Gli Stati Uniti sono soli nella presunta “lotta” contro lo Stato islamico

The New Atlas 7 dicembre 2016aleppo-citadel-2Daniel Byman del Brookings Institution in un articolo intitolato “I limiti degli attacchi aerei nella lotta allo Stato islamico“, si lamenta che la presunta guerra degli USA allo Stato Islamico (IS) sia limitata dalla mancanza di alleati capaci. L’articolo dice specificamente che: “Il problema è che gli alleati locali sono spesso strumenti difettosi: corrotti, inefficaci e brutali. Spesso sono necessarie le truppe statunitensi per rafforzare le forze locali, avere le informazioni necessarie, e in caso contrario, sopportarne il peso”. Byman conclude che il potere aereo degli Stati Uniti, “assenti altri strumenti e un’ampia strategia“, sarà sempre limitato. E in effetti per gli Stati Uniti, se il loro obiettivo fosse mai eliminare lo Stato Islamico, l’uso della sola forza aerea, chiaramente senza alleati capaci, sarebbe uno sforzo che va dal limitato all’assolutamente inutile, se non del tutto controproducente. Se si crede che gli Stati Uniti fossero in Siria e Iraq per combattere lo Stato Islamico, o semplicemente usassero l’organizzazione terroristica per minarne i governi e rimanere rilevanti e presenti nella regione, l’assenza di alleati capaci (oltre, forse, allo stesso Stato islamico) è un problema evidente e grave.

Russia ed Iran hanno alleati efficaci
Al contrario, Russia e Iran sono in Medio Oriente per schiacciare lo Stato islamico. Entrambi sanno che la caduta di Siria o Iraq in mano a terroristi pesantemente armati e sponsorizzati dall’agglomerato tra Stati di NATO e Golfo Persico, equivarrebbe a un prossimo trampolino di lancio per la destabilizzazione e la grande guerra entro i loro confini. Per Russia e Iran, avere alleati molto efficienti ne spiega molto bene il successo rispetto al netto fallimento, ritirata dal conflitto e anche dalla regione degli Stati Uniti. Le forze siriane con il supporto a terra degli iraniani e aereo dei russi, hanno riconquistato la città settentrionale di Aleppo lasciando solo la città orientale di Raqqa e la città nord-occidentale di Idlib da liberare. Idlib, dove la maggior parte dei terroristi supportati da NATO-Golfo Persico fugge, è una città inutile e secondaria rispetto ad Aleppo e altri centri urbani già liberati dalle forze siriane ed alleate. Infatti, la stragrande maggioranza della popolazione siriana vive nel territorio governativo. L’Esercito arabo siriano e le varie milizie alleate sono alleati seri ed affidabili che combattono su un piano e un livello di consapevolezza con cui alcun esercito che l’occidentale possa “creare” o “trovare” può competere. Escludendo l’intervento militare occidentale diretto, non solo Siria e Iraq sconfiggeranno Stato islamico e altre organizzazioni terroristiche che operano entro i loro confini, ma la pace e la sicurezza che imporranno muteranno i rapporti di forza nel Medio Oriente, rendendo ancora più difficile agli Stati Uniti trovare alleati efficaci e collusi con i loro piani regionali.15440418New Atlas è una piattaforma multimediale di analisi e articoli geopolitici.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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