Le esercitazioni militari Russia-Egitto: espansione della presenza in Medio Oriente

Peter Korzun Strategic Culture Foundation 22/10/ 201653ea2223611e9b86298b459eL’operazione per liberare Aleppo, l’offensiva su Mosul, la situazione in Iraq, la guerra nello Yemen e le ostilità tra sunniti e sciiti, questi e molti altri eventi sono sotto i riflettori dei media mondiali. Il Medio Oriente è diventato una regione instabile con alleanze e interessi mutevoli. In questo contesto, Russia ed Egitto danno il buon esempio di cooperazione costruttiva mutualmente vantaggiosa. L’Egitto per molto fu un satellite degli Stati Uniti, ma quei giorni sono passati. Le priorità internazionali di Cairo mutano a favore di una politica estera indipendente. Le relazioni USA-Egitto sono notevolmente peggiorate dal 2013, quando il governo militare del Presidente Abdal al-Sisi salì al potere rimuovendo il fratello musulmano Muhamad Mursi sostenuto dall’amministrazione Obama. Per esempio, gli Stati Uniti hanno riallocato più di due terzi degli aiuti non militari stanziati per l’Egitto, quest’anno, “per la crescente frustrazione verso Cairo”. Secondo al-Monitor, un funzionario del dipartimento di Stato ha detto in una dichiarazione via e-mail che, “Il governo degli Stati Uniti ha reindirizzato 108 milioni di dollari dagli aiuti previsti per l’Egitto ad altri Paesi per i continui ritardi del governo egiziano che ostacolano l’effettiva attuazione di diversi programmi”. Secondo la fonte, la riallocazione delle precedenti riserve indica l’impazienza di Washington verso il rifiuto del governo egiziano di collaborare con organizzazioni degli Stati Uniti. A maggio, un gruppo di rappresentanti scrisse una lettera al segretario di Stato John Kerry, chiedendogli di riprogrammare 20 milioni di aiuti dall’Egitto alla Tunisia. Secondo il rapporto del Governement Accountability Office del febbraio 2015, 460 milioni di dollari in aiuti economici all’Egitto rimasero inutilizzati per le restrizioni degli Stati Uniti. L’aiuto militare degli Stati Uniti all’Egitto fu temporaneamente sospeso dopo il cambio di governo nel 2013, per essere ripreso nell’aprile 2015. Fu riferito che all’Egitto sono ancora negati certi aiuti militari nella lotta allo Stato islamico (IS). La decisione ha influenzato negativamente le relazioni bilaterali. Nel settembre 2015, il presidente Obama rifiutò d’incontrare il presidente egiziano alla 70° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La politica degli Stati Uniti ha spinto l’Egitto a sviluppare la cooperazione con altri partner internazionali.
L’Egitto ha firmato accordi su armi con la Russia per 5 miliardi di dollari nel 2015, tra cui 50 aerei da combattimento MiG-29M, sistemi di difesa aerea a lungo raggio Buk-M2E e Antej-2500 e 50 elicotteri Ka-52K per le nuove navi d’assalto Mistral che l’Egitto ha acquistato in Francia. Le navi anfibie furono costruite per la Russia, ma l’accordo su sospeso dalla Francia nel settembre 2015. La Russia fornirà attrezzature e la versione navale degli elicotteri d’attacco Ka-52K per armare le Mistral egiziane. Istruttori e personale russi saranno in Egitto per operare elicotteri e aerei da combattimento. I due Paesi hanno firmato diversi accordi per la ristrutturazione degli impianti di produzione militare dell’Egitto. Un protocollo è stato firmato per concedere all’Egitto l’accesso al GLONASS, il sistema di posizionamento satellitare globale russo. A settembre, il Ministro della Difesa Sadqy Sobhy visitava la Russia per discutere su più strette relazioni sulla sicurezza a lungo termine. Questo mese l’Egitto ospita unità di paracadutisti russi per un’esercitazione militare congiunta (15-26 ottobre). Soprannominata “Protettori di amicizia-2016”, comprende 500 soldati, 15 aerei ed elicotteri e 10 mezzi militari. I militari affinano l’abilità nel respingere la minaccia terroristica nel deserto. L’esperienza sarà utile per l’Egitto che combatte i terroristi nel Sinai. È la prima volta che paracadutisti russi con veicoli da combattimento saranno aerolanciati sul deserto arabo. L’esercitazione s’inserisce nel quadro del piano delle esercitazioni congiunte della Russia per il 2016-2017, con 30 manovre in 20 Paesi arabi e africani. Nel 2015 si ebbe la prima esercitazione navale congiunta nel Mediterraneo, comprendente l’incrociatore lanciamissili Moskva, ammiraglia della Flotta del Mar Nero russa. Secondo il quotidiano Izvestija, la portaerei Admiral Kuznetsov, attualmente in rotta per la Siria, avrà esercitazioni congiunte con la Marina egiziana nel 2017. Le Izvestija riferivano anche che la Russia è in trattative per aprire una base aerea in Egitto. Se avranno successo, la base di Sidi Barani sarà operativa già nel 2019. Finora, questa informazione non è stata confermata da altre fonti. Ma non c’è solo la cooperazione militare.
Nel febbraio 2015, l’Egitto firmava un accordo importante per la creazione di una zona di libero scambio con l’Unione economica eurasiatica della Russia. La cerimonia ebbe luogo durante la visita ufficiale del Presidente russo Vladimir Putin a Cairo. Il Presidente Abdalfatah al-Sisi visitò Sochi nell’agosto 2014, la sua prima visita internazionale dall’insediamento. Nel 2015, i Paesi firmavano un accordo nucleare. La Rosatom intende costruire quattro centrali nucleari, creando l’industria elettronucleare dell’Egitto. Il progetto dovrà essere completato entro il 2022. Date le sanzioni occidentali, la Russia ha cercato di diversificare e intensificare i legami economici con i Paesi al di fuori dell’orbita di Stati Uniti e Unione europea. L’Egitto è un importante partner commerciale della Russia con il raffreddamento delle relazioni tra Washington e Cairo. L’8 ottobre, l’Egitto sosteneva la risoluzione russa sulla Siria al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Era un’espressione molto importante di sostegno politico da un Paese che fa parte del tentativo internazionale di gestire il conflitto in Siria. L’Egitto sapeva che supportando la misura russa, si sarebbe messo in contrasto con l’occidente e l’Arabia Saudita. Il gigante petrolifero Saudi Aramco informava Cairo che non avrebbe rifornito l’Egitto di prodotti agevolati ad ottobre, un duro colpo per l’economia egiziana. Ma il governo egiziano si oppone alle pressioni esterne, sfidando Stati Uniti ed Arabia Saudita, rifiutando di farsi coinvolgere nel conflitto nello Yemen e ospitando i rappresentanti del movimento yemenita Ansarullah, nel 2015. La Russia è una fonte vitale per le località turistiche del Mar Rosso in Egitto, fornendo un flusso solido di entrate. I due Paesi negoziano la ripresa dei voli turistici, dopo l’attentato rivendicato dallo Stato islamico che abbatté un aereo russo sulla penisola del Sinai nell’ottobre del 2015.
Russia ed Egitto hanno l’occasione di coltivare una relazione molto stretta, collaborando e cooperando in molte aree, come la gestione della crisi in Siria. L’operazione in Siria ha segnato il ritorno spettacolare della Russia nel Medio Oriente da attore importante, mentre l’influenza degli Stati Uniti declina per la scadente politica dell’amministrazione Obama. Il riavvicinamento tra Russia ed Egitto offre la buona opportunità di influenzare gli eventi regionali in modo positivo.1046663917

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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