Ghost in the Shell, dal classico anime alla versione snaturata di Hollywood

Kanako Itamae, Hiroshi Saito, e Lee Jay Walker, Modern Tokyo Timesghost-shell-movie-controversy-castingGhost in the Shell è riconosciuto internazionalmente il classico e iconico film d’animazione giapponese di fantascienza, ampiamente rispettato dalla nuova generazione di fan internazionali dell’animazione. Tuttavia, se un film live-action è atteso dagli appassionati, appare esserne una versione snaturata, de-giapponesizzata. Culturalmente, americanizzare Ghost in the Shell è una tristezza a carico dell’industria cinematografica degli USA che sembra perdersi come sabbia al vento. In realtà, Ghost in the Shell è una grande opportunità non solo per evidenziare il soft power del Giappone ma, altrettanto importante, la grande opportunità a che un’attrice protagonista giapponese abbatta i soliti stereotipi. Purtroppo, non sarà così perché il film snatura Ghost in the Shell. In altre parole, il maggiore Motoko Kusanagi diverrà la tipica figura femminile statunitense. Non solo, l’attrice scelta, Scarlett Johansson, non si chiamerà Motoko Kusanagi, permettendo ai creatori di modificare la storia secondo criteri razziali. Pertanto, la versione de-giapponesizzata della protagonista del film di animazione originale viene cancellata totalmente, se non avvengono cambiamenti a seguito di proteste. Sembra che i registi statunitensi ambientino il film nel passato, e cerchino attrici non asiatiche. Tuttavia, è chiaro che la versione originale sia ambientata in una società ultra-tecnologica. Dopo tutto, negli anni ’80, la crescita infinita del Giappone era all’orizzonte prima della crisi economica che devastò la nazione nei primi anni ’90. Ciò significa che, proprio come Blade Runner, fondendo il mondo futuro nella Tokyo moderna e nella nazione avanzata tecnologicamente, i forti tratti culturali nipponici di Ghost in the Shell ne animavano la visione del futuro. Tutto questo si perde nel film live-action statunitense, perché Ghost in the Shell viene americanizzato, grazie a una protagonista lontanissima dal Maggiore Motoko Kusanagi per etnia e identità. Pertanto, il prossimo film statunitense, intitolato Ghost in the Shell, non ha nulla a che fare con il film di animazione giapponese originale ma, altrettanto importante, una grande opportunità per collegare due culture va persa. Non importa che gli altri attori del film siano di varie nazionalità. Dopo tutto, il Maggiore Motoko Kusanagi è strumentale alla versione giapponese di Ghost in the Shell e sicuramente non è impossibile trovare un’attrice giapponese oggi, e se non è così, perché?ghost_in_the_shell_by_elpinoyTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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