anche le organizzazioni locali jihadiste e/o separatiste attive principalmente nelle regioni di confine.

Masud Rajavi

Masud Rajavi

Minacce jihadiste e separatiste
Nelle ultime settimane, gli scontri violenti tra il Corpo del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) e gruppi armati in Kurdistan, Sistan-Baluchistan, Azerbaijan orientale e Khuzistan (Ahwaz)
– Da quando Masud Barzani ha deciso a marzo di rilanciare il separatismo curdo, accantonato in Iran dal 1996, i peshmerga del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (PDK-I) guidato da Mustafa Hijri cercano di occupare zone montuose e città al confine con l’Iraq. La tensione è tale che il Generale Pakpour, comandante delle forze di terra dell’IRGC, ha minacciato di intervenire militarmente nel Kurdistan iracheno, se non viene dato l’ordine di ritirare i combattenti. Dato che Barzani non s’imbarcava in tale avventura senza le assicurazioni di CIA e Mossad, la situazione può degenerare solo. Tanto più che secondo l’agenzia Stratfor, chiamata CIA-bis, Mustafa Hijri ora vuole riunire tutte le organizzazioni separatiste iraniane nel “Congresso delle nazionalità per un Iran federale”…
– Il 20 giugno, l’Ammiraglio Ali Shamkhani, Segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, rivelava che i servizi avevano sventato “una delle più significative trame terroristiche” ordite da organizzazioni jihadiste che “pianificavano attentati suicidi a Teheran”. Inaudito!
– Il 22 giugno, sei separatisti del GAMO (South Azerbaijan National Army) arrestati nell’Azerbaijan iraniano erano in possesso di “documenti sensibili e informazioni per una potenza straniera“.
– Il 23 giugno, diverse squadre di sabotatori furono arrestate nella provincia petrolifera del Khuzestan, del Movimento di liberazione araba dell’Ahwaz (ASMLA) che vuole l’indipendenza.
– Il 10 luglio, un commando del Partito del Libero Kurdistan (PJAK), legato al PKK turco, feriva un deputato e un prefetto iraniani in un agguato nella provincia di Kermanshah, uccidendo il loro autista.
– 21 luglio 40 persone che si preparano ad attaccare due “importanti centri militari e della sicurezza di Khash” nella provincia del Sistan-Baluchistan, venivano arrestati. Tali ribelli appartenevano al Jaysh al-Adl (Esercito della Giustizia), gruppo armato sunnita baluchi nato dal Jundallah (Esercito di Dio) in gran parte sciolta dopo l’arresto e l’impiccagione del suo capo Adel Malek Rigi, il 20 giugno 2010. Secondo diversi media occidentali, il Jundallah era finanziato anche dal Mossad, che per non turbare gli interlocutori islamici, faceva passare i suoi agenti per… membri della CIA!

Turqi al-Faysal al-Saud

Turqi al-Faysal al-Saud

Il “fu” Masud Rajavi…
Il 9 luglio, al raduno annuale dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo (OMPI), gruppo di opposizione iraniano, oggi vicino a neocon statunitensi e ad Israele, il principe saudita Turqi al-Faysal, ex-capo dei servizi segreti ed ex-ambasciatore a Washington, gettava il sasso nello stagno dichiarando che Masud Rajavi, fondatore dell’OMPI, era morto. Immaginate l’imbarazzo di Myriam, l’intraprendente moglie divenuta capo dell’organizzazione dalla scomparsa inspiegabile del marito. Myriam Rajavi doveva negare la morte di Masud Rajavi e dimostrare che è vivo… o confermarne la morte e, in questo caso, dire in quali circostanze era morto e perché non l’aveva annunciato. C’è qualche “malefatte” da nascondere? Ne dipende la “legittimità” della dirigente. Detto ciòp, tutti hanno capito che l’OMPI è ufficialmente supportato dai saudita, già un segreto di Pulcinella.

Verso un remake della guerra Iran-Iraq?
L’attuale recrudescenza delle attività sovversive in Iran ricorda il 2007, quando George W. Bush e Dick Cheney puntavano a rovesciare il regime iraniano con bombardamenti preceduti da attentati etnico-religiosi. Al momento, il piano fu fermato senza riguardo per la vita dei terroristi che ci credevano… e Mahmud Ahmadinejad fu rieletto due anni dopo trionfante. Gli attentati di cui l’Iran è vittima prefigurano l’inizio di un nuovo conflitto arabo-persiana? L'”Alleanza islamica contro il terrorismo” è stata creata per tale scopo? Chi ha sentito il principe Turqi all’Accademia internazionale diplomatica a gennaio, si sarebbe stupito dell’omaggio che fece al cristiano ortodosso Michel Aflaq “grande pensatore dell’arabismo”, fondatore del partito Baath, omettendo, forse deliberatamente, di riferire che si era convertito “clandestinamente” al sunnismo verso la fine della sua vita.death-of-Massoud-Rajavi-artwork-by-SharghTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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