Trump e il Nuovo Ordine Mondiale

Gearóid Ó Colmáindonald-trump-sostenitori-23-1000x600La vittoria di Trump è un duro colpo per il liberalismo, la correttezza politica e l’ideologia dei diritti umani. Si tratta di una rivolta, seppur limitata, contro la globalizzazione e quindi di una vittoria momentanea delle forze realmente progressiste. Oggi a Damasco vi è almeno la speranza che gli Stati Uniti possano rilassare le operazioni terroristiche contro il popolo siriano. Oggi a Mosca, c’è almeno una pausa nell’ansia dei russi, che temevano di affrontare un’altra grande guerra patriottica contro la reazione occidentale. Oggi in Europa, la feccia liberale, pedofila e stragista, prona ai potenti, è a disagio più che mai. I media francesi chiamano la vittoria di Trump ‘incubo’ e ‘catastrofe’. Noi siamo con i lavoratori oppressi di questo mondo che da tempo cercano di rovesciargli l’incubo che ci hanno imposto. Ora, tutto dipende da come il movimento democratico nazionale negli Stati Uniti passi alla causa del lavoro contro il capitale. Il lavoratore statunitense dovrebbe chiedere aumenti salariali e la fine del ‘libero commercio’. Non ci sarà più un voltagabbana come Bernie Sanders, né liberali ‘antimperialisti’ o ‘democratici’ di Wall Street.

Una vittoria per i musulmani
I musulmani dovrebbero rallegrarsi della vittoria di Trump sulla candidata perdente dei sauditi Clinton, e i sauditi sono nemici dei musulmani. Trump è difficile che voglia la guerra contro l’Iran. Ma gli Stati Uniti restano un impero, una macchina da guerra estremamente predatoria. Trump deve essere spinto verso i bisogni della classe lavoratrice. Ha detto di volersi sbarazzare delle “lobbies straniere” che influenzano la politica degli Stati Uniti. E’ il momento di parlare di tali lobbies straniere, in particolare della lobby del regime sionista. I musulmani degli Stati Uniti dovrebbero cercare d’istruire Trump sulle vere cause delle guerre in Medio Oriente. Deve capire che l’Iran e la Siria non sono nemici degli Stati Uniti e che il governo degli Stati Uniti dovrebbe abbandonare il sionismo.

Una vittoria per i neri
I neri degli Stati Uniti dovrebbero essere felici della vittoria di Trump. I nazionalisti neri sanno che Trump non se ne preoccupa. Ma sanno anche che non ostacolerà la loro causa sposando lo pseudo-antirazzismo. Gli attivisti per la liberazione dei neri hanno ora degli alleati contro il razzismo; il programma di Soros ‘Black Live Matter’ è volto a distruggere la famiglia dei neri con l’infiltrazione LGBT nel loro movimento di liberazione. La vittoria di Trump è un’opportunità unica per denunciare gli scopi di chi promuove la guerra al proletariato nero degli USA. Una battuta d’arresto sull’immigrazione di massa negli Stati Uniti avvantaggerà anche il sottoproletariato nero e, attraverso l’agitazione organizzata, riavviare la mobilità sociale deliberatamente sabotata dalla Legge su Immigrazione e Nazionalità del 1965. Trump non farà nulla per i neri, ma ha contribuito a togliere l’ostacolo della correttezza politica che sabotava la liberazione dei neri.

Una vittoria per i latinos
Anche i latinos statunitensi dovrebbero sostenere il cambio di regime a Washington. Un muro tra Messico e Stati Uniti intensificherà la lotta di classe in entrambi i Paesi, a vantaggio dei lavoratori. Sebbene un muro che vieti l’ingresso di disperatamente povere famiglie messicane negli Stati Uniti sia senza dubbio crudele, danneggia anche gli oligarchi e, a lungo termine, nessun cambiamento è possibile senza colpirli! Se Trump dovesse proseguire la costruzione del muro e mantenere la promessa di porre fine alla ‘promozione della democrazia’ negli altri Paesi, le forze progressiste in America Latina potrebbero riorganizzarsi ed avere una posizione migliore rispetto al passato nel scrollarsi dalle catene del capitalismo finanziario internazionale. L’isolazionismo e il protezionismo degli Stati Uniti sono un bene per la liberazione dell’America Latina!

Gli intrighi dello Stato profondo
Come ho già sottolineato, il sistema elettorale degli Stati Uniti è truccato e lo Stato profondo degli USA potrebbe essersi ribellato alla corruzione dilagante a Washington. Ma c’è anche la possibilità che alti e influenti strateghi imperialisti degli Stati Uniti del Consiglio per le relazioni estere, come l’ex-consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Bzrezinski e l’ex-segretario di Stato Henry Kissinger, possano avere segretamente voluto che Trump vincesse. Kissinger ha spesso parlato bene del Presidente russo Vladimir Putin e Bzrezinski ha recentemente pubblicato un documento dal titolo: ‘Verso il riallineamento globale’, dove scrive della necessità di ‘collaborare’ tra potenze imperiali. La vittoria di Trump sarebbe parte della nuova strategia del marketing ‘multipolare’ della governance mondiale guidata dagli Stati Uniti? E’ qualcosa che non va esclusa, anche se le rivelazioni sui crimini della dinastia Clinton di Wikileaks sono certamente reali, il ruolo esatto di Julien Assange e della sua organizzazione nel sistema imperiale globale rimane ambiguo.

Guardando avanti
Allora, cosa aspettarsi dalla nuova amministrazione Trump? Molto poco, quasi nulla. Tutto dipenderà da come i movimenti popolari nel mondo sfrutteranno i punti deboli illustrati dall’imperialismo degli Stati Uniti. I leader delle minoranze statunitensi devono unirsi ai proletari bianchi di Trump, che devono entrare in contatto con il movimento di liberazione nero e persone come il dottor Randy Short, Ezili Danto, Irritated Genie, dottor Umar Johnson ed altri. Il Dr Randy Short, sottolineando le carenze di Trump, ha descritto il repubblicano come “ciò di cui l’America ha bisogno” e “anti-global”. Ezili Danto, avvocato di Haiti che ha lavorato instancabilmente per denunciare l’imperialismo degli Stati Uniti ad Haiti, esortava a votare per Trump. Questa elezione, più di ogni altra, separa i genuini antimperialisti con un’analisi strategica e dialettica, dal piccolo-borghese bianco, urbano, della mafia ‘antirazzista’ e ‘antifascista’. Chomskiti, trotzkisti e anarchici sono invenzioni! Gli autentici leader della comunità contrari alla globalizzazione di tutte le etnie devono unirsi contro gli oligarchi. Devono ricordare costantemente a Trump la necessità di trasformare il Partito Repubblicano in un partito operaio. Le peggiori cospirazioni contro il lavoro onesto sono in crisi per via del colpo, dalla truffa del riscaldamento globale, al reazionario e razzista LGBT e alle guerre infinite in nome dei “diritti umani”. La mia previsione è che Trump non aderirà volentieri a qualsiasi promessa, ma comunque uno spazio è stato aperto all’emancipazione di classe; una parte del proletariato ha colpito l’élite imperialista liberale, ciò di cui essere felici. Ma si osservi a come gli oligarchi alla Soros risponderanno. Ci saranno ‘rivolte razziali’ e grandi tumulti. Lo ‘Stato islamico’ sostenuto da Arabia Saudita ed Israele colpirà. Vi saranno reazionari violenti attivi nel campo di Trump, anche troppi! Un attacco dei sorosiani negli scontri razziali e del terrorismo porteranno acqua al loro mulino reazionario. Perciò il trumpismo deve diventare un trampolino di lancio verso un fronte popolare contro il capitalismo monopolistico. Ma non dobbiamo trascurare il fatto che Trump rappresenta sempre gli interessi della classe dirigente e ha un notevole sostegno da fazioni dell’oligarchia, come Rupert Murdoch e Sheldon Adelson. Ma la vittoria di Trump, nonostante tali problemi, è una buona notizia. C’è stato un applauso alla Duma di Stato russa dopo l’elezione di Trump. Questo è un evento senza precedenti nelle relazioni internazionali, permettendo un passo importante verso la distensione tra potenze imperiali e la pace in Siria. Vi è ragione di nutrire una cauta speranza per il prossimo anno, senza perdere di vista il fatto che solo i movimenti popolari porteranno un vero cambiamento nel mondo. Le condizioni attuali sono migliori di quelle di ieri per la nascita di questi movimenti.

Randy Short

Randy Short

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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