Sparatoria in Crimea: FSB contro sabotatori ucraini

L’intercettazione dell’FSB di gruppi di sabotaggio ucraini che tentavano d’infiltrarsi in Crimea aumenta le tensioni
Alexander Mercouris, The Duran 11 agosto 2016
1517470_10152135350076181_837062290_nChiunque segua le notizie sull’Ucraina degli ultimi giorni saprà dei movimenti di truppe russe in Crimea, di uno scontro tra le forze di sicurezza russe e presunti infiltrati ucraini che ha causato dei morti, e delle accuse che gruppi di sabotaggio ucraini avevano tentato d’infiltrarsi nella penisola. Il 10 agosto 2016 c’era la conferma dell’incidente dall’agenzia del controspionaggio e antiterrorismo della Russia, l’FSB (dichiarazione completa allegata sotto), che riferiva di diversi incidenti tra tre gruppi di sabotaggio ucraini collegati alla Prima Direzione d’Intelligence del Ministero della Difesa dell’Ucraina, e operatori dell’FSB e tra Esercito russo e militari ucraini al confine, e della morte di un operativo dell’FSB e di un soldato russo nelle sparatorie. Altri rapporti parlano della morte di almeno due infiltrati ucraini e della cattura di molti altri, cosa che però l’FSB non conferma. Il rapporto dell’FSB tuttavia parla di una ventina di ordigni esplosivi con più di 40 chili di TNT, munizioni, fusibili, mine antiuomo e magnetiche, granate e armi speciali delle forze armate ucraine, rinvenuti in uno dei luoghi dell’incidente. Il rapporto dell’FSB dice anche che diversi cittadini ucraini e russi appartenenti ad una rete di spie operante in Crimea sono stati arrestati con l’accusa di aiutare i sabotatori. L’FSB ha indicato il capobanda in Evgenij Panov, residente della regione di Zaporozhe in Ucraina, classe 1977, che l’FSB dice sia un dipendente della Prima Direzione d’Intelligence del ministero della Difesa ucraino. Presumibilmente lavorava in Crimea da tempo sotto copertura. L’FSB dice che l’ha arrestato e che “fornisce prove”. L’FSB non ha specificato gli obiettivi dei sabotatori, dicendo che erano “infrastrutture vitali e cruciali della penisola”. Alcuni media russi hanno suggerito che l’intenzione era creare incidenti “false flag” per mettere le comunità di tartari e russi di Crimea l’una contro l’altra. Il riferimento alle “infrastrutture vitali della penisola”, tuttavia, non lo supporta. Piuttosto suggerisce un tentativo d’interrompere le forniture energetiche ed, eventualmente, gli impianti di trattamento delle acque, al culmine della stagione turistica della Crimea e alla vigilia delle elezioni. Gli ucraini da parte loro negano tutto, sostenendo che l’incidente è un’invenzione dai russi. I media occidentali, prevedibilmente, sostengono le pretese ucraine con speculazioni selvagge che i russi abbiano fabbricato l’incidente per giustificare l’invasione dell’Ucraina durante i Giochi Olimpici. Mentre la verità su tale incidente sarà nota tra tempo, se e quando gente come Panov sarà processata, non vi è alcuna ragione di dubitare delle affermazioni russe. I russi non organizzerebbero la morte di uno dei loro agenti dell’FSB e di uno dei loro soldati per creare un incidente come questo, e la relazione della cattura di alcuni sabotatori, e la conferma dell’arresto dei membri della rete di spie creata per sostenerli, confermano le affermazioni russe su tale incidente. Infatti dato che i capi ucraini spesso parlano dell’Ucraina in guerra con la Russia, non è difficile capire perché autorizzino una simile missione di sabotaggio, per interrompere le elezioni che confermano l’integrazione della Crimea alla Russia. Presumibilmente il piano ucraino era sostenere che gli attacchi erano dovuti a cellule della resistenza anti-russa locale, favorendo la finzione di un’opposizione in Crimea all’unificazione con la Russia. È motivo di grave imbarazzo per la dirigenza ucraina e i suoi sostenitori occidentali che non ci sia alcuna prova di tale opposizione. La missione di sabotaggio sembrava volta a “correggere” ciò.
1044197316 Due giorni prima fu riportato di un incontro di Putin con i capi della sicurezza che sembravano essere stati frettolosamente convocati in una località segreta. S’ipotizzava che si discutesse della situazione ad Aleppo. Se Aleppo senza dubbio è stato discussa nella riunione, come indicato dalla presenza del Ministro degli Esteri Lavrov e dal resoconto del Cremlino, ci si riferiva alle prossime riunioni di Putin con i leader stranieri, i cui più importanti erano col presidente Erdogan della Turchia e il Presidente Rouhani dell’Iran con cui il tema della Siria e di Aleppo sarebbe stato certamente discusso, ma nell’incontro tra Putin e i capi della sicurezza senza dubbio si è anche discusso della situazione in Crimea e della missione di sabotaggio ucraina. Potrebbero esservi stati altri scopi nella missione di sabotaggio ucraina volte a creare un quadro d’instabilità in Crimea durante la stagione turistica e le prossime elezioni? Putin nella conferenza stampa congiunta tenuta a Mosca dopo l’incontro con il Presidente Sargsjan dell’Armenia, lo collegava all’attentato ad Igor Plotnitskij, leader della Repubblica Popolare di Lugansk. Se fosse vero, suggerirebbe che il governo di Kiev cercando disperatamente una vittoria sia passato ad assassini e sabotaggi per continuare la lotta contro la Russia e raggiungere obiettivi politici. In alternativa, gli ucraini avrebbero attuato tali operazioni in preparazione dell’offensiva estiva nel Donbas di cui molto si è parlato, ma che non c’è ancora, anche se non è chiaro come le bombe in Crimea sosterrebbero un’offensiva nel Donbas. Ancora un’altra spiegazione è che gli ucraini potrebbero essere allarmati dall’indebolimento del sostegno europeo e avrebbero lanciato l’operazione per aumentare le tensioni, avere sostegno e minare ulteriormente il processo di pace di Minsk II. La spiegazione più probabile a tale azione francamente sconsiderata, che causerà gravi imbarazzi a certi sostenitori europei dell’Ucraina, anche se non sono disposti a dirlo pubblicamente, è il caos del potere e le lotte intestine perenni in Ucraina. Dato il greve romanticismo di molti membri del movimento Maidan, che abitualmente si concedono, è facile vedere come l’operazione di sabotaggio in Crimea e il tentativo di omicidio di Plotnitskij, se in effetti collegati, possano essere stati ideati da persone a Kiev che pensano che il successo di tali operazioni ne aumenterebbe credibilità e popolarità nel movimento di Maidan e quindi la possibilità di avere successo politico in Ucraina. Quali che siano le motivazioni precise alla base di tale incidente, Putin ha chiarito che i russi la prendono molto sul serio. Ha già detto che non ci sarà alcun incontro con Merkel, Hollande e Poroshenko in occasione del prossimo vertice del G20 in Cina. Inoltre, in contrasto a ciò che è successo dopo il processo Savchenko, che agì nel Donbas e quindi nel territorio che i russi continuano a riconoscere ucraino, è prevedibile che i russi siano molto più restii ad accettare scambi di prigionieri con gli operatori ucraini coinvolti in tale missione, accusandoli di effettuare o programmare violenze sul territorio russo.
Ecco il testo della dichiarazione sugli incidenti dell’FSB:
L’FSB ha sventato atti terroristici nella Repubblica di Crimea, preparati dalla Prima Direzione d’Intelligence del ministero della Difesa dell’Ucraina.
L’FSB ha scongiurato atti terroristici nella Repubblica di Crimea in fase di preparazione da parte della Prima Direzione d’Intelligence del Ministero della Difesa dell’Ucraina, che mirava ad alcune infrastrutture di supporto vitali cruciali nella penisola. L’obiettivo era la destabilizzazione della situazione socio-politica nella penisola prima delle elezioni per le istituzioni governative federali e regionali. Le operazioni d’indagine effettuate nella notte del 6/7 agosto 2016 in prossimità della città di Armjansk, Repubblica di Crimea, scoprivano un gruppo di sabotatori. Durante il tentativo di arrestare i terroristi, un agente dell’FSB è stato ucciso dal fuoco nemico. Quanto segue è stato scoperto sulla scena: 20 ordigni esplosivi dalla potenza totale di 40 kg di TNT, munizioni, detonatori speciali, mine antiuomo e magnetiche, granate e armi speciali utilizzate dalle unità per operazioni speciali dalle forze armate ucraine. Le successive misure sul territorio della Repubblica di Crimea eliminavano una rete di agenti della Prima Direzione d’Intelligence delle forze armate ucraine. Cittadini ucraini e russi, impegnati nella preparazione degli attentati, sono stati arrestati e ora confessano. Uno degli organizzatori è Evgenij Aleksandrovich Panov, nato nel 1977, abitante della regione di Zaporozhe in Ucraina, agente della Prima Direzione d’Intelligence del ministero della Difesa dell’Ucraina, che arrestato collabora. Nella notte dell’8 agosto 2016, unità per operazioni speciali del ministero della Difesa dell’Ucraina tentavano altre due infiltrazioni di unità di sabotatori, sventate dalle unità armate dell’FSB ed enti alleati. L’infiltrazione fu coperta dal tiro pesante dalla regione adiacente, anche da veicoli blindati militari ucraini. Un soldato russo è stato ucciso dal tiro. Sulla base delle indagini e dei combattimenti, la Direzione del Reparto Investigativo dell’FSB della Crimea avviava un’indagine penale. Ulteriori misure investigative sono in via di attuazione. Luoghi in cui i turisti si concentrano e riposano e infrastrutture vitali hanno ricevuto ulteriori misure di sicurezza. Un regime di controllo rafforzato delle frontiere è stato introdotto al confine con l’Ucraina“.

Evgenij Panov

Evgenij Panov

Poroshenko si prepara ad attaccare Donbas e Crimea?
Alexander Mercouris, The Duran, 11 agosto 2016

Nonostante la retorica furiosa, appelli in privati alla moderazione dall’occidente saranno probabilmente fatti per impedire la guerra, anche se la situazione resta estremamente pericolosa.

50d1a18b452bc78d291bb1d3852cc93aAll’indomani della sparatoria in Crimea i presidenti di Russia e Ucraina, Vladimir Putin e Petro Poroshenko, si sono incontrati con le rispettive leadership politiche e militari. L’incontro di Putin è stata una riunione plenaria del Consiglio di Sicurezza della Russia, parzialmente e frettolosamente convocato. L’incontro di Poroshenko era col Consiglio di sicurezza nazionale dell’Ucraina, dal nome simile al Consiglio di Sicurezza della Russia ma senza gli stessi poteri, e il cui compito è molto più limitato a questioni di difesa e sicurezza. Poroshenko ha anche messo in allerta l’esercito ucraino nel Donbas e al confine con la Crimea, cercando anche di contattare le leadership di Stati Uniti ed europee per un sostegno. E’ certo che nelle prossime ore le dichiarazioni rituali di sostegno all’Ucraina e critiche ed avvertimenti alla Russia proverranno dai capi di Stati Uniti ed europei. Mettendo da parte la retorica, saranno queste ultime mosse a provocare la guerra tra Russia e Ucraina in Crimea, e tra Ucraina e le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk nel Donbas? Due cose vanno prima dette. Primo, che l’idea che ci sia la pace nel Donbas è un mito. La lotta continua ogni giorno sulla linea di contatto con i militari ucraini che bombardano regolarmente le posizioni delle milizie e la milizia che risponde. Scontri a fuoco avvengono continuamente. All’inizio di luglio l’Ucraina ha ammesso di aver perso 80 soldati nel Donbas in una sola settimana, mentre verso la fine di luglio ha anche ammesso la perduta di 6 soldati in un solo scontro. Secondo, la situazione politica in Ucraina è instabile e l’atmosfera anti-russa è tale che sarebbe sciocco contare su un’Ucraina che dimostri qualche limitazione. La guerra è quindi, purtroppo, una possibilità molto reale. A conti fatti però è dubbio che ci sarà. Il breve riassunto dell’incontro di Putin con il Consiglio di Sicurezza parla solo di “ulteriori misure di sicurezza e protezione delle infrastrutture cruciali in Crimea” e descrive dettagliatamente le “possibili misure antiterrorismo lungo i confini e lo spazio aereo della Crimea“. Ciò suggerisce che i russi pensano solo a misure di sicurezza più rigide in Crimea, e che non hanno alcuna intenzione d’iniziare una guerra. Sarebbe naturalmente coerente con il loro intero approccio da quando il conflitto ucraino è cominciato nel 2014.
L’Ucraina, anche se vi sono senza dubbio persone capaci d’iniziare una guerra, non mostra intenzione di volerla; personalmente dubito che alla fine l’Ucraina faccia il grande passo di andare in guerra. Dietro le dichiarazioni rituali di sostegno ci si aspetta che Stati Uniti ed europei in privato sollecitino l’Ucraina a dar prova di moderazione per due motivi: primo perché qualunque cosa possano fingere in pubblico, sanno che i resoconti russi dell’incidente in Crimea sono veri; e secondo e ben più importante, sanno che in una guerra tra Ucraina e Russia, o anche tra Ucraina e le Repubbliche Popolari del Donbas, l’Ucraina perderebbe. Obama certamente non vuole un’altra sconfitta in Ucraina nel pieno delle presidenziali degli Stati Uniti, soprattutto perché probabilmente farebbe il gioco di Donald Trump, anche se purtroppo lo stesso non si può dire degli psicopatici che sostengono Hillary Clinton, che sembrano anelare al confronto con la Russia con ogni pretesto. Più precisamente è difficile immaginare che Angela Merkel, sempre più criticata in Germania per la politica della porta aperta ai rifugiati ed anti-russa da SPD, CSU e comunità imprenditoriale tedesca, voglia un’altra debacle in Ucraina. In realtà si sospetta che alcuni negli Stati Uniti e in Europa siano privatamente furiosi verso gli ucraini per il loro pasticcio, qualunque cosa debbano dire in pubblico. Quindi, ci si può aspettare che le linee telefoniche tra le capitali occidentali e Kiev siano bollenti per le chiamate urgenti alla moderazione. Nonostante la forza del partito bellicista a Kiev, è dubbio che le autorità ucraine, infine, si sentano abbastanza forti da ignorare tali chiamate. Ci sarebbe sgomento in Europa se succedesse qualcos’altro. Gli europei hanno stupidamente legato la revoca delle sanzioni alla Russia alla piena attuazione degli accordi di Minsk II, nonostante sappiano perfettamente che è Kiev, e non Mosca, a non onorarli. L’intera premessa di tale stupidità era costringere Mosca a cedere. C’è il caso in cui non solo Mosca non faccia alcuna concessione, ma che Putin non vada al prossimo incontro dei Quattro di Normandia, che dovrebbe esaminare i progressi nell’attuazione degli accordi di Minsk II. Data la crescente rabbia pubblica in Europa per le sanzioni, ci sarebbe il panico presso i capi europei se i russi abbandonassero Minsk II, a cui gli europei hanno stupidamente legato le sanzioni, lasciandoli in asso. Proprio come si sospetta che le linee telefoniche tra Kiev e le capitali occidentali siano bollenti per gli inviti alla moderazione, si sospetta che le linee telefoniche tra Mosca e le capitali occidentali siano bollenti per gli appelli urgenti ai russi a modificare e spiegare la nuova linea dura, impegnandosi nuovamente al formato dei Quattro di Normandia. Non sorprenderebbe se in cambio ai russi abbiano assicurazioni che le potenze occidentali agiranno per impedire a Kiev di fare ciò che ha appena cercato di fare in Crimea. Naturalmente, che i russi credano a tali assicurazioni è un altro discorso. Detto ciò, va ripetuto ancora una volta che la situazione rimane estremamente pericolosa. In definitiva ogni decisione spetta a Kiev. Nessuno di buonsenso avrà alcuna fiducia che Kiev faccia la cosa sensata. I prossimi giorni o ore scioglieranno il nodo.crimea-russian-sol_2845317b

Putin: I negoziati di Minsk sono ormai inutili alla luce delle provocazioni in Crimea
Fort Russ, 10 agosto 2016President Vladimir Putin delivers his address on the Crimean referendum on reunification with Russia in the Grand Kremlin Palace in Moscow.Vladimir Putin: “Ciò è molto preoccupante. I nostri servizi di sicurezza hanno impedito la penetrazione di un gruppo sabotaggio-ricognizione del ministero della Difesa dell’Ucraina in Crimea. Naturalmente, tali azioni fanno sì che i colloqui del formato Normandia siano inutili, soprattutto per la prossima riunione in Cina. Perché, a quanto pare, chi ha violentemente preso il potere a Kiev continuando ad usurparlo, non vuole i negoziati. (omissis) Ora, invece di cercare vie per risolvere il conflitto pacificamente, hanno deciso di usare il terrorismo. A tal proposito, non posso evitare di ricordare che consideriamo il recente attentato al capo della Repubblica Popolare di Lugansk come atto di terrorismo, uguale al tentativo di intrufolare sabotatori nel territorio della Crimea. Voglio sottolineare, e penso che i media l’abbiano già riferito, che i russi hanno avuto dei caduti. Due soldati sono stati uccisi. Certamente non basteranno le scuse. Ma vorrei affrontare anche i nostri partner europei e statunitensi. Credo che ormai sia evidente a tutti che le autorità di Kiev non vogliano risolvere i problemi con il negoziato. Ora ricorrono al terrorismo. Questo è molto preoccupante. A prima vista, ciò che abbiamo appena visto in Crimea sembra essere un atto stupido e criminale. E’ stupido, perché è impossibile riconquistare la fiducia della popolazione della Crimea così. Ed è criminale, perché delle persone sono morte. Ma penso che la situazione di fondo sia ancora più allarmante. Perché non c’è nulla da guadagnarci da tali attacchi, tranne distrarre il proprio popolo dall’economia ucraina in rovina, dalla situazione di molti ucraini, unica ragione. Cercare di provocare violenze e conflitti serve a distogliere l’attenzione del pubblico da chi ha preso il potere a Kiev e continua ad usurparlo per derubare il proprio popolo. Giocano con il fuoco per rimanere al potere il più a lungo possibile, e rubare quanto più possibile. Ma i loro tentativi sono falliti, perché i loro compari sono troppo incompetenti. Naturalmente, faremo tutto il possibile per garantire la sicurezza delle infrastrutture e dei cittadini, adottando misure di sicurezza supplementari. E intendo serie misure supplementari, tecniche e non. Ma la cosa più importante è che i governi occidentali che sostengono le autorità di Kiev devono decidere, cosa vogliono? Vogliono che i loro fantocci continuino a provocarci? O invece ancora vogliono un accordo di pace? E se ancora davvero lo vogliono, spero che finalmente prendano misure reali per fare le dovute pressioni sull’attuale governo a Kiev”.Crimea_map_itTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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2 Responses to Sparatoria in Crimea: FSB contro sabotatori ucraini

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