Presidente Assad: USA, Turchia, Arabia Saudita sostengono i terroristi

Bashar al-Assad, Global Research, 4 novembre 2016 – SANA

Il Presidente Bashar al-Assad ha affermato che Stati Uniti ed alleati occidentali sono da biasimare per il fallimento dell’ultimo cessate il fuoco, perché il terrorismo e i terroristi sono una carta che vogliono giocare sulla scena siriana. Nell’intervista al quotidiano serbo Politika, il Presidente al-Assad ha detto che la Russia è molto seria e decisa a combattere i terroristi, mentre gli statunitensi hanno una politica diversa, usando i terroristi come carta da giocare per i propri interessi a scapito degli interessi degli altri Paesi. Il Presidente al-Assad ha sottolineato che i Paesi occidentali hanno voluto utilizzare la maschera umanitaria quale scusa per intervenire ancora in Siria, militarmente o sostenendo i terroristi. Segue il testo integrale dell’intervista:02Domanda 1: Signor Presidente, perché è fallito l’ultimo cessate il fuoco in Siria? Di chi è la colpa?
Presidente Assad: In realtà, l’occidente, principalmente gli Stati Uniti, ha fatto pressione sul cessate il fuoco, chiedendolo solo quando i terroristi sono in una brutta situazione, non per i civili. E cerca di utilizzare tali cessate il fuoco per sostenere i terroristi, dargli supporto logistico, armamento, soldi, tutto per ricominciare l’attacco ed essere ancora più forti. Quando non funziona, chiedono ai terroristi di farlo decadere e iniziare un nuovo attacco. Allora, di chi è la colpa? Di Stati Uniti ed alleati, i Paesi occidentali, perché per loro i terroristi e il terrorismo sono una carta da giocare sulla scena siriana, sono un valore, non sono contro i terroristi. Per loro, sostenere i terroristi è una guerra di logoramento contro Siria, Iran, Russia, ecco come la vedono. Perciò non solo questo cessate il fuoco, ma ogni tentativo di cessate il fuoco o mossa o iniziativa politica, quando falliscono, sono gli Stati Uniti da biasimare.

Domanda 2: Ma quale Paese sostiene il terrorismo? Arabia Saudita? Qatar?
Presidente Assad: Arabia Saudita, Qatar, Turchia …
Giornalista: La Turchia?
Presidente Assad: Perché provengono dalla Turchia con il sostegno del governo, il sostegno diretto del governo.
Giornalista: Direttamente?
Presidente Assad: Supporto diretto del governo, naturalmente.
Giornalista: Con soldi o armi?
Presidente Assad: Diciamo, l’approvazione, il via libero, prima. Poi la coalizione statunitense, che si fa chiamare “coalizione internazionale”, degli statunitensi, poteva vedere con i droni lo SIIL usare i nostri giacimenti di petrolio e trasportarlo in Turchia,…
Giornalista: Questo è petrolio siriano?
Presidente Assad: In Siria, dalla Siria alla Turchia, sotto la supervisione dei loro satelliti e droni, senza fare nulla, finché i russi intervennero ed iniziarono ad attaccare convogli, posizioni e roccaforti dello SIIL; allora iniziò a ritirarsi. Così, l’occidente ha dato il via libero a Paesi come Turchia, Arabia Saudita e Qatar, e in realtà in tali Paesi i governi sono marionette; burattini dell’occidente, pupazzi degli Stati Uniti, operano come marionette, e i terroristi in Siria sono loro fantocci, di questi Paesi, dell’occidente e degli Stati Uniti.

Domanda 3: Ma i soldi della vendita di questo petrolio, a chi vanno? Alla Turchia?
Presidente Assad: In partnership tra SIIL e Turchia. Una parte del denaro va allo SIIL, perché così può arruolare e pagare gli stipendi ai terroristi. Ecco perché lo SIIL avanzava prima dell’intervento russo, si espandeva in Siria e Iraq. E parte del denaro andava ai funzionari governativi turchi, soprattutto a Erdogan e famiglia.
Giornalista: Erdogan stesso?
Presidente Assad: Certo, certo. È direttamente coinvolto in questo traffico con lo SIIL.

Domanda 4: Signor Presidente, crede che russi e statunitensi saranno mai d’accordo sulla Siria? Possono Russia e Stati Uniti essere partner nella guerra ai terroristi in Siria?
Presidente Assad: Speriamo, ma in realtà no, per un semplice motivo: perché i russi basano la loro politica sui valori, assieme agli interessi. I valori che adottano sono diritto internazionale, lotta al terrorismo, e l’interesse che se i terroristi prevalessero nella nostra regione, non lo possano nella nostra regione, ma neanche in Europa, Russia e resto del mondo. Così, i russi sono molto seri e decisi a combattere i terroristi, mentre gli statunitensi basano la loro politica su altri valori, del tutto diversi, cioè “usare i terroristi”. Voglio dire gli statunitensi vogliono usare i terroristi come carta da giocare nel gioco politico per i propri interessi, a scapito degli interessi degli altri Paesi del mondo.

Domanda 5: La causa del bombardamento dell’Esercito arabo siriano vicino all’aeroporto di Dayr al-Zur… Cos’ha portato all’attacco aereo statunitense all’Esercito arabo siriano? È stata una coincidenza o no?
Presidente Assad: E’ stato un attacco premeditato delle forze statunitensi, perché lo SIIL si stava ritirando per via della collaborazione siriana, russa e iraniana contro di esso, e perché al-Nusra, affiliato ad al-Qaida, fu sconfitto in molte zone in Siria, quindi gli statunitensi volevano minare la posizione dell’Esercito arabo siriano; l’hanno attaccato a Dayr al-Zur. Non a caso il raid continuò per più di un’ora, intervenendo molte volte.
Giornalista: Un’ora?
Presidente Assad: Più di un’ora. Ci furono molte incursioni degli statunitensi e dei loro alleati contro le postazioni siriane. Allo stesso tempo, attaccarono una zona molto grande; non un edificio per poter dire “abbiamo commesso un errore”. Hanno attaccato tre grandi colline, non altri gruppi vicini a tali colline, e solo lo SIIL era a Dayr al-Zur. Non c’era… ciò che chiamano “opposizione moderata”. Quindi, fu un attacco premeditato per permettere allo SIIL di prendere la posizione, e lo SIIL attaccò quelle colline, che prese meno di un’ora dopo l’attacco.
Giornalista: Lo SIIL attaccò la posizione siriana dopo l’attacco statunitense…?
Presidente Assad: Meno di un’ora, in meno di un’ora, lo SIIL attaccò quelle colline. Ciò significa che lo SIIL riunì le forze per attaccare le colline. Come lo SIIL seppe che gli statunitensi avrebbero attaccato la postazione siriana? Vuol dire che erano pronti, furono preparati. Una prova esplicita e chiara degli statunitensi che sostengono lo SIIL per usarlo come carta per cambiare l’equilibrio secondo la loro agenda politica.
Giornalista: E dopo, gli USA si sono detti dispiaciuti, eh?
Presidente Assad: Hanno detto che lo rimpiangevano, non che erano dispiaciuti. [ride]

Domanda 6: Signor Presidente, chi è responsabile dell’attacco al convoglio della Croce Rossa nei pressi di Aleppo, e quali armi furono utilizzate per distruggerlo?
Presidente Assad: Sicuramente i gruppi terroristici di Aleppo, perché ne avevano l’interesse. Quando annunciammo la tregua ad Aleppo, la rifiutarono. Dissero “no, non vogliamo una tregua”. Si rifiutarono che i convogli andassero ad Aleppo est, è noto, non è nostra propaganda, n’è un nostro annuncio, loro l’annunciarono. Ci fu una manifestazione dei terroristi contro quel convoglio. Così avevano interesse ad attaccarlo, non noi. Non era in una zona dove vi erano truppe siriane, e allo stesso tempo non c’erano aerei siriani o russi che sorvolavano quella zona, comunque. Ma ci fu propaganda nella narrazione contro la Siria in occidente; che avremmo attaccato il convoglio umanitario, perché la guerra oggi in Siria, secondo la propaganda occidentale, ha la forma di guerra umanitaria. Questa è la maschera occidentale, ora; volevano utilizzare la maschera umanitaria come scusa per intervenire ancora in Siria, e quando dico intervenire significa militarmente o sostenendo i i terroristi.
Giornalista: È come nell’ex-Jugoslavia, durante la guerra in Jugoslavia, anche nella guerra in Bosnia-Erzegovina, in Kosovo, la questione umanitaria.
Presidente Assad: E’ un’altra epoca, forse, una forma diversa, ma dallo stesso nucleo, ciò che successe nel vostro Paese e ciò che succede oggi nel nostro Paese.

Domanda 7: La propaganda occidentale ha parlato dell’uso di armi chimiche e bombe-barili.
Presidente Assad: Lo stesso, mostrano un quadro in bianco e nero; i cattivissimi contro i buonissimi. E’ come il racconto di George W. Bush sulla guerra in Iraq e Afghanistan. Quindi, hanno voluto utilizzare tali titoli o termini nella narrazione per emozionare l’opinione pubblica nei loro Paesi. Qui è dove l’opinione pubblica doveva essergli favorevole per interferire, sia direttamente con attacchi militari, che sostenendo i loro ascari, i terroristi nella nostra regione.

Domanda 8: Vedo la notizia negli ultimi giorni, Amnesty International ha condannato un gruppo terrorista per l’utilizzo del cloro, di armi chimiche in Aleppo.
Presidente Assad: Ad Aleppo, esattamente, ciò è successo pochi giorni fa, e in realtà, a prescindere da tali attacchi chimici, abbiamo annunciato ieri che i terroristi hanno ucciso negli ultimi tre giorni più di 80 civili inermi ad Aleppo, e ferito più di 300. Non si legge nulla di ciò nei media mainstream occidentali. Non si vede, non si sente a tale proposito nulla. Individuano solo certe immagini e certi incidenti nella zona controllata dei terroristi solo per usarli per la loro agenda politica, condannando e incolpando il governo siriano, non perché sono preoccupati per i siriani; non si preoccupano dei nostri figli, o degli inermi, della civiltà e delle infrastrutture. A loro non importa; li distruggono. Ma in realtà, si preoccupano solo di usare ciò che serve ai loro interessi.

Domanda 9: E ora, il Vostro esercito… siete il Comandante Supremo delle Forze Armate siriane. Il Vostro Esercito non ha armi chimiche?
Presidente Assad: No, non ne abbiamo. Dal 2013 abbiamo ceduto il nostro arsenale. Ora, non ne abbiamo. Ma prima, non le abbiamo mai usate. Voglio dire, quando si parla di armi chimiche usate dal governo, significa che si parla di migliaia di vittime in un solo luogo e subito. Non abbiamo mai avuto tali incidenti; solo accuse sui media occidentali.

Domanda 10: Signor Presidente, quando pensa che la guerra in Siria finirà?
Presidente Assad: Quando? Dico sempre che meno di un anno basta a risolvere il problema interno, perché non è molto complicato, internamente. È complesso solo quando interferiscono le potenze straniere. Quando tali potenze straniere lasceranno in pace la Siria, potremo risolverla in pochi mesi, in meno di un anno. È molto semplice, possiamo, ma a condizione che non ci siano interferenze estere. Naturalmente, non sembra realistico, perché tutti sanno che gli Stati Uniti volevano minare la posizione della Russia come grande potenza mondiale, anche in Siria. L’Arabia Saudita ha cercato di distruggere l’Iran per anni, e la Siria potrebbe essere uno dei luoghi in cui arrivarci, secondo il loro modo di pensare. Ma se diciamo che possiamo risolvere la situazione quando tali potenze straniere lasceranno in pace la Siria, non avremo ostacoli nel risolvere questo nostro problema. Come? Prima di tutto, sospendendo il sostegno ai terroristi dai Paesi esteri, regionali come Turchia, Arabia Saudita e Qatar, e occidentali naturalmente, soprattutto gli Stati Uniti. Quando finirà il sostegno ai terroristi in Siria, non sarà difficile risolvere il nostro problema.

Domanda 11: Signor Presidente, è vero che la Siria è l’ultimo Paese socialista nel mondo arabo?
Presidente Assad: Oggi, sì. Non so in futuro come sarà. Siamo socialisti, ma naturalmente non chiusi.
Giornalista: Il socialismo umano, perché il governo sostiene l’istruzione con le sovvenzioni, come gli svedesi.
Presidente Assad: non so molto degli svedesi, ma diciamo che in Siria abbiamo un’economia aperta, ma allo stesso tempo un forte settore pubblico, e il settore pubblico ha svolto un ruolo molto importante nella resilienza della società siriana e del governo durante la guerra. Senza il settore pubblico, la situazione sarebbe stata molto più difficile. Quindi, siamo sempre socialisti, e penso che la guerra abbia dimostrato che il sistema socialista è molto importante per qualsiasi Paese, tenendo conto che parlo del socialismo aperto, consentendo la libertà al settore pubblico di svolgere un ruolo fondamentale nella costruzione del Paese.

Domanda 12: E le grandi aziende… queste sono statali o private?
Presidente Assad: Ne abbiamo di entrambi. Ma di solito in tale situazione, il settore pubblico è il più importante. Come sapete, il settore privato potrebbe sentire un maggiore pericolo e soffrirne di più e in alcune zone potrebbe uscirsene dall’arena economica, per l’insicurezza. Quindi, perciò si dipende. in tale situazione, di più dal settore pubblico, ma il settore privato in Siria ha sempre un ruolo molto importante, accanto a quello pubblico.

Domanda 13: Vi è un’atmosfera di ampia tolleranza con le altre chiese, cristiani, musulmani, e…
Presidente Assad: Non è tolleranza, in realtà, fanno parte di questa società. Senza tutti i diversi colori della società, cristiani, musulmani e le diverse sette ed etnie, non avreste la Siria. Così, ogni cittadino siriano deve sentirsi pienamente libero di praticare i suoi riti, tradizioni, convinzioni. Dovrebbe essere libero in modo da avere un Paese stabile. In caso contrario non si avrà un Paese stabile. Ma non lo chiamerei tolleranza. Tolleranza significa accettare qualcosa contro la propria volontà; No, musulmani e cristiani hanno convissuto per secoli in Siria, e s’integrano nella vita quotidiana, non vivono in ghetti.

Domanda 14: Nessuna scuola separata per musulmani, cristiani, giovani, no?
Presidente Assad: No, no. Vi sono alcune scuole che appartengono alla Chiesa, ma sono piene di musulmani e viceversa. Quindi, non ce n’è bisogno, no. Non permettiamo alcuna segregazione religiosa od etnica in Siria, sarebbe molto pericoloso, ma naturalmente senza l’interferenza del governo, la gente vivrebbe con l’altro in ogni scuola, in ogni luogo, in ogni ONG, nel governo, ed è ovvio… Ecco perché la Siria è laica per natura, non per governo. La società siriana è storicamente secolare.

Domanda 15: Signor Presidente, è passato un anno da quando le Forze Aeree russe hanno preso parte alla guerra siriana, quanto Vi ha aiutato la Russia?
Presidente Assad: Parliamo della realtà prima dell’intervento russo, lo SIIL si espandeva, come ho detto. Quando intervennero, SIIL, al-Nusra e altri gruppi affiliati ad al-Qaida iniziarono a ritirarsi Quindi, questa è la realtà. Perché? Naturalmente, perché è una grande potenza e ha un grande esercito e una grande potenza di fuoco che potrà sostenere l’Esercito arabo siriano nella guerra. L’altra faccia della storia è che quando un grande Paese, una grande potenza, come la Russia, interviene contro i terroristi, in coordinamento con le truppe sul terreno, e nel nostro caso si tratta dell’Esercito arabo siriano, naturalmente si ottengono risultati concreti, mentre se si parla dell’alleanza statunitense, che non è mai seria, non si hanno alleati sul terreno e non si otterrà nulla. Così, la potenza russa è molto importante assieme al suo peso politico sulla scena internazionale, e in entrambi i casi cambia la situazione; e sono molto importanti per la Siria per sconfiggere i terroristi in diverse aree e campi di battaglia in Siria.

Domanda 16: La società siriana è divisa dalla guerra, oggi?
Presidente Assad: In realtà, è più omogenea rispetto a prima della guerra. Questo potrebbe sorprendere molti osservatori, perché la guerra è una lezione molto profonda ed importante per ogni siriano. Molti siriani prima della guerra non notavano la differenza tra essere o meno fanatici estremisti, essere o meno estremisti terroristici. Quei confini non erano chiari a molti, ma a causa della guerra, della distruzione, del costo pesante per i siriani, molti siriani hanno appreso la lezione e ora sanno che l’unico modo per proteggere il Paese e preservarlo è essere omogenei, vivere insieme, integrarsi, accettarsi, amarsi. Ecco perché penso che l’effetto della guerra, a dispetto di tutti gli aspetti negativi di qualsiasi guerra come questa, sia positivo per la società siriana. Quindi, non sono preoccupato dalla struttura della società siriana dopo la guerra. Penso che sarà più sana.

Domanda 17: E una domanda sulle elezioni presidenziali statunitensi; chi vorreste vincesse negli Stati Uniti d’America, Trump o Hillary?
Presidente Assad: Penso che nella maggior parte del mondo, il dibattito su questa elezione è chi sia migliore, Clinton o Trump. In Siria, la discussione è chi è peggiore, non migliore. Quindi, nessuno di loro credo sarà un bene per noi, lo diciamo subito. In secondo luogo, la nostra esperienza con i funzionari e politici statunitensi c’insegna che non vanno presi in parola, non sono onesti. Qualunque cosa dicano, non credetegli. Se pronunciano un parola buona o brutta, se sono molto aggressivi o tranquilli, non credetegli. Dipendono dalle lobby, dall’influenza dei diversi movimenti politici nel loro Paese, dopo le elezioni, ciò definirà la loro politica al momento. Quindi, non c’è bisogno di sprecare tempo ad ascoltarne la retorica. E’ solo spazzatura. Aspettiamo la politica e vediamo, ma non vediamo buoni segnali sugli Stati Uniti che cambiano radicalmente politica verso ciò che accade nel mondo, diciamo, essere onesti, obbedire alla legge internazionale o preoccuparsi della Carta delle Nazioni Unite. Non c’è alcun segno che lo vedremo nel prossimo futuro. Quindi, non si tratta di chi sarà presidente; la differenza sarà esigua, ognuno di loro potrà lasciare la propria impronta personale, ma non significa che cambierà la politica. Ecco perché non ci speriamo e non ci perdiamo tempo.

Domanda 18: Signor Presidente, un’ultima domanda: la relazione tra Serbia e Siria, ha qualche messaggio per il popolo della Serbia?
Presidente Assad: Penso che non abbiamo fatto ciò che va fatto da entrambi per migliorare questo rapporto, prima della guerra. Naturalmente, la guerra avrà effetti sul rapporto con ogni Paese, e sarà comprensibile, ma dobbiamo pianificarlo la prossima volta perché il Vostro Paese ha subito aggressioni estere che hanno portato alla divisione della Jugoslavia e penso che il popolo ancora ne paghi il prezzo; in secondo luogo, la guerra nel Vostro Paese è stata ritratta nella stessa maniera; una guerra umanitaria in cui l’occidente interveniva per proteggere una determinata comunità contro gli aggressori dell’altra comunità. Così, molti nel mondo credono che tale storia sia la stessa in Siria; usano la stessa maschera, la maschera umanitaria. In realtà, l’occidente non si preoccupa del Vostro popolo, del nostro popolo, di nessuno in questo mondo, si preoccupano solo del proprio interesse personale. Quindi, penso che abbiamo le stesse lezioni, sarà in una zona diversa, con la differenza di circa due decenni e forse con titoli diversi, ma in realtà il contenuto è lo stesso. Ecco perché penso che dobbiamo costruire più relazioni su ogni aspetto; culturale, economico, politico, per rafforzare la nostra posizione, ed ogni Paese di questa regione.

Domanda 19: Ma il governo siriano, Voi e lo Stato siriano, sostenete la Serbia sul problema del Kosovo?
Presidente Assad: L’Abbiamo fatto, anche se i turchi volevano usare la loro influenza per il Kosovo, a favore del Kosovo, rifiutammo. Questo prima della guerra, sette od otto anni fa, e rifiutammo, nonostante le buone relazioni con la Turchia al momento. Sostenemmo la Serbia.01Giornalista: Signor Presidente, grazie per l’intervista, La ringrazio per il Suo tempo.
Presidente Assad: Niente affatto. Grazie per essere giunti a Damasco.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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