Fidel Castro – Morte di un Titano

Alexander Mercouris, The Duran 26 novembre 2016

La morte di Fidel Castro toglie dalla scena mondiale un genio politico che ha trasformato Cuba garantendone l’indipendenza dagli Stati Uniti e giocando un ruolo chiave nel determinare la caduta dell’apartheid nel Sud Africa.
1480139571_674437_1480151417_noticia_fotogramaLa morte del leader rivoluzionario cubano Fidel Castro ha provocato il solito elogio di alcuni e la condanna di altri. Ciò che nessuno nega è l’impatto colossale che ha avuto, non solo sul suo Paese, ma nel mondo. Questo fatto va ripetuto perché notevole. Cuba, il Paese che Fidel Castro ha guidato, è di piccole dimensioni (la sua popolazione attuale è di 11 milioni di abitanti) e relativamente povera. Non ha grandi ricchezze naturali né grandi industrie. Quando Fidel Castro salì al potere i  servizi sociali erano primitivi, la scuola e i sistemi sanitari estremamente squilibrati e arretrati, e gran parte della popolazione analfabeta. In alcun aspetto immaginabile Cuba era una grande potenza, e prima che Fidel Castro ne diventasse il leader, nessuno poteva pensarlo. Che il leader di un Paese così piccolo abbia avuto un impatto straordinario sulla scena mondiale è non poco sorprendente, e dice moltissimo sulla personalità di Fidel Castro, come del resto su Cuba e la rivoluzione che ha guidato. Basti dire che a confronto con le nazioni guidate da Mao Zedong, Ho Chih Minh, Ruhollah Khomeini e Nelson Mandela, i quattro altri grandi leader rivoluzionari del mondo dopo la seconda guerra mondiale, Cina, Vietnam, Iran e Sud Africa, in confronto a Cuba sono dei giganti (nel caso della Cina un titano) e non sorprende quindi se i loro leader rivoluzionari poterono attrarre l’attenzione mondiale. E’ vero, ma anche banale, dire che uno dei motivi per cui Fidel Castro e Cuba hanno avuto così tanta attenzione, fu perché nel 1960 divenne il fulcro della guerra fredda, con USA e URSS quasi in guerra per Cuba durante la crisi dei missili nel 1962. E’ banale, perché Cuba è diventata così importante nella Guerra Fredda solo perché Fidel Castro lo permise. Ci furono molti altri leader di sinistra e rivoluzionari nei Caraibi e in America Latina, prima e dopo Fidel Castro. Nessuno, nemmeno Hugo Chavez, si è mai avvicinato alla statura politica di Fidel Castro, o messo il proprio Paese al centro del conflitto tra superpotenze. La ragione per cui Fidel Castro è riuscito a farlo, è perché era disposto a fare ciò che nei Caraibi e in America Latina, cortile degli Stati Uniti, nessun altro leader era disposto a fare. A differenza di loro, negli anni ’60 rivoluzionò la società cubana, cosa che nessun altro leader di Caraibi e America Latina fece mai. Ciò significa, in pratica, che non vi è continuità istituzionale tra Cuba pre-Castro e Cuba di oggi. Esercito, polizia, burocrazia statale, media e magistratura sono completamente diversi, la ricchezza, tra terre e fabbriche, della vecchia oligarchia cubana fu espropriata in modo rivoluzionario globale e i sistemi economico, sanitario e istruttivo  furono interamente ricreati a propria immagine da Fidel Castro. Dire che ciò fu controverso sarebbe un eufemismo, in realtà sono  prima accusa e risentimento contro Fidel Castro degli esiliati di oggi, spiegandone l’implacabile ostilità. E sono anche motivo dell’embargo degli Stati Uniti.
I cambiamenti rivoluzionari di Fidel Castro effettuati a Cuba negli anni ’60 resero impossibile che il suo governo e la rivoluzione venissero sovvertiti, destino di ogni altra rivoluzione dei Caraibi e dell’America Latina, prima e dopo, privando gli Stati Uniti dei soliti strumenti usati per sovvertire queste rivoluzioni. Gli Stati Uniti, che non tolleravano nulla che somigliasse lontanamente a un cambiamento rivoluzionario nel cortile dei Caraibi e dell’America Latina per molto tempo, lottano per trovarvi una risposta, da allora. L’embargo imposto a Cuba fu un tentativo di risposta. Anche se da tempo è visibilmente fallito, le solite caparbietà e petulanza degli Stati Uniti e i potenti interessi costituiti che sostengono l’embargo, ne permettono la continuazione fin da allora. Ciò per dire quale fu la trasformazione rivoluzionaria della società cubana che Fidel Castro attuò negli anni ’60, rappresentandone sopravvivenza e successo, e tuttavia ponendo la questione di come sia avvenuto. Parte della risposta si trova senza dubbio nella personalità di Fidel Castro. E’ chiaro che aveva la massima chiarezza di idee, determinazione e spietatezza senza cui alcun leader rivoluzionario può avere successo. È comunque importante dire che Fidel Castro poté  farlo grazie al sostegno della società cubana. La ragione di ciò è in parte dovuta a una caratteristica peculiare della rivoluzione cubana, legata alla relazione insolita di Cuba con gli Stati Uniti. Ne discussi due anni fa, in un articolo per Sputnik, che riprendo qui, “La rottura delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba fu conseguenza della rivoluzione castrista del 1959. Una rivoluzione lanciata dalla campagna contro l’oligarchia corrotta a L’Avana, che a sua volta aveva strettissimi legami con gli Stati Uniti, risalenti alla guerra di liberazione di Cuba contro la Spagna nel 1890. Gli Stati Uniti v’intervennero, arrivando a dominare Cuba fino alla rivoluzione di Castro nel 1959. Non sarebbe esagerato dire che in quel periodo Cuba fu essenzialmente un protettorato degli Stati Stati. È opportuno chiarire che si trattava di un rapporto che differiva in modo significativo da quello degli Stati Uniti gli altri Paesi dell’America Latina. Gli Stati Uniti ebbero un’influenza politica dominante, a tutti gli effetti partner non così silenziosi, sul sistema politico di ogni Stato latino-americano nel secolo scorso. Tuttavia in alcun altro Stato latino-americano, salvo Panama e Puerto Rico, si ebbe un impegno politico così diretto e aperto come a Cuba. Tale forma di dominio degli Stati Uniti ebbe un importante significato pratico. Non solo gli Stati Uniti acquisirono l’importante base militare di Guantanamo Bay (che mantengono ancora), ma ebbero il dominio totale del sistema politico ed economico di Cuba, facendone in effetti un appendice del sistema economico e politico degli Stati Uniti. Come è ben noto Cuba divenne gradualmente un importante parco giochi per i ricchi o quasi statunitensi. Dal 1920 al 1950 L’Avana fu il centro dei festini e del gioco d’azzardo degli Stati Uniti che concorreva con Miami e Las Vegas. Inoltre, molti ricchi statunitensi vi avevano la seconda casa, tra cui lo scrittore Ernest Hemingway e la ricca famiglia Dupont, la cui villa Xanadu ispirò il palazzo nel film di Orson Welles, Quarto Potere. Rimane un punto di riferimento nella località turistica di Varadero ad oggi. Fu il periodo in cui la discoteca Tropicana dell’Avana era al culmine dello splendore, quando l’edificio Capitolio dell’Avana fu costruito a imitazione del Campidoglio di Washington, quando la società del cioccolato statunitense Hershey costruì una ferrovia elettrica per le proprie piantagioni di zucchero e quando L’Avana divenne sinonimo di edonismo e vizio tropicali. Il controllo politico ed economico degli Stati Uniti arrivò assieme a una notevole corruzione. Lo status di protettorato era incompatibile con la democrazia, che mai prima della rivoluzione di Castro nel 1959 si ebbe davvero. Al tempo della rivoluzione cubana vi era la dittatura dell’ex-sergente Fulgencio Batista. Dietro la facciata della dittatura il vero potere a Cuba stava, come sempre, nell’oligarchia delle famiglie benestanti (le cui origini risalgono alla dominazione spagnola), nei militari, nell’ambasciata e negli affaristi degli Stati Uniti, molti dei quali dei ben noti banditi. Le figure chiave tra questi ultimi furono i mafiosi Meyer Lansky e Santos Trafficante, con il primo spesso considerato il vero sovrano di Cuba. L’immediato periodo pre-rivoluzionario a Cuba vide la povertà cronica e l’abbandono della campagna cubana in combinazione con il boom edilizio all’Avana. Il periodo in cui la discoteca Tropicana dell’Avana era al culmine e L’Avana era sinonimo di edonismo tropicale e prostituzione, fu anche un periodo di crescente disuguaglianza e tensioni sociali. In tutta onestà, fu anche un momento di notevole conquista culturale, la comparsa a L’Avana di una classe media consistente e la costruzione del sistema autostradale, unico in quel periodo tra gli altri Stati latino-americani. Tali intensi legami tra Cuba e Stati Uniti spiegano la successiva perenne ostilità. Per i cubani molti problemi sociali divennero spiegabili con la posizione subordinata agli Stati Uniti, per un popolo fiero era umiliante e dannoso. La rivoluzione di Castro fu la dichiarazione d’indipendenza dagli Stati Uniti di Cuba“.
Nello stesso articolo scrissi dei vari tentativi degli Stati Uniti di rovesciare Fidel Castro e come, proprio perché la rivoluzione cubana fu l’effettiva dichiarazione d’indipendenza di Cuba dagli Stati Uniti, si consolidò il sostegno a Fidel Castro e al suo governo rivoluzionario. “Le conseguenze furono cinque decenni di lotta degli Stati Uniti per rimettere Cuba sotto controllo. Ciò comportò il blocco economico e gli incessanti tentativi per destabilizzare e rovesciare il governo cubano. A volte ciò ebbe aspetti farseschi, come il complotto per assassinare Fidel Castro con una conchiglia esplosiva o il tentativo di reclutare artisti hip-hop cubani per rovesciare il governo. Ciò non dovrebbe tuttavia sminuire gli enormi danni materiali e psicologici inflitti a Cuba. La guerra economica e politica degli Stati Uniti contro Cuba fu ampliata da potenti interessi. perpetuandola. I gruppi anti-castristi ebbero il controllo politico della comunità cubana negli Stati Uniti negli anni ’60 e la perpetuazione della guerra non dichiarata degli Stati Uniti contro Cuba ne cementò il controllo sulla comunità e l’influenza politica negli Stati Uniti. Alleatisi a vari gruppi politici ed economici negli Stati Uniti, contrari alla riconciliazione per ragioni ideologiche, economiche o politiche, si formò una potente lobby politica che si oppose a qualsiasi riavvicinamento tra i due Paesi. Tuttavia, il conflitto tra Cuba e Stati Uniti fu anche lo scontro di una forza irresistibile con un ostacolo inamovibile. Proprio perché la rivoluzione cubana dichiarò l’indipendenza dagli Stati Uniti  di Cuba, la pressione politica degli Stati Uniti su Cuba, infine, consolidò il sostegno al governo cubano, piuttosto che indebolirlo“.
Naturalmente è anche vero, come già detto in questo articolo, che Fidel Castro e Cuba non avrebbero potuto vincere senza il supporto cruciale, negli anni ’60 e ’70, dell’URSS. Tuttavia dirlo anche se vero è anche banale, perché la ragione dell’URSS ad impegnarsi a Cuba nel modo che fece, e che non fece per qualsiasi altra rivoluzione nei Caraibi o nell’America Latina, fu proprio dovuto al cambio rivoluzionario globale che Fidel Castro effettuò a Cuba, dimostrando all’URSS che la rivoluzione cubana sarebbe durata, e lo è per davvero. Il genio di Fidel Castro non fu nella capacità di garantirsi l’aiuto sovietico per effettuare il cambiamento rivoluzionario a Cuba, ma che anche nel sapere sfruttare il sostegno dell’URSS per effettuare il cambiamento rivoluzionario in Africa australe. L’importanza del coinvolgimento di Cuba nelle guerre contro il regime dell’apartheid in Angola e Namibia è sempre stato riconosciuto dalla leadership dell’ANC (anche da Nelson Mandela), anche se in occidente viene completamente ignorato e contestato da certuni in Sud Africa. La mia opinione, avendo personalmente discusso la questione con testimoni oculari dei combattimenti in Angola e con protagonisti della lotta anti-apartheid, è che la sua importanza non può essere sopravvalutata, e che la vittoria di Cuba a Cuito Cuanavale nel 1987 fu decisiva, come Fidel Castro, Nelson Mandela e molti altri hanno sempre detto, catalizzando la fine del regime dell’apartheid. E’ chiaro che il regime sarebbe prima o poi caduto, in ogni caso. L’intervento di Cuba e Fidel Castro fu comunque decisivo per la caduta, quando avvenne. Dato che l’ulteriore perpetuarsi dell’apartheid negli anni ’90 sarebbe stato un disastro totale per la popolazione dell’Africa del Sud, qualcosa di cui loro e il resto del mondo devono essere enormemente grati a Fidel Castro. Come Fidel Castro in numerose occasioni ammise, l’intervento di Cuba nelle guerre nell’Africa australe non sarebbe stato possibile senza il supporto dell’URSS. La brillante abilità di Fidel Castro ad averne il sostegno e ad impiegarlo in modo eccezionale fu però decisiva. Dato che l’URSS era una superpotenza, fu l’abilità di Fidel Castro a sfruttarne il sostegno, che per un certo tempo fece di Cuba una grande potenza.
Nel riconoscere le colossali realizzazioni di Fidel Castro, è anche necessario ammettere che la sua rivoluzione ha fatto il suo corso, e da qualche tempo. Anche se la rivoluzione ha trasformato Cuba, in particolare la campagna esaurita, e diede a tutti sistemi sanitari e d’istruzione eccezionali, il grado di controllo politico e sociale che Fidel Castro fu costretto a imporre alla società cubana, per salvaguardarne la rivoluzione, secondo tutti aumenterebbe la frustrazione a Cuba, e come l’incommensurabilmente più istruita, sana e sicura di sé nuova generazione cubana ritenga sempre più, a torto o a ragione, il sistema attuale non dare il massimo per svilupparne le capacità. Nonostante le perenni critiche occidentali sulla situazione dei diritti umani a Cuba, Fidel Castro non impose il terrore noto in altre rivoluzioni, e questo in una regione dove la repressione politica continua ad essere comune e la vita precaria; e la vita della popolazione nella Cuba di Fidel Castro è immensamente più sicura e garantita di quanto non lo sia in alcuno dei Paesi vicini. Tuttavia la grande sfida per Cuba, oggi, è andare avanti nonostante il probabile protrarsi dell’ostilità statunitense, per fare di Cuba una società più libera e meno controllata, più adatta alle attuali esigenze degli abitanti, pur conservando l’indipendenza e le grandi conquiste sociali della rivoluzione di Fidel Castro. Ciò è qualcosa che Cuba quasi certamente può raggiungere ma, come Fidel Castro sapeva, data la vulnerabilità e le risorse limitate di Cuba, può raggiungere solo con l’aiuto estero. I grandi cambiamenti nel sistema internazionale fanno sì che tale aiuto sia presente. Già in risposta alla morte di Fidel Castro vi sono segnali della volontà di fornirlo.
15241168Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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