Ungheria 1956, la controrivoluzione di Gladio

Alessandro Lattanzio, 24/10/2016

1507995La controrivoluzione di Gladio a Budapest, del 1956, attuata tramite le organizzazioni neofasciste ungheresi addestrate e finanziate dalla rete del generale nazista Gehlen, fu la capostipite delle ‘rivoluzioni’ colorate orchestrate dalla CIA e dalla rete terroristica della NATO, Gladio.
La rivolta neofascista e revanscista pianificata dalla NATO in Ungheria ebbe origine e genesi identiche alle future operazioni sovversive atlantiste: propaganda e disinformazione, cecchini misteriosi, omicidi mirati, assalti coordinati ed improvvisi contro i centri per la difesa dello Stato, come le agenzie di sicurezza e di controintelligence, le sedi del partito al governo o del governo. Tutto ciò che si è visto in Jugoslavia, Algeria, Tunisia, Egitto, Libia e Siria, si vide decenni prima a Budapest, nel 1956, dove le varie forze anticomuniste e filo-atlantiste si coalizzarono sotto la guida delle intelligence degli USA, per destabilizzare l’Europa orientale del Comecon e del Patto di Varsavia.
Il cosiddetto ‘popolo’ insorto e rivoluzionario ungherese, celebrato da vecchie carogne come Indro Montanelli ed altri scribacchini fascisteggianti e filo-atlantisti, così come da vari autori della sinistra settaria e anarco-liberale, adusi alla distorsione intenzionale di fatti ed eventi, si dedicò ad ogni sorta di efferatezza contro i militanti del Partito Socialista dei Lavoratori d’Ungheria. In realtà, la base ‘rivoluzionaria’ era una concrezione sociale formata tra borghesia revanscista, ceti sub-proletari e borghesia declassata, similmente all’alleanza sociale attuale che, in occidente, appoggia le guerre umanitarie occidentali, lo smantellamento sociale, la distruzione economica, il mero consumo di prodotti Made in USA, compresa l’ideologia artificiosa vigente sui mass media, prodotta dai centri ‘culturali’ di Hollywood e dai college statunitensi più trendy…
Tale concrezione sociale, dedicatasi a Budapest, nel 1956, a ‘distruggere, distruggere, distruggere’, massacrando militanti comunisti e, laddove diretta dagli squadroni della morte Gladio, ad eliminare ‘scientificamente’ gli apparati difensivi dello Stato socialista, viene celebrata fin da quei giorni da parte di un parco umano-ideologico contiguo, se non integrato, all’apparato terroristico e disinformativo di Gladio. Vi rientravano, e vi rientrano, organizzazioni neo-fasciste o cripto-fasciste, media atlantisti (esempio Repubblica) e filo-atlantisti (Il Fattoquotidiano), l’universo socio-affaristico e mediatico controllato dal PD con il suo attuale dozzinale organo di propaganda (l’Unità); l’area post-trotskista a sinistra del PD (SEL, SI, PRC, ilmanifesto e altre carabattole del bertinottismo residuale e persistente), ed infine l’area anarco-liberale estremista, camuffata da sinistra radicale per via del linguaggio settario e confusionario che utilizza (sollevazione/campo antimperialista, varie frattaglie pseudo-trotskiste, di cui la più nota è la coppia Ferrando-Grisolia; case editrici annesse come Massari e Alegre, centri sociali e altri dipendenti dalla rete di corruttela sociale gestita dal PD, esempio partitino virtuali, esistenti solo su internet, come Wu Ming, Militant od osservatorio-antirazzismo, altri siti web e giornalini di provincia legati a ONG, Chiesa, PD e affini; ONG ‘grigie’ o ‘nere’, oscure per scopi ed origini; ‘dirittumanitaristi’ e altri ‘attivisti’ collegati ai servizi segreti, non necessariamente italiani; ‘rifugiati’ stranieri o immigrati dai dubbi obiettivi, ad esempio i fratelli mussulmani arruolati dal PD a Milano o in Emilia Romagna, ecc.).
Tale fronte ha sempre sostenuto, coi vari distinguo utilizzati per irretire dal pubblico i più sprovveduti e boccaloni, tutte le operazioni sovversive e belliche della NATO nelle varie aggressioni all’Europa orientale, Medio Oriente, Africa e America Latina. Anzi, parte di tale fronte ha tentato, come nel caso della sinistra settaria anticomunista e antisovietica, di spacciare, sempre e comunque, come moto di un popolo rivoluzionario qualsiasi operazione sovversiva dell’apparato spionistico-terroristico statunitense e atlantista: dall’Ungheria nel 1956 all’Afghanistan nel 1979 alla Cina nel 1989, e cosi via in Jugoslavia, Europa Orientale, Medio Oriente, Venezuela nel 2002, Brasile nel 2015, Primavera araba, ecc. E per permettere il ripetersi all’infinito di tale schema, rendendo sempre efficace una propaganda stantia e ammuffita, vecchia di almeno 60 anni, l’apparato propagandistico della NATO, formato da ‘intellettuali’ neofascisti e revanscisti neonazisti da un lato, e dall’altro dall’intellighentsija social-imperialista e dell’estrema sinistra imperialista, ha la possibilità di accedere totalmente e in modo esclusivo ai grandi media atlantisti: giornali, TV, grandi case editrici (anche le case editrici della sinistra radicale occidentale, già indicate), ma ciò in cambio della divulgazione della narrativa atlantista, spesso scritta direttamente dalle intelligence di USA e NATO, volta a sostenere, sul piano propagandistico, le operazioni belliche e sovversive della NATO, come s’è visto in Jugoslavia negli anni ’90, in Libia nel 2011 e in Siria negli ultimi 5 anni, laddove ‘giornalisti’, scrittori, ‘documenaristi’, ‘storici’ e accademici provenienti da vari ambiti, dalla nebulosa piddina, agli orfani del Montanelli-pensiero, reazionari e revanscisti, ai neonazisti e defeliciani annessi, e infine agli intellettuali social-imperialisti, generalmente di scuola para-trotskista o anarchica, ex-comunisti pentiti o altri affabulatori di ‘nuove alternative’, ma sostanzialmente allineati agli obiettivi dei centri imperialistici (si pensi ai ‘professori’ trotskisti che arruolarono la spia e sabotatore filo-islamista Giulio Regeni). Tutti protesi a descrivere la teppa armata dagli squadroni della morte di Gladio quali, ‘pacifici studenti inermi che lottano per la democrazia contro il dittatore’ di turno, o roba del genere. Si è visto in Jugoslavia, s’è visto in Libia, si vede in Siria, e si era visto, per la prima volta in modo scientificamente organizzato, in Ungheria nel 1956, quando i fiancheggiatori dell’imperialismo atlantista, fossero neo-fascisti, eccitati all’idea di vedere comunisti massacrati, dopo anni di piagnistei su presunti massacri partigiani di inermi e innocui repubblichini ed SS; o trotskisti, sempre pronti a vedere un operaio rivoluzionario nel borghese revanscista ungherese o nel principe saudita integralista, parteciparono entusiasticamente ed attivamente alla prima grande ‘rivoluzione colorata’ concepita e attuata dalla CIA tramite Gladio.
Qui alcuni esempi del ‘popolo oppresso’ che pacificamente e a mani nude dimostrava dissenso verso un regime ‘dittatoriale’; dittatoriale perché nemico della NATO e dell’imperialismo.

Le varie sette dekl trotskistume, continuano a raccontare la favola che i 'rivoluzionari' fossero operai comunisti. E' pura menzogna, spacciata dall'alta 'sociale' della propaganda della NATO.

Le varie sette del trotskistume continuano a raccontare la favola che i ‘rivoluzionari’ ungheresi fossero operai comunisti. E’ pura menzogna, spacciata dall’ala ‘sociale’ della propaganda della NATO. A 60 anni di distanza non si conosce il nome di uno solo di tali ‘operai rivoluzionari socialisti’, mitizzati dagli ideologhi trotskisti dell’imperialismo NATO.

L'avariata feccia fascista si entusiasma per i cirmini dei 'ragazzi di Buda', e questo dopo aver rotto le scatole per decenni su chimeriche stragi di innocui fascisti e nazsiti da parte dei partigiani.

L’avariata feccia fascista si entusiasma per i crimini dei ‘ragazzi di Buda’, e questo dopo aver rotto le scatole per decenni su chimeriche stragi di innocui fascisti e nazisti da parte dei partigiani.

La 'rivoluzione' ungherese fu solo l'esplosione degli istinti bestiali della borghesia declassata e del sottoproletariato, prede del revanscismo nazista della NATO.

La ‘rivoluzione’ ungherese fu solo l’esplosione degli istinti bestiali della borghesia declassata e del sottoproletariato, prede del revanscismo nazista della NATO.

11059296

12049734

La rivoluzione ungherese, come le rivoluzioni colorate celebrfate dal fronte rossoburno autentico, quello tra neofascisti, orfani di Bertuinotti e Montanelli, e settari dell'estrema sinistra, oggi come ieri, fiancheggiatrice dei terroristi della NATO, iniziariono non con manifestazioni pacifiche, ma con massacri mirati e coordinati dei militanti, comunisti in Ungheria; socialisti in Libia e Siria.

La rivoluzione ungherese, come le rivoluzioni colorate celebrate dal fronte rossobruno autentico, quello tra neofascisti, orfani di Bertinotti e Montanelli, e settari dell’estrema sinistra, oggi come ieri, fiancheggiatori dei terroristi della NATO, iniziò non con manifestazioni pacifiche, ma con massacri mirati e coordinati dei militanti, comunisti in Ungheria; socialisti in Libia e Siria.

Un chiaro subumano deforme, preso per 'operaio rivoluzionario' dalle prostituite trotskiste della NATO. Da Pierre Broué fino ai Ferrero e Ferrando, il massacro di comunisti è foriero della 'rivoluzione' attiata da una classe rivoluzionaria vigente solo nei loro onirismi settari. In Ungheria come in Libia.

Un chiaro subumano deforme, preso per ‘operaio rivoluzionario’ dalle prostituite trotskiste della NATO. Da Pierre Broué fino ai Ferrero e Ferrando, il massacro di comunisti è foriero della ‘rivoluzione’ attuata da una classe rivoluzionaria vigente solo nei loro onirismi settari. In Ungheria come in Libia.

Per i trotskisti, uccidere comunisti ed antimperialisti, è 'rivoluzionario'

Per i trotskisti, uccidere comunisti ed antimperialisti, è ‘rivoluzionario’. Non a caso supportano tutte le operazioni belliche e sovversive degli USA e della NATO. Ovunque nel mondo.

Il primo atto della 'rivoluzione spontanea' ungherese, fu eliminari gli uomini dell'apparato difensivo, comunisti integri, per procedere allo smantellamento della repubblica operaia e alla destabiilizzazione riusicta 33 anni dopo.

Il primo atto della ‘rivoluzione spontanea’ ungherese, fu eliminare gli uomini dell’apparato difensivo, comunisti integri, per procedere allo smantellamento della repubblica operaia e alla destabilizzazione, riuscita 33 anni dopo, dell’Europa orientale.

Vecchio sogno del fascistume, come i sicari di primato nazionale, eccitati dai saccheggi del Partito Comunista ucraino nel 2014, bruciare libri di Lenin (e qualsiasi libro), è un'azione approvata anche dalla feccia settaria trotskista, quale esempio di corretta rivoluzione (cioé quella approvata dalla ditta CIA/Soros).

Vecchio sogno del fascistume, come i sicari di primato nazionale eccitati dai saccheggi delle sedi del Partito Comunista ucraino nel 2014, bruciare libri di Lenin (e qualsiasi libro) è un’azione entusiastica approvata anche dalla feccia settaria trotskista, quale esempio di corretta rivoluzione (cioé pianificata dalla ditta CIA/Soros).

La rivoluzione eccitava gli spiriti 'migliori' della borghesia oppressa.

La ‘rivoluzione’ eccitava gli spiriti ‘migliori’ della borghesia oppressa.

12036386

535909

Immagini che ricompariranno in Romania e Libia e laddove l’imperialismo NATO, con il suo circo di pidocchi neofascisti, gorbacioviani e anarco-sinistri, trovava via libera.

12118663

Alla fine, la fiera della bestialità ebbe la conclusione meritata, suscitando decenni di rumorosi guaiti tra neofascisti e social-imperialisti.

Alla fine, la fiera della bestialità ebbe la conclusione meritata, suscitando decenni di rumorosi guaiti tra neofascisti e social-imperialisti.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...