Gli USA esibiscono complicità con il terrorismo

Ziad Fadel, Syrian Perspective 18/9/2016

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Dayr al-Zur, più precisamente jabal al-Thardah ancora presidiato dall’Esercito arabo siriano, non grazie all’eccezionale talento statunitense nei casini o nel tradimento. Ieri, l’United States Air Force faceva decollare dall’Habaniya AB in Iraq 2 F-16 e 2 A-10 Thunderbolt verso la Siria, e senza permesso entravano nello spazio aereo siriano, senza nemmeno avvertire il governo di Damasco che avrebbe chiesto agli statunitensi: Qual’è il vostro bersaglio, a cui avrebbero risposto: “i terroristi dello SIIL sul jabal al-Tharda”, e a cui il governo siriano avrebbe potuto rispondere: “No. Non fatelo. Il nostro esercito è su quella montagna“. Un casino che avrebbe potuto essere evitato e 62 soldati siriani sarebbero ancora vivi… non dimentichiamolo. Gli statunitensi hanno questa propensione ad auto-esaltarsi, nella loro mentalità da cowboy, come il “know-how americano” o l'”olio di gomito americano”, rimanendo bloccati in Vietnam, per esempio, o commettendo stragi; con gli Stati Uniti che giustificano sempre le proprie tendenze genocide insistendo sulla “guerra buona”. Va capito, gli Stati Uniti uccidono centinaia di migliaia di persone quando i vecchi a Washington hanno la convinzione di promuovere giustizia, democrazia e modello statunitense massacrando masse di civili finché il loro complesso militare industriale glielo permette. I loro soldati sono sepolti con tutta la pompa e la circostanza annessa come morti per la causa dello stragismo; mentre ai civili inermi cui tolgono la vita promettono amicizia e amore. Non si creda per un secondo che l’attacco all’EAS sul jabal al-Tharda sia stato un errore. Non si creda per un minuto che l’esercito statunitense non sapesse che l’EAS era sulla montagna. Avrebbero potuto informarsi leggendo SyrPer! E non si creda nemmeno per un nanosecondo che i piloti statunitensi non distinguano i soldati dell’Esercito arabo siriano dai ratti terroristici dello SIIL. E cosa facevano gli statunitensi a Dayr al-Zur, comunque? Aiutavano l’Esercito arabo siriano? Samantha Powers, l’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, s’è dedicata alle solite menzogne tentando di nascondere l’ennesimo atto di pura malvagità. Naturalmente gli statunitensi esprimono rammarico e indagini sul caos che hanno creato. Ma sono vere scuse? O sono solo perfidia ed infamia che preparano la prossima fase dell’intrusione statunitense nella vita dei siriani?
Un messaggio per Putin e Assad da SyrPer: “Siamo stanchi di trattare con gli Stati Uniti. Statunitensi, turchi, sionisti, sauditi vogliono lo scontro. Sono il nemico e non possono essere alleati in alcuna guerra al terrorismo, perché sono super-terroristi. Senza sauditi e statunitensi, il terrorismo in Siria sarebbe finito in un mese, al massimo. Smettetela di trattare con gli Stati Uniti, non è possibile. E’ un Paese dominato dal sionismo e fintanto che non vi sarà resistenza a tale movimento infernale le cui radici sono in Europa orientale, non si può contare su nessuno dei nemici citati. Putin lo saprà. Perché gioca sempre la carta del legalismo, quando non ha ottenuto nulla? Finiamola con la stupidità una volta per tutte. Vendete le proprietà siriane nel DC, Wyoming NW e Kalorama Drive. Fatela finita con tale problema, per sempre. Non bisogna mai avere relazioni diplomatiche con Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Arabia Saudita e Turchia. Non esistono! È il minimo che si può fare per onorare i soldati morti su al-Thardah“.
L’assalto statunitense è avvenuto intorno alle 17:00 del 17 settembre 2016 (ora di Damasco). Era inquietante come gli avvoltoi dello SIIL ne abbiano approfittato coordinando il proprio attacco su checkpoint e avamposti sul monte dell’Esercito arabo siriano, occupandoli brevemente. Non sembravano mettere in discussione per un momento ciò che accadeva e hanno agito sapendo che gli USA gli fornivano l’opportunità. Tale evento difficilmente può passare per un errore, miei lettori. Ma l’infuriato Esercito arabo siriano, con l’aiuto delle milizie tribali shaytat e dei PDC e il supporto aereo tenace e feroce di SAAF e RVVS, ripristinava rapidamente il controllo sul jabal al-Thardah, eliminando almeno 100 sporchi terroristi e distruggendo 10 autoveicoli, di cui 6 tecniche armate con cannoni da 23mm. Le forze aeree continuano gli attacchi su tutta l’area di al-Tharda, Panorama e al-Urfi, durante cui un MiG-23 siriano si è schiantato dopo esser stato danneggiato dal tiro dello SIIL. Il pilota rimasto ferito da un proiettile di una Dochka non poté eiettarsi, morendo nell’impatto del velivolo. Non è stato identificato prima di avvisarne la famiglia. Riposi in Pace assieme alle 62 vittime siriane del casinista e omicida esercito statunitense.01042016Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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