Qasim Sulaymani: l”architetto’ iraniano delle operazioni russe in Siria

Maria Baranova, Gazeta, 5 ottobre 2016 – RBTH

Qasim Sulaymani è un molto influente generale iraniano che ha avuto un ruolo chiave nel convincere il Cremlino a lanciare l’operazione militare in Siria un anno fa. Ma chi è esattamente Sulaymani e fino a che punto arriva la sua influenza?13047902Dopo che gli aerei russi furono dispiegati in Siria permanentemente, nel 2015, iniziando a colpire i gruppi terroristici, Reuters riferì che uno dei principali “architetti” dell’operazione era il generale iraniano Qasim Sulaymani, comandante delle unità speciali della Forza al-Quds della Guardia Rivoluzionaria iraniana. Secondo l’agenzia fu Sulaymani che descrisse lo scenario delle operazioni in Siria alla leadership militare a Mosca delineando le possibilità d’influenzare la situazione. Durante la prima presunta visita nella capitale russa (24-26 luglio 2015), Sulaymani avrebbe incontrato il Presidente Vladimir Putin e il Ministro della Difesa Sergej Shojgu. “Sulaymani mise la mappa della Siria sul tavolo. I russi erano molto allarmati e sapevano che le cose prendevano una brutta piega, con seri pericoli per il regime“, dice l’articolo. “Gli iraniani assicurarono che c’era ancora la possibilità di riprendere l’iniziativa. Al momento Sulaymani ebbe un ruolo garantendo che non tutto era perduto“. Insomma, Sulaymani avrebbe fatto quattro viaggi a Mosca, a fine luglio, inizio agosto e dicembre 2015, e a metà aprile 2016. Una fonte conferma a Gazeta.ru che Sulaymani fu nella capitale russa in diverse occasioni, nell’inverno 2015-2016. “Qasim è attendibile, e i rifornimenti di armi vengono discussi con lui“, diceva la fonte. Sulaymani discusse dell’operazione siriana con i colleghi russi già nel 2013, ma la destabilizzazione dell’Ucraina rallentò le consultazioni per due anni. In risposta alle domande dei giornalisti, l’addetto stampa presidenziale Dmitrij Peskov negò che Putin avesse incontrato Sulaymani, sostenendo che non aveva alcuna informazione se il generale avesse visitato Mosca.

Uomo internazionale del mistero
Il nome di Qasim Sulaymani appare sulla lista nera delle 15 figure militari e politiche iraniane delle Nazioni Unite a cui è vietato lasciare il Paese per i legami nello sviluppo del programma nucleare. Sulaymani e la Forza al-Quds sono anche oggetto di sanzioni unilaterali degli Stati Uniti, che classificano la Forza al-Quds organizzazione che aiuta il terrorismo, e Sulaymani un terrorista. Il generale è noto come l’organizzatore di operazioni di sabotaggio e d’intelligence che ha creato una vasta rete di agenti con il supporto delle comunità sciite nella regione. “Sulaymani è il più potente operativo del Medio Oriente e nessuno ne ha mai sentito parlare“, disse John Maguire, ex-agente della CIA in Iraq, alla rivista New Yorker, nel 2013.

Un militare non professionista
Qasim Sulaymani salì la scala sociale grazie alla rivoluzione islamica del 1979 che rovesciò il regime dello Shah in Iran. Nato in una povera famiglia di contadini nel piccolo villaggio di montagna di Rabor, nella provincia orientale di Kerman, lasciò la scuola dopo cinque anni e fino alla rivoluzione fu un manovale. Il giovane Sulaymani sostenne con forza le idee della rivoluzione. Nei primi giorni aderì al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), divenuto successivamente un’unità d’élite direttamente dipendente dal leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei. L’IRGC ebbe un ruolo chiave nella guerra Iran-Iraq del 1980-1988, e Sulaymani partecipò alla preparazione delle operazioni dell’unità. Fu allora che pose le basi per la futura rete di agenti, contattando i leader dei curdi iracheni e l’organizzazione sciita Badr che combatteva l’allora presidente iracheno Sadam Husayn.

Vincitore di Sadam e Washington
Sulaymani divenne il comandante della Forza al-Quds nel 1998. L’unità coordina e dirige le attività della rete sciita “rivoluzionaria” che si oppone agli alleati degli Stati Uniti nella regione, tra cui Arabia Saudita e Bahrayn. L’unità svolse un ruolo importante nel rovesciamento del regime del dittatore Sadam Husayn in Iraq. Sulaymani personalmente guidò i combattenti iracheni e stabilì i rapporti con la maggioranza dei partiti ed organizzazioni; all’epoca era considerato il vero padrone dell’Iraq. Dopo la caduta del regime di Husayn, Sulaymani già influenzava le maggiori figure politiche dell’Iraq. Col tempo, una rete di alleanze regionale fu formata sotto la guida del generale iraniano.

Sulaymani contro il ‘califfato’
Quando le città irachene, una dopo l’altra, caddero nelle mani dello Stato islamico, la rete di Sulaymani rispose immediatamente. Per l’Iran, la lotta contro lo SIIL divenne una priorità: i terroristi distruggevano i luoghi santi sciiti. Sulaymani prese il comando ed inviò i suoi migliori combattenti a Baghdad. La Forza al-Quds ebbe un ruolo fondamentale nelle principali vittorie delle Forze Armate irachene a Tiqrit, Faluja e Mosul. Quando il “Califfato” terroristico passò in Siria, la Forza al-Quds era pronta. Secondo Debka, fonte israeliana collegata ai servizi di sicurezza del Paese, gli specialisti iraniani supervisionano le operazioni dell’Esercito arabo siriano su molti fronti, coordinando anche le attività di Hezbollah in Libano, i loro alleati e parte dell’opposizione siriana nella lotta contro lo SIIL. L’Iran nega ufficialmente la presenza di combattenti dell’IRGC in Siria. Name Sham, sito arabo-iraniano collegato all’opposizione siriana, citava lo stesso Assad dire in una riunione: “Il Maggiore-Generale Sulaymani ha un posto nel mio cuore. Se avesse concorso contro di me, avrebbe vinto le elezioni. Tanto è amato dal popolo siriano“.

Un soldato fino alla fine?
Con tale autorità, Sulaymani potrebbe facilmente iniziare la lotta per il potere in Iran. Per le presidenziali nel 2017 vi sono già appelli sui social network iraniani per la candidatura di Sulaymani. Tuttavia, a settembre Sulaymani dichiarava di non avere ambizioni politiche e di voler rimanere un soldato fino alla fine dei suoi giorni. E’ chiaro che per ora il suo piano è concludere positivamente le operazioni siriane. E se questo accade, Sulaymani non avrà bisogno di alcuna elezione in Iran.qassem_soleimani_ap_897988161371_bTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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