Cairo brandisce contro Riyadh “la scelta di Teheran”

I deteriorati rapporti tra Egitto e Arabia Saudita peggiorano
al-Manar 13 ottobre 2016

6-egittoRiyadh ha rimprovero le ultime posizioni di Cairo su Siria e Yemen, che non coincidono. Mentre i leader egiziani rinfacciano alle controparti saudite i tentativi di emarginarli con decisioni prese alla sprovvista, senza permettergli di consultarsi, come richiesto tra alleati, e denigrando i consigli dati a Riyadh. La crisi è ancora più seria da quando i media se ne occupano. Subito, l’ambasciatore saudita ha fatto i bagagli. Si è giunti al culmine quando i sauditi hanno deciso di sospendere l’invio degli idrocarburi agli egiziani. Tra le soluzioni suggerite dal presidente egiziano vi è il ricorso al petrolio iraniano, senza mancare di toccare la suscettibilità saudita contro la Repubblica islamica, promossa a peggior nemico del regno wahhabita. Ma Abdalfatah al-Sisi ha trovato il suggerimento frettoloso, soprattutto quando l’ARAMCO ha rettificato la posizione limitando la sospensione a un solo mese. Nel frattempo, Cairo ha preferito rifornirsi sul mercato mondiale per un miliardo di dollari, ma la crisi sui manufatti non è esclusa. Secondo una fonte diplomatica egiziana, ciò che sciocca Riyadh è che “l’accordo sulla delimitazione delle zone marittime non sia entrato in vigore“. Dovevano cedere le isole Tirana e Sanafir ai sauditi prima che tumulti scoppiassero e l’arbitrato del Consiglio di Stato, la massima giurisdizione egiziana, ne richiedesse l’abrogazione. Sempre secondo il diplomatico egiziano, Riyad è offesa anche “perché non ha avuto il pieno sostegno di Cairo nei suoi piani internazionali, nonostante il sostegno economico dato“. Nell’ultima sessione ordinaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro egiziano rifiutava chiaramente che il suo Paese invocasse la caduta del Presidente siriano Bashar al-Assad, credendo ciò dipenda dal popolo siriano.
Il diplomatico, tuttavia, non menziona un altro motivo del gelo improvviso tra le due potenze arabe: la conferenza di Groznij in cui hanno partecipato il capo di al-Azhar Shayq Muhamad al-Tayab e altri religiosi di primo piano egiziani, per ripudiare il wahabismo dal sunnismo. È vero, il wahhabismo, che sostiene una lettura fiscale dell’Islam che ripudia la maggior parte delle altre scuole, sostenendone lo sterminio, si diffonde nel mondo islamico a spese delle scuole sunnite insegnate nella prestigiosa università religiosa di al-Azhar. Inoltre, con la generosa politica degli assegni, l’Arabia Saudita ha radunato sotto il suo controllo gran parte dei Paesi arabi ed islamici volendosi imporre da leader del mondo arabo-islamico. Tali ambizioni egemoniche saudite non mancano d’infastidire alcuni di questi Paesi. Con l’ambasciatore saudita a Cairo che si appresta a lasciare, solo due altri Paesi arabi hanno subito lo stesso atteggiamento saudita: Libano ed Iraq, che criticarono con forza l’interferenza di Riyadh nei loro affari interni. Con l’Egitto, la protesta araba contro i sauditi peserà molto di più.14807f30-332e-450c-97ce-c0df5393f6e1_16x9_788x442

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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