Putin costringe Erdogan a fare marcia indietro sulla Siria

Alexander Mercouris, The Duran 1/12/2016

A seguito della telefonata con il Presidente russo Putin, il presidente turco Erdogan è stato costretto a un umiliante marcia indietro sulle dichiarazioni secondo cui l’obiettivo dell’operazione Scudo dell’Eufrate era rovesciare il Presidente siriano Assad.
putin-erdogan-719002L’ammissione del presidente Erdogan, che l’obiettivo dell’operazione Scudo dell’Eufrate sia il rovesciamento del Presidente siriano Assad, ha provocato furore e decisa reazione in Russia. Dmitrij Peskov, portavoce del Presidente Putin, ha espresso con chiarezza la rabbia della Russia, “La dichiarazione era davvero una notizia, essendo molto grave. In disaccordo con le precedenti dichiarazioni e con la nostra comprensione della situazione. Speriamo che nel prossimo futuro ci siano spiegazioni dai nostri partner turchi. Prima di qualsiasi giudizio, ci aspettiamo che la posizione sia chiarita“. Peskov ha anche chiarito che Erdogan non ha mai detto nulla a Putin sul rovesciamento di Assad, durante la telefonata del 26 novembre 2016. Il resoconto del Cremlino sulla conversazione è tra l’altro sintetico anche per gli standard del Cremlino, dicendo semplicemente, “I due leader hanno continuato lo scambio di opinioni sulla situazione in Siria“. Infatti è noto che Erdogan ha telefonato a Putin per lamentarsi del presunto attacco aereo siriano alle truppe turche a nord di al-Bab, affermando che i turchi hanno avuto morti e diversi soldati feriti. Il reciso resoconto del Cremlino sulla conversazione suggerisce che sia stato uno scambio furioso, con Putin che ricordava ad Erdogan che a differenza delle truppe russe, in Siria legalmente su invito del governo legittimo, le truppe turche sono in Siria illegalmente e contro la volontà del governo legittimo, e perciò i russi non potevano aiutarle.
Le osservazioni di Erdogan sulle truppe turche in Siria per rovesciare il Presidente Assad sono state certamente provocate da questo scambio con Putin. Sembra che Erdogan sia uscito malconcio dal colloquio con Putin e, come suo stile, ha cercato di salvare la faccia dicendo più di quanto non fosse saggio dire da parte sua. Il risultato è stata un’altra telefonata furiosa tra Putin e Erdogan. Il resoconto del Cremlino è ancora breve e conciso, “Il Presidente della Russia ha espresso condoglianze per i bambini uccisi nell’incendio in un dormitorio per ragazze nella città di Adana. I presidenti hanno discusso di questioni sulla relazione russo-turca, compresi contatti bilaterali ai diversi livelli, nel prossimo futuro. Hanno continuato lo scambio di vedute sulla Siria, anche sugli sviluppi ad Aleppo“. Tuttavia, in questa occasione abbiamo più informazioni sulla chiamata dall’aiutante di Putin, Jurij Ushakov, “Posso solo dire che la telefonata tra il nostro presidente ed Erdogan si è svolta ieri, e l’argomento (la presenza turca in Siria) è stata affrontata. Sì, Erdogan ha dato una spiegazione“. Oggi Erdogan ha reso pubblico tale “spiegazione”. Il quotidiano turco Hurriyet riferiva di un incontro con dei capi di villaggio nel palazzo presidenziale di Ankara, “L’obiettivo dell’operazione Scudo dell’Eufrate non sono un Paese o una persona, ma solo le organizzazioni terroristiche. Nessuno dovrebbe dubitarne avendolo detto più e più volte, e nessuno dovrebbe commentarlo in altro modo o cercando di travisarne il senso“. In altre parole, Erdogan ha fatto marcia indietro. Dopo il colloquio con Putin, veniva ora costretto a negare la verità su ciò che aveva detto solo il giorno prima: che cerca di rovesciare il Presidente Assad. Invece ancora una volta viene costretto a far finta che l’obiettivo dell’operazione Scudo dell’Eufrate non sia rovesciare il Presidente Assad, ma sconfiggere lo SIIL e la milizia curda YPG, che definisce entrambi “organizzazioni terroristiche”. In realtà il senso delle precedenti osservazioni di Erdogan era perfettamente chiaro, dicendo indubbiamente la verità, come ammette Hurriyet. Come più volte detto, non vi è alcun dubbio che Erdogan sia impegnato in prima persona nel rovesciare il Presidente Assad. Non solo i suoi commenti, ma tutte le sue azioni, lo confermano. Il fatto che Erdogan sia stato costretto a ritrattare pubblicamente ciò che ha detto, il vero, e che sia stato costretto da Putin a farlo pubblicamente, gli è doppiamente umiliante, mostrando la paura di Erdogan per Putin, e chi comanda tra i due.
Non vi è dubbio che i russi conoscano le vere intenzioni di Erdogan in Siria. Costringendolo a negarle in pubblico, hanno però dimostrato il peso che hanno su di lui. Ciò gli renderà più facile controllarlo in futuro.3006671Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

2 Responses to Putin costringe Erdogan a fare marcia indietro sulla Siria

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