Duterte vuole ridurre la presenza degli USA in Asia avendo la Russia all’orizzonte

Noriko Watanabe e Lee Jay Walker, Modern Tokyo Times, 26 ottobre

rodrigo-duterte-and-shinzo-abe-e1477483762491Il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha abbracciato il Primo ministro giapponese Shinzo Abe a Tokyo, dopo la recente visita in Cina. Immediatamente Duterte ha espresso calore verso il Giappone, sottolineando chiaramente che gli Stati Uniti hanno “perso”. Se il Giappone, di conseguenza, accettasse un possibile nuovo quadro geopolitico, le élite politiche di Tokyo sfuggirebbero alla continua “camicia di forza di Washington”. Questo non solo in senso negativo, ma da troppo tempo gli USA trascinano il Giappone nelle convulsioni internazionali che non sono nell’interesse della nazione. Pertanto, con nuove relazioni all’orizzonte della Federazione russa con Giappone e Filippine, nuove possibilità sarebbero vicine. Il Presidente Vladimir Putin della Federazione Russa cerca un nuovo approccio con il Giappone su economia, energia, geopolitica, scienza e tecnologia, disputa territoriale e altri campi essenziali. Tuttavia, alle élite politiche della Federazione Russa serve avere fiducia verso il Giappone basandosi su sincerità e reciproco rispetto. Eppure, la Federazione Russa non può realmente fidarsi del Giappone finché Tokyo riprende la politica statunitense sull’Ucraina, nonostante l’Ucraina abbia scarso interesse geopolitico per il Giappone.
Duterte, parlando apertamente e francamente, ha detto ad Abe che le Filippine “non abbandoneranno il partenariato e la sicurezza con il Giappone, data l’opinione comune che conflitti e problemi con le altre nazioni vadano risolti pacificamente, conformemente al diritto internazionale“. La dichiarazione congiunta di Giappone e Filippine dichiara: “I due leader hanno sottolineato la necessità di garantire la sicurezza marittima e la sicurezza, elementi vitali per pace, stabilità e prosperità dei Paesi e della regione“. Tuttavia, Duterte, proprio come nella visita in Cina, ha ribadito a Tokyo che le Filippine vogliono ridurre il ruolo degli USA, nelle Filippine e in Asia, in ambito militare. A Tokyo, in occasione del Forum economico delle Filippine, Duterte ha detto, “Voglio, forse nei prossimi due anni, che il mio Paese si liberi della presenza di truppe militari straniere… le voglio fuori e se devo rivedere o abrogare accordi, accordi esecutivi, lo farò“. È interessante notare che, proprio come Abe sposta certi limiti rafforzando i legami con la Federazione russa, nonostante l’apprensione del presidente Obama, il Giappone non evita di rafforzare i legami con le Filippine. Al contrario, sembra che il Giappone tragga vantaggio dalla debolezza degli USA di Obama. Abe ha detto a Duterte che, “Spero di rendere le relazioni Giappone-Filippine ancora più solide e di svilupparle significativamente“.
Nel campo dell’economia, gli imprenditori giapponesi hanno accolto le parole di Duterte, che ha detto: “Vorrei sottolineare che i legami economici più forti con il Giappone sono e continueranno ad essere una priorità per le Filippine, mentre celebriamo il 60° anno delle nostre relazioni bilaterali… vediamo il Giappone fulcro costante nei nostri impegni regionali, primo e unico partner bilaterale nel libero scambio delle Filippine fino ad oggi“. Ora sembra il momento opportuno per il Giappone e la Federazione russa di costruire sulle sabbie mobili emerse in Medio Oriente e in Asia con l’amministrazione Obama. Se Abe può “cogliere l’attimo” e la Federazione russa gioca i tanti assi che detiene, in particolare energia, forze armate, potenti relazioni con la Cina, sviluppando ancor più l’Asia centrale ed altre regioni, allora l’Asia sarebbe modellata con maggiore indipendenza.
Naturalmente, il Giappone continuerà ad avere forti relazioni con gli USA nel prossimo futuro. Tuttavia, a differenza del passato, si spera che il nuovo rapporto si basi sulla forza piuttosto che la mitezza. In altre parole, il Giappone dovrebbe adottare un approccio da mediatore onesto tra le nazioni contrariate da certi aspetti della politica estera degli USA. Pertanto, è importante per il Giappone allentare la “camicia di forza statunitense” e divenire una potenza economica normale, concentrandosi soprattutto sugli interessi dello Stato nazionale, piuttosto che sugli obiettivi di Washington, pur conservando un rapporto forte con gli USA.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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